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	<title>Cave &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Cave &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>ROSSI (PD): «Scalfita la maggioranza sugli oneri estrattivi, ma si doveva fare di più»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 06:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[«Un risultato frutto della dura opposizione di questi giorni in commissione e in consiglio regionale, ma soprattutto della validità della proposta» così il consigliere regionale Domenico Rossi ha commentato l’approvazione dell’emendamento, seppur modificato, sull’adeguamento degli oneri per il diritto di escavazione in Piemonte e ha introdotto il meccanismo di adeguamento ISTAT degli oneri ogni due [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">«Un risultato frutto della dura opposizione di questi giorni in commissione e in consiglio regionale, ma soprattutto della validità della proposta» così il consigliere regionale <strong>Domenico Rossi</strong> ha commentato l’approvazione dell’emendamento, seppur modificato, sull’adeguamento degli oneri per il diritto di escavazione in Piemonte e ha introdotto il meccanismo di adeguamento ISTAT degli oneri ogni due anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quest’ultima è una novità di rilievo che inverte la rotta degli ultimi anni e restituisce coerenza ai principi di equità e responsabilità ambientale» ha spiegato Rossi che ha aggiunto «quello che chiedevo era un intervento necessario per reinserire l’adeguamento ISTAT ed equiparare i canoni estrattivi a quelli delle altre regioni. Siamo ancora lontanissimi da Veneto e Lombardia, ma è il primo passo di un percorso che non riteniamo concluso».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Continueremo a lavorare per riportare giustizia fiscale e ambientale. In un contesto in cui, con l’aumento dell’Irpef votato dalla maggioranza, si chiede un sacrificio a lavoratori e pensionati è giusto chiedere un contributo maggiore a chi in questi anni ha usufruito di condizioni vantaggiose rispetto ad aziende dello stesso settore in regioni sempre governate dal centrodestra come Lombardia e Veneto. Canoni più alti, inoltre, fungono anche da incentivi nei confronti dell’economia circolare spingendo a utilizzare maggiormente il materiale riciclato al posto della materia prima, che non può essere sfruttata all’infinito», aggiunge Rossi.&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;equità non abita in Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 10:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, mentre il Governo aumenta l'IRPEF al ceto medio piemontese, ci si chiede: perché i sacrifici ricadono sempre sui lavoratori e le famiglie? In un contesto di crisi e di evasione fiscale, è fondamentale chiedere un contributo a chi ha fatto profitti. Con una giusta redistribuzione, potremmo migliorare i servizi per i più vulnerabili. La politica deve essere al servizio di chi lavora e paga le tasse, non dei forti. Scopri come possiamo costruire un Piemonte più equo e giusto, dove ogni cittadino contribuisce secondo le proprie possibilità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Questa mattina, durante il Consiglio Regionale convocato per la prima volta nel week-end grazie alla incisiva attività delle opposizioni, si è svolta la discussione generale sul bilancio di assestamento della Regione Piemonte, con il quale Cirio e la destra a trazione FDI, aumentano l&#8217;IRPEF al ceto medio Piemontese. Ma mentre si aumentano le imposte  per lavoratori e pensionati che guadagnano tra i 15.000 e i 50.000 euro, si tralascia la lotta all&#8217;evasione fiscale e si lasciano indisturbati i grandi colossi che generano profitti. Di seguito il testo e il video del mio intervento.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Cirio aumenta le tasse: il mio intervento in aula" width="720" height="405" src="https://www.youtube.com/embed/uVpN5PwU_MA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Presidente, colleghe e colleghi,</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo un esperimento. Immagiamo di tornare indietro nel tempo, al 2015. Gli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Obama, decidono di colpire l’Europa con dazi unilaterali del 15%. Le imprese italiane vengono penalizzate. I distretti industriali del Piemonte entrano in crisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo che, invece di alzare la voce per difendere le famiglie e le aziende, il Governo Renzi avesse detto: “È un buon accordo. Meglio non litigare con Obama.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">E immaginiamo che in quel contesto il Presidente Chiamparino, qui in Piemonte, avesse risposto aumentando l’IRPEF al ceto medio. Proprio a chi guadagna 28.000 euro lordi l’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora vi chiedo: che cosa avrebbe fatto il centrodestra all’opposizione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Provo a fare un’ipotesi: urla, richieste di dimissioni a tutti i livelli, impeachment, social impazziti. Le sento le urla dei “paladini del popolo tartassato”, dei difensori della sovranità, dei nemici delle élite globali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma oggi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi accade esattamente questo. Con una differenza sostanziale: oggi governate voi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli Stati Uniti c’è Trump, che ha dichiarato una guerra commerciale unilaterale all’Europa. Solo con il crollo delle borse di questi giorni sono stati cruciati 269 miliardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Palazzo Chigi c’è Giorgia Meloni, che ha come preoccupazione principale quella di non infastidire Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui in Piemonte c’è il Presidente Cirio, una maggioranza di centro-destra, a guida FDI, che fa finta che tutto questo non stia succedendo, che non si preoccupa della deindustrializzazione del Piemonte e che aumenta l’IRPEF al ceto medio piemontese, per rispondere a una riforma del governo Meloni. <strong>Lo fa ad Agosto, sperando che meno gente possibile se ne accorga.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fate tutto questo alzando un muro contro le proposte delle opposizioni. Vi abbiamo chiesto una cosa semplice: <strong>non facciamo ricadere i sacrifici sempre sugli stessi, su quei lavoratori dipendenti e pensionati che già pagano la maggior parte delle tasse in Italia e in Piemonte.</strong> Vi abbiamo chiesto di lavorare meglio sull&#8217;<strong>evasione fiscale</strong>. Durante la discussione sul rendiconto, è emersa la <strong>cifra monstre sul bollo non riscosso</strong>: <strong>325 milioni di euro, 423 milioni per l’IRAP, 307 di addizionale IRPEF (solo dal 2021 al 2023)</strong>. Solo il bollo vale più di due volte il valore di questa manovra sull’IRPEF. Una cifra con cui risolveremmo il problema della non-autosufficienza e con la quale potremmo riaprire le linee soppresse e migliorare i servizi per i piemontesi. Invece l’assessore l’altro giorno ha detto che <strong>l’amministrazione regionale “dialoga con i cittadini che non pagano il bollo”, glielo chiede con gentilezza.</strong> Noi non siamo contrari alla gentilezza… anzi… ci piacerebbe, però, che fosse accompagnata da <strong>un maggiore rigore</strong>. Lo stesso che sentiamo richiamare sempre quando si parla di migranti o di detenuti. Lì la gentilezza non viene evocata. Qualcuno non vota e altri servono per prendere i voti. Allora si può essere meno gentili. <strong>Ma il tema qui è uno solo: se vogliamo che si paghino meno tasse, allora dobbiamo esigere che tutti facciano la propria parte. Tutti.</strong> Fino a quando pagheranno in pochi allora le tasse saranno alte.&nbsp; Vale soprattutto a livello nazionale &#8211; in Italia ci sono ancora 90 miliardi di evasione fiscale ogni anno &#8211; ma vale anche qui in regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, a differenza della propaganda che mette in campo la destra, non sono tra coloro che pensa che le tasse siano sbagliate a prescindere: le tasse sono l’unico modo con cui uno stato riesce a garantire i servizi per tutti, a partire da sanità, scuola, strade. <strong>Sono anche tra coloro, però, </strong>che crede nel principio chiaro della progressività fiscale, presente nella nostra costituzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un principio semplice e giusto: chi guadagna di più paga di più, chi guadagna di meno contribuisce di meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in regione? è così? Tutti contribuiscono “in ragione della loro capacità” o in ragione dei guadagni? Ho fatto delle verifiche e mi sono accorto di alcune cose che ci sono ampi margini di miglioramento, soprattutto di fronte a questa manovra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo ad esempio degli oneri estrattivi che i cavatori devono pagare quando scavano e prelevano materiale. Il Piemonte è tra le regioni che ha gli oneri più bassi tra le regioni del Nord. Per la sabbia e ghiaia mentre in Piemonte le aziende pagano 0,51 euro al metro cubo in Lombardia pagano 0,80 centesimi. Per le pietre ornamentali (granito, ad esempio) da noi si pagano 0,85 centesimi mentre in Lombardia 6 euro e in Veneto 1,63 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se in Piemonte applicassimo le tariffe della Lombardia avremmo un gettito annuo superiore di 4,8 milioni di euro in più per il Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per le acque minerali. Le aziende che hanno in concessione le sorgenti e imbottigliano l’acqua per poi venderla devono pagare un canone. Anche questo, in Piemonte, è tra i più bassi tra le regioni del Nord. Se applicassimo le tariffe del Veneto avremmo circa 2 milioni di euro di entrate in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono i grandi gruppi <strong>della logistica e dell’e-commerce</strong>. Su questo c’è un emendamento che condividiamo: aumentiamo l’IRAP regionale a queste tipologie di aziende. Parliamo ancora di diversi milioni possibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come PD vi chiediamo di lavorare su questo prima di toccare ancora una volta le lavoratrici e lavoratori, prima di toccare le famiglie e il ceto medio. Ci sono settori che in questi anni hanno fatto profitti pagando meno dei loro concorrenti delle regioni limitrofe. Occorre prima chiedere loro un sacrificio. E questa volta non accetterò la solita risposta “voci ce l’avete con le aziende. Avete un pregiudizio anti-imprenditoriale&#8221;. Primo perché non è vero. Crediamo nell’impresa e chi genera lavoro. Ma nello stesso tempo crediamo che l’impresa debba contribuire a sostenere i bilanci pubblici, soprattutto quando usa beni comuni come il suolo e l’acqua.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo perché chi ci accusa di questo pensa davvero che Lombardia e Veneto ce l’abbiano con le imprese? Eppure sono governate dalla destra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vale questo punto di vista forse dovremmo noi pensare che siete voi ad avere un pregiudizio contro i lavoratori dipendenti?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La verità è molto più semplice: il Piemonte chiede troppo poco a questi settori perché chi governa da noi, a differenza delle altre regioni, anche governate dalla destra, ha un atteggiamento di eccessiva disponibilità e accondiscendenza, ma non si fa problemi a chiedere altri sacrifici al ceto medio.</strong> Questo lo riteniamo sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo vi chiediamo, con i nostri emendamenti, di alzare le richieste nei confronti di chi in questi anni ha guadagnato sfruttando beni comuni come il suolo e l’acqua o nei confronti dei grandi colossi della logistica e dell’e-commerce.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non accetterete le nostre proposte <strong>questa manovra sarà ancora più iniqua.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Colpisce il ceto medio: insegnanti, impiegati, tecnici, operai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persone che guadagnano tra i 1.100 e i 2.500 euro al mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono quelli che pagano tutte le tasse. Quelli che non possono evadere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 il reddito medio in Italia era di 23.940 euro lordi. In Piemonte 25.200 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E voi aumentate l’IRPEF proprio a loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di aumenti fino a 106 euro all’anno. Per una famiglia per chi paga un mutuo, per chi ha una figlia all’università, fanno la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci dite che “siete obbligati”. Io vi credo. Ma da chi siete obbligati?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla Presidente&nbsp; Meloni, che con la riforma degli scaglioni IRPEF farà mancare al Piemonte 150 milioni all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una partita tutta interna alla destra: Trump dichiara la guerra commerciale, Meloni resta in silenzio, Cirio alza le tasse.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dunque la domanda è semplice:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché chiedere i sacrifici sempre e solo i lavoratori, le famiglie, i pensionati?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non chiedere un contributo a chi ha fatto profitti, spesso maggiori che in Lombardia o Veneto, pur pagando meno?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con 10 o 15 milioni in più all’anno potremmo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">– dare una risposta a migliaia di anziani non autosufficienti,</p>



<p class="wp-block-paragraph">– rafforzare l’assistenza domiciliare,</p>



<p class="wp-block-paragraph">– aprire ambulatori serali e nei weekend,</p>



<p class="wp-block-paragraph">– ridurre le liste d’attesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non è solo una questione di numeri. È una questione di priorità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Voi dite di essere con il popolo, ma poi difendete Trump, proteggete i giganti dell’economia e aumentate le tasse al ceto medio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi stiamo da un’altra parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla parte di chi ogni giorno lavora, paga le tasse e manda avanti questa Regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla parte di chi chiede equità, non privilegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla parte della Costituzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E finché avremo voce, la useremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con responsabilità, ma con determinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché il dovere delle istituzioni non è accontentare i forti, ma governare la società dando priorità a chi è più debole, a chi ha meno mezzi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Diceva don Lorenzo Milani che “Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt&#8217;uno. Non si può amare creature segnate da leggi ingiuste e non volere leggi migliori”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È per loro che serve la politica. Ed è per loro che continueremo a batterci.</strong></p>
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		<title>Bene lo stralcio dal Pare della cava di Druento, ma il Piemonte rischia di diventare una groviera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 14:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[daniele valle]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Druento]]></category>
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					<description><![CDATA[Il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele Valle e il Segretario Pd Piemonte Domenico Rossi: “Il Piano Cava apre la strada a uno scempio paesaggistico e ambientale: si esporti in tutto il Piemonte la battaglia dei No Cava di Druento” «Lo stralcio dal PRAE-Piano Regionale per le attività estrattive della nuova cava di Druento (Zona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000;">
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000;"><b>Il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele Valle e il Segretario Pd Piemonte Domenico Rossi: “<em>Il Piano Cava apre la strada a uno scempio paesaggistico e ambientale: si esporti in tutto il Piemonte la battaglia dei No Cava di Druento</em>”</b></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000; min-height: 20px;">
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000;">«Lo stralcio dal PRAE-Piano Regionale per le attività estrattive della nuova cava di Druento (Zona Misterletta) è una vittoria del buon senso e della battaglia portata avanti dai cittadini e dal Comitato No Cava. Il nuovo polo estrattivo avrebbe deturpato 66.000 metri quadri di terreni agricoli ai confini con il Parco della Mandria. Uno scempio paesaggistico e ambientale tale che anche la maggioranza di destra in Consiglio regionale è dovuta correre ai ripari approvando anche l’Ordine del giorno presentato dal Pd con cui chiedevamo l’immediato blocco dell’insediamento della nuova cava. Ma questa vicenda ha evidenziato i gravi difetti del Piano Cave, scritto dalla Giunta con il solo scopo di compiacere le imprese del settore estrattivo e che rischia di trasformare il Piemonte in una groviera. Nei prossimi 10 anni, infatti, si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente. Numeri abnormi non giustificabili, visto che non abbiamo all’orizzonte straordinari investimenti in opere pubbliche e infrastrutture. E i cittadini potranno scoprire che si sta scavando un nuovo bacino estrattivo vicino alle loro abitazioni o che si sta ampliando una cava esistente senza esser stati in alcun modo informati preventivamente. Per questo auspichiamo che altrove in Piemonte, su esempio di quanto accaduto a Druento, possano nascere comitati di cittadini pronti a difendere le ragioni dei loro territori. Il PRAE dovrà essere discusso e approvato in Consiglio regionale. C’è tempo e modo per evitare nuovi scempi».</p>
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		<title>Piano cave: uno scempio ambientale e paesaggistico</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2023/01/10/piano-cave-uno-scempio-ambientale-e-paesaggistico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 14:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Prae]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il Piano Regionale nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>ROSSI &#8211; GALLO: “Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico. Nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente”</strong></span></p>
<p>Il 16 dicembre 2022 la Giunta regionale ha adottato il <strong>PRAE</strong>. Entro il 20 febbraio 2023 tutti possono presentare osservazioni. A seguire l&#8217;autorità competente per la VAS esprime il proprio parere motivato entro il termine di quarantacinque giorni dalla data del termine della presentazione delle osservazioni. A quel punto la Giunta approverà nuovamente il PRAE per poi portare in consiglio regionale il testo per l’approvazione definitiva.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Il <strong>Piano Regionale per le attività estrattive</strong> (PRAE) adottato dalla Giunta Regionale&nbsp; avrebbe dovuto avere il difficile compito di <strong>equilibrare attività estrattiva e rispetto dell’ambiente e del paesaggio, tutela della salute pubblica e norme urbanistiche</strong>. Invece, è stato tradito lo spirito che aveva ispirato la norma e <strong>il documento è diventato, un “via libera” per le imprese</strong> che nei prossimi 10 anni potranno estrarre materiali in quantità più di <strong>tre volte superiori</strong> a quelle degli ultimi 10 anni: doveva essere un passo avanti, ma se ne fanno tre indietro. In questo momento dove la crisi climatica, energetica e ambientale è sotto l&#8217;occhio di tutti, la regione Piemonte si muove come se fossimo nel secolo scorso</em>” dichiarano </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">, primo firmatario della Legge regionale 23/2016, e </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;">, capogruppo PD a Palazzo Lascaris.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>I volumi concessi allo stato attuale sono esorbitanti.&nbsp; Per quanto riguarda il comparto degli aggregati per le costruzioni e le infrastrutture (sabbia e ghiaia): se il fabbisogno calcolato su quanto estratto negli ultimi 10 anni è pari a 63 milioni di metri cubi, nei prossimi 10 (la vigenza del PRAE) saranno autorizzabili ben <strong>101 milioni di metri cubi</strong>, esclusi i volumi già autorizzati e non ancora scavati che ammontano a circa <strong>95 milioni di metri cubi,</strong> per un totale, quindi, di <strong>196 milioni</strong>. <strong>Il</strong> <strong>triplo degli ultimi 10 anni</strong>, durante i quali l’unico piano esistente era quello della Provincia di Novara. Ma anche per le pietre ornamentali e i materiali industriali la situazione è analoga, tanto che, se si sommano le diverse categorie, <strong>il totale di materiale estraibile è pari a 306 milioni di metri cubi</strong> contro un fabbisogno di 96</em> ” afferma Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Cosa può giustificare questi numeri? Forse un piano di opere pubbliche stratosferico? O la&nbsp; costruzione di intere nuove città? Nulla di tutto questo: il Piemonte registra un calo demografico e, in questa fase, l’attività edilizia è orientata alle ristrutturazioni. La verità è che si vuole vanificare la pianificazione, facendo in modo che ogni richiesta delle imprese sia accolta. <strong>Invece di limitare il consumo di una risorsa finita e agganciarla ai bisogni reali dell’economia si rinuncia a svolgere il ruolo di mediatori dei diversi interessi per assecondarne uno solo, quello privato</strong>. Con la situazione limite in cui tutte le risorse disponibili ammontano a circa 244 milioni di metri cubi, pertanto qualora nel prossimo decennio si arrivasse alla soglia massima, rischieremmo di esaurirle quasi del tutto</em>” aggiunge il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em><strong>Tutto questo ricadrà sulla testa dei sindaci</strong> che, oltre a essere stati poco coinvolti, non potranno decidere per il loro territorio e dovranno anche subire la salvaguardia per cui le schede con gli ampliamenti delle cave saranno sovraordinate rispetto ai piani regolatori anche nelle more dell’approvazione del piano. Un piano scritto con i cavatori per i cavatori e che ignora tutti gli altri interessi in gioco nel settore estrattivo</em>” commenta Gallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Ma non è solo lo spirito della legge regionale ad essere tradito</em> &#8211; ricorda Rossi &#8211; <em>anche le promesse fatte ai cittadini dal Presidente Cirio. Ancora da parlamentare europeo, in più di un’occasione proprio Cirio si era detto favorevole al blocco della proliferazione delle cave soprattutto nella zona di <strong>Valledora tra Biella e Vercelli</strong>. Eppure anche per quell’area si parla di estensioni possibili da 1 milione a 3 milioni di metri quadri</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovunque si assiste a un potenziale consumo di suolo allarmante: <strong>+60% per Novara, +45% per VCO, +132% per VC-BI, +241% AL-AT, +146% CN e +69% TO</strong>. “<em>In questa fase storica in cui si parla di transizione ecologica e di economia circolare la Giunta Cirio è rimasta agli anni ‘70 del boom economico. Basta guardare le poche paginette dedicate agli <strong>aggregati riciclati</strong>: nulla di concreto, nonostante, anche grazie al superbonus 110%, stanno aumentando i rifiuti inerti. Il PRAE piemontese si ferma alla constatazione che si tratta di un prodotto che non trova molto spazio nel mercato</em>” spiega Rossi.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Chi guida questa regione lo sta facendo con gli occhi bendati … ma <strong>a pagare le conseguenze saranno i passeggeri/cittadini</strong>. Ci auguriamo che i sindaci e le associazioni di rappresentanza dei Comuni intervengano a tutela del territorio e dei cittadini. Con i colleghi del gruppo del Partito Democratico non faremo mancare una <strong>ferma opposizione</strong> al tentativo di ritorno al passato della Giunta Cirio</em>” concludono i consiglieri Democratici.</span></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La legge sulle cave è sotto attacco. Grave errore reintrodurre le bonifiche agrarie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 11:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[legge attività estrattive]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“La giunta continua a proporre piccole modifiche alla legge regionale sulle attività estrattive che scaturiscono solo dal confronto con il mondo delle imprese, ignorando del tutto agricoltori, ambientalisti e le forze politiche presenti in consiglio. Un atteggiamento unilaterale che tradisce lo spirito della legge 23 che fu costruita grazie a un lungo lavoro di approfondimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“La giunta continua a proporre piccole modifiche alla legge regionale sulle attività estrattive che scaturiscono solo dal confronto con il mondo delle imprese, ignorando del tutto agricoltori, ambientalisti e le forze politiche presenti in consiglio. Un atteggiamento unilaterale che tradisce lo spirito della <a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/">legge 23</a> che fu costruita grazie a un lungo lavoro di approfondimento e mediazione con tutti i portatori di interesse” denuncia il consigliere regionale Domenico Rossi, che della legge del 2016 è stato primo firmatario, commentando l’approvazione delle modifiche alla norme inserite nella Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale anno 2021 detta Omnibus. “Un atteggiamento che è addirittura rivendicato dalla giunta in quanto basta leggere le motivazioni degli emendamenti per leggere sempre la frase: «</span><i><span style="font-weight: 400;">A seguito di un confronto informale con le Associazioni di categoria del settore estrattivo si è deciso…</span></i><span style="font-weight: 400;">», come se le cave fossero una questione che riguarda solo il mondo estrattivo e non anche il paesaggio, l’ambiente, la salute e l’agricoltura” aggiunge Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Di fatto assistiamo ad un attacco alla legge sulle attività estrattive fatto di piccoli interventi che indeboliscono l’impianto normativo e ne distorcono le finalità di tutela ambientale, salvaguardia del territorio e della salute dei piemontesi” spiega il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Tra le modifiche approvate con l’ultimo omnibus &#8211; precisa Rossi &#8211; ci preoccupa in particolare quella sulla reintroduzione delle <strong>bonifiche agrarie</strong>. Non è un caso che fossero state eliminate dalla legge del 2016, in quanto era molto diffuso il fenomeno delle “finte bonifiche” che si trasformavano in cave, come segnalato più volte anche dalle forze di polizia”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Unica nota positiva all’interno dell’Omnibus su questo tema è l’approvazione odierna di un  nostro <strong>emendamento</strong> che almeno <strong>prevede delle sanzioni per chi dovesse superare la soglia prevista per le bonifiche</strong>” aggiunge Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ci auguriamo che l’Assessore Tronzano ascolti gli appelli, che arrivano anche da parte della maggioranza, per un cambio di atteggiamento su questo tema. Serve maggiore condivisione e serve superare l’interlocuzione unilaterale di un singolo portatore di interesse. Il primo banco di prova sarà la modifica del testo del <strong>regolamento per il riempimento dei vuoti di cava</strong> al momento in fase di analisi in commissione. Un documento di programmazione che attendiamo da 5 anni di cui non sono condivisibili le previsioni di scavo in falda, le modalità di controllo, oltre che le tipologie di rifiuti conferibili per lo riempimento (per approfondire clicca <a href="https://domenicorossi.eu/2021/07/26/regolamento-vuoti-di-cava-5-anni-dattesa-per-un-documento-che-non-tutela-ambiente-mette-a-rischio-i-controlli/">qui</a>)” conclude Rossi. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Regolamento vuoti di cava: 5 anni d’attesa per un documento che non tutela ambiente mette a rischio i controlli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 08:37:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[vuoti di scavo]]></category>
		<category><![CDATA[vuoti estrattivi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Abbiamo aspettato per 5 anni il regolamento per il riempimento dei vuoti di cava, che la legge Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave del 2016 prevedeva entro 180 giorni dall’approvazione della norma stessa, e in terza commissione ci è stato sottoposto un documento che riteniamo inadeguato (leggi il testo qui)” denuncia il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Abbiamo aspettato per 5 anni il regolamento per il riempimento dei vuoti di cava, che la legge <a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/"><em>Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave</em></a> del 2016 prevedeva entro 180 giorni dall’approvazione della norma stessa, e in terza commissione ci è stato sottoposto un documento che riteniamo inadeguato (leggi il testo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/07/regolamento-vuoti-estrattivi-lugio-2021.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui</a>)” denuncia il consigliere regionale Domenico Rossi che della legge del 2016 è stato primo firmatario.</p>
<p>“Lo è per il metodo utilizzato, ma soprattutto per il merito” aggiunge il consigliere Dem. “Nel 2016 &#8211; continua Rossi &#8211; l’intero consiglio regionale condivise un testo di legge che il Piemonte attendeva da 38 anni, oggi ci ritroviamo con un regolamento, che si occupa di un tema delicato per il nostro territorio, condiviso con il mondo delle imprese, ma non con le forze politiche presenti in consiglio e che non rispetta del tutto quanto previsto dalla norma di riferimento”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In primis preoccupa il tema dei controlli. “Sappiamo che l’illegalità ambientale è cresciuta negli ultimi anni e proprio l’attività di riempimento si è rivelata tra le più delicate e a rischio. L’efficacia dell&#8217;attività di verifica, che incrocia diversi livelli ed enti, è messa a dura prova poiché, da un lato sono venuti meno i servizi di vigilanza provinciali considerato che ben 4 province hanno delegato tale funzione alla Regione, dall’altro mancano i protocolli di coordinamento tra i diversi enti previsti dalla norma. Di fatto oggi il sistema di controllo è in forte difficoltà” spiega Rossi<b>. </b>“Inoltre &#8211; prosegue il consigliere democratico &#8211; in assenza del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE), che dovrà fissare i limiti dei giacimenti, non è chiaro quando si potranno applicare i contenuti del regolamento”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Non sono condivisibili inoltre le previsioni per<span class="Apple-converted-space">  </span>gli scavi in falda. “Il regolamento &#8211; precisa il consigliere Rossi &#8211; consente di riempire le cave in falda anche con terra e rocce da scavo. Una scelta che, a nostro avviso, tradisce le finalità della legge di tutelare la qualità delle acque sotterranee e scongiurare danni ambientali: in questi casi sarebbe opportuno prevedere il solo conferimento di materiale di cava”.</p>
<p>Nell’unico piano provinciale attualmente in vigore, il PAEP della provincia di Novara, ad esempio, in presenza di falda è possibile procedere allo riempimento<span class="Apple-converted-space">  </span>solo con materiale dello stesso sito estrattivo. “Perché non si è usata la stessa logica che garantisce di più da un punto di vista ambientale? Perché il novarese dovrebbe ritrovarsi in una situazione peggiorativa dal punto di vista ambientale con l’entrata in vigore del regolamento regionale?” si chiede Rossi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Abbiamo chiesto e ottenuto di rinviare la discussione del testo di 15 giorni così da poter condividere alcune modifiche essenziali anche con le forze politiche che hanno voluto la legge e tenendo conto delle puntuali segnalazioni provenienti da UPI Piemonte (puoi leggerle <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/07/UPI-Piemonte-Osservazioni-Proposta-di-regolamento-Riempimento-dei-vuoti-di-cava_19090_29giugno2021.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui</a>)” conclude Rossi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong><em>Di seguito alcune delle richieste di modifica</em></strong>: (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/07/Proposte-di-modifica-al-Regolamento-Regionale-recante.docx" target="_blank" rel="noopener">qui</a> le proposte integrali)</p>
<p>In primis la previsione di un supplemento di attività di vigilanza per le attività di riempimento dovute alla loro complessità e all’interesse dimostrato dalla criminalità per il settore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Proprio per semplificare le verifiche da parte degli organi di vigilanza e controllo la redazione di un<span class="Apple-converted-space">  </span>“Piano di tracciabilità” comprensivo di una planimetria dell’area di cava suddivisa in settori e celle, aventi dimensioni variabili dai 20 ai 50 metri di lato, con la previsione della tipologia e quantità di materiale abbancato per ogni cella.</p>
<p>Chiederemo anche di salvaguardare le maggiori tutele ambientali del Paep della Provincia di Novara che consentono lo riempimento totale o parziale dei vuoti di cava realizzati sotto falda esclusivamente con l&#8217;utilizzo di rifiuti di estrazione del sito stesso con l’obiettivo che tale prassi venga mutuata nel futuro PRAE.</p>
<p>Come sollecitato anche da Upi Piemonte (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/07/UPI-Piemonte-Osservazioni-Proposta-di-regolamento-Riempimento-dei-vuoti-di-cava_19090_29giugno2021.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui</a>) l’esclusione dai rifiuti ammissibili per lo riempimento di scorie di acciaieria, loppa d’altoforno non conforme UNI, calci di defecazione, fanghi da industria cartaria, ceneri della combustione di biomasse ma anche di rifiuti, gessi chimici, silicati di scarto, che difficilmente possiedono caratteristiche chimiche rientranti nei dettami normativi e ambientali di accettabilità.</p>
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		<title>Cave: l’esperienza di Novara non deve essere cancellata, ma diventare modello per il Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 14:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Allegra]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[provincia novara]]></category>
		<category><![CDATA[Uboldi]]></category>
		<category><![CDATA[vuoti estrattivi]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ un brutto segnale quello della mancata riunione della Commissione ambiente della Provincia di Novara denunciata dai consiglieri Allegra e Uboldi. È un peccato, infatti, che il consiglio provinciale sottovaluti e non si occupi di un problema fondamentale per il nostro territorio come quello del riempimento dei vuoti di cava. Le preoccupazioni di Allegra e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">E’ un brutto segnale quello della mancata riunione della Commissione ambiente della Provincia di Novara denunciata dai consiglieri Allegra e Uboldi. È un peccato, infatti, che il consiglio provinciale sottovaluti e non si occupi di un problema fondamentale per il nostro territorio come quello del riempimento dei vuoti di cava.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le preoccupazioni di Allegra e Uboldi non solo sono condivisibili, ma coincidono con quelle che ho manifestato in Commissione Ambiente in Regione Piemonte ottenendo un rinvio del voto sul regolamento regionale sui vuoti estrattivi. Un documento atteso 5 anni, quando la legge del 2016 lo prevedeva entro 180 giorni dall’approvazione della norma, che non rispetta le aspettative e le finalità del legislatore e cancella l’esperienza virtuosa di questi anni della Provincia di Novara, unica ad aver messo in pratica una programmazione sul tema estrattivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono riuscito ad ottenere un rinvio del voto di due settimane in modo da avere il tempo di presentare alcuni emendamenti che vanno nella medesima direzione indicata dai consiglieri provinciali: una maggiore tutela ambientale soprattutto per gli scavi in falda e maggiori garanzie sul tema dei controlli. Soprattutto se a tutto questo aggiungiamo che il Protocollo cave con la prefettura è scaduto da aprile e non è stato ancora rinnovato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ritengo, e lo affermo da tempo, che il Paep della nostra provincia sia un modello da adottare su scala regionale perché offre le maggiori garanzie, ma è necessario che la Provincia faccia sentire forte la propria voce in sede regionale per salvaguardare un piano all’avanguardia e non ritrovarsi con strumenti spuntati in termini di vigilanza e controllo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi auguro sinceramente che anche le forze di centrodestra colgano lo spirito di condivisione e ascolto che aveva contraddistinto la stesura e l’approvazione della legge del 2016 di cui sono stato primo firmatario. Le dinamiche politiche non possono mettere a rischio un percorso finalizzato a implementare i processi di legalità e migliorare la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. </span></p>
<hr />
<p><em>Leggi qui di seguito il comunicato stampa dei consiglieri provinciali Milù Allegra e Marco Uboldi</em>:</p>
<p>È veramente spiacevole far parte delle istituzioni e non esercitare i propri diritti e doveri di consiglieri eletti . Per questa mattina infatti era stata concordata con il presidente Binatti, la convocazione della seconda commissione consiliare della Provincia di Novara, quella che parla di Ambiente e difesa del territorio. Avremmo dovuto trattare due temi importanti, che sono trasversali rispetto alle appartenenze politiche, il primo è relativo allo riempimento delle cave mentre il secondo punto era sul cambio di destinazione d’uso di alcuni terreni di Casalino Casalvolone e BorgoVercelli che passerebbero da terreni agricoli a terreni industriali.<br />
Nonostante gli accordi con il Presidente Binatti e la condivisione della data la maggioranza di Fratelli d’Italia non si è presentata facendo mancare in questo modo il numero legale.<br />
Era presente solo il consigliere della Lega Andrea Bricco oltre ai consiglieri Milù Allegra e Marco Uboldi.<br />
Però a questo punto ci domandiamo perché non si voglia discutere su temi che proteggono l’ambiente e il territorio della nostra Provincia?<br />
La Regione sta per approvare un piano che riporta la situazione dal punto di vista ambientale, indietro di almeno 15 anni, vanificando il grande lavoro che la Provincia di Novara ha fatto a tutela del territorio.<br />
Il nostro PAEP (piano attività estrattive provinciale) è il migliore di tutta la regione e avrebbe potuto essere un modello da seguire per tutte le province piemontesi.<br />
Ora secondo il regolamento regionale le cave già aperte e sfruttate, con o senza affioramenti di falda, si possono riempire con materiali del sito estrattivo e soprattutto, gravissima decisione, con terre e rocce da scavo, mentre secondo il PAEP vigente le terre e rocce da scavo sono vietate perché possono essere inquinate e pericolose per l’ambiente.<br />
Purtroppo questa mattina non si è voluto discutere del tema: forse il Presidente Binatti e la sua maggioranza sono d’accordo con i propri colleghi di partito della Regione? Ci sono grandissimi interessi economici dietro al mondo del movimento terra e delle cave, quando però si va ad intaccare anche l’ambiente e il territorio gli amministratori, di qualunque forza politica, hanno l’obbligo di intervenire ed esercitare le proprie responsabilità.<br />
Oggi non è stato possibile farlo… e ci dispiace molto, per noi ma soprattutto per l’intera provincia di Novara che non merita queste decisioni.</p>
<p>Milù Allegra capogruppo ‘la Provincia in Comune’<br />
Marco Uboldi presidente della commissione provinciale ambiente</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il punto sulla legge cave: in arrivo il regolamento per i vuoti estrattivi. Potenziamo il servizio di vigilanza regionale</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2021/02/03/il-punto-sulla-legge-cave-in-arrivo-il-regolamento-per-i-vuoti-estrattivi-potenziamo-il-servizio-di-vigilanza-regionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 11:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[attività estrattive]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge cave]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono voluti oltre 1500 giorni rispetto ai 180 previsti dalla legge “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave” del 2016 ma forse, entro fine marzo, Regione Piemonte avrà un regolamento per il riempimento dei vuoti di cava. Lo ha affermato l’assessore Tronzano rispondendo ad un’interpellanza (leggi il testo qui) del Consigliere Regionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono voluti oltre 1500 giorni rispetto ai 180 previsti dalla legge “<a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/">Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave</a>” del 2016 ma forse, entro fine marzo, Regione Piemonte avrà un <strong>regolamento per il riempimento dei vuoti di cava</strong>. Lo ha affermato l’assessore Tronzano rispondendo ad un’interpellanza (leggi il testo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/02/Interpellanza-n.-560-ITP-560.pdf">qui</a>) del Consigliere Regionale Domenico Rossi, primo firmatario della Legge Regionale 23. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Una buona notizia anche se tardiva &#8211; spiega Rossi &#8211; perché il regolamento ha un ruolo fondamentale per la <strong>piena applicazione della norma</strong> ponendosi l’obiettivo di tutelare la qualità delle acque sotterranee, scongiurare danni ambientali, garantire la qualità ambientale, tutelare la salute umana, tracciare i materiali conferiti e, ove necessario, la loro localizzazione anche per poter verificare meglio che cosa viene portato in cava e facilitare i controlli di legalità. Sappiamo da anni, oramai, quanto questo settore sia oggetto di attenzioni da parte della criminalità”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altro tema sollevato dall’interpellanza è quello della <strong>vigilanza dei siti estrattivi</strong> che, a norma di legge, è in capo alle Province e alla Città metropolitana salvo delega al servizio regionale di vigilanza cui spetterebbe, in tal caso, anche il 50% degli oneri di estrazione. “Se la prossima approvazione del regolamento rappresenta un passo avanti per la piena applicazione della legge, il tema della sorveglianza merita un approfondimento” commenta Rossi. ”Secondo quanto riportato dall’Assessore: negli ultimi tre anni <strong>la Regione si è trovata a svolgere oltre al proprio servizio di controllo anche quello in capo alle province di Vercelli e VCO, a cui aggiungere Novara nel 2020 e Cuneo dal 2021</strong>. <strong>Di fatto controlla in surroga quasi metà del Piemonte: con quale personale?</strong>” si interroga Rossi. “Sono quesiti &#8211; prosegue il consigliere Dem &#8211; che intendo sottoporre alla giunta con una nuova interpellanza: se l’impegno per il controllo delle cave sta crescendo occorre un investimento proporzionale in termini di personale, strumenti, tecnologia. Non dobbiamo abbassare la guardia a tutela dell’ambiente e degli imprenditori che operano rispettando le norme”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Per difendere la legge regionale sulle cave sono pronto a impugnare il PRAE se non saranno inserite le soglie quantitative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 11:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Legge cave]]></category>
		<category><![CDATA[Prae]]></category>
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					<description><![CDATA[Una delle novità positive della Legge Regionale 23/2016 ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave’ è l&#8217;introduzione di un Piano Regionale delle Attività estrattive (PRAE), ad oggi assente. Uno strumento utile a identificare bacini e poli estrattivi (dove si può scavare) e quanto si può scavare in base ai fabbisogni del mercato. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Una delle novità positive della </span><a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/"><span style="font-weight: 400;">Legge Regionale 23/2016 ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave’</span></a><span style="font-weight: 400;"> è l&#8217;introduzione di un <strong>Piano Regionale delle Attività estrattive (PRAE)</strong>, ad oggi assente. Uno strumento utile a <strong>identificare bacini e poli estrattivi</strong> (dove si può scavare) e <strong>quanto si può scavare</strong> in base ai fabbisogni del mercato. Il piano regionale della Toscana e quelli provinciali della Lombardia lo fanno, così come lo ha fatto il Piano Provinciale di Novara (PAEP), unico presente nella nostra regione dal 2012: sono questi i percorsi che dovrebbero essere presi a modello.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo 4 anni dall&#8217;approvazione della legge la Giunta ha dato il via alla <strong>conferenza di co-pianificazione</strong> con la quale redarre il PRAE che poi dovrà essere approvato dal Consiglio Regionale. Lo ha fatto adottando ad agosto il Documento Programmatico e il Documento di Specificazione dei contenuti del rapporto ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un passo avanti importante peccato che nonostante in commissione abbiamo più volte sottolineato che non avrebbe avuto senso presentare una <strong>bozza di piano priva di soglie quantitative e di analisi dei fabbisogni</strong>, l’assessore Tronzano è andato dritto per la sua strada, dando ascolto solo “a una parte” del mondo imprenditoriale coinvolto che, invece, è diviso come testimoniano le osservazioni di UNIMIN (industriali di Torino) che chiedono con forza l’inserimento di soglie quantitative.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Decidere di <strong>non inserire un dimensionamento dei bacini e dei poli è un errore enorme</strong> che annulla l’efficacia programmatoria, perché si identifica il “dove” si scava ma non il “quanto” si scava. Perché una scelta di questo tipo? A chi giova? Non certo all’ambiente e nemmeno al mondo imprenditoriale. Una scelta di questo tipo <strong>toglie ogni efficacia al PRAE</strong>, impoverisce il mercato danneggiando gli imprenditori onesti, non aiuta il riciclo degli inerti ed è contraria alla stessa Legge regionale che prevede in maniera specifica il dimensionamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio come <strong>primo firmatario della Legge 23/2016</strong> ho messo nero su bianco tutte le mie perplessità inviando una lettera (leggi il testo integrale <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Lettera-PRAE-27-ottobre-2020.pdf">qui</a>) al Presidente Cirio, all’assessore Tronzano e agli uffici competenti evidenziando con forza questa criticità. Se il Piano sarà approvato senza soglie quantitative, svuotando di fatto l’efficacia della norma, <strong>sono pronto ad aprire anche un contenzioso formale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi auguro che la Provincia di Novara sappia difendere l’esperienza virtuosa del PAEP del nostro territorio che doveva essere modello per il nuovo piano regionale e che, può ancora esserlo, considerato che il percorso di approvazione è ancora lungo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via la conferenza di co-pianificazione del PRAE. Il territorio chiamato a programmare il futuro </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 15:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono passati 4 anni, era il novembre 2016, dall’approvazione della Legge 23 ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave’ e, finalmente, il prossimo 28 ottobre è fissata la prima convocazione della conferenza di co-pianificazione per la redazione del PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) previsto dalla normativa. “Un passaggio determinante che più volte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Sono passati 4 anni, era il novembre 2016, dall’approvazione della Legge 23 ‘</span><a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/"><i><span style="font-weight: 400;">Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave</span></i></a><span style="font-weight: 400;">’ e, finalmente, il prossimo 28 ottobre è fissata la prima convocazione della conferenza di co-pianificazione per la redazione del PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) previsto dalla normativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Un passaggio determinante che <a href="https://domenicorossi.eu/2020/01/23/legge-cave-occorre-accelerare-su-prae-e-regolamento-vuoti-estrattivi-per-dare-piena-operativita-alla-norma-regionale/">più volte ho sollecitato</a> in consiglio ed in commissione: attraverso questo documento si definisce, infatti, l’equilibrio fra territorio, ambiente, paesaggio e attività estrattiva con la possibilità di orientare quest’ultima verso il recupero degli aggregati riciclati e l’ottimizzazione delle riqualificazioni ambientali” dichiara il Consigliere Domenico Rossi, primo firmatario della Legge 23/2016.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PRAE determinerà il quadro di riferimento unitario del comparto cave raccordandosi con gli altri piani regionali e superando la pianificazione provinciale, mai avviata con eccezione del PAEP Provincia di Novara, e i singolo Piani Regolatori. “La conferenza rappresenta un’opportunità perché consentirà ai Comuni di identificare le aree dove saranno concesse attività di cava e le soglie dei quantitativi estraibili in base ai fabbisogni di mercato, ma anche le possibilità di ampliamento e riqualificazione dei siti esistenti. In altre parole si tratta di definire il “quanto” e il “come” dei prossimi anni in base ai fabbisogni reali” spiega il consigliere Democratico </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Considerato che le previsioni del PRAE sono sovraordinate rispetto ai piani regolatori comunali invito gli amministratori locali a rivolgere la massima attenzione al percorso di copianificazione. L’ideale sarebbe superare il solo livello comunale nel tentativo di mettere insieme le diverse esigenze all’interno di una visione di insieme: si tratta, infatti, di un appuntamento cruciale per il Piemonte” sottolinea Rossi. “Lo è per tutti quei territori che non hanno mai avuto una pianificazione e che ora possono costruirla insieme con la Regione, ma anche per chi, come il novarese, è già dotato di un piano provinciale. Il piano regionale, infatti, da la possibilità di verificare quanto successo negli anni scorsi e programmare al meglio i prossimi dieci anni, in un contesto ambientale ed economico profondamente mutato” conclude Rossi ricordando che “nel confronto per la redazione del piano c’è lo spazio per far emergere una visione di futuro in cui si bilancino tutela ambientale, paesaggistica e crescita economica: un punto di partenza per ridisegnare intere aree e pensare ad un nuovo modello di sviluppo”.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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