Il Pronto Soccorso di Novara chiuso per alcune ore è sintomo di una Sanità al limite del collasso

Ieri, giovedì 6 5 novembre, a causa di un eccessivo afflusso, il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Novara è stato chiuso per alcune ore. Di fatto è stato chiesto al 118 di non portare al Maggiore altri pazienti Covid perché la struttura non era in grado di farsene carico. La situazione è stata poi risolta e il PS è stato riaperto. 

Il carico per il sistema ospedaliero, in questo momento, è questo ed è destinato a crescere nei prossimi giorni. Le diverse aziende sanitarie e tutto il personale stanno lavorando senza sosta per fare in modo che nessuno resti senza assistenza, ma sarà sempre più difficile perché i numeri salgono e il personale, quando non si ammala, non aumenta certo in proporzione. Si stanno allestendo posti letto ovunque e questo significa prima di tutto ridimensionamento o chiusura di interi reparti che saranno in grado di ospitare malati Covid, ma non quelli per cui normalmente sono predisposti. Ieri Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha fornito i dati dei posti letto al 4 novembre. Il Piemonte, purtroppo, è tra i peggiori perché risulta avere il 40% di occupazione dei posti letto di TI e il 97% dei posti di area non critica (aggiornato al 101% il giorno dopo). Leggi qui: https://bit.ly/3n2mWxD

Non dico questo per generare paura, ma è bene che siamo consapevoli del momento che stiamo vivendo. Spero che questo sia utile soprattutto a chi cerca di creare contrapposizione tra salute ed economia: non c’è nessuna economia possibile senza salute.

Il nostro quadrante è in difficoltà. Fino a ieri l’ospedale di Borgosesia non lavorava ancora alla sua massima capacità e mancano luoghi idonei ad ospitare i pazienti in uscita dalle Terapie Intensive. Capite benissimo che se manca il flusso in uscita di coloro che stanno meglio diventa sempre più difficile avere spazio per chi deve entrare.

Lunedì, in commissione sanità, avremo l’informativa del DIRMEI: sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione in maniera puntuale e sulle soluzioni che si stanno mettendo in campo. Credo sia arrivato il momento di chiedere uno sforzo maggiore anche ai privati. Se necessario bisognerà requisire e obbligare a mettere a disposizione dei posti letto.

Intanto limitiamo le polemiche, non cavalchiamo il malcontento di alcune categorie. Facciamo in modo che i supporti necessari arrivino al più presto. E chi può stia a casa, riducendo i contatti con le persone non conviventi il più possibile.

 

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