Senza personale non c’è diritto alla salute: Cirio annuncia 58 milioni per la stabilizzazione dei lavoratori, ma copre i pensionamenti

“Senza personale non c’è diritto alla salute. Vecchi e nuovi servizi non stanno in piedi senza un numero adeguato di lavoratrici e lavoratori”. Lo afferma il vicepresidente della Commissione Sanità di Regione Piemonte, Domenico Rossi, a margine dell’incontro con i sindacati dei lavoratori della sanità pubblica che hanno manifestato oggi di fronte a Palazzo Lascaris per la stabilizzazione e la proroga dei contratti flessibili.

I sindacati hanno denunciato che attualmente solo 1.130 precari su circa 5.000, fra infermieri, oss e personale sociosanitario, saranno stabilizzati. “Una situazione inaccettabile che consentirebbe a malapena di coprire il turn over proprio nel momento in cui è necessario affrontare il problema delle liste d’attesa e senza dimenticare una possibile recrudescenza della pandemia in autunno. Non solo, senza il personale avremo ci ritroveremmo solo con scatole vuote lasciando spazio alla sanità privata e aumentano i costi della mobilità passiva verso altre regioni” sottolinea il consigliere Dem.

“È fondamentale che tutti i livelli istituzionali si impegnino perché più persone possibili siano stabilizzate. La Giunta Cirio non può cavarsela delegando tutto al Governo, che pure deve fare la sua parte, ma alla Regione spetta di mettere in campo tutto gli sforzi possibili per non perdere le straordinarie risorse umane che in questi anni hanno permesso di affrontare la pandemia Covid e che ora rischiano di restare a casa o di essere assunte nelle regioni limitrofe. Ne va della tenuta del sistema sanitario regionale” prosegue Rossi.

“In commissione – conclude il consigliere –  chiederemo un’informativa dettagliata su quanto dichiarato oggi dal Presidente Cirio di fronte ai sindacati. Se lui parla di 58 milioni di risorse regionali, come mai stabilizziamo un numero pari solo a quello delle persone andate in pensione? Se ci sono risorse per la stabilizzazione dei precari, anche parziale, il numero totale delle persone in carico al servizio sanitario regionale deve essere superiore a quello degli anni precedenti. Diversamente siamo di fronte al gioco delle tre carte”.

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