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	<title>Leggi &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Leggi &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Una legge per favorire la partecipazione anche in Piemonte: comincia il percorso della Pdl 213</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 10:57:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Comincia oggi, con le prime determinazioni in commissione che hanno definito le audizioni che si chiuderanno il 4 novembre,  il percorso della proposta di legge per la promozione della partecipazione all&#8217;elaborazione delle politiche regionali e locali. Un testo che, una volta approvato, colmerebbe un gap normativo rispetto ad altre Regioni, allo Stato e all’Unione Europea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Comincia oggi, con le prime determinazioni in commissione che hanno definito le audizioni che si chiuderanno il 4 novembre,  il percorso della proposta di legge per la </span><span style="font-weight: 400;">promozione della partecipazione all&#8217;elaborazione delle politiche regionali e locali. Un testo che, una volta approvato, colmerebbe un gap normativo rispetto ad altre Regioni, allo Stato e all’Unione Europea ma, soprattutto, favorirebbe processi partecipativi per le opere e le iniziative strategiche del nostro territorio” dichiara </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">, primo firmatario della <a href="http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioProgetto.do?urnProgetto=urn:nir:regione.piemonte;consiglio:testo.presentato.pdl:11;213&amp;tornaIndietro=true">Pdl 213</a>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si tratta anche di una risposta necessaria alla crisi della rappresentanza e a una società sempre più complessa. L’ho imparato anche nei decenni di impegno nel mondo del terzo settore: <strong>la democrazia non sta in piedi solo sulle regole formali</strong>, ma necessita di impegno diretto, di partecipazione e di condivisione. E perché questo possa avvenire è necessario che le istituzioni amplifichino le occasioni di ascolto e di dialogo” afferma il consigliere Dem. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sono ormai molti gli esempi in Italia e in Europa che confermano come un processo decisionale partecipato favorisca la buona riuscita di un’opera pubblica, <strong>riducendo i conflitti</strong>, scongiurando contrarietà a posteriori e aumentando il livello di condivisione dei cittadini rispetto alle scelte dei decisori politici” prosegue Domenico Rossi. “Occorre sgombrare il campo dall’ipocrisia del finto ascolto di facciata e attivare modelli capaci di</span><span style="font-weight: 400;"> mettere il decisore pubblico nella condizione di prendere atto degli interessi degli attori coinvolti e dei cittadini così da costruire <strong>un confronto autentico sulla scelta da effettuare</strong> a partire da quelle che hanno un maggiore impatto sociale ed ambientale sulle comunità: pensiamo, ad esempio, ai grandi investimenti sull’edilizia sanitaria o alle opere infrastrutturali. Occorre farlo con metodi e tecniche oramai sostenute da una letteratura importante e affiancati da professionisti.” aggiunge Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Obiettivi che la proposta di legge persegue con una copertura di 390 mila euro nel biennio 2023-2024  per la promozione di specifici strumenti. “Il testo prevede un </span><b>Programma annuale della partecipazione</b><span style="font-weight: 400;">, con cui si identificano le iniziative per le quali si intende attivare il processo, e istituisce il </span><b>Garante dei processi partecipativi</b><span style="font-weight: 400;">, che vigila e supervisiona i diversi progetti coadiuvando la Giunta regionale” spiega il consigliere Democratico. “Si introducono &#8211; prosegue Rossi &#8211;  alcune forme partecipative come il </span><b>Citizen meeting </b><span style="font-weight: 400;">e il </span><b>Town meeting</b><span style="font-weight: 400;">, ma soprattutto il </span><b>Dibattito Pubblico</b><span style="font-weight: 400;">, un istituto fondamentale e sperimentato a livello nazionale e in altri Paesi europei, come la Francia, da oltre vent’anni”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio quest’ultima modalità è stata introdotta all’art. 22 del nuovo Codice dei contratti pubblici, </span><i><span style="font-weight: 400;">Trasparenza nella partecipazione di portatori di interesse e dibattito pubblico</span></i><span style="font-weight: 400;">. “Mi auguro che la maggioranza accetti la sfida di costruire insieme una legge utile e condivisa per il Piemonte” conclude Rossi</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">ricordando alcuni esempi: “A livello locale sono tanti gli esempi di opere su cui avremmo potuto attivare processi partecipativi: penso al progetto della nuova <strong>tangenziale Novara-Vercelli</strong>; al progetto di <strong>raddoppio dello scalo del Boschetto a Novara</strong> con le criticità sollevate dagli abitanti del quartiere San Rocco e non solo, oltre alle perplessità di alcuni operatori del settore. Ma penso anche al <strong>riutilizzo dell’area del vecchio Ospedale Maggiore</strong>”.   </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marino sul gioco d’azzardo: affermazioni fuori luogo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 11:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Le dichiarazioni del Presidente della Commissione d’inchiesta sul gioco pubblico del Senato, Mauro Marino, di Italia Viva, sono preoccupanti e assolutamente fuori luogo: ‘Limitare il gioco legale dà vantaggi alla criminalità organizzata’  e ‘I Concessionari devono poter programmare, ma sono frenati da distanziometro e leggi locali restrittive’. Non è certo richiamando le posizioni della Lega [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Le dichiarazioni del Presidente della Commissione d’inchiesta sul gioco pubblico del Senato, Mauro Marino, di Italia Viva, sono preoccupanti e assolutamente fuori luogo: ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">Limitare il gioco legale dà vantaggi alla criminalità organizzata’  </span></i><span style="font-weight: 400;">e</span><i><span style="font-weight: 400;"> ‘I Concessionari devono poter programmare, ma sono frenati da distanziometro e leggi locali restrittive’.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è certo richiamando le posizioni della Lega e dell’industria del gioco che il Senatore Marino svolge al meglio il suo ruolo di Presidente di Commissione che, invece, dovrebbe essere il garante del lavoro dei parlamentari. Se vuole ritagliarsi un ruolo di parte, o peggio ancora da ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">tifoso</span></i><span style="font-weight: 400;">’, rimetta il suo incarico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sue esternazioni non sono solo fuori luogo, ma anche distanti dalla realtà, soprattutto per un piemontese che ha potuto osservare da vicino gli effetti delle Legge 9 del 2016 stravolta recentemente proprio dalla destra che governa la Regione. Il senatore Marino sa benissimo che il settore del gioco è cresciuto a dismisura negli ultimi decenni a discapito delle fasce più deboli che pagano il conto più alto di una vera e propria piaga socio-sanitaria: la ludopatia. Proprio il caso piemontese dimostra che   distanziamenti e orari ridotti hanno diminuito il numero di giocatori patologici, le perdite dei cittadini e le ripercussioni sociali su giocatori e le loro famiglie, senza eliminare un settore che ha mantenuto numeri molto floridi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sull’equazione meno gioco legale più gioco illegale ci siamo soffermati troppe volte e, davvero, non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare. Basterebbe leggere i verbali delle audizioni di Guardia di Finanza e DDA in commissione regionale o studiare la relazione che la DIA ogni anno presenta al Parlamento attraverso il Ministero dell’Interno per scoprire che le mafie hanno interesse sia nel gioco legale sia in quello illegale: il gioco legale è un mezzo per controllare il territorio e per riciclare denaro. Il gioco illegale negli ultimi anni si è spostato soprattutto online e serve a riciclare denaro appoggiando i server in paesi off-shore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Semmai proprio per questo occorre una normativa nazionale uniforme che prenda spunto da esperienze virtuose come quella vissuta dal Piemonte tra il 2016 e il 2021 che mettono la salute dei cittadini al primo posto e non gli interessi di un settore economico. </span></p>
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		<title>Slot e macchinette nei bar e nelle tabaccherie: la Lega ci riprova senza pensare alla salute dei piemontesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 13:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[gioco azzardo patologico]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo avevamo anticipato: la destra torna nuovamente all’assalto della legge regionale per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico (leggio qui). Questa volta lo fa con un disegno di legge della Giunta regionale approvato nella mattinata di oggi. Al centro del nuovo testo la possibilità, per chi ha dismesso gli apparecchi come imposto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Lo avevamo anticipato: la destra torna nuovamente all’assalto della legge regionale per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico (leggio <a href="https://domenicorossi.eu/2021/05/13/il-centrodestra-torna-allattacco-sulla-legge-contro-il-gioco-dazzardo-patologico-pronti-a-difendere-una-norma-giusta/">qui</a>). Questa volta lo fa con un disegno di legge della Giunta regionale approvato nella mattinata di oggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al centro del nuovo testo la possibilità, per chi ha dismesso gli apparecchi come imposto dalle legge 9/2016, di rivolgere istanza per reinstallarli senza che ciò venga considerata nuova apertura. Fanno finta di non sapere che il problema è proprio l’eccesso di offerta degli ultimi decenni, a causa della quale è cresciuta la domanda ed è esplosa la patologia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In poche parole si vorrebbero spostare le lancette dell’orologio indietro nel tempo così da far tornare le slot nei bar e nelle tabaccherie annullando di fatto i risultati ottenuti con la legge in vigore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non sono bastati i pareri dell’Ordine dei medici, di quello degli psicologi, degli assistenti sociali, delle associazioni antimafia, dei movimenti cattolici, delle fondazioni antiusura, e anche dei rappresentanti delle forze dell’ordine, che spiegano come la Legge 9/2016 sia un punto di equilibrio importante, che regola un settore cresciuto enormemente negli ultimi anni senza bloccarlo, mentre porta un beneficio enorme in termini di salute per i cittadini piemontesi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La destra fa orecchio da mercante e procede a testa bassa infischiandosene della salute dei piemontesi e piegandosi, invece, ai desiderata dell’industria del gioco. Sia chiaro, non dei lavoratori che vengono, invece, strumentalizzati. Sarebbe bastato, infatti, votare la proposta di Forza Italia che prevedeva una deroga alle scadenze  per le sale gioco, chiuse da mesi per la pandemia. Ma l’obiettivo vero è riportare le slot nei bar e nelle tabaccherie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inutile che l’assessore Ricca (leggi <a href="https://www.lastampa.it/torino/2021/05/21/news/verso-la-riforma-del-gioco-d-azzardo-macchinette-con-lettore-solo-per-i-maggiorenni-1.40298538">qui</a>) ci racconti del milione di euro all’anno previsto nel nuovo testo per combattere la ludopatia: le risorse erano previste anche con la legge precedente, peccato che il Presidente Cirio e la sua giunta non abbiano speso un centesimo a riprova dell’atteggiamento di questa maggioranza verso il gioco d’azzardo patologico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Comincia ora un percorso in commissione e in consiglio. Sono curioso di capire come Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia supereranno le differenti posizioni in campo sul GAP (puoi approfondire <a href="https://domenicorossi.eu/2021/04/22/la-lega-sospende-la-legge-leone-sul-gioco-senza-votare-la-proroga-per-le-sale-la-prova-che-la-posta-in-gioco-non-e-la-salvaguardia-del-lavoro/">qui</a>) e  mi auguro sia l’occasione per avere davvero i numeri istituzionali relativi alla questione occupazionale, che ad oggi non sono mai stati forniti dalla Giunta regionale. Come forze di opposizione ribadiremo dati alla mano gli effetti della legge in vigore (ricordiamo soltanto che tra il 2016 e il 2019 i pazienti in carico ai servizi sanitari piemontesi per dipendenza dal gioco sono diminuiti del 20,6% e le perdite del 16,5% rispetto al una media nazionale dello 0,9% &#8211; leggi il report completo <a href="https://domenicorossi.eu/2021/04/13/noinonstiamoalgioco-stop-alla-propaganda-della-destra-sul-gioco-dazzardo-patologico/">qui</a>) e utilizzeremo ogni strumento politico per difendere il diritto alla salute dei piemontesi più fragili, nell’ottica di quanto previsto dalla nostra costituzione, per cui l’impresa privata non deve essere in contrasto con l’utilità sociale. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Bonus Piemonte approvato&#8230; ma troppi esclusi</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2020/05/14/bonus-piemonte-approvato-ma-troppi-esclusi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 19:28:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi pomeriggio è stato approvato, in Commissione legislativa, la misura “Bonus Piemonte”, che prevede contributi a fondo perduto per diversi imprenditori che da settimane attendono un aiuto concreto per poter sostenere le proprie attività commerciali e lavorative. (scarica qui il testo definitivo: aa_aa_regione piemonte &#8211; legge regionale_2020-05-15_72627) Era necessario. Come Gruppo PD del Piemonte ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio è stato approvato, in Commissione legislativa, la misura “Bonus Piemonte”, che prevede contributi a fondo perduto per diversi imprenditori che da settimane attendono un aiuto concreto per poter sostenere le proprie attività commerciali e lavorative. (scarica qui il testo definitivo: <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/05/aa_aa_regione-piemonte-legge-regionale_2020-05-15_72627.pdf">aa_aa_regione piemonte &#8211; legge regionale_2020-05-15_72627</a>)</p>
<p>Era necessario.</p>
<p>Come Gruppo PD del Piemonte ci siamo dichiarati più volte disponibili a procedere speditamente sulla discussione relativa al “Bonus Piemonte”, per un senso di responsabilità<span class="Apple-converted-space">  </span>nei confronti dei piemontesi.</p>
<p>Tuttavia, sin da subito,<span class="Apple-converted-space">  </span>abbiamo fatto presente i molti limiti di questo provvedimento, in particolar modo per le troppe categorie<span class="Apple-converted-space">  </span>escluse.</p>
<p>Con quale criterio dunque si è scelto di aiutare taluni e non altri? Nessuna risposta dalla Giunta su questo. Non è dato saperlo.</p>
<p>Con quale criterio nel Bonus previsto si è scelto di destinare meno soldi a taluni piuttosto che ad altri, all’interno della stessa categoria? Nessuna risposta dalla Giunta su questo. Non è dato saperlo.</p>
<p>Ciò nonostante<span class="Apple-converted-space">  </span>grazie alla nostra opposizione siamo riusciti ad ottenere l’inserimento<span class="Apple-converted-space">  </span>di un sostegno economico anche per<span class="Apple-converted-space">  </span>categorie quali negozi di fotografia, scuole guida, tatuatori, comparto abbigliamento, librerie e cartolibrerie, cinema, locali con spettacoli dal vivo, operatori service, agenzie di viaggio e tour operator, circoli APS e SOMS, spettacoli viaggianti, seppur di un valore inferiore.</p>
<p>Purtroppo altre categorie, che pure avevamo proposto, non sono state inserite.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Senza alcun spiegazione. E questo è inaccettabile.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Come lo è lasciare indietro ancora migliaia di imprese, esercenti, attività e con loro le proprie<span class="Apple-converted-space">  </span>famiglie.</p>
<p>Così si corre il forte rischio di varare un provvedimento altamente discriminatorio e di creare ingiuste diseguaglianze.</p>
<p>Per fortuna il <em>Decreto Rilancio</em> del governo ha stanziato diversi miliardi che copriranno tutte le categorie escluse.</p>
<h3>Ecco la lista degli aventi diritto al Bonus Piemonte</h3>
<p>Gli interventi sono a favore dei principali settori colpiti dall&#8217;attuale crisi economico-finanziaria, secondo la classificazione delle attività economiche (Ateco 2007), mediante la concessione di un bonus una tantum a fondo perduto.</p>
<p>Le singole imprese devono risultare attive, aver la sede legale nella Regione Piemonte e risultare iscritte nelle pertinenti sezioni del Registro delle Imprese istituito presso la CCIAA territorialmente competente e sostenere le spese di cui al comma 1 entro l’anno 2020.</p>
<p>Ecco gli importi e le categorie interessate:</p>
<p>2.500 euro</p>
<ul>
<li>Ristoranti e attività di ristorazione mobile (56.10) (56.10.1, 2.000 euro per il 56.10.2, 2.500 euro per il 56.10.3, 1.300 per il 56.10.4, escluso il codice 56.10.5);</li>
<li>Fornitura di pasti preparati (catering per eventi) (56.21);</li>
<li>Bar e altri esercizi simili senza cucina (56.30);</li>
<li>Altre attività ricreative e di divertimento (93.29), esclusi i codici 93.29.2, 93.29.3 e 93.29.9;</li>
<li>Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici (96.02).</li>
</ul>
<p>2.000 euro</p>
<ul>
<li>Servizi dei centri per il benessere fisico (96.04).</li>
</ul>
<p>1.500 euro</p>
<ul>
<li>Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature (codice Ateco 47.82);</li>
<li>Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti (47.89);</li>
<li>Commercio al dettaglio di libri per un importo (47.61);</li>
<li>Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria (47.62.2);</li>
<li>Attività di proiezione cinematografica (59.14);</li>
<li>Commercio al dettaglio di abbigliamento (47.71);</li>
<li>Commercio al dettaglio di confezioni per adulti (47.71.1);</li>
<li>Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati (47.71.2);</li>
<li>Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie (47.71.3);</li>
<li>Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle (47.71.4);</li>
<li>Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte (47.71.5);</li>
<li>Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle (47.72);</li>
<li>Commercio al dettaglio di calzature e accessori (47.72.1);</li>
<li>Commercio al dettaglio di articoli di pelletterie da viaggio (47.72.2).</li>
<li>Attività delle scuole guida (85.53)</li>
<li>Organizzazione di feste e cerimonie (96.09.05)</li>
<li>Attività dei Tour operator (79.12)</li>
<li>Commercio dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la</li>
<li>Casa (47.51.1)</li>
<li>Commercio al dettaglio filati per maglieria e merceria (47.51.2)</li>
<li>Attività delle agenzie di viaggio (79.1 e 79. 11)</li>
</ul>
<p>1.000 euro</p>
<ul>
<li>Trasporto con taxi, noleggio di autovetture con conducente (49.32);</li>
<li>Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia (47.78.2);</li>
<li>Associazioni di promozione sociale (APS) iscritte ai registri di cui all’art. 7 della legge 383/2000, limitatamente all’attività di somministrazione (94.99);</li>
<li>Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali , ricreativi e la coltivazione di hobby (94.99.20);</li>
<li>Attività ricreative e di divertimento (93.2 escluso 93.29.1 Discoteche);</li>
<li>Attività di tatuaggio e piercing (96.09.02);</li>
<li>Scuole e corsi di lingua (85.59.30).</li>
</ul>
<p>800 euro</p>
<ul>
<li>Attività delle guide alpine (93.19.92) e le attività delle guide e degli accompagnatori turistici (79.90.20).</li>
</ul>
<p>500 euro</p>
<ul>
<li>Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande, (47.81).</li>
</ul>
<h3>Alcune delle categorie escluse:</h3>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Fotografi</li>
<li>Benzinai</li>
<li>Fiorai</li>
<li>Categorie che lavorano nel mondo dello spettacolo: attori, montaggio palchi, servizio audio e luci</li>
<li>Erboristerie</li>
<li>Negozi di bomboniere/Articoli per la casa</li>
<li>Quasi tutti gli operatori di commercio al dettaglio</li>
<li>Operatori del turismo</li>
<li>Mediatori immobiliari</li>
<li>Agenti di commercio</li>
<li>Laboratori artigianali</li>
<li>Negozi di giocattoli</li>
<li>Negozi per articoli per adulti</li>
<li>Noleggio bus</li>
<li>Negozi per articoli religiosi</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Per gli aventi diritto le modalità di erogazione saranno gestite da FinPiemonte.</p>
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		<title>E&#8217; cominciato l&#8217;attacco alla legge sul gioco d&#8217;azzardo: la difenderemo in commissione e in aula consiliare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 10:35:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il presidente Cirio lo aveva annunciato in campagna elettorale e in questi giorni è cominciato l’attacco alla legge regionale per la prevenzione ed il gioco d’azzardo patologico, di cui si fa alfiere in maniera particolare l’assessore Tronzano”. Questo il commento del consigliere regionale Domenico Rossi a margine delle audizioni in III e IV commissione riunite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Il presidente Cirio lo aveva annunciato in campagna elettorale e in questi giorni è cominciato l’attacco alla legge regionale</span><span style="font-weight: 400;"> per la prevenzione ed il gioco d’azzardo patologico, di cui si fa alfiere in maniera particolare l’assessore Tronzano”. Questo il commento del consigliere regionale </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> a margine delle audizioni in III e IV commissione riunite in sessione congiunta durante le quali i rappresentanti del gioco legale hanno provato a dimostrare che la norma piemontese non funziona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Una posizione, quella della maggioranza &#8211; aggiunge Rossi &#8211; che non solo non condividiamo, ma che contrasteremo con fermezza nelle commissioni prima e in aula consiliare poi: nessun passo indietro sulla Legge Regionale, a maggior ragione dopo l’intervento di <strong>IRES Piemonte</strong> in commissione che oggi ha confermato, dati alla mano, che la legge, al contrario di quanto riportato dai rappresentanti del gioco e da Eurispes, funziona”. Nel 2018, rispetto ai dati del 2016, infatti, mentre il gioco fisico cresce a livello nazionale (+1,6%) in Piemonte assistiamo a una diminuzione del gioco fisico (-9,7%, pari a 497 milioni di euro); a una diminuzione delle perdite (-17,8% in Piemonte vs -2,9% in Italia), a fronte di una crescita del gioco online che è inferiore a quello del resto del Paese dove pure non vige il distanziometro (+45% in Piemonte vs +48% in Italia). “Il CNR ha inoltro confermato che nei Comuni dove sono stati applicati orari più restrittivi si sono ridotti i volumi di gioco” ha precisato Rossi chiedendo di audire altri soggetti che hanno partecipato alla ricerca coordinata da IRES. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Rispetto all’accusa di un passaggio dal gioco legale a quello illegale &#8211; prosegue Rossi &#8211; mancano oggi i dati a conferma della tesi, che comunque, a livello teorico, sarebbe vera solo in caso di proibizione del gioco. Qui, invece, siamo di fronte a un allontanamento o spostamento dai luoghi della vita. C’è tutto lo spazio per un mercato legale che gli imprenditori devono essere in grado di cogliere”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Anche dal punto di vista occupazionale &#8211; conclude Rossi &#8211; i dati IRES ci raccontano una realtà diversa da quella denunciata dal mondo del gioco legale. Addirittura i tabaccai, nell’ultimo triennio, hanno aumentato il numero dei propri addetti. Certo esiste una sofferenza nell’ambito dei produttori e dei distributori, certamente lontana, però, da quanto denunciato”.</span></p>
<p>Leggi gli esiti della ricerca IRES Piemonte &#8220;<em>Il gioco d&#8217;azzardo in Piemonte</em>&#8221; (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/10/giocoazzardosisti10102019primapartecarattere.pdf">prima parte</a> &#8211; <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/10/giocoazzardosisti10102019secondaparte.pdf">seconda parte</a>)</p>
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		<title>Approvata la Legge sull&#8217;invecchiamento attivo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 15:44:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità nella giornata di oggi la proposta di legge per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo. Una norma che ha lo scopo di promuoverne la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale delle persone anziane, favorendo la costruzione di percorsi per l’autonomia e il benessere nell’ambito degli abituali [&#8230;]]]></description>
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<div>Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità nella giornata di oggi la proposta di legge per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo. Una norma che ha lo scopo di promuoverne la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale delle persone anziane, favorendo la costruzione di percorsi per l’autonomia e il benessere nell’ambito degli abituali contesti di vita.“Un traguardo importante per il Piemonte raggiunto a fine legislatura, una delle regioni italiane con il più alto numero di over 65” commenta <strong>Domenico Rossi</strong>, primo firmatario della legge e presidente della commissione sanità. “E’ indispensabile &#8211; prosegue Rossi &#8211; che le istituzioni mettano in campo strumenti e politiche finalizzate a governare i temi della cronicità e invecchiamento attivo che rappresentano due sfide cruciali per il futuro. La legge ha l&#8217;obiettivo di superare una situazione di spontaneismo progettuale attraverso l&#8217;adozione di un programma regionale per l&#8217;invecchiamento attivo e il coordinamento dei diversi soggetti coinvolti: ASL, strutture sanitarie, comuni, scuole e associazioni”.Il testo di legge, che nella sua stesura definitiva accoglie le sollecitazioni emerse durante le audizioni, a partire dalla costituzione di una cabina di regia con i diversi soggetti che si occupano quotidianamente di politiche per l&#8217;invecchiamento attivo, si propone di favorire la partecipazione delle persone anziane alla vita della comunità attraverso l’impegno nel volontariato, una formazione permanente, il trasferimento di competenze ai lavoratori più giovani, il mantenimento del benessere psicofisico, il coinvolgimento in attività culturali e ricreative e in iniziative di turismo sociale, attività di giardinaggio e orticoltura, con la gestione gratuita di terreni comunali.&#8221;La legge approvata oggi in Consiglio &#8211; aggiunge l’assessore Regionale al welfare <strong>Augusto Ferrari </strong>&#8211; rappresenta un&#8217;importante opportunità per affrontare in termini programmatici il processo di cambiamento demografico, che nella nostra regione, in particolare, ha una dimensione rilevante. Bisogna mettere a punto tutti gli strumenti indispensabili per la piena valorizzazione di questo capitale umano e sociale, che rappresenta un tassello prezioso e insostituibile per la coesione sociale delle nostre comunità. Un ringraziamento va al collega Domenico Rossi, Presidente di Commissione e al gruppo Pd tutto ed al Consiglio regionale per averla portata all&#8217;approvazione entro fine legislatura&#8221;.</div>
</div>
<div></div>
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		<title>Approvato il Bilancio di previsione della Regione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 16:26:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è chiuso, con l’approvazione odierna del bilancio regionale, un impegnativo lavoro in consiglio e nelle commissioni volto a confermare le linee programmatiche di Regione Piemonte. “Con soddisfazione riscontro, nel documento di programmazione finanziaria, la volontà di giunta e maggioranza di sostenere e dare continuità alla legge per la prevenzione ed il contrasto al bullismo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Si è chiuso, con l’approvazione odierna del bilancio regionale, un impegnativo lavoro in consiglio e nelle commissioni volto a confermare le linee programmatiche di Regione Piemonte. “Con soddisfazione riscontro, nel documento di programmazione finanziaria, la volontà di giunta e maggioranza di sostenere e dare continuità alla legge per la prevenzione ed il contrasto al bullismo e al cyberbullismo (200mila euro), il rifinanziamento della legge sui beni confiscati (150mila euro dal 2018 al 2019) e il fondo destinato ad azioni per il contrasto di usura, estorsione e sovraindebitamento (300mila euro per i prossimi tre anni)” commenta il consigliere regionale Domenico Rossi che sottolinea anche i tagli all’Irap, a partire dall’azzeramento per le Onlus attive nel campo assistenziale ed educativo e la riduzione per le altre Onlus e le imprese culturali: “Un provvedimento rivolto a soggetti che ricoprono ruoli centrali nel sistema del welfare e che recuperando maggiori risorse si intende allargare a tutto il mondo dell’impresa”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un bilancio 2018 che segna un ulteriore passo avanti per le politiche regionali. “Dopo quattro anni di attività lo sforzo della Giunta e della maggioranza ha ridato prospettiva politica e di programmazione ad un ente sostanzialmente in dissesto nel 2015. Un percorso complesso che, con responsabilità e attenzione, ci permette oggi di destinare risorse su politiche strategiche prioritarie ed investire sulla comunità come testimoniano i 35 milioni di euro di investimenti per gli enti locali” spiega il consigliere novarese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Lo stanziamento di 8 miliardi per il sistema sanitario, i 22 milioni a favore di interventi per la disabilità, con un milione specifico sul “Dopo di noi” e l’aumento da 40mila a 100mila euro per la diffusione della lingua dei segni, così come i 14 milioni per interventi sugli anziani, i 55 milioni per interventi a favore di soggetti a rischio di esclusione sociale e i 71 milioni per garantire prestazioni extra</span></p>
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		<title>Approvata la legge su bullismo e cyberbullismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 11:50:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[approvazione]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[PREVENZIONE E CONTRASTO A BULLISMO E CYBERBULLISMO: APPROVATA LA LEGGE REGIONALE Tra gli interventi innovativi previsti dalla norma un patentino regionale per l’uso della Rete e dei social e la creazione di centri specializzati in percorsi di sostegno e cura “Una legge con cui Regione Piemonte vuole fare la propria parte per sostenere le vittime di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>PREVENZIONE E CONTRASTO A BULLISMO E CYBERBULLISMO: </strong><strong>APPROVATA LA LEGGE REGIONALE<br />
</strong><strong>Tra gli interventi innovativi previsti dalla norma un patentino regionale per l’uso della Rete e dei social e la creazione di centri specializzati in percorsi di sostegno e cura</strong></p>
<p>“Una legge con cui Regione Piemonte vuole fare la propria parte per sostenere le vittime di bullismo, nelle sue diverse forme, e le figure adulte di riferimento, che hanno bisogno di nuovi strumenti per affrontare un fenomeno in crescita” il Consigliere Regionale <strong>Domenico Rossi</strong> commenta così l’approvazione della Legge Regionale per la promozione e il sostegno di azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo di cui è primo firmatario.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2677" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/0f28ea36-386d-4493-9fea-7034e826ba02-300x244.jpeg" alt="" width="300" height="244" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/0f28ea36-386d-4493-9fea-7034e826ba02-300x244.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/0f28ea36-386d-4493-9fea-7034e826ba02-768x624.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/0f28ea36-386d-4493-9fea-7034e826ba02-700x568.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/0f28ea36-386d-4493-9fea-7034e826ba02.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un ragazzo su dieci in Italia, secondo l’indagine di Generazioni Connesse  (il <em>Safer Internet Center</em> italiano) , è vittima di cyberbullismo, tra questi l’11% ha tentato il suicidio e il 50% pratica autolesionismo. “Le cifre &#8211; spiega <strong>Rossi</strong> &#8211; evidenziano la portata dell’emergenza e la necessità di un intervento delle istituzioni. Siamo di fronte a un fenomeno antico, che, però, assume forme nuove con la diffusione delle nuove tecnologie e in particolare dei social network, che diventano sempre più pervasivi e modificano radicalmente l’esperienza comunicativa. E’ necessario un forte investimento in prevenzione attraverso percorsi educativi e formativi”.</p>
<p>Per questo la norma prevede un piano triennale molto articolato con il quale mettere in campo campagne di sensibilizzazione e di informazione, iniziative di carattere culturale, sociale, ricreativo e sportivo, corsi di formazione e programmi di assistenza e recupero e gruppi di supporto, finalizzati a diffondere la cultura della legalità, il rispetto della dignità personale, il contrasto di qualsiasi discriminazione, la tutela dell’integrità fisica e, soprattutto, psicologica dei bambini e degli adolescenti. Percorsi indirizzati alla promozione di un utilizzo più consapevole della Rete e degli strumenti informatici in generale, in particolar modo nell’ambiente scolastico.</p>
<p>“Tra le tante iniziative previste dalla legge &#8211; commenta <strong>Rossi</strong> &#8211;  due sono davvero innovative: l’istituzione del patentino regionale per l’uso della Rete e dei social network e l’istituzione dei centri specializzati di cura per i disturbi da episodi di bullismo e cyberbullismo”. Con il primo la Regione Piemonte sarà la prima in Italia a dotarsi di uno standard formativo per tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole piemontesi. I centri specializzati, invece, dovranno individuare, anche sulla scia delle sperimentazioni nazionali, quali il centro che ha sede presso l’ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano, dei percorsi di sostegno e cura specifici, attraverso equipe multidisciplinari.</p>
<p>Tutto il provvedimento è sostenuto da un approccio “mite” in linea con la Legge nazionale 71/17, a prima firma della Senatrice piemontese Elena Ferrara, approvata nel maggio 2017, da cui viene mutuato il modello partecipativo. “Per garantire un costante coinvolgimento e un coordinamento delle attività di prevenzione e contrasto &#8211; aggiunge <strong>Rossi</strong> &#8211; sarà costituito un Tavolo Tecnico regionale sul bullismo e cyberbullismo presso la Giunta Regionale cui saranno chiamati a partecipare il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, il Co.Re.Com. e l’Osservatorio permanente sul fenomeno, istituito presso l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte”.</p>
<p>La legge non trascura, infine, un’attenzione specifica alla cura dei ragazzi colpiti dal fenomeno, siano essi vittime o autori degli atti di bullismo, che sono spesso persone in età evolutiva e non devono essere “schiacciate” dagli atti negativi compiuti, ma, al contrario, vanno aiutate a comprendere il disvalore di quanto fatto per evitare di ripetere gli stessi errori. Per questo saranno importanti anche esperienze di responsabilizzazione, anche attraverso percorsi di <em>peer education</em>.</p>
<p>Da un punto di vista economico la legge prevede l’aggiunta in bilancio di 200.000 euro all’anno, per il prossimo triennio, per finanziare le attività previste.</p>
<p>“Ritengo &#8211; conclude <strong>Rossi</strong> &#8211; che il testo oggi approvato, frutto di una condivisione ampia nel percorso in commissione, dia delle risposte alle richieste di insegnanti, genitori e ragazzi e sono felice che siamo stati in grado di mantenere la promessa fatta a Paolo Picchio in sede di presentazione della Proposta di Legge nel marzo del 2017: anche il Piemonte ha messo in campo strumenti ed azioni per scongiurare tragiche vicende come quella che ha coinvolto sua figlia Carolina”.</p>
<p>Ecco in sintesi i <strong>punti di forza della legge</strong>:</p>
<p>1.<strong> piano triennale </strong>degli interventi per la prevenzione e il contrasto al bullismo e cyberbullismo. Si prevedono, tra le altre cose:</p>
<p>a. corsi di formazione per il personale scolastico ed educativo,</p>
<p>b. campagne di sensibilizzazione,</p>
<p>c. promozione di iniziative culturali,</p>
<p>d. progetti rivolti alle vittime e agli autori di situazioni di bullismo secondo i principi della giustizia riparativa e della peer education,</p>
<p>e. sportelli di ascolto</p>
<p>e. percorsi volti all’uso consapevole del web</p>
<p>2. <strong>bando annuale</strong> per attivare interventi e progetti presenti nel piano</p>
<p>3. Istituzione del <strong>patentino regionale</strong> per l’uso consapevole del web e dei social network</p>
<p>4. Istituzione di <strong>centri specializzati nella cura</strong> dei disturbi derivanti dal bullismo e dal cyberbullismo, mutuando da esperienze già presenti in Italia.</p>
<p>5. istituzione di un <strong>tavolo tecnico regionale</strong> che coadiuvi la giunta nella predisposizione del piano triennale.</p>
<p>6. A bilancio si mettono <strong>200.000 euro all’anno</strong> che si aggiungono alle risorse che già la giunta mette in campo con i diversi progetti avviati in questi anni anche in collaborazione con gli altri enti istituzionali che si occupano del fenomeno: in particolare forze dell’ordine e Ministero Istruzione.</p>
<div id="attachment_2691" style="width: 187px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2691" class="size-medium wp-image-2691" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/Confronto_leggi_bullismo-177x300.png" alt="" width="177" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/Confronto_leggi_bullismo-177x300.png 177w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/Confronto_leggi_bullismo-768x1305.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/Confronto_leggi_bullismo-700x1189.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/Confronto_leggi_bullismo.png 1196w" sizes="(max-width: 177px) 100vw, 177px" /><p id="caption-attachment-2691" class="wp-caption-text">Confronto con legge nazionale</p></div>
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		<title>Il mio intervento come relatore per la Legge Regionale su bullismo e cyberbullismo</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/01/23/mio-intervento-relatore-la-legge-regionale-bullismo-cyberbullismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 16:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
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		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Presidente, oggi cominciamo la discussione di un provvedimento importantissimo perché affronta un tema molto sentito dai nostri cittadini. Il testo che arriva qui oggi si occupa di bullismo e cyber-bullismo, è figlio di due provvedimenti (la PDL 240 di cui sono primo firmatario e la PDL 269 di iniziativa dei componenti dell’Ufficio di presidenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Buongiorno Presidente,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">oggi cominciamo la discussione di un provvedimento importantissimo perché affronta un tema molto sentito dai nostri cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il testo che arriva qui oggi si occupa di bullismo e cyber-bullismo, è figlio di due provvedimenti (la PDL 240 di cui sono primo firmatario e la PDL 269 di iniziativa dei componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che hanno inteso adottare il progetto di legge predisposto dagli alunni della classe II G dell’Istituto professionale statale “V. Mucci” di Bra (CN) nel corso dell’iniziativa “Ragazzi in Aula”) e ha visto al lavoro la IV e VI commissione in lavoro congiunto, con la costituzione di un gruppo di lavoro che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti della Giunta (colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale che ha collaborato).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando nel marzo del 2017 presentammo la proposta di legge ancora il Parlamento non aveva legiferato in materia, cosa che poi ha fatto nel luglio del 2017 con l’importantissima legge n.71/2017 (prima in Europa sul tema) che già sta dando i suoi frutti e che fonda le sue radici proprio nel novarese. Perché novarese è la senatrice Ferrara, prima firmataria del provvedimento nazionale, ma soprattutto perché a Novara abbiamo vissuto due tra le tragedie più gravi che in questi anni ci hanno svelato l’importanza dei temi che oggi qui trattiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi riferisco a due giovani vite, scomparse per gli effetti negativi che il mondo della rete ha portato nella nostra società e che non avevamo previsto o avevamo sottovalutato: Tommaso (nel 2009) e Carolina (nel 2013). Da entrambe queste tragedie sono nati dei percorsi “positivi” con l’obiettivo di evitare altre tragedie. Percorsi educativi nelle scuole, ma anche percorsi normativi. Possiamo dire che la legge nazionale, ma anche questa nostra legge regionale affonda le sue radici nella tragedia che vide la giovane Carolina Picchio a soli 14 anni togliersi la vita, 5 anni fa, perché non più in grado di reggere al peso di ciò che le stava accadendo, vittima di cyber-bullismo. Carolina non andò via in silenzio. Lasciò un lungo messaggio. Nel suo commiato a un certo punto dice: “le parole fanno più male delle botte”. Perché le parole ci entrano dentro e continuano a parlarci, rivolgendosi alla parte più intima e più fragile di noi stessi. Perché nella rete le parole si moltiplicano, diventano un’eco infinita che può perseguitare. Le parole di Carolina, però, si sono trasformate in un testimone raccolto prima di tutto da suo papà “Paolo”, poi dalla senatrice Ferrara e poi dai tanti, compreso questo nostro Consiglio Regionale, che già tante attività e tante campagne ha messo in campo contro il bullismo e il cyber, dalle tante scuole, dalla Giunta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La legge che discutiamo (e mi auguro approviamo oggi) è il coronamento di questo percorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo i casi non si sono esauriti. Anzi, al contrario, vediamo molto spesso persone vittime di situazioni di violenza. Molte di queste persone si portano dietro delle ferite e dei disturbi per lungo tempo come diversi report scientifici raccontano. A tale proposito, uno studio del 2014 dei ricercatori del King’s College di Londra, pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, condotto su un campione di persone nate nel 1958 e monitorate fino al compimento dei 50 anni, ha evidenziato che chi è stato vittima di bullismo ha, molto frequentemente, una salute sia fisica che psichica più compromessa, con un aumentato rischio di incorrere in depressione, disturbi d’ansia e suicidio. Inoltre, lo studio ha evidenziato come tali traumi vissuti nell’infanzia e nell’adolescenza possano influire negativamente anche sul livello di educazione e occupazione, nonché sulle relazioni sociali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni, giovani e meno giovani, non reggono a tutto questo e arrivano a gesti estremi, come il suicidio. Lo abbiamo visto in Italia, in questi anni. Poche settimane fa ancora un’adolescente in Australia (Ammy Dolly Everett).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo di fronte a un fenomeno antico, il bullismo, che diventa particolarmente pericoloso e insidioso nelle forme che ha assunto nell’era dell’informazione e dei social network, diventando appunto cyber-bullismo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In ogni epoca questo è un tema che ha dovuto essere affrontato. Sempre ci sono state relazioni contraddistinte da violenza, sopraffazione di qualcuno nei confronti di altri in base alle differenze di censo, di sesso, di provenienza, di religione, ecc…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sebbene studi condotti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico indichino come l’Italia sia uno dei Paesi dove si registra un minor numero di episodi di bullismo, le statistiche evidenziano una crescita del fenomeno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In base al Report 2015 dell’Istat “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi”, nel 2014 oltre il 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei dodici mesi precedenti. Il 19,8% è vittima assidua di una delle tipiche azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese, invece per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con riguardo al cyberbullismo, considerando che quella attuale è la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi costituisce un’esperienza connaturata alla quotidianità, ben l’83% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizza la rete internet con un telefono cellulare e il 57% naviga nel web. Tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o di internet, il 5,9% denuncia di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono più di frequente vittime di cyberbullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fenomeno antico del bullismo assume, oggi, degli aspetti inediti, rispetto al passato, per le caratteristiche dell’epoca in cui viviamo: l’epoca di internet, dei social network, della connessione perenne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo prenderci qualche minuto per approfondire le peculiarità di questa nostra epoca, altrimenti non potremmo comprendere l’importanza del provvedimento in discussione oggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non crediamo a chi ci dice “è solo uno strumento, dipende da come lo usi”. Mi permetta, Presidente, è una stupidaggine. Magari detta in buona fede, ma sempre una stupidaggine. La tecnologia è diventata così pervasiva che è diventata l’ambiente in cui viviamo, orienta i nostri pensieri, i nostri fini, cambia la percezione di noi stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcosa di simile è avvenuto di fronte ad ogni grande cambiamento tecnologico che è intervenuto a modificare l’esperienza del tempo e dello spazio, che sono le due dimensioni fondamentali dell’esperienza umana. Oggi non abbiamo tempo, ma dobbiamo dirci qualcosa almeno sulle trasformazioni dell’era dell’informazione per comprendere il fenomeno e poter sperare di fare una legge che sia utile in qualche maniera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, un filosofo italiano che insegna a Oxford, Luciano Floridi, parla della Quarta Rivoluzione (dopo quelle di Copernico, Darwin e Freud), sostenendo che gli sviluppi nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione stiano modificando le risposte a domande fondamentali a partire da quelle sull’identità dell’essere umano. I confini tra vita online ed offline diventano così labili, viviamo in una connessione perenne, senza soluzione di continuità, in un’unica INFOSFERA globale.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno producendo cambiamenti sul nostro senso del sé, sulla maniera in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri e sul come diamo forma al nostro mondo e interagiamo con esso”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I cambiamenti sono a ogni livello. Basti pensare che oggi le guerre si vincono o si perdono anche in base alla capacità di attaccare o difendere i sistemi informativi; alle elezioni sempre più dipendenti da ciò che succede in rete (non dimentichiamo quanto accaduto alle ultime elezioni statunitensi). Per comprendere tutto questo abbiamo bisogno di pensiero nuovo, di una nuova filosofia della storia, di una nuova psicologia, di una pedagogia adeguata e anche di nuove normative.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si pensi ai nuovi disturbi da connessione, a vere e proprie nuove patologie, come la “Internet Addiction Disorder”, alle notti insonni passate a da giovani e meno giovani, perennemente connessi alla “luce bianca”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a inserire l’atto di bullismo in questa cornice. Quello che prima era un avvenimento riconducibile alla relazione tra due o più persone, in un contesto specifico, muta profondamente pelle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo al tempo: sul web l’evento si può ripetere all’infinito. Ogni volta che un </span><i><span style="font-weight: 400;">hater</span></i><span style="font-weight: 400;"> commenta o un video viene visto e/o condiviso</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo allo spazio: sul web quello che prima avveniva in un cortile, in una strada, in pochi minuti può essere visto e amplificato in tutto il mondo da migliaia di persone</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo ai corpi: una cosa è insultare, vessare qualcuno che ho di fronte, che mi guarda, un’altra è farlo davanti a una tastiera. Bella la citazione della scrittrice inglese Zadie Smith riportata nell’ultimo notiziario del Consiglio Regionale: “L’anonimato del web trasforma anche i deboli in carnefici. È quello che succedeva nell’antica Roma al Colosseo: una folla di persone anonime, frustrate, infierisce su chi è in difficoltà. La rete sta diventando un Colosseo globale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo avviene in un momento storico che vede insieme, una generazione nata contestualmente a tutto questo, insieme a una generazione che subisce, più o meno consapevolmente, i cambiamenti. Abbiamo genitori e insegnanti a volte inconsapevoli, altre volte in difficoltà perché devono affrontare fenomeni educativi, di apprendimento, di crescita con caratteristiche di assoluta novità, su cui, molto spesso, si sentono impreparati e impotenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ in questo contesto che si inserisce la legge di cui discutiamo oggi. Molti si chiederanno: e che cosa può fare la Regione? Tanto, tantissimo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo aiutare gli adulti a comprendere meglio quanto sta succedendo. Possiamo fornire loro gli strumenti per svolgere al meglio il loro ruolo educativo e formativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo aiutare i ragazzi ad aumentare la consapevolezza su quanto sta accadendo. Per quanto riguarda bullismo e cyberbullismo non dobbiamo dimenticarci che sia le vittime sia gli autori degli atti di violenza sono minori: entrambi hanno bisogno di un sostegno: gli uni per affrontare il dolore, la sofferenza, l’emarginazione; gli altri per non essere condannati a diventare adulti che sbagliano, ma, al contrario, perché dall’errore possano apprendere il disvalore di alcune azioni e crescere avendo in mente modelli alternativi, positivi, costruttivi. E non dobbiamo dimenticarci degli spettatori: assistere senza fare nulla ci rende corresponsabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo chiedere ai nostri sistemi di salute e di welfare di farsi carico di nuove forme di sofferenza che necessitano di nuove competenze e di luoghi idonei a tutto questo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bene, signor Presidente, con la legge che discutiamo oggi cerchiamo di fare tutto questo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo diciamo chiaramente nell’articolo 1 nelle finalità dove si dice chiaramente, che, anche in accordo con altri enti, la Regione si attiva per:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;">a) tutelare e valorizzare la crescita educativa, psicologica e sociale dei minori, proteggendo, in particolare, i soggetti più fragili;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">b) valorizzare il benessere tra pari;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">c) prevenire il rischio nell&#8217;età dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">d) supportare i soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">con l’articolo 2 si entra nel merito delle azioni concrete. Con l’approvazione di questa legge la Regione si doterà di un piano triennale di azioni di prevenzione e contrasto. Questo significa che i tanti interventi che già oggi vengono messi in campo saranno inseriti all’interno di una progettualità ampia, con valori e cornici di riferimento chiare e discusse anche in consiglio per gli aspetti di indirizzo. Il piano triennale prevede molte tipologie di azioni:  campagna di sensibilizzazione; sportelli di ascolto; corsi per insegnanti ed educatori; percorsi di responsabilizzazione per vittime e autori, supporto alle famiglie, corsi di formazione per l’uso consapevole di internet e dei social network.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 3 prova a dare una risposta al tema delle nuove sofferenze e della necessità di nuovi percorsi terapeutici. Con esso la Regione dovrà dotarsi di centri specializzati sui disturbi derivanti da bullismo e cyberbullismo, sulla scia di quanto sta accadendo in altri luoghi d’Italia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 4 disciplina il bando annuale che dovrà regolare i finanziamenti necessari alle azioni di cui all’articolo 2</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 5 istituisce un tavolo tecnico di cui potrà avvalersi la giunta per progettare azioni così complesse</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 6, che verrà modificato da un emendamento, disciplina le iniziative che la Regione intraprenderà in occasione della giornata contro il bullismo e il cyberbullismo</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">abbiamo poi la clausola valutativa e la norma finanziaria che prevede 200.000 euro all’anno per un totale di 600.000 euro nel prossimo triennio. Risorse che si vanno ad affiancare alle altre che già la Regione in questi anni ha investito nei molti progetti portati avanti dall’assessorato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concludo, sig. Presidente, ringraziando lei e la conferenza dei capigruppo, per aver calendarizzato oggi questa norma. Ci permette di tenere fede alla parola data a Paolo Picchio, di cui ho parlato all’inizio del mio intervento, al quale avevamo promesso che avremmo approvato la legge entro la fine del 2017 o al massimo nei primi mesi del 2018. E’ il segnale di una politica credibile, ma soprattutto è il segnale di un’istituzione che prende parte a quel testimone, che ci vede tutti impegnati nella costruzione di una comunità dove ragazzi e ragazze sanno crescere insieme nel rispetto gli uni degli altri, con adulti attenti e preparati nel difficile compito educativo che ogni epoca storica porta con sé.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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