Gestione Parco del Ticino: crisi gravissima. Serve la riforma e una nuova governance condivisa

I problemi di governance del Parco del Ticino e del Lago Maggiore sono sempre più evidenti come segnalato dalle associazioni ambientaliste. Dopo le recentidimissioni del presidente, l’ultimo atto è quello andato in scena durante la seduta del Consiglio Direttivo dello scorso 22 dicembre con un duro confronto sulla valutazione e il rinnovo dell’incarico al direttore dell’ente.

Il Parco non merita questa situazione: si tratta di una risorsa inestimabile per il nostro territorio che deve essere tutelata e valorizzata, mentre l’attuale gestione rischia di comprometterla.

Come ho avuto modo di evidenziare nei mesi scorsi alcuni problemi sono legati all’accorpamento di alcune aree naturali dovuto alla modifica, voluta nella scorsa legislatura, del Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità in vigore dal 2009. A tale riguardo esistono due proposte di legge, una avanzata dai Comuni di Romentino, Bellinzago Novarese, Cameri, Galliate, Oleggio, Trecate, l’altra a mia prima firma, per garantire rappresentanza a tutti i territori negli organi direttivi e ridare autonomia al Parco del Ticino. Due Pdl su cui si è registrata una sostanziale convergenza nella discussione in Commissione, ma che da troppo tempo attendono di essere portare in aula: solleciteremo nuovamente la maggioranza con l’obiettivo di sciogliere al più presto questo nodo.

E’ innegabile, inoltre, che una quota delle criticità derivi direttmanete dalla governance dell’Ente su cui la Gliunta Regionale deve intervenire al più presto se vuole dimostrare un minimo di attenzione al nostro territorio. Un primo passo in tal senso potrà essere la nomina, in capo alla Regione, del nuovo presidente dell’Ente: è necessaria una presidenza autorevole e il più possibile condivisa, per questo ci aspettiamo il coinvolgimento delle associazioni, delle amministrazioni coinvolte e delle diverse forze politiche.

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