Regione Piemonte ostaggio della proaganda leghista

Il Consiglio Regionale del Piemonte non è la sede della Lega, ma la casa di tutti i Piemontesi. Quanto sta accadendo è inaccettabile.
Nella riunione dei capigruppo la maggioranza ha deciso di convocare il consiglio regionale da martedì a venerdì della prossima settimana senza soluzione di continuità. Capirei tanto zelo se ci fosse da affrontare un’urgenza come la norma a garanzia del finanziamento della Città della Salute e della Scienza o magari un provvedimento utile a migliorare i servizi per i Piemontesi. Invece blocchiamo tutto per votare una delibera che propone un referendum sulla legge elettorale per passare dal sistema elettorale proporzionale a quello maggioritario.
Di per sé un fatto inaudito a maggior ragione se pensiamo alla ragione di tale scelta. Lo ha ordinato Salvini sul prato di Pontida. Si interrompe il lavoro dei consiglieri nelle Commissioni e sul territorio, danneggiando così i cittadini, per il diktat di un segretario politico: è una vergogna, una barbarie istituzionale. In pochi mesi abbiamo assistito già a troppe forzature con il fine di accontentare le velleità di qualche consigliere o assessore e in questo caso di Salvini.
E’ questa una concezione distorta di democrazia che rifiutiamo con forza e ci prepariamo ad un’opposizione ferma e puntuale che coordineremo con tutte le forze di minoranza a Palazzo Lascaris e delle altre Regioni Coinvolte.
Dispiace davvero vedere un Presidente di Regione in ostaggio di uno dei partiti che lo hanno sostenuto: basta con la propaganda pensino piuttosto a presentare provvedienti per migliorare la vita dei piemontesi.

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