Bene il bando di gara per la Città della Salute di Novara, ma attenzione a legalità e temi ambientali

“La presentazione odierna del bando di gara è una buona notizia che ci fa ben sperare sui tempi di realizzazione e ci pone di fronte a nuove sfide, che dobbiamo affrontare con serietà e attenzione” commenta il vicepresidente della Commissione Sanità di Regione Piemonte, Domenico Rossi a margine della presentazione odierna della procedura di gara.  

“Ora occorre fare le cose per bene” aggiunge Rossi ricordando che “l’importanza dell’opera impone, in primis, che siano predisposte tutte le necessarie contromisure con la consapevolezza che il ciclo del contratto pubblico è luogo privilegiato per mafie e corruzione. In tal senso accolgo positivamente il fatto che il Sindaco abbia fatto proprie parte delle nostre proposte come la stipula di un apposito protocollo per il controllo puntuale dei cantieri e dei subappalti”.

Nello stesso tempo è necessario porre la massima attenzione di fronte ai progetti di rigenerazione urbana sul sito attualmente occupato dall’Ospedale Maggiore e alle questioni ambientali legate alla viabilità cittadina: “Abbiamo una grande occasione – dichiara Rossi – che non possiamo sprecare: ridisegnare la città e l’ecosistema urbano con una sguardo rivolto al futuro, che deve inevitabilmente essere green. Non possiamo permetterci errori perché si tratta di processi che cambieranno Novara per i prossimi decenni”.

Sulla viabilità, in particolare, si sofferma il consigliere Dem. “Ho rilevato – spiega – che nel bando di gara si parla della realizzazione di 3.120 parcheggi collegati al nuovo ospedale, mentre nei progetti preliminari e nel masterplan originale il numero identificato è sempre stato quello di 1.700 circa. Faccio presente che per il Parco della Salute di Torino che prevede 1.040 posti letto, contro i 711 di Novara, lo studio di fattibilità ne prevede 2.300. Come mai siamo passati da 1.700 a 3.120? Su questo ho presentato proprio oggi un’interrogazione (leggi il testo qui) per poter approfondire una questione non marginale sul piano dell’impatto ambientale, della pianificazione dei trasporti, ma anche della sostenibilità del progetto”. 

“Sono convinto – prosegue Rossi – che la sostenibilità ambientale non debba restare solo nei nostri discorsi. Dobbiamo mettere in campo la soluzione più ecologica possibile. Il piano della mobilità regionale, ad esempio, si pone obiettivi precisi per migliorare la qualità ambientale delle città e contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici: la riduzione dell’utilizzo delle auto del 20% entro il 2030 e del 50% entro il 2050, o di elevare la mobilità con trasporti pubblici del 35% entro il 2030 e dell’80% entro il 2050 oltre a incrementare significativamente, la mobilità ciclo pedonale. Servono, insomma, soluzioni volte a decongestionare il traffico veicolare e a ridurre l’inquinamento”.

A tal proposito il Comune di Novara dovrà ideare un progetto per il collegamento tra la Città della Salute e della Scienza, il centro cittadino e la stazione ferroviaria. “E’ tempo di proporre e pianificare: molti dipendenti arrivano da fuori città con i mezzi pubblici e trattandosi di un hub di quadrante dobbiamo fare in modo che sia raggiungibile attraverso il trasporto pubblico anche per gli utenti di altre province” conclude Rossi.  

 

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