Discarica di Ghemme: dico no al gioco del cerino

Ho seguito con attenzione le vicende legate alla chiusura della discarica di Ghemme fin dall’insediamento in Consiglio Regionale e anche precedentemente nell’attività che ho svolto nel mondo dell’associazionismo.  Siamo certamente di fronte ad un’emergenza che continua a crescere e che va affrontata con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione inter-istituzionale evitando di fare “il gioco del cerino”.

Proprio in questo giorni alcuni Sindaci si sono appellati alla Provincia di Novara e alla Regione Piemonte affinché si facciano parte attiva per preservare l’area della discarica di Ghemme dal punto di vista ambientale e per assumere i provvedimenti necessari alla chiusura del sito. Dal loro punto di vista il groviglio delle inadempienze di Daneco e delle fideiussioni mancanti si risolve delegando a Provincia e Regione la soluzione dei problemi. Anche perché – aggiungono i Sindaci – i cittadini hanno già pagato sia i costi relativi alla chiusura della discarica sia quelli relativi alla gestione post mortem versando la quota all’interno della tariffa pagata a Daneco.

La richiesta, però, è perlomeno anomala. Pur comprendendo le preoccupazioni dei sindaci, la responsabilità della chiusura fa capo al Consorzio del Medio Novarese e non a Provincia e Regione. Di fatto stanno chiedendo di commissariare il Consorzio, perché non è in grado di affrontare la situazione? Eppure è l’assemblea dei sindaci che ha dato mandato di elaborare un progetto di chiusura alternativo ipotizzandone anche i costi.  Quand’anche fossero Provincia o Regione a farsi carico della situazione non si tratterebbe sempre di soldi dei cittadini? Con una forte controindicazione, però: quante sono le situazioni in Regione Piemonte che necessitano di azioni similari? La Regione può farsi carico di tutte? Con quali risorse?

C’è poi un’altra questione che va approfondita e che riguarda le competenze in ordine alla gestione dei rifiuti. L’assemblea dei sindaci del Consorzio del Medio Novarese ha votato un Ordine del Giorno contrario al Disegno di Legge 217 di Regione Piemonte che prevedeva, nella sua versione iniziale adottata dalla Giunta, che la gestione dei rifiuti passasse alle Province e l’impiantistica ad un ATO unico regionale. La posizione dei sindaci è che siano in Comuni ad occuparsi della gestione dei rifiuti in quanto la Provincia è un ente non adatto a tale scopo. Oggi, però, alcuni di loro chiedono di risolvere un problema che il consorzio non sarebbe, secondo loro, in grado di affrontare. Anche su questo credo occorra fare chiarezza: non si può chiedere di mantenere alcune funzioni per poi delegarle quando ci sono problemi.

Certo la situazione è critica, non c’è dubbio, e proprio per questo ritengo che la collaborazione tra tutti i livelli amministrativi sia fondamentale. Da parte mia mi adopererò affinché non manchi il supporto della Regione, ma nel rispetto dei tempi e dei ruoli. Tornando alle vicende di Ghemme credo che sia chiaro ed evidente che, al netto delle scelte del passato, la responsabilità principale degli attuali disservizi sia da attribuire a Daneco e in questo momento occorre indirizzare tutti gli sforzi nella direzione di recuperare le risorse che l’azienda ha già incamerato. Intanto il Consorzio dovrebbe elaborare il nuovo progetto di chiusura completo di costi necessari. Ritengo prematura la richiesta di sostituzione che arriva dai sindaci. Prima si elabori il progetto e si tenti di recuperare le somme versate a Daneco. Solo quando questo dovesse rivelarsi impossibile allora sarà necessario sedersi attorno a un tavolo per mettere in campo azioni straordinarie quali il commissariamento del Consorzio.

In settimana, comunque, mi confronterò con l’Assessore competente e gli uffici per valutare la situazione.

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