La Regione Piemonte dice no a bullismo e cyberbullismo

Una proposta di legge in Regione Piemonte per dire no bullismo e cyberbullismo

Una Proposta di Legge Regionale per la promozione e il sostegno di azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Un provvedimento che vuole intervenire su un’emergenza sociale che colpisce soprattutto i più giovani e merita la massima attenzione.

«Tanti, troppi gli episodi di cui veniamo a conoscenza dalle pagine dei giornali in Italia ed in Piemonte. Siamo di fronte a un fenomeno antico, che, però, assume forme nuove con la diffusione delle nuove tecnologie e in particolare dei social network. Serve un forte investimento in prevenzione attraverso percorsi educativi e formativi. Vittime e bulli devono essere aiutati e con l’approvazione di questa norma Regione Piemonte vuole fare la propria parte per stare accanto ai ragazzi». Così il consigliere Regionale Domenico Rossi, primo firmatario della Pdl, spiega le finalità del documento che finanzierà campagne di sensibilizzazione e di informazione, iniziative di carattere culturale, sociale, ricreativo e sportivo, corsi di formazione e programmi di assistenza e recupero e gruppi di supporto, finalizzati a diffondere la cultura della legalità, il rispetto della dignità personale, la valorizzazione di ogni forma di diversità, il contrasto di qualsiasi discriminazione, la tutela dell’integrità fisica e, soprattutto, psicologica dei bambini e degli adolescenti, anche attraverso la promozione di un utilizzo più consapevole della Rete e degli strumenti informatici in generale, in particolar modo nell’ambiente scolastico. «Siamo di fronte ad un fenomeno “perverso” – commenta il consigliere Andrea Appiano, firmatario con Rossi della Pdl – perché la marginalità sociale ne è al contempo la causa e l’effetto. Da una parte, infatti, l’aumento dei comportamenti aggressivi è spesso dovuto all’incremento del disagio e dell’emarginazione che oggi investe molti settori della nostra società. Dall’altro, come dimostrano gli studi più recenti, le vittime della prepotenza vedono a loro volta compromesse le possibilità per un pieno benessere psicofisico e finiscono in molti casi per ingrossare le fila dell’esclusione. Sono questi i problemi che abbiamo cercato di focalizzare e su cui strumenti e modalità di intervento previsti dalla legge sono interamente si focalizzano intervenendo sull’origine sociale e culturale del fenomeno».

 

Proprio lo spirito educativo è centrale nell’approccio al problema, richiamando il senso del Disegno di Legge a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto al cyberbullismo presentato dalla Senatrice Elena Ferrara, approvato in terza lettura al Senato e in attesa di discussione alla Camera. «Sostengo da sempre la necessità di intervenire a tutela dei minori continui casi di cronaca ci riportano la necessità di giungere al più presto alla conclusione dell’Iter legislativo nazionale. Una legge che, ancor prima della sua approvazione, ha avuto il merito di ispirare due leggi regionali con analoghe finalità. Non posso quindi che sostenere con forza la proposta di legge di Domenico Rossi a sostegno delle famiglie e dei ragazzi di tutto il Piemonte» spiega la Senatrice Democratica. «Negli ultimi due anni – conclude Ferrara – ho incontrato migliaia di ragazzi in più di 150 incontri in tutta Italia: sono loro a chiederci aiuto, così come le loro famiglie e gli insegnanti. La cura delle vittime e il recupero dei responsabili sono possibili solo attraverso una corretta educazione e alla formazione al buon utilizzo delle nuove tecnologie». Lo confermano i numeri. Nel 2016 la Polizia Postale ha reso noto che sono state 235 le denunce per reati di diffamazione on line (18%), ingiurie, minacce e molestie (37%), stalking (3%), furto identità sui sociale (30%), diffusione di materiale pedopornografico (13%) con dei minori come vittime. In 31 casi i denunciati erano essi stessi dei minori e il 6% degli adolescenti è vittima di cyberbullismo.

«Le cifre – commenta il consigliere Domenico Rossi – evidenziano la portata del fenomeno e la necessità di un intervento delle istituzioni. Proprio per garantire un costante coinvolgimento e un coordinamento delle attività di prevenzione e contrasto la proposta di legge prevede anche la costituzione di una Consulta regionale sul bullismo e cyberbullismo presso la Giunta regionale». Un tavolo tecnico, che non comporterà oneri a carico del bilancio regionale, cui saranno chiamati a partecipare il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, il Co.Re.Com. e l’Osservatorio permanente sul fenomeno, istituito presso l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte.

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