I volti della psichiatria… tra il passato e il futuro

piccolo coccia volti psichiatria Ieri pomeriggio ho partecipato alla presentazione del volume “I volti della psichiatrai” con testi di Domenico Nano e foto di Gianni Berengo Gardin e Donatella Pollini. Gardin è un grande maestro di fotografia che, per la seconda volta, si è cimentato nel fotografare il mondo della psichiatria. Lo aveva già fatto con “Morire di Classe” insieme con il grande Franco Basaglia che ha regalato all’Italia e al mondo una visione e una prassi diversa con cui ha rivoluzionato la psichiatria.
Ancora, oggi, purtroppo, i testi e l’esperienza di Basaglia non sono studiati dagli studenti di medicina e psichiatria nelle nostre università. Ancora, forse, ci spaventa l’idea che il sapere e la tecnica non siano neutri.
Bello e intenso l’incontro di ieri pomeriggio. Mi porto a casa due piccole riflessioni e un impegno: di istituzione ci si può ammalare. Le condizioni di contesto e di cura dei “manicomi” non solo non curavano (sempre che ci fosse qualcosa da curare), ma ammalavamo di una  malattia specifica, provocata da quel contesto, da quell’organizzazione. Ci sono presupposti e conseguenze politiche di fronte a scelte che sembrano tecniche. Questo insegnamento di Basaglia è valido ancora oggi. Sta a noi avere la capacità di svelarlo per tutti quei contesti dove gli stessi rischi sono in agguato.
L’impegno riguarda la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Ho presentato un’interrogazione con le colleghe Baricco e Caputo in Consiglio Regionale. Farò la mia parte perché si superi una situazione non degna di un paese civile.

Il pubblico in sala piccolo coccia

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