Insieme a metà strada: il nostro progetto di futuro

La politica che fa rete. Non è solo uno slogan da campagna elettorale, è un impegno che ho preso, quello di non cadere nella trappola di perdere il contatto con il territorio, le persone, le associazioni e tutte quelle risorse che hanno la forza e la volontà di pensare insieme ad un futuro migliore: più equo, più giusto. Credo che proprio il coinvolgimento, la volontà di ascoltare e di proporre, di allenare il senso critico e di progettare insieme siano il miglior antidoto all’antipolitica. E’ importante ritornare ad abitare la politica, farlo con entusiasmo, impegno e voglia di fare. Quella che si è respirata lo scorso 4 marzo all’Auditorium del parco del welfare per l’evento di metà mandato “Insieme a metà strada”.

Qui la sintesi di una giornata intensa, un regalo che tante persone mi hanno fatto mettendo a disposizione della comunità proposte e idee. A loro dico grazie, come ai tanti che non hanno potuto esserci ma vorranno raccogliere gli stimoli di questo documento di restituzione e dare il loro contributo.

Davvero tanto materiale quello raccolto e analizzato al termine di una giornata dedicata al passato, con la restituzione del lavoro di questi due anni in Consiglio Regionale, e proiettata sul futuro per progettare insieme percorsi e attività da mettere in agenda nei prossimi due.

Sei i focus su cui i partecipanti, che ringrazio ancora una volta per aver dedicato tempo e passione a questo momento di partecipazione, si sono confrontati: Ambiente, Sanità, Welfare, Cultura e Istruzione, Legalità e Sviluppo economico.

In una prima fase ciascun tema è stato sottoposto a tutti i partecipanti per raccogliere pareri ed indicazioni sulle azioni messe in campo dalla Regione e, più nello specifico, nel mio ruolo di consigliere. Un elemento quantitativo che consente di valutare priorità, efficacia e percezione dei diversi interventi.

La nuova Legge sulle Cave, la Proposta di legge 224 “Disposizioni in materia di inserimento lavorativo di soggetti con disabilità e persone svantaggiate”, il sostegno al settore culturale di concerto con il gruppo del Pd e la maggioranza, sono state indicate 14 volte come le attività più importanti di questa prima parte di mandato. Il Contrasto al gioco d’azzardo patologico, 13 voti occupa la seconda posizione in un ideale podio, mentre con 11 preferenza a parimerito troviamo il sostegno alle Soms e agli Istituti Storici della resistenza, la promozione della bioeconomia, il sostegno alla rete per le vittime di tratta e la promozione del riutilizzo di spazi pubblici inutilizzati.

I riscontri sul lavoro della Regione premiano per distacco un importante obiettivo raggiunto per il territorio novarese e per l’intero Piemonte Orientale: l’accordo di programma per la Città della Salute e della Scienza di Novara. Seguono con 8 preferenze il ripristino delle borse di studio e con 5 la lotta all’evasione fiscale, la Legge Regionale sulla prevenzione del caporalato e la Legge Regionale sul “Dopo di noi”.

Il mero dato quantitativo indica il gradimento del lavoro svolto dalla Regione e forse ancora di più l’urgenza avvertita rispetto ad alcune tematiche. Proprio per questo motivo a ciascun interlocutore è stato chiesto di lasciare una reazione rispetto al lavoro svolto per ciascuna tematica. Un dato questa volta qualitativo che contiene stimoli importanti.

Il primo, trasversale ad ogni argomento, è la necessità di maggiore informazione: i cittadini, per quanto attenti e partecipi, lamentano delle lacune nella comunicazione del lavoro fatto in Regione Piemonte. Molte le richieste di approfondimento rispetto a leggi approvate, percorsi e politiche regionali di cui non erano a conoscenza. Appuntamenti come “Insieme a metà strada” sono utili a colmare anche questo gap. Altri temi trasversali quello del rafforzamento della sinergia tra Regione ed Enti locali e quello del controllo da parte della Regione delle riforme in atto.

Il dialogo aperto con i cittadini ha consentito inoltre di individuare alcuni elementi critici. Sul progetto esplorativo di Eni a Carpigano, ad esempio, da un lato è emersa la richiesta di individuare percorsi e modelli di sviluppo alternativi, anche per salvaguardare l’occupazione, dall’altro sono emerse posizioni favorevoli allo sfruttamento di eventuali giacimenti.

Di seguito la riproduzione dei cartelloni dove troverete le preferenze espresse sull’operato della Regione e sul mio lavoro in consiglio (numeri in rosso), le domande e gli stimoli raccolti. A seguire le risposte ai quesiti divisi per argomento.

Il lavoro puntuale su quanto fatto fino ad oggi dalla Regione e sul mio operato (leggi la brochure riassuntiva: http://bit.ly/2mRH2iP) ha rappresentato il punto di partenza per sviluppare il lavoro dei gruppi tematici. Analisi, proposta e sintesi: queste le coordinate che ciascun tavolo ha seguito per arrivare ad una proposta da aggiungere alla mi agenda amministrativa per i prossimi due anni.

Le indicazioni emerse tracciano un percorso stimolante e non scontato.

Ambiente: 

L’esigenza prioritaria risulta quella di avere coordinate precise rispetto allo smaltimento dell’amianto in termini di modalità e tempistiche. Sforzi di programmazione e progettazione, invece, devono concentrarsi sul tema dell’agricoltura di precisione e sulla ricerca di un modello di sviluppo alternativo alternativo per il territorio di Carpignano. Grande attenzione anche al tema dello spreco alimentare.

Sanità: 

Il gruppo di lavoro che affronta l’argomento più complesso mette al primo posto una delle questioni più calde, quello dei posti letto negli ospedali territoriali unito alla riduzione delle liste d’attesa. Sempre in tema di rete ospedaliera e assistenziale si richiede lo sviluppo in particolare dell’assistenza territoriale pediatrica e di approfondire i metodi di valutazione delle eccellenze da valorizzare. Altra stimolo quello dell’istituzione di centri specialistici su Autismo, SLA e Disabilità.

Welfare: 

Il gruppo di lavoro restituisce due due considerazioni di metodo e due di merito. Nel primo caso alla regione si chiede uno sforzo per garantire maggiori risorse e garantire una regia che sappia favorire la massima sinergia tra tutti i soggetti che si occupano di sociale. Nel merito viene sollecitato un miglioramento dell’accesso ai servizi e l’attuazione al più presto dell’Hangar Sociale come elemento di coordinamento e connessione di tutti gli operatori del settore.

Istruzione e cultura: 

Il tema chiave emerso dal tavolo è quello dell’orientamento al fine di ridurre la dispersione scolastica e in quest’ottica anche di favorire percorsi di alternanza scuola-lavoro che tengano conto delle ambizioni dei ragazzi e delle esigenze occupazionali dei territori. Altri elementi di rilievo il ripristino della formazione dei docenti e la semplificazione dell’accesso e l’aumento dei fondi per i voucher-buoni scuola.

Legalità: 

Tre parole chiave per il gruppo di lavoro: Miasino, Corruzione e Gioco d’azzardo. Serve accelerare sul riuso del Castello di Miasino e sulle politiche per il contrasto al gioco d’azzardo che, emerge dal tavolo, devono essere una priorità a livello interregionale e nazionale. Il tema della corruzione, affrontato ad esempio con nuovi protocolli e codici per gli appalti, si lega strettamente con quello dell’educazione. Questo la sottile linea rossa che unisce ogni elemento emerso al tavolo legalità: senza il fondamento della cultura della legalità ogni azione non troverà terreno fertile per funzionare davvero.

Sviluppo: 

Macrotema dalle molteplici declinazioni da cui emerge una parola chiave: bisogno. E’ necessaria, infatti, un’analisi approfondita delle necessità di mercato, ma anche di quelle occupazionali e di sostegno alle imprese per valutare il migliori modelli possibili. In evidenza, così come per il tavolo istruzione, l’importanza di collegare domanda e offerta occupazionale  attraverso percorsi di alternanza scuola lavoro ed appositi percorsi di formazione. La direttrice privilegiata di crescita sembra essere quella turistica, ma è necessaria una riflessione seria su un modello condiviso e sulla promozione.

 

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