Le priorità per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund: la mia risposta alle associazioni ambientaliste

Il contributo sull’utilizzo delle risorse del Recovery Fund delle associazioni Novara Green, Fiab Novara AdB, Legambiente Circolo Il Pioppo e Pro Natura Novara ODV non è solo puntuale ma richiama la necessità di un cambiamento radicale di presupposti culturali e progettualità. La transizione ecologica non si può fare aggiungendo la parola “sostenibile” a idee obsolete. 

Qui di seguito ho voluto rispondere, spero in modo esaustivo, alla lettera aperta (la puoi leggere qui) che le associazioni hanno indirizzato a rappresentanti istituzionali, partiti politici e portatori d’interesse.

 

Gentili associazioni,

la lettera aperta con cui indicate le vostre priorità per il Piemonte Orientale sull’utilizzo delle risorse del Recovery Fund rappresenta un contributo importante e puntuale al dibattito in corso. Per questo vi ringrazio.
Non solo comprendo, ma condivido i valori e gli orientamenti di fondo che sostengono le vostre proposte. La transizione ecologica non si può fare aggiungendo la parola “sostenibile” a idee obsolete; al contrario richiede un cambiamento radicale di presupposti culturali e progettualità.
La pandemia ha rafforzato e ampliato la coscienza ecologica: siamo inter-dipendenti e inter-connessi, tra esseri umani e con il pianeta. Ci si evolve insieme come sistema e nessuno si salva da solo.  Il Recovery deve essere un’occasione per costruire una nuova visione anche per i nostri territori, imperniata su economia circolare ed equità, ma rischia di diventare un elenco di vecchi progetti. 

Così non funziona. Come non sta funzionando il metodo che ha scelto la Giunta piemontese per costruire le proposte regionali: da mesi abbiamo posto la questione, da quando in commissione ci furono presentate le bozze di progetti per il valore complessivo di 13 miliardi da presentare al Governo affinché fossero finanziati con il Recovery Fund. Con chi sono stati condivisi e costruiti? Da quale confronto sono emersi? A fine novembre 2020 erano già pronti, ma nessuno era stato coinvolto per elaborare priorità e strategie: non le forze politiche, non le istituzioni territoriali, non le università, non i sindacati, non l’associazionismo… Nessuno! 

Al di là delle questioni di metodo, provo a entrare anche nel merito delle questioni. Ho già avanzato diverse proposte nelle settimane scorse, anche dopo aver ascoltato i territori con cui mi sono confrontato interpellando amministratori e realtà locali. Qui non c’è spazio per tutti i temi che dovrebbero rientrare nel PNRR, pertanto mi limiterò, per ora, a quello delle infrastrutture, al centro della vostra lettera.
Proprio parlando di infrastrutture c’è un grande assente nelle proposte della Giunta regionale: si tratta del Trasporto Pubblico Locale su ferroSe non discutiamo seriamente della riapertura di alcune linee strategiche di fronte a risorse straordinarie come quelle del Recovery, allora significa che si è deciso di non farlo mai più. E questo sarebbe un errore grave.
In particolare, per il nostro territorio, ho avanzato la proposta di una riqualificazione della linea ferroviaria Novara-Varallo, in linea con quanto richiesto da molti amministratori, anche immaginando l’utilizzo di vettori a idrogeno. Così come sarebbe utile e necessario elettrificare la Novara-Biella.
Sempre in tema di infratrutture su ferro condivido che il PNRR debba essere l’occasione per collegare Novara (e Torino) con l’Aeroporto Internazionale di Malpensa, così come ritengo sia strategico inserire la Fermata dell’Alta Velocità tra i progetti da presentare al Governo. Devo segnalarvi, però, che allo stato attuale la Giunta l’ha prevista per Chivasso e non per Novara. Quando ho chiesto spiegazioni in commissione mi è stato risposto “ce lo ha chiesto la Città Metropolitana”… Ho ricordato, già in quella sede, all’assessore che esiste uno studio di Regione Piemonte, Fondazione Links ed RFI risalente a Febbraio 2019 secondo cui lo scenario preferibile sia quello della riorganizzazione e potenziamento dei servizi di TPL. Solo come scelta secondaria lo studio inserisce le nuove fermate di Chivasso, Santhià e Novara, tutte sullo stesso piano. Mi auguro che questa scelta del tutto arbitraria su Chivasso venga rivista.
Sulla città di Novara, inoltre, andrebbe data priorità alla la risoluzione del nodo ferroviario, a partire dalla necessità prioritaria di eliminare il transito, in ambito urbano, delle merci pericolose, così come sarebbe utile cogliere l’occasione per riprendere in mano il progetto della tramvia tra la stazione ferroviaria e la nuova Città della Salute e della Scienza

Per quanto riguarda le strade, invece, condivido la vostra posizione sull’ipotesi del nuovo collegamento tra Novara e Vercelli: sarebbe più utile adeguare il tracciato esistente realizzando le varianti utili per liberare gli abitati di Cameriano e Orfengo, dal passaggio di auto e mezzi pesanti, limitando al massimo il consumo di suolo.

Da un punto di vista infrastrutturale aggiungo solo un altro elemento: la necessità di realizzare un nuovo ponte sul Ticino di Oleggio. Quello attuale risale al XIX secolo, ed esistono dei fondi già dai primi anni 2000. Si tratta di un’infrastruttura necessaria in termini di sicurezza, ma anche di collegamento del nostro territorio con Malpensa e con la Lombardia, che favorirebbe anche un maggiore sviluppo economico.

Termino questa mia lettera con un riferimento a uno degli ambiti che sto seguendo con maggiore attenzione in questi ultimi anni: la sanità. In linea con quanto previsto dal PNRR è necessario che la Regione presenti un piano strutturato di rilancio della sanità territoriale fondato su Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Assistenza Domiciliare,  integrata socio-sanitaria e telemedicina. Ho presentato una mozione in Consiglio affinché, come previsto nel documento nazionale si inserisca nel nuovo Piano socio-sanitario regionale un action plan che preveda una Casa della Comunità ogni 24.500 abitanti e un ospedale di Comunità ogni 80.000 abitanti. Una vera e propria rivoluzione a cui affiancare un piano straordinario di assunzioni, senza il quale rischieremmo di avere delle strutture vuote, soprattutto nelle aree interne.  

Siamo vicini alla scadenza del percorso di redazione del PNRR che dovrà essere presentato all’UE entro il 30 Aprile.  Soltanto ora la Giunta ha deciso di attraversare le province con “tour” di confronto e condivisione dei progetti. Mi auguro che si tratti di un momento di ascolto vero  e non solo di facciata. Lo capiremo presto verificando se e come i progetti in uscita saranno diversi da quelli in entrata (che potete visionare, con titoli e importi sul sito https://piemonte2021-2027.eu/), e se verranno prese in considerazione le proposte dei territori. Nel documento finale troveranno spazio la fermata dell’alta velocità a Novara, il ponte sul Ticino di Oleggio e il collegamento ferroviario con Malpensa? Saranno previste la riattivazione della Novara-Varallo e l’elettrificazione di altre linee come la Novara Biella? Ci auguriamo di sì. Su questo e su tutti gli altri temi posti anche grazie al vostro aiuto  terremo alta la guardia e continueremo a non far mancare le nostre proposte. 

Ancora grazie,
Domenico Rossi

 

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