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Care amiche, cari amici, compagne e compagni, vi raggiungo con un nuovo aggiornamento del nostro lavoro in Consiglio Regionale e con alcune riflessioni su quanto sta accadendo nel dibattito politico.. In Piemonte chi governa continua a voltarsi dall’altra parte di fronte alle reali difficoltà delle persone, mentre a livello nazionale assistiamo a uno spettacolo vile che umilia l’Italia nel panorama internazionale. |
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Assestamento di bilancio: perché abbiamo votato NO alla Giunta Cirio |
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In Consiglio regionale abbiamo votato convintamente contro l’assestamento di bilancio. Il motivo è semplice: un documento che avrebbe dovuto dare risposte concrete a cittadini, Comuni, enti del terzo settore e aziende sanitarie si è rivelato completamente privo di visione e di reale programmazione.
Gli impegni che l’assessore Tronzano aveva assunto nei mesi scorsi – dalla salute mentale ai disturbi alimentari, fino al diritto allo studio – sono rimasti lettera morta. Come Gruppo del Partito Democratico abbiamo presentato circa 90 emendamenti per proporre soluzioni reali su temi cruciali per il futuro del nostro territorio:
Il risultato? Nessuno è stato accolto. Nemmeno uno. Tutto questo accade mentre il Piemonte rimane tra le regioni più tassate d’Italia, con l’Irpef regionale bloccata al livello più alto. Eppure, la Giunta non ha “trovato le risorse” per integrare le borse di studio per i futuri medici di base, per i quali siamo in vera e propria emergenza,, si rifiuta di adeguare i canoni delle concessioni di acque e cave ai livelli di Lombardia e Veneto e rinuncia a una vera lotta all’evasione, a partire dal recupero dei bolli auto non riscossi.
La destra piemontese sceglie l’immobilismo e la difesa dello status quo, mentre le famiglie, i giovani e i servizi pubblici fanno sempre più fatica. |
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La crisi di Ceuta e la doppia morale del Governo Meloni |
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A settembre 2023, a un anno dall’insediamento del governo Meloni, si verificò a Lampedusa una crisi migratoria senza precedenti: in poche ore sbarcarono più di 7.000 persone, saturando l’hotspot e mettendo a dura prova l’isola. Allora la Presidente del Consiglio scrisse a Ursula von der Leyen invitandola a Lampedusa e lanciando un messaggio chiaro: «I confini marittimi dell’Italia sono i confini dell’Europa». Chiedeva, giustamente, solidarietà e una risposta comunitaria coesa.
Oggi che una crisi drammatica costruita ad arte colpisce un altro Paese europeo a Ceuta, cosa fa Giorgia Meloni? Invece di applicare il principio di solidarietà che pretendeva per noi – e di cui l’Italia avrà inevitabilmente ancora bisogno in futuro – mette in campo la peggiore propaganda nazionalista. Sospende gli accordi di Schengen, facendo finta di non sapere che Ceuta è un’enclave spagnola nel continente africano e che non c’è alcuna possibilità che quelle persone arrivino in Italia.
È un atteggiamento di una viltà politica disarmante: quando l’emergenza è a casa nostra, si esige l’aiuto di tutti; quando colpisce un governo di colore politico diverso (come quello spagnolo di Pedro Sánchez), si usano le frontiere come arma per alimentare lo scontro elettorale interno e per inseguire i MAGA.
Questa linea umilia moralmente l’Italia, riducendola a uno Stato che elemosina solidarietà al bisogno e abbandona i vicini per un pugno di like, condannandoci a un isolamento europeo pesantissimo. L’Unione Europea è una necessità vitale, ma non la si costruisce voltando le spalle agli alleati nei momenti di difficoltà. |
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I prossimi appuntamenti: ci vediamo alle Feste dell’Unità! |
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La politica si fa nei territori. In estate le feste dell’unità sono un’occasione per stare insieme e confrontarci sulla situazione politica e le sfide che ci attendono:
Il 13 settembre, andremo tutti insieme a Reggio Emilia, per il comizio finale della segretaria Elly Schlein. Se vuoi venire anche tu iscriviti qui. |
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