Ricordi partigiani

Oggi pomeriggio ho partecipato, nella splendida cornice di casa Bossi, alla presentazione del libro “Ricordi Partigiani” di Wanda Canna. Ho potuto ascoltare le parole di una testimone diretta di una delle pagine più difficili, ma al tempo stesso, più belle della nostra storia. Mi hanno colpito la lucidità, il coraggio e la fermezza di una donna che ha fatto quello che doveva fare e lo racconta come se, in quelle scelte, non ci fosse nulla di eccezionale: paure, sofferenze, digiuni prolungati, tutto per qualcosa di più grande per cui non si chiede nulla in cambio: la dignità e la libertà sono già tutta la ricompensa dovuta.

Mi hanno anche colpito le parole dell’amico Gianni Cerutti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Novara e VCO: nel presentare l’incontro ha detto: “la storia di Wanda ci insegna come le cose non si improvvisano. Chi ha fatto la scelta di diventare partigiano, sapeva già cosa doveva fare, perché non è vero che tutti erano allineati. Molti si sono opposti durante il ventennio e pagavano per le proprie scelte. Così era stato per il papà di Wanda”.

Oggi mi dico che occorre prepararsi, non perdere la bussola, per essere pronti a scegliere quando arriva il momento.

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