Emendamenti alla legge sulla semplificazione: primi passi verso una nuova norma sull’attività estrattiva

CavaGhiaiaIl Consigliere Regionale Domenico Rossi interviene sul disegno di legge 77 in materia di semplificazione, da ieri in discussione nella I commissione della Regione, proponendo quattro emendamenti relativi all’attività estrattiva.
«Si tratta – spiega Rossi – di un settore dove occorre muoversi con prudenza, soprattutto se parliamo di semplificazione. L’attività estrattiva è regolata da norme obsolete sia a livello nazionale sia a livello regionale e, inoltre, anche a causa delle difficoltà nei controlli, troppo spesso il settore è infiltrato da organizzazioni mafiose che utilizzano le cave come discariche abusive. A farne le spese sono l’ambiente, la salute dei cittadini e gli imprenditori onesti che vanno tutelati con un sistema di regole chiaro e che sia capace di mettere a margine i disonesti».

Nello specifico le modifiche proposte in Commissione Bilancio, sottoscritte da molti consiglieri di maggioranza tra cui il relatore della legge Elvio Rostagno, su cui la Giunta si pronuncerà il prossimo 26 gennaio, incidono su diversi aspetti. La Giunta, nel disegno di legge prevede che gli interventi per la messa in sicurezza non costituiscano variante di progetto e che venga abolita la commissione di esperti esterni che partecipava alla Conferenza dei servizi. Con gli emendamenti si chiede che tali interventi siano comunicati a Comune e Provincia tempestivamente così da mettere in condizione di valutare eventuali controlli e che i membri esterni della commissione siano sostituiti da personale interno alla Pubblica amministrazione in possesso dei requisiti tecnici così da garantire terzietà e maggiore approfondimento nel processo istruttorio. Da questo punto di vista si chiede che anche ARPA partecipi con un proprio rappresentante. Il terzo emendamento riguarda le cosiddette cave di prestito affinché si tenga conto degli inerti già presenti in Provincia e non venduti o autorizzati in programmazione ma non escavati, prima di autorizzare nuove escavazioni, mentre il quarto interviene sulle sanzioni con un adeguamento a standard attuali rispetto all’attuale articolo 21 risalente al 1978.

Interventi che rappresentano i primi passi di un percorso condiviso con il gruppo del Partito Democratico che vedrà impegnato Domenico Rossi nei prossimi mesi. «Proprio in questi giorni – spiega il consigliere novarese – è iniziato un confronto con i colleghi a Palazzo Lascaris, ma anche con amministratori, associazioni, forze dell’ordine, enti ed istituzioni per arrivare ad una riforma organica della normativa regionale sull’attività estrattiva». Un impegno preso in campagna elettorale e portato avanti già nel 2014 approfondendo e comparando normative adottate in altre Regioni e a livello Europeo per individuare buone prassi ed analizzare i regolamenti più attuali. «La legge Regionale è notoriamente obsoleta – precisa Domenico Rossi – si rende necessario un intervento che prenda atto della situazione esistente e, tenendo conto delle esigenze del settore, ridefinisca i confini normativi, rivalutando royalties e sanzioni, migliorando i sistemi di valutazione dei progetti a tutela dei territori e fissando dei paletti chiari per evitare che la necessaria e legittima attività di scavo non venga inquinata da attività malavitose». Sono, infatti, noti i molti casi in cui l’estrazione di materiali si lega con il ciclo dei rifiuti anche in Piemonte. Un binomio che la stessa Direzione Nazionale Antimafia indica tra i più redditizi per la criminalità organizzata evidenziando nell’annuale relazione, fin dal 2011, l’urgenza di «interventi di tipo strutturale» che rendano più efficace l’azione di contrasto all’eco-crimine «e che non potranno non essere di natura legislativa».

«Un richiamo alla responsabilità delle Regioni – conclude Rossi – che non può rimanere inascoltato e su cui ho riscontrato grande sensibilità da parte dei colleghi consiglieri. I numeri parlano chiaro, il Piemonte è la quarta regione d’Italia per numero di cave attive presenti sul proprio territorio: 473 attive per oltre 10milioni di metri cubi cavati e 224 dismesse. Anche per questo nelle prossime settimane sarò nel Novarese con una delegazione del Consiglio Regionale per far conoscere a tutti la realtà dei territori su cui è più fiorente l’attività estrattiva».

 

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