Una nuova legge sulle attività estrattive

“Oggi sono soddisfatto, orgoglioso e determinato”. L’ho dichiarato il 22 ottobre 2015 presentando ufficialmente a Palazzo Lascaris, nel corso di una conferenza stampa, la proposta di legge che riforma il settore delle cave in Regione. Al termine di un anno di confronto e condivisione su un tema complesso e un settore che presenta molte criticità, con il capogruppo del Partito Democratico, Davide Gariglio, e i colleghi consiglieri, ho presentato la Proposta di legge “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave” che abrogherà la precedente legge regionale n°69 del 22 novembre 1978.

Si tratta di un impegno, per me da sempre prioritario, assunto con i cittadini durante la campagna elettorale, in linea con il mio impegno nella società civile organizzata: occuparmi di questo tema, portarlo al centro del dibattito e dell’attenzione dell’assemblea regionale, fino a una riforma delle leggi obsolete attualmente vigenti.

Dopo 37 anni il Piemonte potrà avere una nuova legge sulle attività estrattive, un testo che vuole porre la nostra regione in una posizione di avanguardia rispetto alla gestione di uno sei settori più complessi le amministrazioni locali si trovano a gestire.

La proposta di legge disegna un ammodernamento del settore dell’attività estrattiva, incentivando il riutilizzo degli inerti e armonizzando l’attività di coltivazione di cava con il rispetto dell’ambiente e della legalità. Aspetto quest’ultimo richiamato più volte dalla Direzione Nazionale Antimafia che ha invitato il legislatore ad intervenire sul tema del contrasto alle ecomafie fortemente interessate alle cave come futuri depositi di rifiuti, spesso abusivi e di materiali pericolosi. Soprattutto, una norma che consentirà alle imprese di programmare lo sviluppo all’interno di un quadro sostenibile e in un contesto il più possibile libero da ingerenze illecite.
Finalmente si potrà parlare di una programmazione unica regionale per garantire uniformità di regolamentazione su tutti i territori che incentivi per il riciclo degli inerti e diminuzione del consumo di suolo, preveda criteri oggettivi per il calcolo degli oneri, la tracciabilità dei rifiuti, l’istituzione di un nucleo ispettivo e un processo autorizzativo unico con clausole chiare di esclusione dallo stesso.

Ora la proposta di legge ha concluso il proprio percorso in commissione ed entro fine anno approderà in consiglio.

 

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