Città della Salute di Novara, audizione del Commissario Corsini: «Restano incognite su VIA, prescrizioni e revisione del PEF»
Rossi: «I tempi dipenderanno dalle scelte del Comune sull’impatto ambientale e dall’effetto del progetto esecutivo sul Piano Economico-Finanziario che potrebbe far lievitare il costo per lo Stato»
“Esco dalla Commissione con la consapevolezza che, al di là delle rassicurazioni, la Città della Salute deve ancora superare passaggi amministrativi, tecnici ed economici delicati, che potrebbero incidere sia sui tempi sia sui costi dell’opera. L’attenzione e la vigilanza dovranno restare altissime, perché l’obiettivo è arrivare alla cantierizzazione senza ulteriori rinvii e senza un’esplosione della spesa pubblica”. Lo afferma il consigliere regionale Domenico Rossi al termine dell’audizione del Commissario straordinario di Governo per la Città della Salute e della Scienza di Novara, Marco Corsini, tenutasi oggi in Consiglio regionale.
Nel corso dell’audizione il Commissario ha fatto il punto sullo stato dell’iter procedurale, confermando che restano ancora alcuni nodi da sciogliere prima di poter arrivare alla cantierizzazione.
Il primo riguarda la procedura ambientale. Come emerso dal cronoprogramma illustrato in Commissione, una variabile decisiva è rappresentata dalla scelta che dovrà assumere il Comune di Novara in merito allo screening ambientale e all’eventuale assoggettamento del progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Nel caso si rendesse necessaria una VIA ordinaria, i tempi subirebbero un ulteriore allungamento. Anche nello scenario più favorevole, con la conclusione della Conferenza dei Servizi all’inizio del 2027 e senza il passaggio alla VIA, sarebbero comunque necessari ulteriori mesi per perfezionare il contratto definitivo sulla base di quanto emergerà dalla Conferenza dei servizi. L’avvio dei lavori nel 2027 resta quindi un obiettivo possibile, ma non ancora una certezza.
Un secondo elemento di attenzione riguarda le prescrizioni e le osservazioni degli enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi. In particolare, la Soprintendenza ha formulato rilievi relativi agli aspetti di tutela archeologica e ai vincoli paesaggistici. Prescrizioni che dovranno essere valutate e recepite dalla struttura commissariale e dagli uffici comunali e che potrebbero avere conseguenze anche sulla progettazione.
Il nodo più delicato resta però quello economico-finanziario, legato al passaggio dal progetto definitivo a quello esecutivo che comporterebbe un aggiornamento dei costi dell’opera. Secondo quanto riferito in Commissione, gli eventuali maggiori oneri derivanti dalle della Conferenza dei Servizi non possono contrattualmente ricadere sulle spalle del concessionario privato e renderebbero quindi necessaria una revisione del Piano Economico-Finanziario. Le ipotesi per ristabilire l’equilibrio economico-finanziario comprendono un allungamento della durata della concessione, un aumento dei canoni a carico delle aziende oppure un incremento del contributo pubblico. Quest’ultima appare quella più plausibile e già oggetto di prime interlocuzioni con il Ministero della Salute: un maggiore contributo dello Stato attraverso l’adeguamento dell’accordo di programma.
“È proprio questo l’aspetto che mi preoccupa maggiormente – sottolinea Rossi –. Abbiamo già visto in passato quanto tempo possa richiedere la modifica del Piano Economico-Finanziario: ogni revisione ha comportato mesi, se non anni, di lavoro e di incertezza. Oggi rischiamo di riaprire una partita che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. E il tema è ancora più delicato considerando che nel 2027 potrebbero cambiare gli interlocutori istituzionali al Ministero della Salute, con il rischio di un nuovo periodo di stallo”.