Allarme Province: condivido l’allarme lanciato dai Sindacati

Con forte preoccupazione ho preso atto della posizione delle organizzazioni sindacali novaresi  che, in un documento unitario (potete leggerlo cliccando QUI), sollecitano la politica e ciascun rappresentante che opera nei diversi livelli istituzionali ad intervenire rispetto alla riforma delle Province”. Il consigliere regionale Domenico Rossi commenta così il comunicato stampa sottoscritto da CGIL Novara e Vco, CISL PIEMONTE ORIENTALE e  UIL NOVARA. Nel testo si evidenzia come, ad alcuni mesi dall’entrata in vigore della legge regionale 23/2015 sul riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 56/2014, la riduzione dell’organico e dei finanziamenti rischiano di mettere in dubbio funzioni e servizi ai cittadini. “Analisi che condivido e criticità  che ho io stesso evidenziato nei mesi scorsi a Torino, a partire dalle preoccupazioni sul settore estrattivo in Provincia di Novara dove si è passati da una situazione che prevedeva l’impiego di più persone per il servizio estrattivo ad una pianta organica che prevede una sola persona, distaccata dalla Regione, che si occupa di cave” spiega Rossi. “Questo in una situazione che vede, sempre come conseguenza della legge regionale 23/2015, il passaggio della funzione delle attività estrattive dai comuni alle province e che quindi avrebbe dovuto prevedere un potenziamento della funzione. Come fa una persona ad autorizzare e controllare tutte le cave presenti sul nostro territorio? Nei fatti, credo, sia impossibile” aggiunge Rossi. Si tratta di considerazioni che, con le dovute differenze, si possono estendere anche alle altre Province del Piemonte e su cui Domenico Rossi intende tornare. “Il prossimo appuntamento referendario rappresenta lo spartiacque sul futuro delle province, ne sono consapevole, ma è altrettanto chiaro, al di là dello scenario che prevarrà alle urne, che la priorità deve essere una soltanto: salvaguardare i servizi” afferma il consigliere Democratico. “Nei mesi scorsi, come detto – conclude Rossi – ho posto il problema in Consiglio Regionale. Da settembre, con la ripresa delle attività in aula, tornerò a farlo proprio sulla base della legge 23 che, all’articolo 21, prevede una serie di azioni  per il monitoraggio dell’applicazione della stessa normativa. Una sorta di clausola di salvaguardia e verifica che, alla luce dei fatti, la Regione ha giustamente inserito
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