Uniti contro le mafie dal 21 marzo in poi

“Ogni anno ricordiamo questi nomi, uno ad uno, perché non c’è giustizia senza verità, perché ricordando le vittime delle mafie proseguiamo con impegno la strada verso un Paese libero da malaffare e ingiustizie”.
Il Consigliere Regionale e vicepresidente della  Commissione Regionale di promozione della cultura della legalità e del contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi, era oggi, in rappresentanza del Consiglio Regionale, a Saluzzo, località scelta da Libera Piemonte per la
XXIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafie. “E’ sempre una grande emozione – aggiunge Rossi – vedere tante persone riunite in un abbraccio ideale ai familiari delle vittime, soprattutto per i molti che non conoscono la verità sulla sorte dei propri cari. Una testimonianza che tiene vivi i nomi e i cognomi che vengono recitati in tante città italiane ogni 21 marzo”.

Un elenco che ricorda come l’impegno non può venire meno e debba crescere ancora di più la consapevolezza tra i cittadini e nella comunità. “A ciascuno di noi – conclude Rossi – spetta la propria parte a partire dalle scelte di ogni giorno; alla Politica la responsabilità di restituire alla gente quei diritti che invece la mafia offre come favori: per vincere la guerra contro le mafie l’arma più potente è quella della giustizia”.

Una giornata che non si esaurisce con la lettura dei nomi, bensì prosegue con una serie di seminari di approfondimento e confronto. “Ho risposto all’invito di Libera e Avviso Pubblico per parlare della legge regionale 9/2016 nel momento dedicato al gioco d’azzardo patologico e alle sue ricadute sociali” spiega il consigliere Rossi. “E’ importante – aggiunge il consigliere Democratico – che proprio Libera Piemonte si intervenuta a difesa dei principi della legge regionale in un momento in cui si sono moltiplicate resistenze e pressioni volte alla modifica della norma (leggi qui le mie considerazioni): la politica non può inseguire le richieste, seppur legittime, di portatori di interessi economici particolari. Al contrario, tra i diversi interessi in gioco, deve trovare una mediazione che metta al centro il bene comune, a partire dalla tutela dei più fragili”.

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