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	<title>Ospedali di Comunità &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<title>Ospedali di Comunità &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Recovery fund: Cirio pianifichi gli interventi confrontandosi con il territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 10:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Case della Comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[“Mi auguro che l’incontro novarese di domani sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sull’utilizzo dei fondi europei si riveli un vero momento di ascolto e confronto che favorisca una programmazione costruita con i territori per evitare soluzioni calate dall’alto” dichiara il consigliere Regionale Domenico Rossi in vista della prima tappa del tour che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Mi auguro che l’incontro novarese di domani sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sull’utilizzo dei fondi europei si riveli un vero momento di ascolto e confronto che favorisca una programmazione costruita con i territori per evitare soluzioni calate dall’alto” dichiara il consigliere Regionale Domenico Rossi in vista della prima tappa del tour che vedrà impegnato il Presidente Cirio in tutto il Piemonte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I primi progetti per il Recovery presentati in Commissione non erano stati condivisi con il territorio. Certamente non con il novarese. Siamo contenti che le critiche che si sono sollevate nei mesi scorsi abbiano portato il presidente a rivedere il suo modus operandi. E ora ci aspettiamo che l’elenco dei progetti possa essere modificato a partire dalle reali necessità dei territori” precisa il consigliere Dem. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Nelle scorse settimane, proprio raccogliendo indicazioni dal territorio, ho messo sul tavolo alcune proposte specifiche nel campo delle infrastrutture così come in quello della sanità” ricorda Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In primis grazie ai miliardi destinati al Piemonte dal PNRR sarebbe possibile intervenire su infrastrutture nevralgiche per il quadrante nord orientale (leggi il comunicato <a href="https://domenicorossi.eu/2021/01/18/il-next-generation-italia-opportunita-anche-per-il-novarese-tra-i-progetti-si-inseriscano-il-nuovo-ponte-di-oleggio-e-la-riapertura-della-novara-varallo/">qui</a>). “Penso alle linee ferroviarie sospese con particolare attenzione alla riattivazione della Novara-Varallo, un asse fondamentale per il collegamento dei due territori e per le comunità della Valsesia, o al nuovo ponte sul Ticino di Oleggio, un’arteria diretta verso Malpensa, che dovrebbe essere collegata a Novara anche con una ferrovia dedicata. Sono solo alcune delle opere che porterebbero il novarese e l’intero quadrante nel XXI secolo” dichiara il consigliere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altra opportunità da cogliere quella legata ad un rilancio complessivo del sistema sanitario regionale. “La missione ‘Salute’ del Piano Nazionale, nella sua versione attuale, prevede per il Piemonte 55 Ospedali di Comunità e 180 Case della Comunità e circa 7 miliardi per realizzarli ma è necessario produrre una pianificazione entro il 2022 per accedere alle risorse (leggi la mia proposta <a href="https://domenicorossi.eu/2021/02/01/ospedali-di-comunita-e-case-della-comunita-per-il-piemonte-li-prevede-il-recovery-fund/">qui</a>). E’ un’opportunità unica: pensiamo a quei piccoli ospedali che sono stati dismessi o ridimensionati negli ultimi anni, tornerebbero ad erogare servizi spesso per i territori a partire dalle comunità che risultano più isolate o a  come cambierebbe la geografia sanitaria con una Casa della Comunità ogni 24.500 abitanti” specifica Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il Piemonte ha un Piano socio-sanitario ‘scaduto’ nel 2015. Ne occorre uno nuovo costruito su alcuni elementi chiave: potenziamento della sanità territoriale, integrazione socio-sanitaria, potenziamento dei servizi di domiciliarità, telemedicina e un serio e rigoroso piano di assunzioni. Senza personale tutte le riforme resteranno sulla carta” conclude il vicepresidente della Commissione Sanità. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ospedali di Comunità e Case della Comunità per il Piemonte: li prevede il Recovery Fund</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 09:16:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza (leggi il documento qui) approvato lo scorso 12 Gennaio dal Consiglio dei Ministri chiede che entro il 2022 si produca un action plan con l’identificazione di Ospedali di Comunità (uno ogni 80.000 abitanti) e di Case della Comunità (una ogni 24.500 abitanti). Una vera e propria rivoluzione di cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza</strong> (leggi il documento <a href="http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/PNRR_2021_0.pdf">qui</a>) approvato lo scorso 12 Gennaio dal Consiglio dei Ministri chiede che entro il 2022 si produca un action plan con l’identificazione di Ospedali di Comunità (uno ogni 80.000 abitanti) e di Case della Comunità (una ogni 24.500 abitanti). Una vera e propria rivoluzione di cui nessuno parla. <strong>Per il Piemonte questi numeri si traducono in 55 Ospedali di Comunità e 180 Case della Comunità</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Rischiamo di perdere una grande opportunità di rilancio del nostro sistema sanitario. Senza un piano regionale che preveda il potenziamento </span><span style="font-weight: 400;">dell’assistenza territoriale il Piemonte rischia di perdere l’occasione offerta dal Piano Nazionale che prevede, per la sola missione “Salute”, investimenti per oltre 20 miliardi di euro. </span><span style="font-weight: 400;"> Ma se non partiamo subito e senza una programmazione costruita con i territori rischiamo di arrivare tardi o di accettare soluzioni calate dall’alto</span><span style="font-weight: 400;">”. Un allarme lanciato dal vicepresidente della Commissione Sanità in Regione Piemonte, Domenico Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al Piemonte, infatti, manca un Piano socio-sanitario dal 2015, ma il PNRR destina 7 miliardi puntando su Case della Comunità e ospedali della Comunità oltre che sul potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), con l’obiettivo di integrare servizi sanitari e socio-sanitari e servizi territoriali e ospedalieri. Gli effetti della pandemia da Sars Cov2 hanno dimostrato drammaticamente che una sanità territoriale debole trasforma l’intero sistema sanitario in un gigante dai piedi di argilla. <strong>“Abbiamo l’occasione per ridisegnare nel suo complesso la sanità regionale</strong> che non possiamo perdere &#8211; afferma il consigliere Dem &#8211; ma non c’è tempo da perdere perché la road map del PNRR è chiara: la programmazione dovrà essere ultimata entro il 2022 per poi realizzare la rete entro il 2026. Per questo ho presentato una mozione (leggi il testo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/02/Mozione-PNNRS-Salute_def.pdf">qui</a>) che impegna la Giunta a procedere in tal senso, con l’attenzione di prevedere un parallelo piano costruito su tre elementi chiave: più territorio, più domiciliarità e più assunzioni, fondamentali per dare gambe al rinnovato sistema sanitario”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Piano Nazionale prevede lo stanziamento di 4 miliardi per le Case della Comunità, 2 miliardi per gli Ospedali di Comunità e uno per il potenziamento dell’ADI. Quante risorse sarebbero destinate al Piemonte? “Possiamo ipotizzare &#8211; chiarisce Rossi &#8211; uno stanziamento di circa 500 milioni di euro per la nostra Regione per potenziare la rete di <strong>Case della Comunità</strong>, ovvero strutture di prossimità per servizi di assistenza primaria di natura sanitaria, sociosanitaria e sociale, già presente sul territorio, e la realizzazione di <strong>Ospedali di Comunità</strong>”. Un investimento, quest’ultimo, sui presidi sanitari a degenza breve, che svolgono una funzione “intermedia” tra il domicilio e il ricovero ospedaliero al fine di sgravare l&#8217;ospedale da prestazioni di bassa complessità, che assume un valore particolare in Piemonte. “<strong>Pensiamo a quei piccoli ospedali che sono stati dismessi o ridimensionati negli ultimi anni, tornerebbero ad erogare servizi spesso per i territori a partire dalle comunità che risultano più isolate</strong>” spiega il vicepresidente della Commissione Sanità.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Per il novarese &#8211; conclude Rossi &#8211; si tratta di un’occasione per riprendere in mano vecchi progetti, ma ancora necessari come il Poliambulatorio di <strong>Oleggio</strong>, oppure per aprire una discussione seria sul futuro della sede distaccata di <strong>Galliate</strong> dell’Ospedale Maggiore e sul vecchio Ospedale di <strong>Arona</strong>. Ma anche nel resto del Piemonte non mancano strutture che potrebbero beneficiare delle risorse del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza. Penso al vecchio ospedale di <strong>Gattinara</strong>, l’ex Ospedale di <strong>Varallo</strong>, il Maria Adelaide di <strong>Torino</strong>, alla riconversione degli ospedali di <strong>Carmagnola</strong> o di <strong>Chieri</strong> nell’ottica della realizzazione del nuovo ospedale di Moncalieri, e ancora le strutture di <strong>Alba</strong> o <strong>Bra</strong>&#8220;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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