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	<title>Prae &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Prae &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Bene lo stralcio dal Pare della cava di Druento, ma il Piemonte rischia di diventare una groviera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 14:16:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele Valle e il Segretario Pd Piemonte Domenico Rossi: “Il Piano Cava apre la strada a uno scempio paesaggistico e ambientale: si esporti in tutto il Piemonte la battaglia dei No Cava di Druento” «Lo stralcio dal PRAE-Piano Regionale per le attività estrattive della nuova cava di Druento (Zona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000;">
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000;"><b>Il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele Valle e il Segretario Pd Piemonte Domenico Rossi: “<em>Il Piano Cava apre la strada a uno scempio paesaggistico e ambientale: si esporti in tutto il Piemonte la battaglia dei No Cava di Druento</em>”</b></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000; min-height: 20px;">
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; font-size: 14.7px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next'; color: #000000;">«Lo stralcio dal PRAE-Piano Regionale per le attività estrattive della nuova cava di Druento (Zona Misterletta) è una vittoria del buon senso e della battaglia portata avanti dai cittadini e dal Comitato No Cava. Il nuovo polo estrattivo avrebbe deturpato 66.000 metri quadri di terreni agricoli ai confini con il Parco della Mandria. Uno scempio paesaggistico e ambientale tale che anche la maggioranza di destra in Consiglio regionale è dovuta correre ai ripari approvando anche l’Ordine del giorno presentato dal Pd con cui chiedevamo l’immediato blocco dell’insediamento della nuova cava. Ma questa vicenda ha evidenziato i gravi difetti del Piano Cave, scritto dalla Giunta con il solo scopo di compiacere le imprese del settore estrattivo e che rischia di trasformare il Piemonte in una groviera. Nei prossimi 10 anni, infatti, si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente. Numeri abnormi non giustificabili, visto che non abbiamo all’orizzonte straordinari investimenti in opere pubbliche e infrastrutture. E i cittadini potranno scoprire che si sta scavando un nuovo bacino estrattivo vicino alle loro abitazioni o che si sta ampliando una cava esistente senza esser stati in alcun modo informati preventivamente. Per questo auspichiamo che altrove in Piemonte, su esempio di quanto accaduto a Druento, possano nascere comitati di cittadini pronti a difendere le ragioni dei loro territori. Il PRAE dovrà essere discusso e approvato in Consiglio regionale. C’è tempo e modo per evitare nuovi scempi».</p>
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		<title>Piano cave: uno scempio ambientale e paesaggistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 14:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il Piano Regionale nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>ROSSI &#8211; GALLO: “Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico. Nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente”</strong></span></p>
<p>Il 16 dicembre 2022 la Giunta regionale ha adottato il <strong>PRAE</strong>. Entro il 20 febbraio 2023 tutti possono presentare osservazioni. A seguire l&#8217;autorità competente per la VAS esprime il proprio parere motivato entro il termine di quarantacinque giorni dalla data del termine della presentazione delle osservazioni. A quel punto la Giunta approverà nuovamente il PRAE per poi portare in consiglio regionale il testo per l’approvazione definitiva.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Il <strong>Piano Regionale per le attività estrattive</strong> (PRAE) adottato dalla Giunta Regionale&nbsp; avrebbe dovuto avere il difficile compito di <strong>equilibrare attività estrattiva e rispetto dell’ambiente e del paesaggio, tutela della salute pubblica e norme urbanistiche</strong>. Invece, è stato tradito lo spirito che aveva ispirato la norma e <strong>il documento è diventato, un “via libera” per le imprese</strong> che nei prossimi 10 anni potranno estrarre materiali in quantità più di <strong>tre volte superiori</strong> a quelle degli ultimi 10 anni: doveva essere un passo avanti, ma se ne fanno tre indietro. In questo momento dove la crisi climatica, energetica e ambientale è sotto l&#8217;occhio di tutti, la regione Piemonte si muove come se fossimo nel secolo scorso</em>” dichiarano </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">, primo firmatario della Legge regionale 23/2016, e </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;">, capogruppo PD a Palazzo Lascaris.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>I volumi concessi allo stato attuale sono esorbitanti.&nbsp; Per quanto riguarda il comparto degli aggregati per le costruzioni e le infrastrutture (sabbia e ghiaia): se il fabbisogno calcolato su quanto estratto negli ultimi 10 anni è pari a 63 milioni di metri cubi, nei prossimi 10 (la vigenza del PRAE) saranno autorizzabili ben <strong>101 milioni di metri cubi</strong>, esclusi i volumi già autorizzati e non ancora scavati che ammontano a circa <strong>95 milioni di metri cubi,</strong> per un totale, quindi, di <strong>196 milioni</strong>. <strong>Il</strong> <strong>triplo degli ultimi 10 anni</strong>, durante i quali l’unico piano esistente era quello della Provincia di Novara. Ma anche per le pietre ornamentali e i materiali industriali la situazione è analoga, tanto che, se si sommano le diverse categorie, <strong>il totale di materiale estraibile è pari a 306 milioni di metri cubi</strong> contro un fabbisogno di 96</em> ” afferma Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Cosa può giustificare questi numeri? Forse un piano di opere pubbliche stratosferico? O la&nbsp; costruzione di intere nuove città? Nulla di tutto questo: il Piemonte registra un calo demografico e, in questa fase, l’attività edilizia è orientata alle ristrutturazioni. La verità è che si vuole vanificare la pianificazione, facendo in modo che ogni richiesta delle imprese sia accolta. <strong>Invece di limitare il consumo di una risorsa finita e agganciarla ai bisogni reali dell’economia si rinuncia a svolgere il ruolo di mediatori dei diversi interessi per assecondarne uno solo, quello privato</strong>. Con la situazione limite in cui tutte le risorse disponibili ammontano a circa 244 milioni di metri cubi, pertanto qualora nel prossimo decennio si arrivasse alla soglia massima, rischieremmo di esaurirle quasi del tutto</em>” aggiunge il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em><strong>Tutto questo ricadrà sulla testa dei sindaci</strong> che, oltre a essere stati poco coinvolti, non potranno decidere per il loro territorio e dovranno anche subire la salvaguardia per cui le schede con gli ampliamenti delle cave saranno sovraordinate rispetto ai piani regolatori anche nelle more dell’approvazione del piano. Un piano scritto con i cavatori per i cavatori e che ignora tutti gli altri interessi in gioco nel settore estrattivo</em>” commenta Gallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Ma non è solo lo spirito della legge regionale ad essere tradito</em> &#8211; ricorda Rossi &#8211; <em>anche le promesse fatte ai cittadini dal Presidente Cirio. Ancora da parlamentare europeo, in più di un’occasione proprio Cirio si era detto favorevole al blocco della proliferazione delle cave soprattutto nella zona di <strong>Valledora tra Biella e Vercelli</strong>. Eppure anche per quell’area si parla di estensioni possibili da 1 milione a 3 milioni di metri quadri</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovunque si assiste a un potenziale consumo di suolo allarmante: <strong>+60% per Novara, +45% per VCO, +132% per VC-BI, +241% AL-AT, +146% CN e +69% TO</strong>. “<em>In questa fase storica in cui si parla di transizione ecologica e di economia circolare la Giunta Cirio è rimasta agli anni ‘70 del boom economico. Basta guardare le poche paginette dedicate agli <strong>aggregati riciclati</strong>: nulla di concreto, nonostante, anche grazie al superbonus 110%, stanno aumentando i rifiuti inerti. Il PRAE piemontese si ferma alla constatazione che si tratta di un prodotto che non trova molto spazio nel mercato</em>” spiega Rossi.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Chi guida questa regione lo sta facendo con gli occhi bendati … ma <strong>a pagare le conseguenze saranno i passeggeri/cittadini</strong>. Ci auguriamo che i sindaci e le associazioni di rappresentanza dei Comuni intervengano a tutela del territorio e dei cittadini. Con i colleghi del gruppo del Partito Democratico non faremo mancare una <strong>ferma opposizione</strong> al tentativo di ritorno al passato della Giunta Cirio</em>” concludono i consiglieri Democratici.</span></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Per difendere la legge regionale sulle cave sono pronto a impugnare il PRAE se non saranno inserite le soglie quantitative</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 11:50:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una delle novità positive della Legge Regionale 23/2016 ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave’ è l&#8217;introduzione di un Piano Regionale delle Attività estrattive (PRAE), ad oggi assente. Uno strumento utile a identificare bacini e poli estrattivi (dove si può scavare) e quanto si può scavare in base ai fabbisogni del mercato. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Una delle novità positive della </span><a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/"><span style="font-weight: 400;">Legge Regionale 23/2016 ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave’</span></a><span style="font-weight: 400;"> è l&#8217;introduzione di un <strong>Piano Regionale delle Attività estrattive (PRAE)</strong>, ad oggi assente. Uno strumento utile a <strong>identificare bacini e poli estrattivi</strong> (dove si può scavare) e <strong>quanto si può scavare</strong> in base ai fabbisogni del mercato. Il piano regionale della Toscana e quelli provinciali della Lombardia lo fanno, così come lo ha fatto il Piano Provinciale di Novara (PAEP), unico presente nella nostra regione dal 2012: sono questi i percorsi che dovrebbero essere presi a modello.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo 4 anni dall&#8217;approvazione della legge la Giunta ha dato il via alla <strong>conferenza di co-pianificazione</strong> con la quale redarre il PRAE che poi dovrà essere approvato dal Consiglio Regionale. Lo ha fatto adottando ad agosto il Documento Programmatico e il Documento di Specificazione dei contenuti del rapporto ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un passo avanti importante peccato che nonostante in commissione abbiamo più volte sottolineato che non avrebbe avuto senso presentare una <strong>bozza di piano priva di soglie quantitative e di analisi dei fabbisogni</strong>, l’assessore Tronzano è andato dritto per la sua strada, dando ascolto solo “a una parte” del mondo imprenditoriale coinvolto che, invece, è diviso come testimoniano le osservazioni di UNIMIN (industriali di Torino) che chiedono con forza l’inserimento di soglie quantitative.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Decidere di <strong>non inserire un dimensionamento dei bacini e dei poli è un errore enorme</strong> che annulla l’efficacia programmatoria, perché si identifica il “dove” si scava ma non il “quanto” si scava. Perché una scelta di questo tipo? A chi giova? Non certo all’ambiente e nemmeno al mondo imprenditoriale. Una scelta di questo tipo <strong>toglie ogni efficacia al PRAE</strong>, impoverisce il mercato danneggiando gli imprenditori onesti, non aiuta il riciclo degli inerti ed è contraria alla stessa Legge regionale che prevede in maniera specifica il dimensionamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio come <strong>primo firmatario della Legge 23/2016</strong> ho messo nero su bianco tutte le mie perplessità inviando una lettera (leggi il testo integrale <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Lettera-PRAE-27-ottobre-2020.pdf">qui</a>) al Presidente Cirio, all’assessore Tronzano e agli uffici competenti evidenziando con forza questa criticità. Se il Piano sarà approvato senza soglie quantitative, svuotando di fatto l’efficacia della norma, <strong>sono pronto ad aprire anche un contenzioso formale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi auguro che la Provincia di Novara sappia difendere l’esperienza virtuosa del PAEP del nostro territorio che doveva essere modello per il nuovo piano regionale e che, può ancora esserlo, considerato che il percorso di approvazione è ancora lungo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via la conferenza di co-pianificazione del PRAE. Il territorio chiamato a programmare il futuro </title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 15:09:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono passati 4 anni, era il novembre 2016, dall’approvazione della Legge 23 ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave’ e, finalmente, il prossimo 28 ottobre è fissata la prima convocazione della conferenza di co-pianificazione per la redazione del PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) previsto dalla normativa. “Un passaggio determinante che più volte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Sono passati 4 anni, era il novembre 2016, dall’approvazione della Legge 23 ‘</span><a href="https://domenicorossi.eu/2016/11/09/promessa-mantenuta-dopo-38-anni-il-piemonte-ha-una-nuova-legge-sulle-cave/"><i><span style="font-weight: 400;">Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave</span></i></a><span style="font-weight: 400;">’ e, finalmente, il prossimo 28 ottobre è fissata la prima convocazione della conferenza di co-pianificazione per la redazione del PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) previsto dalla normativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Un passaggio determinante che <a href="https://domenicorossi.eu/2020/01/23/legge-cave-occorre-accelerare-su-prae-e-regolamento-vuoti-estrattivi-per-dare-piena-operativita-alla-norma-regionale/">più volte ho sollecitato</a> in consiglio ed in commissione: attraverso questo documento si definisce, infatti, l’equilibrio fra territorio, ambiente, paesaggio e attività estrattiva con la possibilità di orientare quest’ultima verso il recupero degli aggregati riciclati e l’ottimizzazione delle riqualificazioni ambientali” dichiara il Consigliere Domenico Rossi, primo firmatario della Legge 23/2016.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PRAE determinerà il quadro di riferimento unitario del comparto cave raccordandosi con gli altri piani regionali e superando la pianificazione provinciale, mai avviata con eccezione del PAEP Provincia di Novara, e i singolo Piani Regolatori. “La conferenza rappresenta un’opportunità perché consentirà ai Comuni di identificare le aree dove saranno concesse attività di cava e le soglie dei quantitativi estraibili in base ai fabbisogni di mercato, ma anche le possibilità di ampliamento e riqualificazione dei siti esistenti. In altre parole si tratta di definire il “quanto” e il “come” dei prossimi anni in base ai fabbisogni reali” spiega il consigliere Democratico </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Considerato che le previsioni del PRAE sono sovraordinate rispetto ai piani regolatori comunali invito gli amministratori locali a rivolgere la massima attenzione al percorso di copianificazione. L’ideale sarebbe superare il solo livello comunale nel tentativo di mettere insieme le diverse esigenze all’interno di una visione di insieme: si tratta, infatti, di un appuntamento cruciale per il Piemonte” sottolinea Rossi. “Lo è per tutti quei territori che non hanno mai avuto una pianificazione e che ora possono costruirla insieme con la Regione, ma anche per chi, come il novarese, è già dotato di un piano provinciale. Il piano regionale, infatti, da la possibilità di verificare quanto successo negli anni scorsi e programmare al meglio i prossimi dieci anni, in un contesto ambientale ed economico profondamente mutato” conclude Rossi ricordando che “nel confronto per la redazione del piano c’è lo spazio per far emergere una visione di futuro in cui si bilancino tutela ambientale, paesaggistica e crescita economica: un punto di partenza per ridisegnare intere aree e pensare ad un nuovo modello di sviluppo”.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cave in Piemonte: il lavoro continua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 10:49:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nelle more della discussione della proposta di legge “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave” che rivedrà l&#8217;intero sistema delle attività estrattive, continua il lavoro di miglioramento &#8220;a piccoli passi&#8221; del sistema estrattivo piemontese attuale. «Con l&#8217;approvazione delle &#8220;Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l’anno 2015&#8221;, nella giornata di ieri, un altro passo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/11/DSC_0518-830x300.jpg" rel="attachment wp-att-1417"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1417" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/11/DSC_0518-830x300-300x108.jpg" alt="DSC_0518-830x300" width="300" height="108" /></a>Nelle more della discussione della proposta di legge “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave” che rivedrà l&#8217;intero sistema delle attività estrattive, continua il lavoro di miglioramento &#8220;a piccoli passi&#8221; del sistema estrattivo piemontese attuale.<br />
«Con l&#8217;approvazione delle &#8220;Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l’anno 2015&#8221;, nella giornata di ieri, un altro passo importante è stato fatto grazie a due emendamenti da me presentati al provvedimento» commenta il consigliere Regionale Domenico Rossi.<br />
Dopo la revisione dell&#8217;apparato sanzionatorio, contestuale alla legge di semplificazione, con il collegato alla finanziaria si fissa un altro importante punto fermo sul tema della programmazione grazie a due emendamenti, presentati dal consigliere Domenico Rossi, alla Legge Regionale 143 “Disposizioni collegate alla manovra finanziaria 2015”. «Il Piano Regionale Attività Estrattive (Prae) sarà redatto in coerenza con gli altri piani e programmi che interessano, direttamente o indirettamente, le attività estrattive, garantendo equilibrio con l&#8217;ambiente. Inoltre, è stato messo nero su bianco che il Prae verrà approvato dal Consiglio Regionale entro dodici mesi a partire dall&#8217;entrata in vigore della Legge sul riordino delle funzioni delle province. Si tratta di un passaggio necessario ancora più oggi che la funzione autorizzativa è spostata dai Comuni alle Province».<br />
Entro un anno, insomma, il Piemonte avrà una pianificazione unitaria superando l&#8217;attuale frammentaria situazione che vede il solo Novarese dotato di un proprio piano provinciale.<br />
Per rafforzare la volontà legislativa è stato peraltro approvato un ordine del giorno, sempre a prima firma Domenico Rossi, che impegna la Giunta a stanziare le risorse necessarie alla redazione del Prae nel bilancio della Regione Piemonte per il 2016.</p>
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