Approvata la legge su bullismo e cyberbullismo

PREVENZIONE E CONTRASTO A BULLISMO E CYBERBULLISMO: APPROVATA LA LEGGE REGIONALE
Tra gli interventi innovativi previsti dalla norma un patentino regionale per l’uso della Rete e dei social e la creazione di centri specializzati in percorsi di sostegno e cura

“Una legge con cui Regione Piemonte vuole fare la propria parte per sostenere le vittime di bullismo, nelle sue diverse forme, e le figure adulte di riferimento, che hanno bisogno di nuovi strumenti per affrontare un fenomeno in crescita” il Consigliere Regionale Domenico Rossi commenta così l’approvazione della Legge Regionale per la promozione e il sostegno di azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo di cui è primo firmatario.

Un ragazzo su dieci in Italia, secondo l’indagine di Generazioni Connesse  (il Safer Internet Center italiano) , è vittima di cyberbullismo, tra questi l’11% ha tentato il suicidio e il 50% pratica autolesionismo. “Le cifre – spiega Rossi – evidenziano la portata dell’emergenza e la necessità di un intervento delle istituzioni. Siamo di fronte a un fenomeno antico, che, però, assume forme nuove con la diffusione delle nuove tecnologie e in particolare dei social network, che diventano sempre più pervasivi e modificano radicalmente l’esperienza comunicativa. E’ necessario un forte investimento in prevenzione attraverso percorsi educativi e formativi”.

Per questo la norma prevede un piano triennale molto articolato con il quale mettere in campo campagne di sensibilizzazione e di informazione, iniziative di carattere culturale, sociale, ricreativo e sportivo, corsi di formazione e programmi di assistenza e recupero e gruppi di supporto, finalizzati a diffondere la cultura della legalità, il rispetto della dignità personale, il contrasto di qualsiasi discriminazione, la tutela dell’integrità fisica e, soprattutto, psicologica dei bambini e degli adolescenti. Percorsi indirizzati alla promozione di un utilizzo più consapevole della Rete e degli strumenti informatici in generale, in particolar modo nell’ambiente scolastico.

“Tra le tante iniziative previste dalla legge – commenta Rossi –  due sono davvero innovative: l’istituzione del patentino regionale per l’uso della Rete e dei social network e l’istituzione dei centri specializzati di cura per i disturbi da episodi di bullismo e cyberbullismo”. Con il primo la Regione Piemonte sarà la prima in Italia a dotarsi di uno standard formativo per tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole piemontesi. I centri specializzati, invece, dovranno individuare, anche sulla scia delle sperimentazioni nazionali, quali il centro che ha sede presso l’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, dei percorsi di sostegno e cura specifici, attraverso equipe multidisciplinari.

Tutto il provvedimento è sostenuto da un approccio “mite” in linea con la Legge nazionale 71/17, a prima firma della Senatrice piemontese Elena Ferrara, approvata nel maggio 2017, da cui viene mutuato il modello partecipativo. “Per garantire un costante coinvolgimento e un coordinamento delle attività di prevenzione e contrasto – aggiunge Rossi – sarà costituito un Tavolo Tecnico regionale sul bullismo e cyberbullismo presso la Giunta Regionale cui saranno chiamati a partecipare il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, il Co.Re.Com. e l’Osservatorio permanente sul fenomeno, istituito presso l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte”.

La legge non trascura, infine, un’attenzione specifica alla cura dei ragazzi colpiti dal fenomeno, siano essi vittime o autori degli atti di bullismo, che sono spesso persone in età evolutiva e non devono essere “schiacciate” dagli atti negativi compiuti, ma, al contrario, vanno aiutate a comprendere il disvalore di quanto fatto per evitare di ripetere gli stessi errori. Per questo saranno importanti anche esperienze di responsabilizzazione, anche attraverso percorsi di peer education.

Da un punto di vista economico la legge prevede l’aggiunta in bilancio di 200.000 euro all’anno, per il prossimo triennio, per finanziare le attività previste.

“Ritengo – conclude Rossi – che il testo oggi approvato, frutto di una condivisione ampia nel percorso in commissione, dia delle risposte alle richieste di insegnanti, genitori e ragazzi e sono felice che siamo stati in grado di mantenere la promessa fatta a Paolo Picchio in sede di presentazione della Proposta di Legge nel marzo del 2017: anche il Piemonte ha messo in campo strumenti ed azioni per scongiurare tragiche vicende come quella che ha coinvolto sua figlia Carolina”.

 

Ecco in sintesi i punti di forza della legge:

1. piano triennale degli interventi per la prevenzione e il contrasto al bullismo e cyberbullismo. Si prevedono, tra le altre cose:

a. corsi di formazione per il personale scolastico ed educativo,

b. campagne di sensibilizzazione,

c. promozione di iniziative culturali,

d. progetti rivolti alle vittime e agli autori di situazioni di bullismo secondo i principi della giustizia riparativa e della peer education,

e. sportelli di ascolto

e. percorsi volti all’uso consapevole del web

2. bando annuale per attivare interventi e progetti presenti nel piano

3. Istituzione del patentino regionale per l’uso consapevole del web e dei social network

4. Istituzione di centri specializzati nella cura dei disturbi derivanti dal bullismo e dal cyberbullismo, mutuando da esperienze già presenti in Italia, in primis la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli-Sacco dove è istituito Centro Coordinamento Nazionale Cyberbullismo.

5. istituzione di un tavolo tecnico regionale che coadiuvi la giunta nella predisposizione del piano triennale.

6. A bilancio si mettono 200.000 euro all’anno che si aggiungono alle risorse che già la giunta mette in campo con i diversi progetti avviati in questi anni anche in collaborazione con gli altri enti istituzionali che si occupano del fenomeno: in particolare forze dell’ordine e Ministero Istruzione.

Confronto con legge nazionale

 

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