Nessun futuro per la Sanità senza medici. Si finanzino più borse di studio con il Riparti Piemonte

“L’emergenza Coronavirus ci costringe a cambiare progetti o ad accelerare quelli che avevamo: in Piemonte è necessario finanziare da subito maggiori borse di studio regionali per specializzandi in medicina” lo affermano il vice presidente del Consiglio Regionale, Mauro Salizzoni, e il vice presidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi.

“Non possiamo neppure immaginare il superamento della fase emergenziale e un futuro per la sanità piemontese senza pensare un rafforzamento del personale sanitario. Non basta, infatti, aumentare il numero dei posti letto  o dire che si potenzierà la medicina del territorio, ma occorrono medici, infermieri e OSS che si occupino dei pazienti” precisano Rossi e Salizzoni.

“Già in occasione del Bilancio di Previsione – aggiungono i consiglieri Democratici – avevamo presentato un emendamento, con l’obiettivo di aumentare le borse di studio regionali per gli di specializzandi in medicina, ma la maggioranza decise di bocciarlo”. 

Un appello giustificato spiegano Rossi e Salizzoni “tenuto conto che l’attuale carenza di medici è destinata ad accentuarsi nei prossimi anni per effetto, da una lato dei pensionamenti, considerata l’età media dei medici attualmente al lavoro nel Paese, dall’altro dell’imbuto formativo che blocca migliaia di laureati in medicina a cui viene negato l’accesso alla specializzazione. Il governo farà la sua parte con il decreto di maggio finanziando circa 5 mila borse in più, anche il Piemonte faccia la sua, come hanno fatto altre regioni”. Nel 2019, ad esempio, la Campania ne ha finanziate 120, la Toscana 132 e il Veneto 89.

“Se prima potevamo ipotizzare un aumento graduale delle borse di studio piemontesi – spiega Salizzoni – ora non possiamo più permettercelo. Regione Piemonte al momento per il 2020 ha previsto solo 15 borse di studio, che si sommano alle 511 pagate dallo Stato sul nostro territorio, e il tentativo della Giunta di rivolgersi alle Fondazioni per attivare ulteriori percorsi (35 quelli annunciati) non sembra aver dato i frutti sperati”.

“Occorre un ulteriore sforzo” ne sono convinti Rossi e Salizzoni che annunciano un emendamento al Disegno di Legge Riparti Piemonte.  “Dobbiamo almeno triplicare il numero delle borse regionali, dando priorità alle specialità di cui il nostro sistema è particolarmente carente e vincolando alla permanenza in Piemonte per almeno 5 anni” concludono Rossi e Salizzoni.

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