Recovery fund: Cirio pianifichi gli interventi confrontandosi con il territorio

“Mi auguro che l’incontro novarese di domani sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sull’utilizzo dei fondi europei si riveli un vero momento di ascolto e confronto che favorisca una programmazione costruita con i territori per evitare soluzioni calate dall’alto” dichiara il consigliere Regionale Domenico Rossi in vista della prima tappa del tour che vedrà impegnato il Presidente Cirio in tutto il Piemonte. 

“I primi progetti per il Recovery presentati in Commissione non erano stati condivisi con il territorio. Certamente non con il novarese. Siamo contenti che le critiche che si sono sollevate nei mesi scorsi abbiano portato il presidente a rivedere il suo modus operandi. E ora ci aspettiamo che l’elenco dei progetti possa essere modificato a partire dalle reali necessità dei territori” precisa il consigliere Dem. 

“Nelle scorse settimane, proprio raccogliendo indicazioni dal territorio, ho messo sul tavolo alcune proposte specifiche nel campo delle infrastrutture così come in quello della sanità” ricorda Rossi.

In primis grazie ai miliardi destinati al Piemonte dal PNRR sarebbe possibile intervenire su infrastrutture nevralgiche per il quadrante nord orientale (leggi il comunicato qui). “Penso alle linee ferroviarie sospese con particolare attenzione alla riattivazione della Novara-Varallo, un asse fondamentale per il collegamento dei due territori e per le comunità della Valsesia, o al nuovo ponte sul Ticino di Oleggio, un’arteria diretta verso Malpensa, che dovrebbe essere collegata a Novara anche con una ferrovia dedicata. Sono solo alcune delle opere che porterebbero il novarese e l’intero quadrante nel XXI secolo” dichiara il consigliere.

Altra opportunità da cogliere quella legata ad un rilancio complessivo del sistema sanitario regionale. “La missione ‘Salute’ del Piano Nazionale, nella sua versione attuale, prevede per il Piemonte 55 Ospedali di Comunità e 180 Case della Comunità e circa 7 miliardi per realizzarli ma è necessario produrre una pianificazione entro il 2022 per accedere alle risorse (leggi la mia proposta qui). E’ un’opportunità unica: pensiamo a quei piccoli ospedali che sono stati dismessi o ridimensionati negli ultimi anni, tornerebbero ad erogare servizi spesso per i territori a partire dalle comunità che risultano più isolate o a  come cambierebbe la geografia sanitaria con una Casa della Comunità ogni 24.500 abitanti” specifica Rossi.

“Il Piemonte ha un Piano socio-sanitario ‘scaduto’ nel 2015. Ne occorre uno nuovo costruito su alcuni elementi chiave: potenziamento della sanità territoriale, integrazione socio-sanitaria, potenziamento dei servizi di domiciliarità, telemedicina e un serio e rigoroso piano di assunzioni. Senza personale tutte le riforme resteranno sulla carta” conclude il vicepresidente della Commissione Sanità.

 

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