Dal Governo 74,3 milioni per l’edilizia sanitaria in Piemonte

“Dal Governo uscente arriva un ulteriore investimento per la sanità. Si stanziano risorse per 100 progetti di edilizia Sanitaria”. Il Vicepresidente della Commissione Sanità in Regione Piemonte, Domenico Rossi, commenta così l’approvazione del decreto del Ministero della Salute (leggi il testo qui) che mette a disposizione circa 900 milioni per l’edilizia sanitaria e oltre 10milioni per la ricerca.
“Il Decreto prevede per il Piemonte il finanziamento di 19 progetti (trovi l’elenco completo qui) volti alla messa in sicurezza dei nostri ospedali per un totale di oltre 74,3 milioni di euro fino al 2033. Risorse ulteriori rispetto a quelle che potrebbero essere intercettate dal Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza con un’adeguata pianificazione rispetto alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità (leggi l’approfondimento qui)” conclude Rossi evidenziando che “si stanno allineando una serie di azioni, nazionali ed europee, che davvero possono rappresentare un punto di rilancio del sistema sanitario regionale e dai banchi di minoranza faremo tutto il possibile per sollecitare l’esecutivo affinché in questo contesto si scriva il nuovo piano socio-sanitario della Regione Piemonte, perché alle risorse occorre affiancare una visione”. 
“L’emergenza sanitaria causata dal Sars Cov2 ha messo in luce le debolezze del sistema sanitario nazionale derivanti dalla mancanza di investimenti adeguati negli anni pre-pandemia, ma anche da una visione obsoleta. Si possono avere giudizi differenti sull’operato del governo Conte, ma in ambito sanitario, sotto la regia del Ministro Speranza e dei sotto-segretari abbiamo assistito a un’inversione di rotta rispetto agli anni precedenti. Ora occorre fare in modo che l’aumento di investimenti diventi strutturale. Servono tre cose molto semplici: aumento del Fondo Sanitario Nazionale, potenziamento del territorio a partire da Case di Comunità e Ospedali di Comunità, e un piano serio di formazione delle figure socio-sanitarie e di assunzioni stabili. Senza lavoratori preparati e con i giusti carichi di lavoro nessuna riforma potrà restare in piedi” conclude Rossi.
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