Terza ondata: la sanità privata faccia la sua parte fino in fondo su posti letto e operatori per le vaccinazioni

I numeri dei contagi nelle ultime settimane stanno tornando a livelli di massima allerta così come la situazione negli ospedali ci riporta all’emergenza che abbiamo vissuto un anno fa e nei mesi di novembre e dicembre.

Ci risulta che nei giorni scorsi siano stati comunicati alla Regione i posti letto messi a disposizione dal settore privato che, però, sono sensibilmente inferiori rispetto a quelli attivati nel corso della seconda ondata.

Il numero di posti letto in capo a strutture private accreditate o convenzionate attivati al 13 marzo 2021 sarebbero, infatti, 265 in meno di quelli disponibili al 30 novembre 2020 sono: 709 nella terza ondata contro i 974 della seconda. Ai quali potrebbero aggiungersi altri 178 dopo il 22 marzo.

Su questo tema sto predisponendo un’interrogazione, ma porrò la questione, chiedendo la ragione di tale diminuzione, già nella commissione Sanità calendarizzata  per giovedì in cui è prevista un’informativa dell’assessore Icardi.

E’ importante che anche il privato contribuisca il più possibile alla risposta del sistema sanitario regionale alla pandemia, perché ogni sforzo che chiediamo al pubblico, oltre a gravare sul personale già stremato,  toglie spazio a visite e altre prestazioni ospedaliere e ambulatoriali del pubblico per cui i cittadini sono costretti a rivolgersi proprio al privato.

Serve lungimiranza da parte della Regione e accordi che vadano oltre il tema dei posti letto Covid. Occorre fare il modo che il privato contribuisca alla campagna vaccinale e metta a disposizione le proprie sale operatorie per portare avanti gli interventi chirurgici delle liste di attesa degli ospedali pubblici anche in risposta all’appello dei  direttori delle Strutture Complesse di Chirurgia del Piemonte di tre giorni fa.

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