Emergenza medici di base: subito risposte strutturali e tempestive dalla Regione

È stato molto importante e partecipato (presenti i Comuni di Agrate Conturbia, Vaprio, Cureggio, Momo, Cavaglio, Cavaglietto, Terdobbiate, Fontaneto, Suno) l’incontro di questa mattina promosso dall’amministrazione di Suno sul tema della carenza dei Medici di Medicina Generale che, sempre di più, ricade sui cittadini. Una riunione cui ho partecipato con l’Onorevole Davide Crippa. 

Una situazione che ben conosciamo e denunciamo da anni, perché i dati sono disponibili già dal 2017 grazie a uno studio che descriveva la situazione che stiamo vivendo a partire dall’analisi della gobba previdenziale – molti sono i medici che stanno andando in pensione – che si affianca al problema della errata programmazione dei decenni passati con il fenomeno dell’imbuto formativo e dei camici grigi che faticano ad accedere alla professione. Ma se il Governo ha compreso e invertito la rotta aumentando il finanziamento per le borse di studio, invano chiediamo da tempo che anche Regione Piemonte faccia altrettanto. 

Non possiamo permetterci di stare a guardare: la Regione deve dare riscontri tempestivi a Sindaci e cittadini. Risposte che devono superare la logica palliativa dell’una tantum per diventare strutturali anche per evitare una strisciante privatizzazione che fa si che le soluzioni si trovino solo a pagamento  e solo per chi se lo puoi permettere.

Alcuni temi sono chiaramente legati a decisioni nazionali, come le riforme legate al PNRR o la natura contrattuale dei medici di famiglia che alcuni vorrebbero (io tra questi) essere dipendenti del sistema sanitatio e non professionisti liberi di scegliere se ricoprire o meno un posto vacante.

Mentre si affrontano i macro-ragionamenti come rispondere a livello regionale ai disservizi che i cittadini registrano nella quotidianità?

  • Certamente lavorare a un piano straordinario di assunzioni e borse di studio regionali che diminuisca l’effetto della gobba previdenziale nei prossimi anni. 
  • Potenziare la figura dell’infermiere di comunità poiché non tutto ciò che serve al paziente deve farlo un medico.
  • Migliorare la comunicazione tra ASL e Sindaci che troppo spesso non ricevono risposte adeguate e puntuali.
  • Aprire un tavolo di confronto permanente tra assessorato regionale e ANCI su questo tema.

Nel corso della riunione ho dato la disponibilità dell’ufficio di presidenza della IV commissione ad ascoltare una rappresentanza dei sindaci in Consiglio Regionale.

 

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