In arrivo le linee guida sui test sierologici ma non c’è alcun piano straordinario per le attività sospese causa covid

La Fase 2 in Piemonte è cominciata… ma in sanità viaggia molto lentamente, è quanto emerso nell’odierna Quarta Commissione.  Al momento, infatti, non è previsto alcun piano straordinario per il recupero delle attività ambulatoriali e degli interventi in elezione sospesi a causa del Covid. “Arriverà”, dice l’assessore, ma non precisa quando. Alle aziende sanitarie, intanto, è stata data indicazione soltanto di riprogrammare le circa 300.000 attività che sono state sospese per il Covid19 secondo il criterio della data di prenotazione, ma la ripresa non potrà che essere lenta perché si dovranno garantire  accessi contingentati, distanziamento sociale e la necessità di farsi carico ancora di diversi reparti COVID. Per ora, dunque, niente recupero, ma inevitabile allungamento delle liste d’attesa.

La buona notizia, annunciata dall’Assessore Icardi che ha risposto alle domande dei consiglieri di opposizione, è l’imminente emanazione di linee guida  – entro la settimana – per superare l’attuale situazione da far west nell’ambito dei test sierologici. Da quando sono stati liberalizzati per aziende e cittadini è partita una vera e propria corsa, ma senza regole chiare: c’è chi somministra i test indicati dal Ministero della salute, chi, invece, i cosiddetti “pungidito” e molti sindaci sono partiti con studi locali; chi cerca solo le IGG, chi anche gli anticorpi IGM. Troppa confusione per un test su cui la letteratura scientifica consiglia prudenza, considerate le poche evidenze. Servono indicazioni chiare, come abbiamo chiesto da subito, anche attraverso un ordine del giorno depositato lo scorso 12 maggio, considerato che il diritto del cittadino di sottoporsi a un test sierologico ha una ripercussione sul SSR che si farà carico dei tamponi per tutti coloro che dovessero risultare positivi, come ha confermato ancora oggi l’assessore Icardi. Ci auguriamo che le linee guida diano risposte chiare sulla tipologia di test da eseguire, sulle modalità di accesso, di erogazione, sui costi dei test sierologici da parte dei laboratori privati per i privati cittadini e sull’iter da seguire in caso di positività del test. Manca purtroppo la volontà, per ora, di portare avanti uno studio epidemiologico su un campione di popolazione, sulla scia di quanto invece sta facendo il Ministero della Salute tramite l’ISTAT, mentre sono confermati gli studi epidemiologici su operatori sanitari e forze dell’ordine.

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