Via libera dalla Regione alla Città della Salute di Novara: ora si chieda celermente il finanziamento al Ministero

“La giornata di oggi segna un passo decisivo per la realizzazione della Città della Salute e della Scienza di Novara” il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi, commenta così l’approvazione della legge regionale richiesta dal Ministero necessaria a sbloccare il finanziamento statale per il nuovo ospedale novarese.

“Entriamo così nella parte conclusiva di un lungo percorso che ha coinvolto Regione Piemonte, Comune di Novara, Azienda Ospedaliera e Università del Piemonte Orientale” prosegue Rossi evidenziando che quello odierno rappresenta un passaggio non conclusivo ma fondamentale “perché – spiega – ora Regione Piemonte potrà richiedere ufficialmente il decreto di finanziamento al Ministero che, una volta ricevuto, permetterà all’Azienda Ospedaliera di partire con la gara necessaria a individuare il partner privato che realizzerà la Città della Salute e della Scienza”.

Un progetto che verrà realizzato attraverso la modalità del Partenariato Pubblico Privato. “Non è stato semplice superare le perplessità dell’assessorato sul Partenariato Pubblico Privato – dichiara Rossi – ma il caso specifico di Novara non ammetteva alternative: trattandosi di un progetto già parzialmente finanziato e molto avanti nelle fasi di progettazione sarebbe stato irresponsabile riportare le lancette all’inizio del percorso cercando nuove forme di finanziamento. L’ipotesi INAIL che in molti hanno evocato in questi mesi non è stata praticabile per Novara come ha spiegato l’assessore Icardi che per primo l’aveva proposta. Nella migliore delle ipotesi avremmo perso anni e comunque, in ogni caso, avremmo dovuto rinunciare al finanziamento statale”.

Una posizione condivisa da tutto l’emiciclo o quasi precisa Rossi: “Se ne sono convinti la maggioranza e l’assessore Icardi, ma non i consiglieri del Movimento5Stelle che anche oggi hanno votato contro il disegno di legge per Novara mentre al loro movimento e alla sindaca Appendino  sta bene il PPP per il Parco della Salute di Torino: è inspiegabile considerato che le procedure sono pressoché identiche. Ritengono il PPP uno spreco di risorse, ma lo accettano per Torino e mentre sono al governo non ne chiedono l’abrogazione. Un atteggiamento francamente difficile da comprendere”.
Oltre alla posizione del M5S da segnalare un altro elemento politico rilevante: “Solo la responsabilità del centrosinistra, che ha mantenuto il numero legale – dichiara Rossi – ha evitato l’ennesimo rinvio a causa del gruppo di Fratelli d’Italia che ha disertato le votazioni dei primi due articoli”.

Ogni incertezza o ritardo costa milioni di euro alle tasche dei piemontesi. “Non si può parlare di risparmi solamente quando si analizza il costo dell’opera. Anche il tempo, in questo caso, è denaro. Ogni anno abbiamo un saldo negativo di 80 milioni di euro per la mobilità passiva (-211 milioni alla Lombardia nel 2018) – spiega Rossi – per questo abbiamo bisogno di potenziare la nostra offerta con strutture e servizi di qualità. La città della salute di Novara e il Parco della Salute di Torino rappresentano il perno di un percorso fatto di innovazione ed eccellenza. A Novara sarà realizzata una struttura moderna, all’avanguardia che sarà riferimento per l’intero quadrante.  Un investimento importante anche per il sistema economico del territorio”. 

Proprio in questa chiave, con  la consapevolezza che il ciclo del contratto pubblico è luogo privilegiato per mafie e corruzione il Consigliere Dem ha voluto presentare un Ordine del Giorno collegato alla norma. “Un documento che ha l’obiettivo di favorire la predisposizione di iniziative utili alla prevenzione dei fenomeni corruttivi e delle infiltrazioni della criminalità organizzata. La mia proposta prevede l’introduzione dei “patti di integrità” (uno strumento previsto dalla legge, dall’ANAC e dalla Commissione europea che garantisce la trasparenza e la correttezza delle gare d’appalto, contribuisce alla realizzazione di progetti di successo e permette di risparmiare denaro pubblico), l’estensione del protocollo ANAC già siglato per Torino all’opera Novarese e la stipula di un apposito protocollo con prefettura e forze dell’ordine per un controllo puntuale e costante dei cantieri, sulla scorta del protocollo cave”.

Così come, sempre su proposta di Rossi, è stato approvata una mozione che impegna la Regione a sostenere l’azienda ospedaliera per evitare che l’eventuale aumento del canone annuale si traduca in un taglio di servizi sanitari per il territorio.

Una serie di contromisure da adottare prima della gara d’appalto così come al più presto la città di Novara dovrà interrogarsi sul futuro dell’attuale area che ospita l’Ospedale Maggiore: “Per la città una vera e propria sfida di rigenerazione urbana e riuso, che interessa anche l’ospedale San Rocco di Galliate. Non possiamo permetterci di avere spazi abbandonati e degradati nel cuore della città e per questo la progettazione, i lavori e lo spostamento dovranno necessariamente coincidere” conclude Rossi.

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