I “tamponi più efficaci” sono un alibi: si lavori per aumentare il numero di test

Ho ascoltato, non senza stupore, le parole dell’Assessore Marnati durante la conferenza stampa di inaugurazione del nuovo laboratorio presso il centro Ipazia di Novara che consentirà, e questa è una buona notizia, di aumentare il numero di tamponi processabili in Piemonte.

Marnati ha dichiarato “Noi facciamo i tamponi che servono. Ogni Regione ha un suo metodo. I nostri sono, dal punto di vista della qualità, più efficaci secondo il mio parere” e ancora “Non li facciamo tanto per farli”. Le affermazioni dell’assessore avrebbero un senso se il Piemonte avesse una curva della crescita contagi più lenta o almeno uguale a quelle regioni che effettuano più tamponi, invece, è esattamente il contrario.

Basta confrontare i dati aggregati di Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna Lazio e Piemonte della scorsa settimana: il Piemonte si piazza quarto con 1.185 casi in più. La Lombardia ne conta 1.861, con una popolazione più che doppia. Seguono Veneto e Lazio con circa 1.600 casi, mentre alle spalle troviamo Toscana con 1.013 e Emilia Romagna con 895. Meglio di altre Regioni verrebbe da dire ma il problema è proprio il rapporto con il numero dei tamponi. Il Piemonte ne ne effettua meno di tutti: 39.536, circa 5.500 al giorno, contro i 118.716 della Lombardia, i 98.099 del Veneto, i 76.030 del Lazio, i 64.010 dell’Emilia Romagna e i 51.100 della Toscana.

In sintesi più positivi con molti meno tamponi. I tamponi sono “neutri”, ma le strategie messe in campo possono essere più o meno efficaci: i dati ci dicono che quelle delle altre Regioni lo sono migliori delle nostre, purtroppo

La verità è che dall’inizio della pandemia la Giunta ha sempre risposto “noi facciamo i tamponi che servono”, solo dopo la tragedia delle RSA ha provato a scaricare la colpa sui pochi laboratori attrezzati a febbraio, ma ora i laboratori ci sono. A ogni inaugurazione ascoltiamo sempre le stesse parole “ora potremo processare fino a 10.000/15.000 tamponi al giorno”, ma nella realtà non superiamo mai la media di 5-6 mila, nonostante sia acclarato oramai che l’unico modo per affrontare questa pandemia, in attesa del vaccino e di cure adeguate, è quello di individuare più positivi possibili e porli in quarantena per limitare il contagio, consentendo così alle strutture ospedaliere di concentrarsi sui casi più gravi e sulle altre patologie.

Non si può essere superficiali con la salute dei cittadini e per questo riproponiamo una serie di quesiti che meritano risposte serie e all’altezza della criticità del momento: come mai in Piemonte fa meno tamponi rispetto ad altre Regioni? Cosa succederà con l’arrivo dei virus influenzali e para-influenzali?  Il nostro sistema è già alla massima capacità di lavoro nonostante le rassicurazioni delle dichiarazioni ufficiali? Quanti positivi in più scopriremmo se facessimo un numero di tamponi almeno comparabile con le regioni di eguali dimensioni?

Il dubbio, a questo punto, è che la Giunta non sappia come mai facciamo meno tamponi degli altri nonostante abbiamo aumentato la capacità del sistema. Ma questo sarebbe ancora più grave.

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