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Stipendi più alti per gli operatori sanitari? Siamo d’accordo, ma servono maggiori risorse che il governo Meloni sta tagliando

“Sappiamo cosa regalare al presidente Preioni per il prossimo Natale: una calcolatrice…”. Il Vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniele Valle, e il vicepresidente della Commissione Sanità e Segretario regionale del Pd, Domenico Rossi, non fanno sconti al capogruppo della Lega a Palazzo Lascaris.

“La proposta di legge di Preioni, che prevederebbe l’aumento di 800 euro lordi al mese lo stipendio dei medici e di 350 degli infermieri in servizio nelle Asl To3, To4, Vercelli, Biella, Novara, Cn1, Cn2, Asti, Alessandria e il Vco, al momento è stata comunicata soltanto agli organi di stampa. Non è pubblicata sui portali della Regione, non è stata sottoposta all’attenzione della commissione o del consiglio ma, soprattutto, non sta in piedi economicamente” dichiarano i rappresentanti Dem sottolineando che “se davvero si volesse trovare un’ampia condivisione sarebbe meglio aprire un confronto serio sul testo”.

“Preioni dichiara alla stampa che la norma interesserà circa 13 mila operatori e che per finanziarla sarà destinata una copertura economica complessiva, valida nel triennio 2023-2025, di 6.135.000 euro, di cui 3.539.200 euro per il personale medico e 2.596.000 euro per quello infermieristico” spiega Valle. “I conti non tornano – aggiunge il vicepresidente – anche considerando la cifra più bassa, i 350 euro per gli infermieri, moltiplicata per i potenziali 13mila interessati, infatti, si supererebbe quota 4,5 milioni per il primo mese di vigenza della legge…”.

“Stando alle dichiarazioni del consigliere Preioni se la platea è di 13000 operatori, con i soldi da lui immaginati possiamo dare loro, in tre anni, circa 13 euro al mese. Se si vuole rimanere sui 350 euro al mese raggiungiamo al massimo 1400 persone”  aggiunge Rossi . “Capisco l’avvicinarsi della campagna elettorale – continua il segretario Dem – ma non è un caso che in questi anni non si sia trovata una soluzione a questo problema. Servono le risorse, ma il governo sta tagliando: questa è la triste realtà che non si cambia con la propaganda”.

Un confronto sull’ipotetico testo è a maggior ragione necessario. “Qualora si trattasse di un provvedimento traducibile nei fatti non potremo che essere favorevoli come lo siamo verso qualsiasi azione tesa a promuovere e rendere più attrattivo il sistema pubblico, quel sistema che proprio la destra al governo della Regione e del Paese sta progressivamente depotenziando a favore di una privatizzazione strisciante. Non possiamo, invece, accettare che con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali si faccia propaganda sulla pelle dei medici, degli infermieri e dei cittadini” precisa Rossi.

“Preioni stima che la legge possa entrare in vigore entro settembre nonostante il testo sia ancora top secret. Siamo curiosi di capire come e dove verranno reperite le risorse nel bilancio della Regione? Non solo, se fossero davvero disponibili perché l’assessorato non ha provveduto precedentemente ad investire in tal senso?” si domandano i rappresentati Dem.


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