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	<title>Diego Sarno &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Diego Sarno &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Il bilancio della destra in Piemonte: no al fondo per il caro bollette, sì al marchettificio</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 11:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“La Giunta Cirio ha respinto l’emendamento con il quale il Partito Democratico chiedeva di stanziare 2 milioni di euro per istituire un fondo per la morosità incolpevole dei condomini privati alle prese con il caro riscaldamento.  Molte famiglie, quest’anno, non saranno in grado di provvedere al pagamento delle bollette, resteranno al freddo e questa Giunta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“La Giunta Cirio ha respinto l’emendamento con il quale il Partito Democratico chiedeva di stanziare 2 milioni di euro per istituire un fondo per la morosità incolpevole dei condomini privati alle prese con il caro riscaldamento.  Molte famiglie, quest’anno, non saranno in grado di provvedere al pagamento delle bollette, resteranno al freddo e questa Giunta su 44 milioni di euro di variazione che, con l’avanzo del Consiglio regionale, sono diventati 55 milioni, non ha voluto stanziare 2 milioni di euro per soccorrere le fasce più vulnerabili della popolazione, non ha pensato a chi non ce la fa. Questa è una variazione di Bilancio che non parla ai piemontesi e che è molto lontana dai bisogni della società” dichiarano i Consiglieri regionali Pd Domenico Rossi e Diego Sarno, relatore di minoranza del provvedimento .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A rendere più grave il tutto è l’utilizzo arbitrario dell’avanzo del bilancio del Consiglio Regionale gestito con l’emendamento 435 presentato solo ieri in aula. “Si tratta di 9.900.000 derivanti dai risparmi di tutti i gruppi politici che serviranno in parte per gli accordi di programma (3.200.000 euro), ma una quota rilevante di 6.600.000 euro verrà dispersa in tanti piccoli interventi mirati, senza alcun criterio oggettivo, che rompe la logica dei bandi, che da anni garantiva uguaglianza nell’accesso ai finanziamenti” proseguono i consiglieri Dem. “Un vero marchettificio con cui distribuire denaro per bagni nelle pro loco o realizzazioni di parcheggi. A quale titolo si premia un ente piuttosto che un altro? Come mai alcuni enti devono partecipare ai bandi ed altri accedono a contributi diretti? Non vorremmo che dipendesse dalla zona di residenza di alcuni consiglieri di maggioranza. I soldi non sono dei consiglieri di maggioranza ma di tutti i piemontesi: la Regione non può fare figli e figliastri” sottolineano Rossi e Sarno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Se non è urgente la questione del caro bollette – concludono i consiglieri – se non è urgente aiutare i piemontesi in crisi, se non è urgente intervenire su questioni che riguardano imprese e famiglie allora Cirio e la sua maggioranza devono ammettere il loro fallimento. Il centrodestra deve ammettere di vivere fuori dalla realtà”.</span></p>
<p>Leggi l&#8217;emendamento 435 <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/11/em-435-tab-finale.pdf">qui</a></p>
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		<title>Gioco d‘Azzardo Patologico: il piano è benvenuto ma la destra ci risparmi l’ipocrisia </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 12:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[“Dov’era tutta questa attenzione alle dipendenze da gioco, alle ricadute sulle famiglie, alle categorie più fragili, quando il centrodestra ha deciso di cancellare con un colpo di spugna la legge 9/2016 per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico? Quanta ipocrisia”. Il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi, e il vicepresidente della Commissione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dov’era tutta questa attenzione alle dipendenze da gioco, alle ricadute sulle famiglie, alle categorie più fragili, quando il centrodestra ha deciso di cancellare con un colpo di spugna la legge 9/2016 per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico? Quanta ipocrisia”. Il vicepresidente della Commissione Sanità <strong>Domenico Rossi</strong>, e il vicepresidente della Commissione Cultura e Istruzione <strong>Diego Sarno</strong>, intervengono sulle dichiarazioni del Presidente Cirio e dell’assessore Icardi che hanno annunciato il piano per prevenire e ridurre il rischio di dipendenza.</p>
<p>“Il Piemonte aveva una legge che funzionava bene, come raccontavano i numeri: la riduzione dell’offerta di gioco, senza proibirla, e dei soldi spesi dai piemontesi avevano inciso positivamente sulle patologie derivanti dal gioco” sottolinea <strong>Domenico</strong> <strong>Rossi</strong>. “Il centrosinistra &#8211; ricorda il consigliere Dem &#8211; ha difeso fino all’ultimo il diritto alla salute dei Piemontesi, il centrodestra ha scelto, invece, di tutelare gli interessi, senza dubbio legittimi, di un settore, quello del gioco, nonostante gli appelli della società civile, dei medici, degli psicologi, degli assistenti sociali, delle fondazioni antiusura, le associazioni antimafia, della Chiesa, persino dei Sindaci di ogni schieramento politico”.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ipocrisia di questa giunta è ancora più grave se si considera che solo tre settimane fa denunciavo il fatto che, a un anno dall&#8217;approvazione, non era ancora stato approvato uno dei pochi strumenti che la legge prevede per contrastare il gioco d&#8217;azzardo patologico. Con l’annuncio del Piano, Cirio e Icardi provano a interpretare la parte di chi intende avversare il fenomeno  nascondendo la loro accondiscendenza nei confronti delle lobby del gioco” aggiunge il consigliere <strong>Diego Sarno</strong>.</p>
<p>&#8220;Il piano è il benvenuto e ci auguriamo non resti sulla carta, ma Se davvero l&#8217;obiettivo della giunta fosse il benessere dei concittadini, basterebbe prendere atto della raccolta firme per la ‘<em>Proposta di legge regionale d’iniziativa popolare, per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico</em>’ che riparte proprio dalla Legge 9/2016 per rimettere al centro la tutela e la salute dei cittadini” concludono <strong>Rossi</strong> e <strong>Sarno</strong>.</p>
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		<title>Approvati strumenti innovativi per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie a trent’anni dalla strage di via D’Amelio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 15:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo tre anni senza risorse per il riuso dei beni confiscati &#8211; dal 2019 infatti la Regione Piemonte non finanzia il bando destinato ai Comuni &#8211; buone notizie per tutti coloro che hanno a cuore il tema della lotta alle mafie, proprio nel giorno in cui ricorrono i trent’anni dalla strage di via D’Amelio.  Nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dopo tre anni senza risorse per il riuso dei beni confiscati &#8211; dal 2019 infatti la Regione Piemonte non finanzia il bando destinato ai Comuni &#8211; buone notizie per tutti coloro che hanno a cuore il tema della lotta alle mafie, proprio nel giorno in cui ricorrono i trent’anni dalla strage di via D’Amelio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seduta odierna è stata approvata all&#8217;unanimità la delibera che sblocca il bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, per un ammontare di 450.000 euro per il 2022 e altrettanti per il 2023. Alla presente delibera i consiglieri Diego Sarno (primo firmatario) e Domenico Rossi, hanno presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di rendere più efficace il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Un atto di indirizzo approvato all’unanimità.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">“Il documento può rappresentare un importante strumento nelle mani della Giunta per mettere il Piemonte nelle migliori condizioni per continuare la lotta politica, culturale ed economica contro le mafie. Anche a partire dagli spunti offerti in Commissione Legalità da Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte, e del professor Rocco Sciarrone, dell’Università di Torino, sappiamo che il Piemonte, penultimo in Italia per numero di beni riutilizzati, può e deve fare molto di più per sostenere il riuso degli stessi, e quindi la lotta alle mafie”. spiegano i consiglieri Dem. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">“In tal senso l’ordine del giorno impegna la Giunta a prevedere per tutti gli anni la pubblicazione del medesimo bando, impegnando una somma non inferiore ai 450.000 euro già previsti per il 2022 e il 2023. Allo stesso modo, il documento prevede la possibilità di accordarsi con la Prefettura per estendere anche agli enti del terzo settore l’accesso ai fondi, oggi previsto solo per gli enti locali; il riconoscimento della priorità, nell’attribuzione di fondi nei bandi regionali, a progetti che si svolgeranno all’interno dei beni confiscati; la previsione, nell’offerta formativa degli amministratori, di una socializzazione agli strumenti dell’intercomunalità, della co-progettazione e dell’amministrazione condivisa come buone pratiche per garantire una migliore gestione dei beni confiscati, attivando anche una cabina di regia regionale per attivare un piano straordinario in materia” precisa Sarno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Oggi in aula abbiamo rimesso al primo posto la lotta alle mafie e con l’ordine del giorno approvato all’unanimità abbiamo avviato un percorso di innovazione nelle procedure di bando così da velocizzare i percorsi e sostenere Comuni e terzo settore, che sono gli attori principali, con strategie chiare e favorendo il coordinamento e la collaborazione tra istituzioni” aggiunge Rossi. “In particolare la possibilità di un accesso diretto ai fondi erogati da parte degli enti del terzo settore, già gestori dei beni in via definitiva, apre uno scenario completamente nuovo nelle modalità di progettazione e sviluppo nel recupero dei beni e nel coinvolgimento della società civile” conclude il consigliere Dem.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Da “Il caso Putin” a “Il caso Marrone”: Cirio chiarisca i rapporti che il suo assessore alla cooperazione internazionale ha avuto con i territori del Donbass</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 15:57:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Speriamo sia la volta buona… l’occasione per il Presidente Cirio di chiarire pubblicamente la posizione del Piemonte rispetto alla crisi Russo-Ucraina e l’affidamento della delega alla Cooperazione Internazionale a Maurizio Marrone”. Lo dichiarano il vice presidente della commissione sanità, Domenico Rossi, e il vicepresidente della commissione cultura, Diego Sarno, di Regione Piemonte commentando la partecipazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Speriamo sia la volta buona… l’occasione per il Presidente Cirio di chiarire pubblicamente la posizione del Piemonte rispetto alla crisi Russo-Ucraina e l’affidamento della delega alla Cooperazione Internazionale a Maurizio Marrone”. Lo dichiarano il vice presidente della commissione sanità, Domenico Rossi, e il vicepresidente della commissione cultura, Diego Sarno, di Regione Piemonte commentando la partecipazione del Governatore alla presentazione del volume di Limes “Il caso Putin”  alla Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino.</p>
<p>“Marrone non ha mai chiarito pubblicamente le sue posizioni filorusse e i suoi rapporti con l’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk. Cirio, a sua volta, non ha mai preso le distanze dal suo assessore: una scelta ingiustificabile” aggiungono i consiglieri regionali.</p>
<p>“Siamo in attesa di un chiarimento sulla delega alla Cooperazione Internazionale dal 28 aprile 2020”, data in cui il vice presidente della commissione sanità aveva presentato una specifica interrogazione tutt’ora inevasa. “Una situazione &#8211; precisano i consiglieri &#8211;  che non è solo fonte di imbarazzo per la Regione Piemonte, ma mina la credibilità stessa dell’istituzione regionale, che non può essere sacrificata sull’altare dei traballanti equilibri della maggioranza, tanto più in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo”.</p>
<p>“Ci auguriamo che l’incontro odierno non sia soltanto l’ennesima passerella di un Presidente alla continua ricerca di consenso, bensì un momento per fare chiarezza, superare le ambiguità e spiegare ai piemontesi da che parte sta la Giunta e chi ne fa parte” concludono i rappresentanti Dem.</p>
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		<title>Beni confiscati: nessun aumento di risorse come annunciato, ma solo un recupero dopo tre anni di stop</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2022/03/21/beni-confiscati-nessun-aumento-di-risorse-come-annunciato-ma-solo-un-recupero-dopo-tre-anni-di-stop/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 14:46:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siamo felici che proprio oggi, Giornata in ricordo delle vittime delle Mafie, arrivi l’annuncio, da parte della Giunta regionale che dopo tre anni torna a finanziare il bando per il riutilizzo dei beni confiscati destinato ai Comuni”  affermano i consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno rispondendo alle dichiarazioni dell&#8217;assessore regionale alla Legalità, Maurizio Marrone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo felici che proprio oggi, Giornata in ricordo delle vittime delle Mafie, arrivi l’annuncio, da parte della Giunta regionale che dopo tre anni torna a finanziare il bando per il riutilizzo dei beni confiscati destinato ai Comuni”  affermano i consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno rispondendo alle dichiarazioni dell&#8217;assessore regionale alla Legalità, Maurizio Marrone che ha annunciato che il Piemonte triplica fondi per beni confiscati.</p>
<p>“Per tre anni consecutivi, a partire dal 2019, Regione Piemonte ha bloccato i finanziamenti destinati ai Comuni attraverso i bandi per il riutilizzo sociale dei beni confiscati nonostante le nostre continue sollecitazioni. Oggi Marrone parla di risorse triplicate… La Giunta sta semplicemente ponendo rimedio alle mancanze degli anni scorsi. Siamo contenti, ma è giusto ribadire che non si tratta di risorse aggiuntive, ma di un utilizzo posticipato” spiegano i rappresentanti Dem.</p>
<p>“Su un tema centrale come quello della legalità e la lotta alla criminalità organizzata non è il caso di fare propaganda, piuttosto occorre un lavoro serio e costante in consiglio regionale, nelle commissioni e da parte dell’assessore per potenziare gli anticorpi alle infiltrazioni sul territorio” proseguono Rossi e Sarno. “E’ un bene &#8211; concludono i consiglieri democratici &#8211; che con il finanziamento del bando i Comuni possano tornare a progettare nuove funzioni per i beni confiscati affermando la forza e la credibilità dello Stato. Chiederemo anche che si proceda con  l’annunciata adozione di un “Codice Etico” e con i corsi di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali”.</p>
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		<title>Gravissimo rimettere le slot nei bar. Pronto un emendamento per superare il conflitto interpretativo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 12:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[I danni della nuova legge sul Gioco d’azzardo patologico voluta da Cirio e la Lega non si fermano. In questi giorni è stata resa nota la posizione di Agenzia delle Dogane e Monopoli che, accettando l’interpretazione avanzata dai legali di un esercente, ritiene che anche i bar possano reinstallare le slot, qualora queste fossero già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I danni della nuova legge sul Gioco d’azzardo patologico voluta da Cirio e la Lega non si fermano. In questi giorni è stata resa nota la posizione di Agenzia delle Dogane e Monopoli che, accettando l’interpretazione avanzata dai legali di un esercente, ritiene che anche i bar possano reinstallare le slot, qualora queste fossero già presenti all’entrata in vigore della precedente norma approvata nella scorsa legislatura guidata dal centro-sinistra, in base alla quale le macchinette erano state eliminate da tutti gli esercizi vicini ai luoghi sensibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’interpretazione di questo tipo è inaccettabile, poiché riporterebbe la stessa situazione ante 2016: un’offerta sempre più pervasiva e dilagante che, come ormai acclarato aveva fatto aumentare la domanda e di conseguenza patologie e rischi collegati al gioco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’esclusione delle macchinetta dai bar era una precisa volontà del legislatore, condivisa in Consiglio Regionale al termine di una lunga battaglia condotta in aula dalle opposizioni. Il</span> <span style="font-weight: 400;">Piemonte resta per ora l’unica regione in Italia in cui le slot non possono tornare nei bar e questa condizione va difesa (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/2021/07/08/la-destra-cambia-la-legge-sul-gioco-dazzardo-patologico-ma-e-costretta-a-cedere-sui-bar/">qui</a>).&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se la dicitura presente in legge crea qualche dubbio interpretativo è necessaria una modifica legislativa che chiarisca in maniera inequivocabile la faccenda. Nelle prossime ore presenteremo un nostro emendamento così da eliminare ogni dubbio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Resta anche da approfondire come mai la Regione scriva riportata nelle FAQ di aver condiviso con Agenzia delle Dogane questa interpretazione mentre la stessa Agenzia smentisce che questo sia accaduto. Anche su questo presenteremo un’interrogazione.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Le istituzioni non possono permettersi superficialità, soprattutto quando si parla della salute dei cittadini.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Beni confiscati: niente fondi dalla Regione ai Comuni per il terzo anno consecutivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 10:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[“Non c’è due senza tre… Per il terzo anno consecutivo i Comuni piemontesi restano a bocca asciutta: niente bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Nemmeno un centesimo dall’insediamento della Giunta Cirio è stato destinato a tale scopo. Dal 2019 in poi rubinetti chiusi nonostante le continue sollecitazioni affinché si andasse in un’altra direzione, soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non c’è due senza tre… Per il terzo anno consecutivo i Comuni piemontesi restano a bocca asciutta: niente bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Nemmeno un centesimo dall’insediamento della Giunta Cirio è stato destinato a tale scopo. Dal 2019 in poi rubinetti chiusi nonostante le continue sollecitazioni affinché si andasse in un’altra direzione, soprattutto in una legislatura partita con l’arresto di un assessore regionale per scambio politico-mafioso (approfondisci <a href="https://domenicorossi.eu/2019/12/23/caso-rosso-escludere-condizionamenti-sullattivita-amministrativa/">qui</a>)” denunciano i consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno.</p>
<p>“Se nei primi due anni esistevano delle minime giustificazioni, quest’anno le scusanti sono finite e la responsabilità del Presidente e degli assessori competenti è gravissima” aggiungono i rappresentanti Dem sottolineando che:  “Poco più di un un mese fa, era il 24 novembre (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/2021/11/24/abbiamo-dovuto-suonare-la-sveglia-per-evitare-che-la-regione-lasciasse-i-comuni-senza-fondi-per-il-riutilizzo-beni-confiscati-per-il-terzo-anno/">qui</a>), l’assessore Tronzano assicurava che il bando sarebbe stato pubblicato entro fine anno… lo stesso assessore  che nel 2020 prometteva il recupero delle risorse dell’anno in corso e del precedente con uno stanziamento di 300mila euro nel 2021. Nessun impegno è stato rispettato”.</p>
<p>Negligenza o Incapacità? “Sta di fatto che i tanti Comuni piemontesi che hanno sul loro territorio beni confiscati alle mafie non potranno contare sul contributo della Regione. Tutto questo sotto gli occhi del Presidente Cirio che &#8211; ricordano Rossi e Sarno &#8211; dopo il caso Rosso, aveva annunciato l’adozione di un “Codice Etico” che stiamo ancora aspettando, come siamo ancora in attesa dei corsi di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali. E in tutto questo l’assessore alla Legalità Marrore che dice?” incalzano i consiglieri.</p>
<p>“Su queste questioni &#8211; concludono Rossi e Sarno &#8211; non sono ammesse leggerezze, ne va della difesa della nostra democrazia dalla sua malattia peggiore: il radicamento delle mafie. Non accetteremo più rinvii o scuse. I primi mesi del 2022 devono vedere la pubblicazione del bando con uno stanziamento complessivo di tutte le risorse rimandate in questi anni (300mila euro) e si aggiungano 150mila euro sullo stesso capitolo per l’anno 2022 con l’attivazione di un ulteriore bando raggiungendo così l’ammontare di 450mila euro. Diversamente sarà un’ammissione di disinteresse verso gli enti locali, le associazioni e i tanti cittadini che in questi anni si sono battuti per una regione e un paese liberi dalle mafie”.</p>
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		<title>Abbiamo dovuto suonare la sveglia per evitare che la Regione lasciasse i Comuni senza fondi per il riutilizzo beni confiscati per il terzo anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 14:03:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Sarno]]></category>
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					<description><![CDATA[“E’ inammissibile che negli ultimi tre anni Regione Piemonte non abbia emanato il bando a sostegno dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e che solo un nostro intervento abbia risvegliato la Giunta dal suo torpore su un tema che dovrebbe essere, invece, prioritario”. Lo denunciano i Consiglieri Regionali Domenico Rossi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“E’ inammissibile che negli ultimi tre anni Regione Piemonte non abbia emanato il bando a sostegno dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e che solo un nostro intervento abbia risvegliato la Giunta dal suo torpore su un tema che dovrebbe essere, invece, prioritario”. Lo denunciano i Consiglieri Regionali <strong>Domenico Rossi</strong> e <strong>Diego Sarno</strong>, a seguito dell’interrogazione (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/QT-900-SARNO.pdf">qui</a>) che quest’ultimo ha presentato oggi in Consiglio Regionale, accogliendo con sollievo le rassicurazioni dell’assessore Gabusi (leggi la risposta <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/risposta-interrogazione-beninconfiscati.pdf">qui</a>) che ha annunciato la pubblicazione del bando entro fine anno .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con l’insediamento della nuova Giunta si era interrotto, infatti, il meccanismo di sostegno regionale, avviato nel 2018 dalla Giunta Chiamparino, nei confronti delle amministrazioni locali. ”Su questi temi non possiamo permetterci di abbassare la guardia né di sottovalutare un fenomeno molto presente anche nella nostra Regione. Sappiamo che la lotta alle mafie si porta avanti non solo con la repressione, ma necessita di azioni sociali e culturali che devono vedere le istituzioni in prima linea. E il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenta una delle partite più importanti” dichiarano i consiglieri Dem. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Gran parte dei beni confiscati sono attività commerciali, appartamenti, ville che necessitano di interventi consistenti per la ristrutturazione e la messa a norma prima dell’assegnazione per scopi sociali” spiegano i consiglieri Dem sottolineando che “è, inoltre, pratica diffusa da parte del detentore del bene di vandalizzare o comunque rendere il bene inagibile prima della confisca in modo da renderlo inutilizzabile senza un consistente investimento da parte dell’ente pubblico che decide di acquisirlo”. Insomma, i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, se lasciati soli non hanno alcuna possibilità di acquisire e riqualificare il bene come nel caso del Comune di Courgné in riferimento alla villa del boss ‘ndranghetista Iaria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’anno scorso avevamo già denunciato la mancata pubblicazione del bando. Eravamo riusciti ad ottenere il recupero delle risorse e la promessa relativa al 2021 con l’approvazione di un emendamento al bilancio di previsione che innalzava la cifra disponibile per queste iniziative a 300mila euro proprio con l’obiettivo di recuperare le annualità in cui il bando non è stato pubblicato. Queste risorse sarebbero andate perdute se non avessimo richiamato l’attenzione dell’amministrazione” commentano Rossi e Sarno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ora vigileremo affinché la promessa raccolta oggi sia mantenuta e il bando venga pubblicato entro la fine dell’anno. E’ fondamentale, infatti, non lasciare soli i comuni e fare in modo che questi immobili, una volta confiscati, siano davvero restituiti alla collettività rappresentando una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile. Non solo, i beni riutilizzati socialmente assumono un alto valore simbolico e pedagogico, testimonianza di uno stato credibile, capace di riappropriarsi di quanto le mafie hanno sottratto ai cittadini attraverso attività criminali e di restituire alla collettività valore attraverso creazione di lavoro, impresa o attività di sostegno alle fasce deboli” concludono i consiglieri Dem.</span></p>
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		<title>Il centrodestra torna all&#8217;attacco sulla legge contro il gioco d&#8217;azzardo patologico: pronti a difendere una norma giusta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2021 09:17:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Sarno]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[gap]]></category>
		<category><![CDATA[gioco azzardo patologico]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Gli imprenditori del settore del gioco sono scesi in piazza per chiedere la riapertura delle sale perché, come tanti altri, stanno scontando il peso della pandemia. Ma non confondiamo la modifica di una legge valida con il tema delle riaperture: sono due cose totalmente diverse” dichiarano Sarno e Rossi evidenziando che “la destra sta strumentalizzando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Gli imprenditori del settore del gioco sono scesi in piazza per chiedere la riapertura delle sale perché, come tanti altri, stanno scontando il peso della pandemia. Ma non confondiamo la modifica di una legge valida con il tema delle riaperture: sono due cose totalmente diverse” dichiarano <strong>Sarno e Rossi </strong>evidenziando che “la destra sta strumentalizzando il tema del lavoro per compiacere il settore del gioco: abbiano il coraggio di dirlo apertamente senza ipocrisie. Se davvero avessero voluto salvaguardare l’occupazione avrebbero scelto il percorso che prevedeva una proroga per il settore delle sale gioco, dando così anche il tempo per approfondire i tanti aspetti della legge, su cui le opposizioni si erano rese disponibili ad una valutazione”.</p>
<p>“Apprendiamo, invece, che nella nuova formulazione del disegno di legge dovrebbe esserci la possibilità addirittura che le slot tornino nei bar in base al numero degli abitanti (leggi l&#8217;articolo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/05/gda-piemonte-13_5_2021.pdf">qui</a>): sì nei piccoli Comuni dove c&#8217;è un solo bar, no ai centri di medie o grandi dimensioni. Una decisione che svela come il tema del lavoro sia solo strumentale alle vere finalità della Lega, che vuole solo assecondare tutte le richieste di un settore economico senza tenere conto del diritto alla salute, che, invece, è al centro della legge in vigore che intende rendere il gioco meno pervasivo, che corrisponderebbe ad un ritorno al passato ad una diffusione nei territori dell’occasione di giocare stimolando e fomentando l’aumento del gioco d’azzardo patologico. Mettere le slot nei bar vuol dire, infatti, inserire una presenza costante, ravvicinata, facilmente raggiungibile. E’ assurda l’idea di consentire che le macchinette trovino posto nei piccoli Comuni, proprio dove il bar rappresenta uno dei pochi punti di aggregazione. Per sostenere queste realtà occorre piuttosto pensare a politiche per valorizzarli” precisano gli <strong>esponenti</strong> <strong>dem.</strong></p>
<p>“Stiamo ancora aspettando i dati dall’Assessora al lavoro sui numeri reali legati al mondo del lavoro, ma a quanto pare conviene rimanere su stime non istituzionali. Ci stupiamo, infine – concludono i <strong>Consiglieri regionali Pd </strong>– che, in poche settimane dalla sospensione grazie all’intervento delle Opposizioni del provvedimento leghista sul Gap, Forza Italia e FdI che tanti dubbi avevano avanzato sul tema, abbiano radicalmente cambiato idea e siano pronti a sostenerlo. Sarà davvero così?  Ci dispiace che la Lega continui a essere sorda di fronte alle proteste del mondo sanitario e delle tante associazioni e si ostini a non tenere in alcun conto i dati sulla validità della legge del 2016”.</p>
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		<title>La Legge sul GAP è una questione prioritariamente socio &#8211; sanitaria, non economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 12:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Sarno]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[gioco azzardo]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi si è svolta la Commissione congiunta Legalità, Sanità e attività produttive in cui si è ripresa la discussione della Proposta di Legge sulla modifica alla Legge regionale sul contrasto al Gioco d’azzardo patologico. “Un pasticcio, tanto che le prime determinazioni sono slittate ad altra data” commentano i Consiglieri regionali Diego Sarno e Domenico Rossi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si è svolta la Commissione congiunta Legalità, Sanità e attività produttive in cui si è ripresa la discussione della Proposta di Legge sulla modifica alla Legge regionale sul contrasto al Gioco d’azzardo patologico.</p>
<p>“Un pasticcio, tanto che le prime determinazioni sono slittate ad altra data” commentano i Consiglieri regionali Diego Sarno e Domenico Rossi. “La maggioranza ha fissato tra le sue priorità la modifica dell’attuale legge sul GAP ma arriva in commissione del tutto impreparata: non è nemmeno chiaro quale proposta di legge sarà in discussione nelle prossime sedute, essendo state depositate la PdL 56 e 99, entrambe sullo stesso tema e sempre a prima firma Leone”.</p>
<p>Proprio sulla posizione di Leone l’altro nodo da sciogliere. “La gestione dell’odierna commissione è stata affidata al consigliere Leone, una scelta inopportuna perché primo firmatario delle due norme in discussione e perché Presidente della Commissione attività produttive. In questo modo si fa prevalere la valenza economica su quella sanitaria: una decisione inaccettabile” aggiungono i consiglieri Dem.</p>
<p>“A confusione aggiungono confusione, dimostrano sempre più plasticamente come il tentativo di pagare la cambiale elettorale che devono pagare al mondo dell’azzardo sia frenetico, facendoli cadere in fallo procedurale e anche contenutistico” concludono Rossi e Sarno</p>
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