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	<title>Tamponi &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Tamponi &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Tamponi: in Piemonte si coinvolgano le parafarmacie e tutte le professioni mediche</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 12:06:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’esperienza di questi giorni ci dimostra che la nostra regione è in affanno a processare un numero adeguato di tamponi. Il Piemonte, rispetto alle altre regioni processa un numero molto basso di tamponi molecolari presso le strutture pubbliche e questo ha riversato sul settore privato, specie sulle farmacie, un’ampissima richiesta di tamponi rapidi. Ma anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperienza di questi giorni ci dimostra che la nostra regione è in affanno a processare un numero adeguato di tamponi. Il Piemonte, rispetto alle altre regioni processa un numero molto basso di tamponi molecolari presso le strutture pubbliche e questo ha riversato sul settore privato, specie sulle farmacie, un’ampissima richiesta di tamponi rapidi.</p>
<p>Ma anche le farmacie non sono sufficienti a dare le risposte necessarie. Basta guardare a quanto sta succedendo con il mondo della scuola primaria, dove gli studenti vengono mandati in quarantena preventiva perché il sistema non riesce a garantire i tamponi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per questo abbiamo presentato una mozione per estendere anche alle parafarmacie le convenzioni in atto con le farmacie e consentire loro di erogare servizi di primario interesse per il cittadino quali l’esecuzione di tamponi antigenici, vaccinazioni anti covid e stampa del green pass.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La nostra intenzione è di andare oltre e chiedere che anche gli infermieri liberi professionisti e tutte le professioni sanitarie che ad oggi svolgono l’attività di somministrazione del tampone in contesti predeterminati (studi medici, farmacie, RSA) possano operare sulla piattaforma covid di gestione dati.</p>
<p>Se non allarghiamo le maglie e rendiamo più flessibile il sistema, non riusciremo a rispondere alla crescente domanda di tamponi, condannando le persone ad attese e quarantene oramai insostenibili.</p>
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		<title>Solo in Piemonte quarantena nelle scuole primarie con un solo caso. Un grave errore a cui porre rimedio</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 10:32:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Regione deve farsi carico del disagio che sta crescendo tra studenti, famiglie e operatori scolastici. Le ultime decisioni regionali mettono in difficoltà il sistema e scaricano sui più piccoli e i loro nuclei familiari i costi sociali della pandemia. Dopo due anni la sfida deve essere necessariamente quella di mettere insieme salute pubblica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La Regione deve farsi carico del disagio che sta crescendo tra studenti, famiglie e operatori scolastici. Le ultime decisioni regionali mettono in difficoltà il sistema e scaricano sui più piccoli e i loro nuclei familiari i costi sociali della pandemia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5165" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/WhatsApp-Image-2022-01-19-at-08.30.54-241x300.jpeg" alt="" width="241" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/WhatsApp-Image-2022-01-19-at-08.30.54-241x300.jpeg 241w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/WhatsApp-Image-2022-01-19-at-08.30.54.jpeg 684w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" />Dopo due anni la sfida deve essere necessariamente quella di mettere insieme salute pubblica e il resto delle attività, a partire dalla scuola. La soluzione non può essere una quarantena preventiva: così riportiamo le lancette dell’orologio al febbraio 2020. Deve essere la Regione, attraverso i suoi organi politici e tecnici a cercare l’equilibrio tra i diversi aspetti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La quarantena di 14 giorni, con un solo positivo in classe, rende la situazione della scuola primaria peggiore di quelle secondarie, poiché l’accudimento dei più piccoli è certamente più problematico da parte delle famiglie che, inevitabilmente, vanno in crisi anche per gli aspetti legati al lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Davvero non ci sono alternative alla quarantena? Considerato che con i contagi attuali le ASL non riescono a fare i tamponi, perché non cercare e permettere un accordo con le farmacie, ad esempio, per effettuare il tampone necessario? In provincia di Vercelli, ad esempio, ci risulta che alcuni sindaci stiano lavorando a una soluzione di questo tipo. Perché non estenderla? Nella vicina Lombardia gli studenti “contatti di caso” possono fare il tampone T0 in farmacia. Prima di mandare in quarantena decine di classi mettendo in ginocchio le famiglie sarebbe stato doveroso esplorare queste alternative.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">In altre regioni, dove pure i contagi sono molto alti, il sistema sta reggendo. Basta guardare a Lombardia ed Emilia Romagna, ad esempio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risposte ai problemi che pone la pandemia non possono essere solo quantitative, perché è chiaro che con l’impennata dei contagi il sistema non può reggere, ma con la campagna vaccinale, il green pass e l’esperienza accumulata occorre maggiore coordinamento e più attenzione agli aspetti comunicativi. E’ un errore grave mettere i cittadini nella condizione di ascoltare due messaggi contraddittori: mentre il Governo dice “facciamo di tutto per tenere aperte le scuole”, la Regione dice “quarantena di 14 giorni anche di fronte a un solo caso”. Se sono le istituzioni a creare confusione con messaggi contraddittori è difficile chiedere cooperazione alle famiglie, che sappiamo, però, essere necessaria per affrontare proprio i momenti più difficili.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Covid-19: Chiediamo ai medici di base uno sforzo maggiore e mettiamoli nella condizione di vaccinare</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 11:48:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Piemonte è di nuovo in difficoltà. Certo per la recrudescenza della pandemia, ma anche per le soluzioni insufficienti messe in campo dalla Giunta in questi anni. Se nel corso della prima ondata alcune situazioni erano accettabili, ora non lo sono più e serve un cambio di passo radicale. Sui tamponi molecolari restiamo le cenerentole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piemonte è di nuovo in difficoltà. Certo per la recrudescenza della pandemia, ma anche per le soluzioni insufficienti messe in campo dalla Giunta in questi anni. Se nel corso della prima ondata alcune situazioni erano accettabili, ora non lo sono più e serve un cambio di passo radicale.</p>
<p>Sui tamponi molecolari restiamo le cenerentole d’Italia. Ieri, 26 dicembre, in una giornata con basse prestazioni in tutte le regioni, il Piemonte ha processato 6.192 tamponi molecolari, a fronte dei 21.471 della Lombardia, dei 12.268 del Veneto, 12.384 dell&#8217;Emilia Romagna, 13.224 del Lazio. Togliendo la Lombardia, in media sempre sopra i 50.000 tamponi al giorno, le altre regioni hanno una capacita tra i 25.000 ed i 30.000 giornalieri. Il Piemonte non va mai oltre i 13.000. Chissà quanti sarebbero i contagi in Piemonte se facessimo un numero di tamponi in linea con le altre regioni.</p>
<p>Il sistema di prenotazione dei vaccini sconta gli stessi problemi dell’inizio della campagna vaccinale. Mentre in diverse regioni tutti possono prenotare sulla piattaforma data e luogo, in Piemonte bisogna ancora aspettare l’sms con disomogeneità di servizio nelle diverse ASL.</p>
<p>A tutto questo va aggiunto il problema del ritardo nella somministrazione della terza dose, con migliaia di piemontesi che rischiano di rimanere privi di protezione adeguata o addirittura senza green pass a partire da febbraio. Qui, ai problemi organizzativi si sommano quelli relativi alla mancanza di personale. Gli operatori delle ASL non si sono fermati nemmeno il giorno di Natale. Tra poco saremo di nuovo costretti a bloccare le attività ordinarie. E’ evidente che serve più personale medico, infermieristico e amministrativo ed è palese che occorre nuovamente rilanciare l’attività di medici di base, pediatri di libera scelta e farmacisti nella campagna vaccinale. In quale percentuale attualmente stanno aderendo? Il dato non è (più) pubblico. L’ultimo accordo con i MMG è del 10 dicembre del 2021. Serve un’adesione massiccia da parte dei profes</p>
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		<title>Anche il Piemonte applichi prezzi calmierati per i tamponi rapidi: è una questione di giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 13:42:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Le situazioni in cui ai cittadini è richiesto un tampone negativo sono in costante aumento: pensiamo solo al green pass per le persone non vaccinate o al recente protocollo predisposto per i concorsi pubblici. Non possiamo permetterci che i cittadini piemontesi siano penalizzati rispetto a quelli di altre regioni che stanno applicando un sistema di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Le situazioni in cui ai cittadini è richiesto un tampone negativo sono in costante aumento: pensiamo solo al </span><i><span style="font-weight: 400;">green pass</span></i><span style="font-weight: 400;"> per le persone non vaccinate o al recente protocollo predisposto per i concorsi pubblici. Non possiamo permetterci che i cittadini piemontesi siano penalizzati rispetto a quelli di altre regioni che stanno applicando un sistema di prezzi calmierati”. Lo dichiara il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi che ha presentato oggi un ordine del giorno con l’obiettivo di favorire un accordo con l’Ordine dei Farmacisti e le organizzazioni di rappresentanza della categoria al fine di costituire una rete di farmacie convenzionate all’interno delle quali i cittadini piemontesi possano effettuare tamponi antigenici a un prezzo calmierato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In Emilia Romagna, ad esempio &#8211; spiega il consigliere Dem &#8211; già dallo scorso primo febbraio, i cittadini, senza necessità di prescrizione medica, possono effettuare sia il tampone rapido sia il test sierologico a un prezzo calmierato di 15 euro, all’interno delle farmacie convenzionate e gli esiti sono visibili sia da parte del Medico di Medicina Generale sia dal sistema di prevenzione regionale”. Modelli simili sono applicati anche in Toscana e in Sicilia e dovrebbero essere mutuati anche in Piemonte. “E’ una questione di giustizia, soprattutto nei confronti delle famiglie meno abbienti, senza dimenticare che non è ammissibile una discriminazione tra cittadini italiani che vivono in una regione rispetto a quelli che vivono in un’altra” aggiunge Rossi evidenziando che “dall’inizio della pandemia il Piemonte ha manifestato un gap consistente in termini di tamponi eseguiti rispetto ad altre Regioni equiparabili in termini di popolazione. La possibilità di effettuarli presso le farmacie con prezzo calmierato contribuirebbe anche alla prevenzione della diffusione del contagio da Sars-Cov-2 e a garantire maggiore tracciabilità del virus”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Stop allo spreco di dosi di vaccino: Marnati si informi con i tecnici della Regione e  faccia proposte alternative per risolvere il problema</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 10:30:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’assessore Marnati farebbe bene a confrontarsi con i suoi colleghi e con i tecnici della Regione prima di dichiarare agli organi di stampa che nessuna dose di vaccino viene sprecata.&#160; Oltre alle segnalazioni che molti consiglieri ricevono, la notizia è stata confermata ufficialmente durante la Commissione sanità di giovedì 25 marzo nel corso della quale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore Marnati farebbe bene a confrontarsi con i suoi colleghi e con i tecnici della Regione prima di dichiarare agli organi di stampa che nessuna dose di vaccino viene sprecata.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-4806 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-26-at-11.22.02-300x199.jpeg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-26-at-11.22.02-300x199.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-26-at-11.22.02-700x465.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-26-at-11.22.02-768x510.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-26-at-11.22.02.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Oltre alle segnalazioni che molti consiglieri ricevono, la notizia è stata confermata ufficialmente durante la Commissione sanità di giovedì 25 marzo nel corso della quale si è tenuta l’audizione del Commissario alla campagna vaccinale dott. Rinaudo (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/2021/03/25/il-punto-sulla-campagna-vaccinale-in-piemonte-ecco-i-dati-che-evidenziano-le-criticita-su-cui-intervenire/">qui</a>). E’ stato spiegato con chiarezza, in particolare dal dott. Testi, che <strong>il Piemonte ha messo in campo due strategie per ovviare al problema delle defezioni che oscillano tra il 15 e il 30%</strong>: l’<strong>overbooking</strong> (si prenotano più appuntamenti delle dosi disponibili quel giorno) e la “<strong>panchina lunga</strong>” (in tre momenti della giornata, mattina, metà giornata, pomeriggio, le ASL verificano il numero delle rinunce e chiamano al telefono quelli del giorno dopo). Ma entrambe questi strumenti non permettono una gestione “alla singola dose”, soprattutto nella fase di fine turno non indenne da rinunce, pertanto può accadere che alcune dosi non vengano utilizzate. Ma, mentre per i vaccini Moderna e AstraZeneca questo non costituirebbe problema, perché le dosi avanzate vengono riutilizzate il giorno successivo, lo stesso discorso non vale per le dosi del vaccino Pfizer, che non possono essere conservate per un periodo superiore a 6 ore dopo la diluizione. Nessuno afferma che si sprecano tante dosi, ma, <strong>il meccanismo scelto non garantisce l’utilizzo al 100%</strong> e in questo periodo particolare con i tanti sacrifici chiesti ai cittadini e le scuole chiuse, anche lo spreco di una sola dose è inaccettabile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fosse solo una questione di punti di vista tra me e lui sarebbe di poco interesse… Ma qui ci sono in ballo delle vite.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non possiamo permetterci di ridurre il confronto politico in chi propone e chi boccia, è il momento di pensare solo alla cosa da fare per i piemontesi. Per questo anche le dichiarazioni ai giornali vanno fatte con contezza. Se all’assessore non piace la proposta della lista di riserva, già adottata da altre regioni, ne faccia un’altra, ma che funzioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4807" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/tamponi-19-25-marzo-300x214.jpeg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/tamponi-19-25-marzo-300x214.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/03/tamponi-19-25-marzo.jpeg 578w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Marnati avrà certamente più dimestichezza con il tema dei <strong>tamponi</strong>, di sua stretta competenza, si occupi di quello: è un versante su cui c’è ancora molto da fare per allineare il Piemonte alle performance delle regioni più virtuose e garantire un sistema di tracciamento adeguato a fronteggiare l’emergenza. Ancora negli ultimi 7 giorni<strong> il confronto con due regioni “simili” come il Veneto e l’Emilia Romagna ci vede ancora ultimi</strong>: 23.014 tamponi piemontesi contro i 29.763 dell’Emilia e i 39.016 del Veneto. Con una differenza ancora maggiore nei tamponi molecolari: 9.884 nostri contro i 18.000 circa delle altre due regioni. E’ così da mesi, purtroppo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Variante inglese e vaccinazioni nelle RSA: due problemi da affrontare al più presto per scongiurare nuove emergenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 12:24:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Occorre fare tesoro dell’esperienza dei mesi scorsi e correre più in fretta del virus che, come segnalano gli esperti, sta mutando rapidamente” dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che ha presentato un’interrogazione (leggi il testo&#160;qui) in Commissione Sanità, dove siede in qualità di vice presidente, sull’adeguamento dei test rapidi per l’identificazione delle varianti del&#160; Sars-Cov2, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Occorre fare tesoro dell’esperienza dei mesi scorsi e correre più in fretta del virus che, come segnalano gli esperti, sta mutando rapidamente” dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che ha presentato un’interrogazione (leggi il testo&nbsp;<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/01/Adeguamento-test-per-identificazione-variante-inglese.docx">qui</a>) in Commissione Sanità, dove siede in qualità di vice presidente, sull’<strong>adeguamento dei test rapidi per l’identificazione delle varianti del&nbsp; Sars-Cov2</strong>, a partire da quella “inglese”.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Secondo quanto riportato in numerosi studi scientifici tale mutazione, ormai riscontrata in molti Paesi tra cui l’Italia, sarebbe caratterizzata da una maggiore trasmissibilità, valutata in circa il 70% in più: non possiamo farci trovare ancora una volta impreparati” afferma Rossi sottolineando che “gli stessi esperti evidenziano una difficoltà di alcuni test, in particolare quelli antigenici, nell’identificare la nuova variante”. Anche il Ministero, pur aprendo all’uso dei test rapidi, con una specifica circolare emanata lo scorso 8 gennaio (leggi il documento <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato4716712.pdf">qui</a>), ribadisce che il migliore standard per il testing resta l’uso dei </span><span style="font-weight: 400;">tamponi molecolari e solo i test antigenici di ultima generazione, ovvero quelli in grado di rilevare anche la variante inglese, sono affidabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’interrogazione vuole fare chiarezza su questi aspetti, considerato che il Piemonte fa largamente ricorso ai tamponi antigenici: quali stiamo usando? Quelli di terza generazione, oppure quelli meno affidabili? Quanti casi sono stati accertati della variante inglese nella nostra regione? Ci aspettiamo risposte immediate su questi aspetti, mentre ci auguriamo che aumenti, comunque, la capacità del Piemonte di ricorrere a quelli molecolari” spiega il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la commissione odierna, inoltre,&nbsp; Rossi ha richiesto un’Informativa Urgente in Commissione Sanità da parte dell&#8217;assessore Icardi sulla situazione epidemiologica del Covid-19 con un focus particolare sulla campagna vaccinale. “Come si sta preparando il Piemonte alle prossime fasi? Quali saranno i centri vaccinali, e soprattutto, con quale personale sarà portato avanti? Si tratta di domande fondamentali perché non mancano i problemi già in questa prima fase, che si occupa di una fascia di popolazione limitato” argomenta il vicepresidente della Commissione Sanità.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Da un lato &#8211; conclude Rossi &#8211;&nbsp; la campagna per il personale sanitario procede con risultati discreti, dall’altro <strong>nelle RSA qualcosa non funziona: solo un decimo degli ospiti è stato vaccinato </strong>(leggi l&#8217;articolo <a href="https://lospiffero.com/ls_article.php?id=56590">qui</a>)<strong>,</strong>&nbsp;con numeri che ci pongono in fondo alla classifica delle Regioni italiane. Se c’è un problema, di qualunque natura esso sia, occorre affrontarlo subito e risolverlo per evitare che si ripercuota sull’intero piano vaccinale, causando ritardi e favorendo una recrudescenza del virus”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Presidente Cirio, la situazione è drammatica: servono umiltà e coraggio</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 16:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi auguro che il Presidente Cirio voglia aprire un dialogo schietto e costruttivo che parta dall’analisi degli errori, che innegabilmente ci sono stati in questi mesi, e superi la politica del “abbiamo fatto tutto bene”: tutt’altro alla luce degli ultimi dati (+2585 contagiati rispetto a ieri) e la situazione drammatica degli ospedali. Non vorrei, però, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Mi auguro che il Presidente Cirio voglia aprire un <strong>dialogo schietto e costruttivo</strong> che parta dall’analisi degli errori, che innegabilmente ci sono stati in questi mesi, e <strong>superi la politica del “</strong></span><strong><i>abbiamo fatto tutto bene</i></strong><span style="font-weight: 400;"><strong>”</strong>: tutt’altro alla luce degli ultimi dati (+2585 contagiati rispetto a ieri) e la <strong>situazione drammatica</strong> degli ospedali. Non vorrei, però, che ancora una volta si tenti di <strong>scaricare tutte le responsabilità verso il Governo</strong>, mentre a livello locale, oltre a <strong>negare gli errori</strong>, si alimentano divisioni nella società solo per <strong>fini elettorali</strong>.<br />
I numeri del Piemonte richiederebbero <strong>più coraggio</strong> al Presidente Cirio che dovrebbe parlare di <strong>lockdown</strong> come hanno anche richiesto i medici ospedalieri (leggi <a href="https://www.lastampa.it/torino/2020/10/30/news/i-medici-chiedono-il-lockdown-totale-per-il-piemonte-la-situazione-e-insostenibile-1.39480892">qui</a>), mentre, al contrario, dobbiamo anche sopportare i suoi assessori schierarsi contro il DPCM che, oramai, è evidente, non è sufficiente a fermare la curva dei contagi. Si demandano sistematicamente al Governo le scelte più impopolari e anche ogni forma di sostegno. Ma le Regioni possono e devono fare meglio, a partire da sanità e trasporti.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con i colleghi di tutti i gruppi di minoranza in consiglio regionale, al termine dell’odierna riunione sulla gestione dell’emergenza Covid-19, ho ribadito <strong>assoluta disponibilità a collaborare</strong> con il Presidente Cirio, con la Giunta e con la maggioranza comprendendo la difficoltà nella gestione dell’emergenza. Non è questo il tempo di alimentare divisioni, ma neppure quello di negare l’evidenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono i dati, infatti, a dirci che il <strong>quadro è drammatico</strong>, Cirio se ne faccia una ragione: è inutile rappresentare una realtà diversa, non fa altro che alimentare la frustrazione nella popolazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>curva dei ricoveri in terapia intensiva</strong> cresce esponenzialmente di settimana in settimana: ieri i ricoverati erano 146, di questo passo nel giro di tre settimane supremo il numero di posti disponibili in tutto il territorio regionale. Una tendenza che porta al collasso del sistema sanitario, se al momento stiamo assistendo al blocco della attività non urgenti presto sarà difficile gestire anche quelle in emergenza.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b></b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4481 size-full" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.07.jpeg" alt="" width="754" height="281" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.07.jpeg 754w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.07-300x112.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.07-700x261.jpeg 700w" sizes="auto, (max-width: 754px) 100vw, 754px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
Anche i <strong>dati sui tamponi</strong> certificano una gestione discutibile della prevenzione. La media dei tamponi effettuati dal primo settembre ad oggi è la più bassa tra quelle di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. In particolare nella fase iniziale, quando i contagi erano limitati e il contact tracing più semplice e utile, il Piemonte processava un numero irrisorio di tamponi rendendo quindi inefficace il tracciamento che sarebbe stata l’unica strategia per contenere la diffusione del virus. Anche in questo caso, nonostante gli annunci e le rassicurazioni del Presidente, solo a ottobre inoltrato abbiamo raggiunto la quota di 11/12000 tamponi al giorno, mentre prima eravamo decisamente sotto tanto che <strong>la media è sempre la più bassa di tutte le altre regioni</strong> con caratteristiche simili alla nostra.</span></p>
<p><b><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4482 size-full" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.06.jpeg" alt="" width="782" height="486" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.06.jpeg 782w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.06-300x186.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.06-700x435.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.06-768x477.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-30-at-13.04.06-436x272.jpeg 436w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche la richiesta di aiuto all’esercito conferma il completo fallimento del piano di potenziamento degli ospedali e delle lacune di una catena di comando. Si tratta di condizioni che dall’opposizione abbiamo sempre segnalato nella speranza che si corresse ai ripari: ora la situazione è molto complessa e per uscirne occorre fare squadra, la minoranza c’è con idee e competenze, ora <strong>tocca a Cirio guardare in faccia le realtà</strong>, imparare ad ascoltare e aprire una nuova fase caratterizzata da meno annunci e maggiore collaborazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Da dove partire?</strong> E’ condivisibile la decisione di portare la scuola superiore al 100% in <strong>DAD</strong>, perché è innegabile che i contagi abbiano cominciato a salire due settimane dopo l’inizio della scuola, ma perché non comprendere anche gli studenti della <strong>formazione professionale</strong> per la parte teorica delle lezioni?<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Occorre, come chiedo da marzo, la promozione di <strong>protocolli di presa in carico condivisa tra ospedale e territorio</strong> così da poter gestire a casa i casi meno gravi. Ad oggi le aziende continuano a lavorare come isole separate. Ci auguriamo che la nomina del dott. Zulian possa aiutare a superare, almeno in parte, le problematiche relative alla catena di comando, ma registriamo che ancora sussistono diversi centri decisionali, con rapporti poco chiari tra di loro.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Altra proposta che ho avanzato è quella di affidare la <strong>gestione delle telefonate per il </strong></span><strong><i>contact tracing</i></strong><span style="font-weight: 400;"> ad operatori non sanitari come già accade per CUP e 118. Un modo per liberare personale sanitario da destinare a funzioni specifiche di cura. L’obiezione a tale proposta è relativa ai tempi di realizzazione, ma dobbiamo renderci conto che, purtroppo, dovremo convivere ancora per mesi con il virus. In tal senso mi auguro che, sulla scorta dell’esperienza maturata durante il lockdown, si attivino tutti i percorsi e gli strumenti possibili per <strong>tutelare i più fragili</strong>: le categorie più a rischio sono, infatti, quelle che maggiormente soffrono la condizione critica in cui stiamo vivendo. A loro va rivolta massima attenzione.</span></p>
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		<title>Tamponi rapidi in farmacia? Ancora niente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 11:45:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono passati 5 giorni dalla conferenza stampa del 21 ottobre in cui il presidente Cirio annunciava l’immediata disponibilità (“la delibera l’abbiamo assunta ieri, quindi le farmacie da oggi sono in grado di ricevere le prenotazioni”) del servizio di prenotazione in farmacia per i tamponi rapidi e ad oggi i cittadini non possono ancora ricevere questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati 5 giorni dalla conferenza stampa del 21 ottobre in cui il presidente Cirio annunciava l’immediata disponibilità (“la delibera l’abbiamo assunta ieri, quindi le farmacie da oggi sono in grado di ricevere le prenotazioni”) del servizio di prenotazione in farmacia per i tamponi rapidi e ad oggi i cittadini non possono ancora ricevere questo servizio. Ancora questa mattina sull’applicativo delle farmacie non è possibile ordinare il tampone né prenotare il servizio degli infermieri, né ci sono previsioni attendibili.</p>
<p>La stessa Federfarma, che il 21 ottobre non aveva ancora ricevuto la DGR, in due note del 21 e 23 ottobre inviate ai propri associati, indicava genericamente la settimana successiva per l’inizio del servizio.</p>
<p>Ci auguriamo che nelle prossime ore la situazione si sblocchi, rendendo disponibile uno strumento che consideriamo anche noi strategico nello sforzo di tracciamento e contenimento del virus, necessario per continuare a testare sintomatici e asintomatici.</p>
<p>Anche questa volta si è ingenerata un’aspettativa elevata nella cittadinanza che ora rimane frustrata, peraltro spingendo cittadini che vogliono sottoporsi a tampone a recarsi inutilmente in un esercizio pubblico come le farmacie e creando situazioni di inutile rischio. Forse sarebbe meglio che questa giunta cominciasse a dosare meglio gli annunci e a valutarne le conseguenze, senza scaricare su farmacie e cittadini le conseguenze di una brutta “annuncite”.</p>
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		<title>L&#8217;informativa sul Covid del Presidente Cirio non nasconde la disorganizzazione che regna in Piemonte </title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 14:13:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Finalmente, dopo numerosi solleciti, si è tenuta l’informativa della Giunta regionale su come la Regione Piemonte si è preparata a affrontare la seconda ondata della pandemia da Covid-19. E’ intervenuto il Presidente Cirio che ha toccato tutti i temi compreso quello sanitario, commissariando di fatto l’Assessore alla Sanità Icardi, dettagliando con tabelle i numeri delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Finalmente, dopo numerosi solleciti, si è tenuta l’informativa della Giunta regionale su come la Regione Piemonte si è preparata a affrontare la <strong>seconda ondata della pandemia da Covid-19</strong>. E’ intervenuto il Presidente Cirio che ha toccato tutti i temi compreso quello sanitario, commissariando di fatto l’Assessore alla Sanità Icardi, dettagliando con tabelle i numeri delle terapie intensive, dei DPI, delle contrattualizzazioni di personale. Tuttavia, nonostante la capacità comunicativa del Presidente della Giunta regionale, dobbiamo sottolineare che i numeri e i dati non possono nascondere le falle di un servizio che non funziona” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale <strong>Raffaele Gallo</strong>.</p>
<p>“La Giunta Cirio – prosegue Gallo – ha dimostrato nell’affrontare la seconda fase della pandemia chiari problemi organizzativi, a partire dai tamponi processati la cui media quotidiana continua a essere decisamente bassa e di difficile accessibilità. A pagare le spese della disorganizzazione sono i bambini, sono i cittadini in coda per riuscire a sottoporsi a tampone o in attesa di essere chiamati”.</p>
<p>“Sul tema dei <strong>tamponi</strong>” commenta il Vice Presidente della Commissione Sanità <strong>Domenico Rossi</strong> “ Anche in questo caso, infatti, Cirio dimostra di non aver colto quale sia il vero problema piemontese, confermando che il numero al ribasso di test operati in Piemonte non sia dettato da un problema di capacità laboratoriale, ma di (in)capacità organizzativa: i laboratori ci sono e sono operativi, ma non li facciamo lavorare a pieno regime, non perché non riusciamo a processare abbastanza tamponi, ma perché, non riusciamo a FARNE abbastanza”.</p>
<p>“Inoltre &#8211; aggiunge Rossi- non è stato fornito nessun dato sui tempi, sempre più lunghi che intercorrono tra la segnalazione di un soggetto presumibilmente contagiato, la somministrazione del tampone, il suo risultato e l’<strong>indagine epidemiologica dei contatti</strong>. Ma se non analizziamo il problema come facciamo ad affrontarlo? Unica risposta fornita oggi è quella relativa all’accordo, da concludere, con MMG e PLS per inserire direttamente la richiesta di tampone sul sistema e per erogare quelli antigenici veloci direttamente nei loro ambulatori o nelle farmacie. Nessun accenno al <strong>potenziamento di una piattaforma digitale</strong> ancora “operatore-dipendente”, gestita solo dagli operatori delle ASL, che, però, a causa dell’aumento dei contagi, sono in tilt. In Corea del Sud hanno assunto migliaia di operatori telefonici per gestire le chiamate: siamo sicuri che non si possa fare anche da noi, fornendo una formazione specifica e sotto la supervisione di un operatore sanitario? Eppure sia al CUP sia quando chiamiamo il 118 non risponde un operatore sanitario, ma un “laico” adeguatamente formato. Perché non fare lo stesso anche per l’indagine epidemiologica Covid-19?”.</p>
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		<title>Emergenza Covid: Velocizzare il contact tracing e dare un governo al sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[contact tracing]]></category>
		<category><![CDATA[daniele valle]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Esprimiamo soddisfazione per l’annunciata riapertura dell’Unità di Crisi. Il virus corre e noi non possiamo essere da meno. Servono interventi immediati. Per il territorio occorre accelerare i tempi tra la comparsa dei sintomi, il tampone e l’indagine epidemiologica con relativi provvedimenti di isolamento. La questione dei tamponi non va affrontata solo dal punto di vista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esprimiamo soddisfazione per l’annunciata riapertura dell’Unità di Crisi. Il virus corre e noi non possiamo essere da meno. Servono interventi immediati. Per il territorio occorre accelerare i tempi tra la comparsa dei sintomi, il tampone e l’indagine epidemiologica con relativi provvedimenti di isolamento. La questione dei tamponi non va affrontata solo dal punto di vista della capacità di processo da parte dei laboratori, ma anche da quella organizzativa del sistema.</p>
<p>Nel corso del gruppo di lavoro di indagine del 30 settembre 2020 è stato audito il CSI sullo sviluppo e il funzionamento della piattaforma gestione Covid19. Nel corso dei lavori è emerso che il sistema non è in grado di evidenziare il dato del tempo intercorrente tra la segnalazione del medico di base e la richiesta del tampone del Sisp.</p>
<p>Da allora abbiamo raccolto diverse segnalazioni dal territorio che testimoniano come questi tempi si stanno progressivamente dilatando, arrivando anche a 6/7 giorni e lasciando, in alcuni casi, i medici di base senza un contatto telefonico. Questi tempi non permettono un tracciamento efficace e permettono al virus di dilagare incontrollato.</p>
<p>Ci sono semplici azioni da mettere in campo per migliorare il funzionamento del sistema: in primis sviluppare sull&#8217;applicativo CSI un sistema di alert per battere il tempo alla presa in carico del Sisp. Inoltre, si può prevedere di far richiedere il tampone direttamente dal MMG, saltando un passaggio che oggi pare un collo di bottiglia. Di conseguenza, bisogna potenziare la rete dei “drive” in o “hotspot” ad accesso libero, perché se il medico invia al tampone, serve un posto dove andare senza appuntamento.</p>
<p>Nel frattempo non possiamo permetterci di lasciare sguarniti i sisp e la funzione di indagine epidemiologica: occorre potenziarli prima di tutto con ulteriori assunzioni, ma anche ricorrendo a soluzioni straordinarie come il supporto dei medici in pensione.</p>
<p>Ci auguriamo, inoltre, che l’attivazione dell’Unità di Crisi possa contribuire a migliorare il governo dell’epidemia anche per gli ospedali, a partire dalla gestione dei posti letto nelle terapie intensive, dove già si registrano i primi problemi. Serve un piano di crescita progressiva dei posti gestito a livello regionale o di quadrante che provi a stare un passo avanti all’andamento epidemiologico del virus e non uno indietro.</p>
<p><strong>Domenico Rossi</strong>, Vicepresidente Commissione Sanità</p>
<p><strong>Daniele Valle</strong>, Coordinatore Gruppo di indagine sul Covid19</p>
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