Stop del centrodestra all’ordine del giorno per aumentare le borse di studio di specializzazione post-laurea

Stop dell’assessore Icardi e dalla maggioranza di centrodestra a Palazzo Lascaris all’Ordine del giorno che avrebbe impegnato la Giunta regionale ad aumentare le borse di studio di specializzazione post-laurea e a chiedere ulteriori sforzi in tal senso al Ministero dell’Istruzione.

“Rileviamo un atteggiamento inspiegabile, se non da un giudizio prevenuto nei confronti dei proponenti, di fronte ad un documento costruttivo che semplicemente voleva andare incontro alle legittime richieste dei laureati e dei laureandi in medicina del Piemonte e a tutti gli operatori del mondo sanitario” commentano il capogruppo PD, Domenico Ravetti, e Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione Sanità e primo firmatario dell’Ordine del Giorno.

“Riconosciamo – aggiunge Rossi – lo sforzo compiuto in questi mesi dall’assessorato per aumentare il numero di borse di studio e proprio in quella direzione chiedevamo di farsi tramite presso il Ministero oltre ad individuare nuove risorse, a partire dall’assestamento di bilancio, per proseguire un’azione necessaria per scongiurare un’interruzione dei servizi ai cittadini”. L’attuale carenza di medici, infatti, è destinata ad accentuarsi nei prossimi anni per effetto, da una lato del pensionamento della metà dei medici specialisti attualmente al lavoro nel Paese, dall’altro dell’imbuto formativo che frena circa 10 mila laureati in medicina a cui viene negato l’accesso alla specializzazione: a loro non resta che rivolgersi al mercato estero, abbandonare quel percorso o lavorare a gettone.

“Spiace – conclude Rossi – che l’Assessore e l’intera maggioranza abbia voluto archiviare un Ordine del Giorno che voleva essere di impulso ad una lavoro congiunto e proficuo con una battuta polemica sull’azione della Giunta Chiamparino… ricordiamo ad Icardi che l’amministrazione di centrosinistra ha dovuto affrontare e superare lo scoglio del piano di rientro: una montagna di milioni di euro di debito, generati dalla malagestione della Giunta Cota, senza i quali molto probabilmente oggi questo problema non esisterebbe”. 

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