Beni confiscati e il caso del testimone Mauro Esposito oggi in Commissione Legalità

7473209-kkaD-U10202464667525q3E-568x320@LaStampa.it_Doppio sessione, questa mattina, per la Commissione Legalità del Consiglio regionale.
Nella prima parte della mattinata è continuato il confronto dei commissari con gli uffici della Giunta sul tema dei beni confiscati presenti in Regione Piemonte. I funzionari del Gabinetto della Presidenza e dell’ufficio Patrimonio hanno relazionato sullo stato dei beni assegnati o gestiti direttamente dallo Stato e sull’iter relativo alla valorizzazione del Castello di Miasino. «E’ emerso come la maggior parte dei beni presenti sul nostro territorio siano ancora da assegnare – commenta il vice-presidente Rossi – e come, sempre di più in Piemonte, sia necessaria una struttura che faccia da raccordo tra l’Agenzia Nazionale e i comuni, considerato che il numero dei beni confiscati è in aumento in maniera significativa». Sul Castello di Miasino, invece, è stato riportato che la Giunta ha quasi pronto un documento tecnico che dovrebbe servire a indire il bando per la progettazione dei lavori, al quale seguirà, nei mesi successivi, quello per l’esecuzione dei lavori. «La Giunta sta procedendo come annunciato. – continua Rossi – Il problema, però sono i tempi: troppo lunghi rispetto a quelli annunciati nei mesi scorsi e che impongono la necessità di rivalutare l’ipotesi di utilizzare il parco anche in forma provvisoria, in attesa del riutilizzo definitivo del Castello. Il rischio, altrimenti, è quello di vedere l’apertura del Castello molto in là nel tempo con il risultato di dare un messaggio negativo alla comunità che da troppi anni chiede che il bene torni alla collettività».

esposito mauroNella seconda parte della mattinata si è svolta la drammatica audizione dell’architetto e titolare della società di progettazione Me Studio Mauro Esposito, accompagnato dal testimone di giustizia Pino Masciari e dall’avvocato Valentina Sandroni di Libera.

Esposito, testimone nel processo San Michele sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Torino e in Valle di Susa in qualità di direttore del cantiere per la costruzione della Residenza San Carlo di Rivoli, ha avuto il coraggio di resistere a pressioni e di denunciare le pesanti intimidazioni di cui è stato vittima, ma la sua scelta coraggiosa, non solo lo ha portato a un doloroso isolamento, ma  ha anche innescato una serie di eventi che oggi rischiano di far fallire la sua attività e di lasciare senza lavoro i dipendenti della sua società.

In questa vicenda, infatti, affianco ai fatti penali s’innesca l’effetto di due sentenze civili che hanno confermato l’applicazione di una legge risalente all’epoca fascista che vietava alle società di capitali di ingegneria e architettura di lavorare per soggetti privati. In pratica per il lavoro svolto per la Edilrivoli 2006 la Me Studio non solo non ha incassato il dovuto, ma è stata condannata a restituire gli importi già incassati oltre agli interessi. Ad aggravare il tutto si aggiunge l’assurdo provocato dalla burocrazia: Agenzia delle Entrate e Inarcassa  non hanno accolto la richiesta di rateizzazione del debito.

«Si tratta di una situazione tragica e assurda – commenta il vice-presidente Domenico Rossi – che mai avremmo voluto ascoltare. Lo Stato non può permettere che accada tutto questo e  deve mettere in campo, con estrema urgenza, tutte le scelte necessarie per far sì che i testimoni non siano lasciati soli e che vengano accompagnati in tutti i delicati passaggi che  seguono alla denuncia. Deve inoltre tutelarli, perché sono i figli migliori della nostra Repubblica e affinché diventino simbolo positivo per tutti coloro che invece decidono di non denunciare». «Il Piemonte – aggiunge il consigliere – non può più pensare che questi problemi appartengano  solo alle regioni del sud del nostro paese. Le inchieste della DDA degli ultimi anni e la storia di Mauro Esposito ci raccontano di un’emergenza che bisogna affrontare con la massima priorità».

L’Ufficio di Presidenza si è quindi impegnato a sollecitare con estrema urgenza la convocazione di un tavolo tecnico con Agenzia delle Entrate e Inarcassa da parte della Giunta e ad approfondire tutti gli aspetti relativi al miglioramento dell’impianto normativo regionale su questi temi.

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