Appalto per le pulizie nelle Asl del quadrante nord est del Piemonte. Basta tagli sul costo orario dei lavoratori

La notizia della controversa assegnazione al ribasso della gara per le pulizie e la santificazione negli ospedali delle province di Novara, Vco e Biella, per un totale di cinque strutture, riporta all’attenzione un problema annoso.

Condivido la preoccupazione delle organizzazioni sindacali: vista la situazione di emergenza sanitaria dovuta al Covid non è il momento di risparmiare su queste funzioni. Il tema centrale è, però, quello del “lavoro povero”. Non può essere la pubblica amministrazione a risparmiare sul costo del lavoro.

Già nel 2015 con una Delibera di Consiglio Regionale, la 229 del 3 marzo, votata in Consiglio Regionale la Regione si impegnava a garantire l’applicazione dei contratti collettivi di maggior tutela per i lavoratori nei propri appalti oltre ad inserire come base imprescindibile del capitolato la giusta retribuzione. 

Non solo, a seguito di un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Giunta regionale con le organizzazioni sindacali nel maggio del 2016, il Consiglio regionale ha deliberato all’unanimità, nell’ottobre 2017 che le clausole sociali per la tutela dei lavoratori diventassero un obiettivo per i direttori di enti strumentali e partecipate della Regione nel predisporre gli appalti (leggi qui).

Non è, infatti, accettabile che lavoratori e lavoratrici impegnati nei nostri appalti guadagnino salari al di sotto della soglia di povertà e di dignità.

Per questo motivo presenterò nei prossimi giorni un’interrogazione per andare a fondo del caso che coinvolge il quadrante nord orientale del Piemonte e per capire se la gara per le pulizie rispetta la deliberazione del Consiglio Regionale. Spetta al pubblico, ad ogni livello, indirizzare il mercato verso buone pratiche e un’azione per tutelare i lavoratori ed escludere il costo del lavoro dai ribassi di gara è a mio parere proprietaria. 

 

 

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