Il programma di Cirio: “Nessuna visione sul Piemonte, più privati nella sanità e nessun riferimento alla lotta alle mafie”

Oltre cinquanta minuti di microfono aperto nella seduta odierna del Consiglio Regionale. Un discorso per il Presidente Cirio utile a elencare una serie di problemi ma in cui non si intravede una visione complessiva sul Piemonte: una mancanza che porta con sé l’incapacità di programmare e la carenza di soluzioni di lungo respiro.
Le politiche sulla salute ridotte alle problematiche ospedaliere con una soluzione davvero “innovativa”: aumentare la quota per il privato accreditato passando dal 3,5% al 7% come in Veneto. Nessun cenno alla prevenzione, all’invecchiamento della popolazione, al tema della cronicità, alla domiciliarità, alle nuove fragilità e ai nuovi bisogni di salute, facendo coincidere la strategia dell’assessorato più importante in termini economici con i soli interventi di edilizia sanitaria, peraltro già definiti dalla pianificazione predisposta dalla precedente amministrazione. Sperando che non si metta in discussione l’ospedale unico del VCO come ha già fatto l’assessore Rosso.
Emblematiche anche le parole (non) spese sul trasporto pubblico locale con il Presidente che accenna vagamente all’uso dei fondi europei (Quali? Quanti?) ma non va oltre, non ci spiega come intende intervenire: nulla sul biglietto unico integrato, sull’interscambio ferro-gomma o sulle linee dismesse.
E’ grave l’assenza di ogni accenno alla lotta alle mafie nelle parole del presidente Cirio, nonostante le notizie che anche negli ultimi giorni hanno riempito le pagine di giornali locali e nazionali: se non libereremo il Piemonte dalle mafie non avremo mai un’economia sana e un futuro. Non possiamo cavarcela ignorando il problema, la ‘Ndrangheta si è radicata sui nostri territori nel comparto dei rifiuti, del movimento terra, del contratto pubblico ce lo dicono le inchieste e le sentenze degli ultimi 10 anni: la Politica non può delegare, deve arrivare prima rendere l’ambiente ostile e inospitale alle mafie, a partire dall’impegno sui beni confiscati e in particolare sulla villa di San Giusto Canavese sequestrata a Nicola Assisi, considerato uno dei broker di cocaina più importanti per la ‘ndrangheta arrestato ieri in Brasile, e colpita nel giugno 2018 da un attentato incendiario. Il 19 luglio, invece di fare la giunta aperta sull’autonomia vada a san Giusto Canavese e chieda al governo di intervenire sulla villa per porre fine all’intimidazione. Se il governo dovesse continuare a latitare la Regione intervenga direttamente la giunta Chiamparino ha fatto con il Castello di Miasino.
Guardando al futuro preoccupa l’atteggiamento sul fronte ambientale, Cirio vuole affidarsi al “buon senso”… Peccato sia una dichiarazione senza senso: siamo di fronte ad una crisi planetaria e senza consapevolezza di questo continueremo a dirigerci verso il precipizio. E’ chiaro a tutti che le risorse sono finite: servono strategie e processi condivisi, interventi di area vasta per salvaguardare il nostro domani, ma soprattutto una pianificazione per riconnettere società, economia ed ambiente ad esempio con un Piano Regionale per la bioeconomia, perché non c’è sviluppo possibile che non sia sostenibile.
Un discorso non basta per “cambiare velocità” a maggior ragione se povero di indicazioni e proposte di prospettiva. Per di più se colorito con dei passaggi tutt’altro che condivisibili. Mi riferisco a quello sull’edilizia popolare con tanto di applausi a scena aperta. Una criticità complessa, che merita adeguati investimenti e di essere approfondita per garantire un aiuto concreto alle fasce più deboli, è stata ricondotta ad uno scontro tra poveri: “diamo le case popolari agli italiani”. Una pennellata di “verde Lega”, probabilmente in ossequio all’azionista di maggioranza del suo Governo, di cui francamente potevamo fare a meno.
Ho concluso il mio intervento richiamando anche io l’esperienza della Repubblica Partigiana dell’Ossola, citata dal capogruppo della lega Preioni che l’ha richiamata per giustificare la richiesta di autonomia. Ho voluto sottolineare come si sia trattato di una testimonianza importante del più ampio movimento di liberazione che ha restituito dignità al Piemonte e all’Italia e che ha regalato al paese la Costituzione. La Lega dica con chiarezza da che parte sta: vanno certamente in un’altra direzione la partecipazione di consiglieri regionali lombardi e parlamentari europei della Lega alla festa nazionale di “Lealtà e azione”, associazione di estrema destra, che si è tenuta nei giorni scorsi a Oleggio in provincia di Novara. Non accetteremo nessun passo indietro sui valori dell’antifascismo e della Costituzione.

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