Piemonte Proteggere e Riparte: il piano del PD per la ripartenza della nostra Regione.

In questa fase di emergenza è fondamentale lavorare insieme, andando oltre gli schieramenti politici, per far fronte, oltre al pericolo sanitario, a una possibile crisi sociale ed economica. A questa esigenza cerca di rispondere, con un atteggiamento costruttivo il Gruppo del Partito Democratico.

Ci auguriamo che il Presidente Cirio e la Giunta raccolgano le nostre proposte.

Ora che arrivano i primi segnali di un’inversione di rotta sull’emergenza sanitaria occorre lavorare seriamente a un piano per la tenuta e il rilancio della nostra regione, evitando di rincorrere gli eventi.

E’ emerso con chiarezza anche questa mattina, durante l’audizione con i responsabili delle ATL locali, che ci hanno sottolineato la situazione drammatica del comparto turistico.

Serve liquidità immediata, che la Regione non può delegare solo al Governo, e serve strutturare un sostegno per le persone più fragili e per i settori più in difficoltà.

Ma bisogna farlo ora, per essere pronti nei prossimi mesi. Se rimanderemo, sarà troppo tardi. Noi siamo disponibili a dare una mano per il bene del Piemonte.

E’ importante sottolineare come questi interventi siano fondamentali, anche allo scopo di scongiurare infiltrazioni illecite da parte della criminalità organizzata che, spesso, identifica nella vasta platea di lavoratori non regolari e aziende in difficoltà, i primi destinatari a cui offrire risorse fresche per occupare gli spazi lasciati liberi dallo Stato e dall’economia. E’ quanto sta già accadendo, come denunciato da molte testate giornalistiche e dalle forze dell’ordine, in questi giorni.

Il piano “Piemonte protegge e riparte” è studiato, in particolare, per andare incontro alle esigenze segnalate dalle  tante famiglie che,  più di altre, stanno subendo l’isolamento forzato dovuto alla pandemia: mi riferisco alle molte famiglie in difficoltà a causa di figli o cari, soggetti a situazioni di non autosufficienza, di disabilità intellettiva, o povertà sociale.

Il Piemonte non ha ancora previsto misure di sostegno per le fasce più vulnerabili della popolazione, che in questa fase pagano il prezzo più alto.

Un altro tipo di povertà su cui intervenire è, inoltre, quella educativa: non possiamo trascurare chi non può permettersi dispositivi digitali o connessione internet per i propri figli, considerata la necessità di concludere l’anno scolastico in modalità di didattica a distanza.

Leggi il comunicato del Gruppo del Partito Democratico del Piemonte al link che segue: https://bit.ly/34etT6t

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