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	<title>Domenico Ravetti &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Domenico Ravetti &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>PNRR: Il Piemonte non finisce a Torino. Si attivi almeno una cabina di regia per ogni quadrante.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 13:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Marello]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Piemonte non finisce a Torino. Lo voglio ricordare al Presidente Cirio che ha fatto benissimo a istituire una cabina di regia con il Comune di Torino per programmare l&#8217;utilizzo dei fondi del PNRR. Dal punto di vista del metodo è già un passo avanti rispetto al nulla fatto fino ad ora. Il problema è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il Piemonte non finisce a Torino. Lo voglio ricordare al Presidente Cirio che ha fatto benissimo a istituire una cabina di regia con il Comune di Torino per programmare l&#8217;utilizzo dei fondi del PNRR. Dal punto di vista del metodo è già un passo avanti rispetto al nulla fatto fino ad ora. Il problema è che si è dimenticato del resto del territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come facciamo nel resto del Piemonte? Continuiamo con lo svuotacassetti e l’assenza di strategia e condivisione? </span><span style="font-weight: 400;">Serve una cabina di regia in ogni quadrante che coinvolga i presidenti delle province e i sindaci dei capoluoghi. E che sia aperta alle forze sociali. Il futuro del Piemonte va ridisegnato insieme. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche perché sono troppi gli errori compiuti fino ad oggi, a partire da quello della fase iniziale, in cui è stato raccolto un insieme di progetti dai Comuni che spesso nulla avevano a che vedere con gli obiettivi del PNRR. Oppure la gestione della programmazione dei fondi della missione 6, dedicata alla salute, senza alcun coinvolgimento degli stakeholder, nessuna analisi condivisa del fabbisogno, anzi all’insegna della “segretezza” e della delega ai tecnici. Sono passi falsi che devono essere uno stimolo a fare di più e meglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ripartiamo dalla buona notizia dell’accordo con Torino ed estendiamolo agli altri territori. Intanto riapriamo il dialogo in consiglio regionale con tutte le forze politiche affinché il PNRR si trasformi davvero in un’opportunità di investire seriamente su settori strategici per condizionare in maniera positiva il futuro della nostra regione e non sia un’occasione persa per il Piemonte.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>#NoiNonStiamoAlGioco: Nessun passo indietro sulla legge a contrasto del gioco d’azzardo patologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 13:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Sarno]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[gioco azzardo patologico]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Partito Democratico Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Legge Regionale n. 9/2016 si pone l’obiettivo di prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP), che rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Legge Regionale n. 9/2016 si pone l’obiettivo di prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP), che rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i fenomeni correlati come quello delle crisi familiari e del sovraindebitamento” spiega <strong>Domenico Rossi.</strong></p>
<p>“Una delle azioni più significative della legge &#8211; prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità &#8211; è quella di rendere meno pervasivo il gioco d’azzardo, che negli ultimi decenni ha visto una crescita esponenziale a causa di un eccesso di offerta a livello globale, che non ha nemmeno risentito della crisi del 2008.  In Italia, da quando lo Stato ha deciso di “fare cassa” con il gioco d’azzardo &#8211; a partire dagli anni ’90 -, l’offerta è aumentata raggiungendo ogni luogo e spazio di vita dei cittadini: la diffusione delle macchinette è di una ogni 132 abitanti, solo Giappone e Australia fanno peggio, rispettivamente 28 e 122, nel mondo”.</p>
<p>“Oggi, grazie a un rapporto di IRES Piemonte sugli effetti della legge abbiamo i primi dati a disposizione: dal 2016 ad oggi assistiamo ad una riduzione del gioco fisico del 9,7%, a fronte di un aumento del 1,6% nel resto d’Italia, e delle perdite dei cittadini del 17,8% (nell’ordine 500mila euro). Tutto questo senza uno spostamento verso l’online che in Piemonte cresce meno che nel resto d’Italia. Invece di tornare indietro occorre applicare la legge anche sulle VLT e soprattutto far partire il piano di prevenzione pronto da aprile 2019” afferma Rossi.</p>
<p>“Ci sono i pareri e poi ci sono i dati, chi amministra dovrebbe tenere in considerazione questi ultimi. E&#8217; aumentato il gioco illegale: falso. E&#8217; aumentato il gioco online: meno che nelle altre regioni italiane” aggiunge <strong>Diego Sarno</strong>.</p>
<p>“Abbiamo il dovere di tutelare i Sindaci e gli amministratori locali coraggiosi &#8211; prosegue Sarno &#8211; quelli che con ordinanze hanno applicato la norma restrittiva: modificando la Legge Regionale del 2016 daremmo un segnale a questi amministratori, il segnale che da ora in poi saranno soli ad affrontare questa problematica sanitaria e di ordine pubblico”.</p>
<p>“Ci opporremo con tutte le nostre forze alla volontà del centrodestra di cambiare la legge che previene e contrasta il Gioco d’azzardo patologico, una legge che nel 2016 abbiamo voluto con forza per far fronte a un vero dramma sociosanitario che colpisce principalmente le fasce più deboli della popolazione. A distanza di tre anni dall’entrata in vigore del provvedimento sono i dati a certificarne l’efficacia e siamo convinti che i risultati potrebbero ancora migliorare. Cambiare una legge che funziona, spazzando via ogni argine all’eccesso di offerta di gioco potrebbe avere un impatto disastroso” conclude il<strong>P</strong>residente del Gruppo Pd in Consiglio regionale <strong>Domenico Ravetti.</strong></p>
<p>Scarica la cartella stampa con l&#8217;analisi dei dati<br />
<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/02/Cartella-stampa-GAP-11.2.2020.pdf">qui</a></p>
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		<title>Città della salute: ora si proceda rapidamente e si inserisca il patto di integrità nella gara d’appalto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 14:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[città della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Salizzoni]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo ospedale novara]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Maggiore Novara]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[La questione della Città della Salute e della Scienza di Novara non riguarda solo i novaresi, ma l’intero Piemonte. Lo ha testimoniato la presenza oggi (venerdì 15 novembre) di Mauro Salizzoni, Vicepresidente del Consiglio Regionale, e Domenico Ravetti, Capogruppo PD a Palazzo Lascaris, a Novara per una visita all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3757" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-300x168.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-768x431.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-700x393.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La questione della Città della Salute e della Scienza di Novara non riguarda solo i novaresi, ma l’intero Piemonte. Lo ha testimoniato la presenza oggi (venerdì 15 novembre) di </span><b>Mauro Salizzoni</b><span style="font-weight: 400;">, Vicepresidente del Consiglio Regionale, e </span><b>Domenico Ravetti</b><span style="font-weight: 400;">, Capogruppo PD a Palazzo Lascaris, a Novara per una visita all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Un momento importante perché nonostante siano passati più di due mesi dalla giunta aperta durante la quale Cirio ha annunciato proprio qui a Novara la legge regionale per la città della salute, a oggi la ancora non esiste.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi abbiamo aspettato fino a mercoledì, l’altro ieri, termine ultimo per gli emendamenti del bilancio di assestamento, e visto che nulla è stato depositato abbiamo presentato noi un testo. </span><b>Siamo contenti che questa nostra azione, insieme a tutte le altre fatte in questi mesi abbiano aiutato a risolvere il conflitto presente dentro la maggioranza di centro-destra</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è vero che si aspettavano solo i riscontri tecnici. E’ evidente, però che su questa questione c’è stata divisione all’interno del centro-destra. L’assessore Icardi lo ha più volte dichiarato: il Partnernariato Pubblico Privato (PPP) non lo convince del tutto, secondo lui costa troppo e gli interessi sono troppo onerosi. Lo ha detto in commissione, lo ripete in consiglio e l’ha detto in un recente incontro sull’ospedale unico del Vco a Verbania, lo ha dichiarato sui giornali.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Nonostante il Sindaco leghista di Novara continuasse a sollecitare un intervento che sbloccasse la situazione con le rassicurazioni di Cirio. </span><b>Non ci interessa fare polemiche</b><span style="font-weight: 400;"> strumentali su un tema tanto importante, non solo per i cittadini di Novara, ma per l’intero quadrante, per il Piemonte, ma </span><b>diciamo che la sanità non si costruisce con gli annunci</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad esempio: Icardi ha annunciato 17 milioni per l’ospedale di Borgomanero. Noi chiaramente ne siamo felici e contenti. Ma ha detto dove li prende? Io glielo chiederò nei prossimi giorni con un’interrogazione. Ma torniamo a Novara.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Vorrei essere chiaro su alcuni aspetti:</span></p>
<p><b>Qui non ci sono tifosi del PPP</b><span style="font-weight: 400;">. Qualora avessimo avuto la possibilità di scegliere la strada dell’indebitamento diretto o il governo avesse deciso di finanziare interamente l’opera noi saremmo stati d’accordo. </span><b>Ma non c’è alternativa</b><span style="font-weight: 400;">.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La Regione Piemonte non può aprire nuovi mutui (perché troppo indebitata) e il Governo, pur aumentando le risorse dedicate all’edilizia ospedaliera, non ha intenzione di pagare per intero l’ospedale di Novara. Dunque il PPP era ed è una scelta obbligata se si vuole costruire la città della salute e della scienza di Novara. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>Costa di più da un punto di vista finanziario?</em> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, perché il privato deve comprare il denaro, deve guadagnare e si fa carico dei rischi legati a un’opera di questo tipo, che sono all’ordine del giorno nel ciclo del contratto pubblico. Vogliamo fare solo due esempi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ospedale di Verduno, l’ospedale di Biella, il Palazzo della Regione. Chi paga? Il pubblico. Nel caso del PPP il pubblico non paga fino a quando l’opera non è consegnata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su questo aspetto, quindi, la questione è: </span><b>o si fa l’ospedale con il PPP o non si fa</b><span style="font-weight: 400;">. </span><b>Altre strade, ad oggi, non esistono, nonostante siano state ventilate come disponibili dall’assessore</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io, noi, siamo tra coloro che ritengono che sia </span><b>meglio farlo con questo strumento piuttosto che non farlo</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché? L’ospedale attuale è obsoleto, energivoro ed eccessivamente costoso. Non riesce a rispondere bene agli attuali bisogni di salute e sta diventando sempre meno attrattivo verso le professionalità migliori. Abbiamo bisogno di una struttura nuova, capace di guardare al futuro, organizzata secondo standard moderni, capace di attrarre professionalità.</span></p>
<p><b>Lasciare decadere la struttura di Novara, mentre si uccidono le prospettive di  Verbania</b><span style="font-weight: 400;"> con una scelta scellerata rispetto all’ospedale unico in posizione baricentrica, </span><b>mentre a Rho portano avanti lo Human Tecnopole e costruiscono il nuovo Galeazzi significa decidere che tutto questo quadrante andrà a curarsi in Lombardia per aumentare la quota che paghiamo ai cugini lombardi che solo nel 2018 è stata pari a 211 milioni di euro</b><span style="font-weight: 400;"> (come mobilità passiva). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">E’ questo che vuole la destra? Cirio, Icardi e Canelli?</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sia chiaro: noi condividiamo ogni tentativo da parte dell’assessore di risparmiare. Lo condividiamo e lo sosteniamo. Se trova il modo di rivedere il Piano Economico Finanziario in maniera migliorativa noi siamo contenti. Ma questo non può essere un alibi per aspettare Godot.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;">Primo perché il PPP è uno strumento previsto dalla legge in crescita in questi anni.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Anche l’ANAC ne regolamenta l’utilizzo</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Perché intanto Torino procede, con tassi di interesse simili. Perché allora non si blocca Torino visto che il bando non è stato ancora fatto?</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Più passa il tempo più i costi saliranno perché il progetto è del 2009 e quindi l’ipotesi sui costi di realizzazione diventa sempre più lontana dal progetto.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">perché il piano finanziario è stato approvato tre volte da un nucleo di valutazione indipendente del ministero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La norma non è un problema. E’ pleonastica: dice qualcosa che è già nelle cose. La Regione, infatti, già paga i costi che sostengono le aziende ospedaliere. Anche i disavanzi.</span></p>
<p><b>E’ ora di assumersi la responsabilità scaturita dall’esito elettorale.</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna passare dagli annunci alle azioni. </span><b>Siamo contenti che finalmente &#8211; aspettiamo ancora qualche ora, però &#8211; almeno su questo aspetto la giunta si sia decisa.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le ultime due questioni:</span></p>
<p><b>la legge, che comunque va approvata, non chiude l’iter</b><span style="font-weight: 400;">. Sulla base della legge regionale la regione dovrà chiedere il decreto di finanziamento al ministero che dovrà erogarlo. A quel punto l’azienda potrà procedere con il bando. Chiediamo a Icardi: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>Quando porta il disegno di legge in commissione considerato che la maggioranza non l’ha inserita nella programmazione?</em> </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Intende ritagliare uno spazio mentre discutiamo dell’assestamento oppure verrà inserita dopo l’approvazione dell’assestamento? </span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo caso significherebbe aspettare almeno un mese. E’ importante che l’assessore dica quali tempi si immagina e che interloquisca quotidianamente con il governo perché arrivi il finanziamento, forte del suo ruolo di coordinatore nazionale sull sanità nella conferenza Stato-Regioni</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">una proposta. Inseriamo il patto di integrità nella gara di appalto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aggiungiamo una proposta che ci consentirà di essere ancora più tranquilli rispetto ai rischi legati a un’operazione di questo tipo. Si tratta dei “</span><b>patti di integrità</b><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno strumento previsto dalla legge, dall’ANAC e dalla Commissione europea che garantisce la </span><b>trasparenza</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>correttezza delle gare d’appalto</b><span style="font-weight: 400;">, contribuisce alla realizzazione di </span><b>progetti di successo</b><span style="font-weight: 400;"> e permette di </span><b>risparmiare</b><span style="font-weight: 400;"> denaro pubblico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Patto di Integrità è stato sviluppato da Transparency International negli anni ’90 con l’obiettivo di aiutare governi, economia e società civile nella lotta alla corruzione nel settore degli approvvigionamenti pubblici, dotando le amministrazioni locali di uno strumento aggiuntivo deterrente contro la corruzione, che compensi meccanismi legislativi a volte incompleti o funzioni di controllo e/o repressione spesso lente ed inefficaci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di contratti che vengono sottoscritti, dalla stazione appaltante, dagli operatori economici e da un organismo di controllo indipendente (organismo no profit qualificato ed indipendente), con lo specifico intento di prevenire condotte illecite. Con essi, stazione appaltante ed operatori economici si impegnano, infatti, ad astenersi da condotte corruttive mediante il rispetto dei principi di lealtà, trasparenza e correttezza, mentre, l’organismo di controllo assume il duplice onere di: monitorare le varie fasi della procedura, compresa l’esecuzione del contratto, segnalando alle parti eventuali irregolarità; e di elaborare delle relazioni periodiche di dominio pubblico.</p>
<p></span><span style="font-weight: 400;">Per saperne di più sui Patti di integrità consulta </span><a href="https://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2019/del.494.2019.LineeGuida.n.15Linee%20guida.pdf"><span style="font-weight: 400;">qui</span></a><span style="font-weight: 400;"> la parte IV agli articoli 11 e 12 delle Linee Guida Dell’Autorità Nazionale Anticorruzione n. 15 recanti «Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici»</span></p>
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		<title>Il Piemonte manda un segnale forte alle mafie con la Commissione Legalità permanente</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2019/10/08/il-piemonte-manda-un-segnale-forte-alle-mafie-con-la-commissione-legalita-permanente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 09:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[commissione legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Sarno]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il Piemonte manda un segnale forte alle mafie. Alla piena condivisione dell’aula, ora, deve seguire l’impegno nel rendere la commissione più efficace possibile” così il capogruppo del Partito Democratico Domenico Ravetti e i Consiglieri Diego Sarno, Coordinatore regionale per il Piemonte di Avviso Pubblico, Domenico Rossi, già vicepresidente della commissione legalità nella scorsa legislatura, commentano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Il Piemonte manda un segnale forte alle mafie. Alla piena condivisione dell’aula, ora, deve seguire l’impegno nel rendere la commissione più efficace possibile” così il capogruppo del Partito Democratico </span><b>Domenico Ravetti</b><span style="font-weight: 400;"> e i Consiglieri </span><b>Diego Sarno</b><span style="font-weight: 400;">, Coordinatore regionale per il Piemonte di Avviso Pubblico, </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">, già vicepresidente della commissione legalità nella scorsa legislatura, commentano l’istituzione della </span><i><span style="font-weight: 400;">Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La commissione dovrà diventare pungolo per Consiglio e Giunta affinché non manchi mai l’attenzione su questi temi. Da subito dovrà tornare a occuparsi di riutilizzo sociale dei beni confiscati, stipulare protocolli con Prefetture e Forze dell’ordine e dotarsi di consulenti esterni per comprendere al meglio i fenomeni sul nostro territorio” commenta </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sarà necessario inoltre &#8211; aggiunge </span><b>Diego Sarno</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; avviare percorsi di formazione permanente del personale politico e amministrativo di Regione Piemonte per affrontare con maggiore contezza il fenomeno”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A partire dal 2010 le diverse operazioni delle DDA piemontesi e lombarde</span> <span style="font-weight: 400;">hanno, infatti, reso evidente che il Piemonte non solo non è estraneo all’interessamento della criminalità organizzata, ma in esso possiamo riscontrare un forte radicamento. “Le evidenze giudiziarie &#8211; concludono i consiglieri</span><b> Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Sarno</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; confermano che la criminalità organizzata ha </span><span style="font-weight: 400;">saputo instaurare solidi legami anche con segmenti della politica, condizionare il funzionamento di alcune istituzioni piemontesi e interferire nelle attività economiche. Per questo la lotta alle mafie non può e non deve essere delegata a Magistratura e Forze dell’ordine, tocca a ciascuno di noi fare la propria parte e, a maggior ragione, a chi ricopre un ruolo istituzionale spetta porre le condizioni per rendere i territori inospitali alle mafie”.</span></p>
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		<title>Più borse di studio per evitare il default della sanità piemontese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 12:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ordine del Giorno per chiedere l’aumento delle borse di studio di specializzazione post-laurea di medicina]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, in IV Commissione, sono stati auditi i rappresentanti della sezione piemontese di “Giovani medici per l’Italia”, un gruppo di studenti e laureati in medicina che, da mesi, si sta battendo per ottenere l’aumento delle borse di studio di specializzazione post-laurea. Per potersi specializzare, infatti, un medico laureato deve vincere una delle “borse di specializzazione”, indette tramite un concorso nazionale, in parte finanziate dal MIUR e in parte dalle Regioni. “Quest’anno il Piemonte ha finanziato soltanto 15 borse che hanno riguardato esclusivamente alcune specialità: ortopedia, medicina d’urgenza, pediatria e anestesia” spiegano il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale </span><b>Domenico Ravetti </b><span style="font-weight: 400;">e il</span> <span style="font-weight: 400;">Vicepresidente della Commissione Sanità</span><b> Domenico Rossi.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il sistema sanitario italiano è un’eccellenza – prosegue </span><b>Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> – ma si trova nel pieno di una crisi delle proprie risorse professionali mediche e, entro il 2025, dei circa 105.000 medici specialisti, attualmente impiegati nella sanità pubblica, circa la metà potrebbe andare in pensione. Le borse di specializzazione del Piemonte risultano molto inferiori a quelle stanziate da parte di altre regioni, come Campania, Toscana e Veneto. Si rischia di andare verso un default sanitario e di costringere molti reparti ospedalieri a chiudere entro pochi anni”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Abbiamo accolto le richieste dei giovani medici – aggiunge </span><b>Ravetti</b><span style="font-weight: 400;"> – e depositeremo un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a incrementare il numero di borse di specializzazione finanziate dalla Regione già a partire dal 2020 e ad attivarsi con urgenza a livello nazionale per richiedere un aumento del finanziamento per le borse di specialità annuali piemontesi”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non solo &#8211; conclude </span><b>Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> primo firmatario dell’Ordine del Giorno &#8211; faremo il possibile per intervenire anche in sede di assestamento di bilancio per liberare ogni risorsa disponibile per andare incontro alla richiesta di 100 borse avanzata dagli studenti”.</span></p>
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		<title>Palazzo Lascaris non è Pontida &#8211; 100 giorni di propaganda targata Lega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 13:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale del Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siamo di fronte a una scelta irresponsabile della Lega a Palazzo Lascaris che ha imposto di strumentalizzare il Consiglio Regionale, obbligando di fatto le forze politiche a occuparsi della delibera sul referendum e rifiutando la nostra richiesta di portare il testo in Commissione” Il Consigliere Domenico Rossi interviene a margine della seduta, la prima di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo di fronte a <a href="https://domenicorossi.eu/2019/09/20/regione-piemonte-ostaggio-della-proaganda-leghista/">una scelta irresponsabile della Lega</a> a Palazzo Lascaris che ha imposto di strumentalizzare il Consiglio Regionale, obbligando di fatto le forze politiche a occuparsi della delibera sul referendum e rifiutando la nostra richiesta di portare il testo in Commissione” Il Consigliere <b>Domenico Rossi</b> interviene a margine della seduta, la prima di quattro, che paralizza il Consiglio Regionale del Piemonte sulla delibera relativa alla richiesta di referendum sulla legge elettorale nazionale con l’obiettivo di arrivare a un sistema totalmente maggioritario. “Sospendiamo i lavori in commissione, in aula e sul territorio non per occuparci dei problemi dei cittadini, ma per la propaganda della lega, nonostante ci sia molto da fare” sottolinea il Consigliere Democratico ricordando tra l’altro le crisi occupazionali che investono il Piemonte e i temi legati alla Sanità, a partire dalla legge a garanzia del finanziamento della Città della Salute di Novara e la programmazione sull’ospedale unico del VCO, senza dimenticare l’attuazione del PRAE per dare piena attuazione alla legge sulle attività estrattive. “Al di là dei costi generati da quattro giorni di lavoro in Consiglio Regionale su un tema che ha davvero poco a che fare con i piemontesi &#8211; conclude Rossi &#8211; è inaccettabile che la maggioranza si pieghi ai desiderata della Lega: un partito che, escluso dal nuovo Governo, strumentalizza le istituzioni dove si trova in maggioranza per la propria propaganda politica. Un atteggiamento inqualificabile nei confronti del Piemonte e che costituisce un precedente grave che indebolisce profondamente il nostro sistema democratico: le istituzioni vanno preservate e non strumentalizzate”.</p>
<p>“Cento giorni di nulla, nessuna proposta e nessun provvedimento per i piemontesi: solo turismo istituzionale e propaganda. Una bella differenza tra questa giunta e questa maggioranza e quelle guidate, nella scorsa legislatura, da Sergio Chiamparino che nei primi cento giorni approvarono 7 nuove leggi e presentato 14 disegni di legge, 14 proposte di legge e 15 atti di indirizzo di cui 6 furono approvati” (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/09/Scheda_Attività_luglio_settembre_2014.pdf">leggi qui</a> la relazione sulle attività della legislatura Chiamparino). Rilancia il Capogruppo del Partito Democratico <b>Domenico Ravetti</b>. “Un allarmante vuoto di proposte che la Lega intende colmare mettendo al centro dell’azione amministrativa un desiderata del proprio segretario nazionale: così non va… se questa è l’altra velocità promessa da Cirio in campagna elettorale allora abbiamo inserito la retromarcia” aggiunge Ravetti.</p>
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		<title>Un Ordine del Giorno per una sanità più giusta ed efficiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 12:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Appiano]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Motta]]></category>
		<category><![CDATA[Asl]]></category>
		<category><![CDATA[Asl Novara]]></category>
		<category><![CDATA[daniele valle]]></category>
		<category><![CDATA[davide gariglio]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
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		<category><![CDATA[fondo sanitario regionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Novara]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Allemano]]></category>
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					<description><![CDATA[“Regione Piemonte ha intrapreso in questi anni un difficile percorso di riordino della sanità Pubblica: un lavoro che ha portato all’uscita del piano di rientro e sta consentendo al sistema sanitario regionale di tornare ad investire sui servizi ai cittadini. Per questo chiediamo alla giunta di affrontare anche il tema della suddivisione del Fondo Sanitario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2582" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_5-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_5-300x225.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_5-768x576.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_5-700x525.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_5.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“Regione Piemonte ha intrapreso in questi anni un difficile percorso di riordino della sanità Pubblica: un lavoro che ha portato all’uscita del piano di rientro e sta consentendo al sistema sanitario regionale di tornare ad investire sui servizi ai cittadini. Per questo chiediamo alla giunta di affrontare anche il tema della suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che ha l’obiettivo di assegnare le risorse alle ASL e perciò costituisce uno degli atti cardine della programmazione sanitaria”. Il Consigliere Regionale Domenico Rossi presenta così l’<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/Odg-quota-capitaria-Sanità_Rossi_rev-novembre-2017-def-2.pdf">Ordine del Giorno</a> per il ‘<em>Superamento del criterio della spesa storica nella ripartizione del Fondo Sanitario Regionale</em>’, sottoscritto anche dai consiglieri Paolo Allemano, Daniele Valle, Andrea Appiano, Elvio Rostagno, Marco Giaccone, Angela Motta, dal presidente della commissione sanità, Domenico Ravetti, e dal capogruppo del Partito democratico, Davide Gariglio.</p>
<p>“Un tema di cui mi occupo da tempo a partire dalla situazione del mio territorio di riferimento” spiega Rossi. Il novarese risulta, infatti, particolarmente penalizzato: “Se guardiamo alla spesa pro-capite per ogni cittadino residente &#8211; precisa il consigliere Democratico &#8211; l’ASL novarese risulta essere la più penalizzata (vedi tabelle di seguito) tra quelle piemontesi nonostante, o per meglio dire, a causa di una gestione efficiente del servizio: si parla di una differenza di circa 60 milioni di euro all’anno su un budget totale di 500 milioni (più del 10%)”.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2593 size-large" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-2-700x393.jpeg" alt="" width="700" height="393" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-2-700x393.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-2-300x168.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-2-768x431.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-2.jpeg 1359w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2591 size-large" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-700x393.jpeg" alt="" width="700" height="393" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-700x393.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-300x168.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria-768x431.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/quota-capitaria.jpeg 1357w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>“Lo stesso problema è stato segnalato dai sindaci delle aree interne del cuneese &#8211; spiega il consigliere Paolo Allemano &#8211; ed è stato richiamato in aula in più occasioni. Giusto dargli risalto e proporre uno scenario per il suo superamento”.</p>
<p>Allo stato attuale la ripartizione delle risorse non risponde a un’analisi dei fabbisogni sanitari o ai costi di produzione dei servizi, bensì è ancorata alla spesa storica generando un cortocircuito evidente: “Confrontandomi con i colleghi e allargando lo sguardo agli altri territori &#8211; spiega Domenico Rossi &#8211; è risultato evidente che il sistema non è solo penalizzante per i territori che ricevono meno risorse, ma risulta inefficiente. Negli anni scorsi, il fondo di riequilibrio (circa 400 milioni di euro) veniva utilizzato per coprire i disavanzi di esercizio con il paradosso che ASL virtuose vedevano meno risorse assegnate: la maggior parte dei fondi andava, insomma, a chi aveva un disavanzo più alto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2585" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_7-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_7-300x225.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_7-768x576.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_7-700x525.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_7.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>“La razionalizzazione delle risorse disponibili per la spesa sanitaria – commenta il presidente Domenico Ravetti &#8211; in uno scenario di spesa in costante crescita, impone che le decisioni di politica sanitaria siano, a tutti i livelli, “informate” e “consapevoli” circa le implicazioni cliniche, economiche, legali e organizzative inerenti l’adozione delle tecnologie sanitarie (intese in una accezione ampia del termine, ovvero apparecchiature elettromedicali, terapie farmacologiche, procedure e servizi all’interno dei sistemi e delle strutture sanitarie).”</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2584" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_8-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_8-300x225.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_8-768x576.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_8-700x525.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/11/conferenza-stampa-FSR_8.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>“Per questo motivo &#8211; chiarisce Rossi &#8211; con l’Ordine del Giorno, chiediamo che la Giunta predisponga un gruppo di lavoro che elabori un modello, un sistema di criteri, per la suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che superi quello della spesa storica. Qualora fosse mantenuto tale, infatti, rischierebbe di dare seguito situazioni di diseguaglianza sui diversi territori e di perpetuare anche un sistema inefficiente che comporta meno servizi e qualità per i cittadini”. Non solo, l’Ordine del Giorno sollecita un ulteriore sforzo. “Da quest’anno è stato inserito un obiettivo di efficientamento che prevede un obbligo a diminuire il disavanzo di almeno il 10%: se tutti dovessero portare a casa l’obiettivo avremmo un tesoretto di circa 40 milioni. Chiediamo che parte di tali risparmi più quelli realizzati con altre politiche di efficientamento vengano assegnati ai territori che ricevono meno risorse e che risultano più virtuosi nella gestione”.</p>
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