Il bene comune non passa da accordi sotto banco

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Sì è aperto di fatto in queste ultime settimane il percorso che ci porterà al rinnovo dell’amministrazione comunale di Novara nella prossima primavera.

Le campagne elettorali, si sa, sono fatte di culture politiche, programmi, organizzazione e persone… o almeno dovrebbero. Qualcuno, però, tenta sempre di trasformarle in mere questioni di poltrone, non disdegnando di usare menzogne e pettegolezzi come stile personale e politico. Dietro ai rumors circolati nelle ultime settimane e apparsi sulla stampa locale  c’è proprio questa logica. “Si dice” che il sottoscritto avrebbe stretto un accordo con il sindaco uscente e candidato del PD Andrea Ballaré: appoggio elettorale in cambio del posto da vice-sindaco per un candidato a me vicino: nel caso specifico l’attuale consigliera provinciale Milù Allegra.

Probabilmente a qualcuno piacerebbe fosse così, poter dire “vedi, siete tutti uguali… anche Rossi. Antepone i posti alle questioni politiche”. Mi dispiace, ma quel qualcuno dovrà farsene una ragione. Non è così. Per me vale la prima logica: culture politiche, programmi, organizzazione e persone. E’ su questo piano che pongo le questioni politiche dentro e fuori dal partito, nell’ordine (non casuale) riportato. Coerentemente con questo in una recente direzione del Partito Democratico, durante la quale il partito si è confrontato sulla candidatura di Andrea Ballaré, ho parlato di necessità di confermare la cornice politica di centro-sinistra senza aperture a destra, costruzione condivisa del programma, rispetto delle regole e del codice etico del Partito Democratico nella costruzione delle liste con una forte apertura alla società civile. Su queste linee si è assestato il coordinamento provinciale e sulla coerenza con queste che mi confronto e che sostengo Andrea Ballaré. Così come sarà importante il confronto sulle linee programmatiche e sulla composizione delle liste. In maniera seria e nella massima trasparenza. Solo alla fine di tutto questo, e dopo aver vinto le elezioni si potrà, anzi si dovrà – la politica ha anche questo compito – confrontarsi su chi fa che cosa.

L’approccio che ho scelto di avere nei confronti della Politica e dell’amministrazione della cosa pubblica, quando un anno e mezzo fa ho deciso di candidarmi per rappresentare i cittadini in Regione Piemonte, è riconducibile alla concretezza dell’impegno civile e ai valori che appartengono alla mia storia personale. Ogni giorno mi richiamo a alla coerenza con tutto questo. Il resto: scambio di posti, pettegolezzi, insinuazioni non solo non mi appartengono, ma da sempre li contrasto.

La sfida che attende il Pd novarese è quella della responsabilità, della coerenza e della partecipazione. Non può e non deve venire meno il costante impegno nel mantenere un costruttivo collegamento con i cittadini, intesi come portatori di istanze e proposte ma, soprattutto, come interlocutori nella costruzione di un percorso politico-amministrativo il più possibile condiviso e capace di rispondere ai bisogni reali della comunità novarese. Per questo il presupposto non può essere altro che quello del programma, di un’agenda amministrativa che fissi priorità chiare, indichi i percorsi e le tappe per raggiungere gli obiettivi di natura amministrativa e politica. Proprio quest’ultimo aspetto mi vede tra i sostenitori, senza se e senza ma, di una coalizione che si richiami ai valori del centrosinistra, al di là di ogni calcolo: un’alleanza che trovi coesione attorno a una visione comune di futuro, in cui lavoro, legalità, diritti civili, attenzione ai più deboli, tutela dell’ambiente e perseguimento dell’interesse generale contro quelli particolari, siano le priorità.

Un programma comune, dunque, e persone capaci per tradurlo nella pratica. Persone e non pedine, scelte nell’esercizio democratico del voto dai cittadini. Al Partito Democratico il compito di fare da regia affinché tutto il percorso sia fatto mettendo al centro il servizio della comunità.

Se qualcuno pensa che rinunceremo al confronto politico su questi temi a seguito di patti segreti dove ci si accorda su una o più poltrone si sbaglia… e di tanto.

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