La criminalità organizzata è il Covid delle istituzioni: aumentiamo gli anticorpi

Non dobbiamo permettere che il Covid infetti anche le istituzioni, per questo occorre aumentare gli anticorpi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. 

L’impegno totalizzante per contenere la diffusione del virus non può e non deve farci perdere di vista ciò che succede intorno all’emergenza. Ce lo raccontano le pagine di cronaca, lo denunciano le prefetture: le mafie si adattano rapidamente per cogliere le opportunità nelle situazioni di crisi economica e sociale, le istituzioni devono esserlo nel predisporre le giuste contromisure. 

Ci preoccupa in tal senso che il Presidente Cirio e la sua Giunta non abbiano ancora dato seguito ad alcuni impegni presi a partire dalla protezione delle procedure inerenti l’emergenza sanitaria previste con l’Ordine del Giorno 225  “Monitoraggio costante del ciclo dei contratti pubblici regionali legati all’emergenza Covid-19”. Regione Piemonte, inoltre,  non ha nominato i referenti per la Regione all’interno dell’associazione nazionale “Avviso Pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie” di cui è socia, non ha avviato il corso di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali, non ha dato seguito all’impegno di redazione di un “Codice Etico”. Quello contro le mafie appare come un fronte sempre più sguarnito, un punto debole pericolosissimo, come dimostrano la vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Rosso e il possibile intreccio tra imprenditori e ‘ndrangheta che investono nelle farmacie e nella gestione delle RSA, anche in Piemonte (Cuneo e provincia di Torino) emerso nell’articolo su un quotidiano nazionale di qualche giorno fa.

Non solo, in questo scenario spicca, per l’anno in corso, l’assenza del bando per l’erogazione di contributi per interventi volti a consentire il riutilizzo e la funzione sociale dei beni confiscati previsto dalla Legge Regionale 14/2007. Una grave mancanza perché i beni sottratti alla mafia e restituiti alla comunità sono un simbolo di riscatto civile, il messaggio più forte che si può mandare alle mafie soprattutto se generano “economia pulita” sui territori, lavoro per i più giovani o sostegno agli ultimi e ai più fragili.

E’ il peggior momento possibile per abbassare la guardia e per questo abbiamo presentato due interrogazioni chiedendo al Presidente Cirio di riferire al più presto su questi aspetti di fronte al consiglio regionale. 

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