Le ingerenze russe nella campagna elettorale: una riflessione

Qual è il prezzo della democrazia?
Oggi trovate sui media la notizia del dossier dei servizi segreti statunitensi che rivela ingenti finanziamenti russi alla politica italiana al fine di influenzare gli esiti elettorali.
Non sarebbe la prima volta come ha dichiarato con chiarezza anche il Parlamento Europeo quando il 9 marzo 2022 ha votato la “Risoluzione sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell’Unione Europea, inclusa la disinformazione” (https://bit.ly/risoluzionePE).

E’ uno dei modi che gli stati con aspirazioni di egemonia usano per condizionare la situazione politica nel resto del mondo. Non è un caso che Crosetto (FDI) abbia scritto “Alto Tradimento” su Twitter per poi cancellare il post (dovrà poi spiegare il perché). Ma è chiaro che si parla – in questo caso davvero – della sovranità di uno Stato. A chi risponde chi prende i soldi da uno stato straniero?
Certamente ai russi fa comodo avere un’Europa debole e divisa: non è un caso che abbiano finanziato la campagna Brexit e costruito rapporti con tanti partiti anti-europeisti. Perseguono il loro obiettivo egemonico in ogni modo.

Il problema è il nostro. Ne siamo consapevoli? Quanto conosciamo le dinamiche che mettiamo in moto con il nostro voto? Quanto ci preoccupiamo di conoscere quanto sta accadendo?
Di tutti gli articoli apparsi segnalo in particolare quello di Jacopo Jacoponi su La Stampa. Si fa riferimento al reticolo di Fondazioni e Think Thank nati in questi decenni che hanno proprio la funzione di veicolare finanziamenti, diffondere le idee del blocco conservatore (ampiamente trans-nazionale) e creare classe dirigente.
La verità è che mentre le destre hanno trovato il modo di fare tutto questo (investire denaro, creare cultura, diffondere le idee su larga scala e investire sulla formazione della classe dirigente), il mondo progressista e riformista paga divisioni, mancanza di finanziamenti adeguati e subalternità su alcuni temi fondamentali (redistribuzione delle ricchezze, tasse, ruolo dello stato, solo per fare degli esempi).

Dobbiamo esigere massima trasparenza su quanto accaduto per queste elezioni. I cittadini devono sapere se ci sono potenze straniere che spingono per un risultato piuttosto che per un altro.
Ma soprattutto è ora di affrontare seriamente il tema del finanziamento della democrazia nei nostri paesi. La stupidaggine di pensare che tagliando il finanziamento pubblico avremmo reso la politica migliore l’ha solo resa ostaggio di grandi investitori privati e di potenze straniere. Se abbiamo a cuore la democrazia occorre trovare il modo di rendere indipendente il sistema e gli attori che ne garantiscono il funzionamento autonomo, a partire da nuove regole di finanziamento pubblico, altrimenti, la trasformiamo in un gioco in cui vince chi spende di più.

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