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	<title>Uncategorized &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Uncategorized &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Rossi: Il Piemonte sia fucina e laboratorio dell’antimafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 13:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Per costruire un Piemonte libero dalle mafie serve l’impegno di ciascuno di noi. Occorre superare il principio della delega nei confronti di magistratura e Forze dell’Ordine. L’azione repressiva, per quanto fondamentale, non è sufficiente. È necessario un impegno collettivo, che parta dalla scuola, dalle associazioni, dalle imprese, dai singoli cittadini e che veda la politica [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Per costruire un Piemonte libero dalle mafie serve l’impegno di ciascuno di noi. Occorre superare il principio della delega nei confronti di magistratura e Forze dell’Ordine. L’azione repressiva, per quanto fondamentale, non è sufficiente. È necessario un impegno collettivo, che parta dalla scuola, dalle associazioni, dalle imprese, dai singoli cittadini e che veda la politica in prima linea. Se per anni nelle regioni del nord si è negata la presenza del fenomeno mafioso che, invece, trovava terreno fertile per le sue attività, oggi i rischi sono l’ignoranza del fenomeno e la sottovalutazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziative come quella di questa mattina, insieme al lavoro che come Commissione Legalità continueremo a portare avanti per l’intera legislatura, hanno l’obiettivo di scongiurare questi due rischi e di contribuire alla costruzione di una classe dirigente consapevole, informata e all’altezza della sfida che abbiamo di fronte. Occorre rafforzare il coordinamento tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, associazioni e cittadini. Significa pretendere massima attenzione, la giusta consapevolezza, la conoscenza dei territori dove ci si candida per fare politica e delle dinamiche criminali presenti, trasparenza nelle amministrazioni, nelle aziende, nella gestione degli appalti pubblici. Significa costruire una società in cui non ci sia posto per la cultura e i servizi delle mafie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo come commissione ci impegneremo a portare in tutto il Piemonte quanto è emerso oggi, per fare sistema e rafforzare gli anticorpi, e per continuare a essere fucina e laboratorio dell’antimafia di questo paese. Chiudiamo questo convegno con un impegno collettivo: fare in modo che questa giornata non resti solo un momento di riflessione, ma si trasformi in azione concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se è vero, come è emerso questa mattina, che al nord le mafie hanno trovato le porte aperte, tocca a noi trovare il modo di chiuderle costruendo una società nella quale non ci sia posto per mafie, ma conforme ai dettami della nostra Costituzione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La galleria dell&#8217;iniziativa è disponibile qui: <a href="https://photos.app.goo.gl/RHui9NqSYEtVya8A7">https://photos.app.goo.gl/RHui9NqSYEtVya8A7</a><br>Il video del convegno sarà disponibile sul canale YouTube del Consiglio Regionale: <a href="https://www.youtube.com/youcrp">https://www.youtube.com/youcrp</a></p>
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		<title>La salute non aspetta. Al via la campagna del Partito Democratico Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino La salute non aspetta. Non rinunciare a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em> L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La salute non aspetta</em></strong>. <strong><em>Non rinunciare a curarti.</em></strong> È lo slogan con cui il Partito Democratico del Piemonte rilancia la propria campagna per la riduzione delle liste di attesa che rappresenta sempre di più un&#8217;emergenza. In Piemonte, infatti, troppo spesso i cittadini non trovano disponibilità per visite ed esami oppure sono costretti o ad attendere tempi lunghissimi o ancora a spostarsi a centinaia di chilometri da casa. Chi non può attendere &#8211; si parla di almeno sei mesi anche per le prestazioni&nbsp; più basilari &#8211;&nbsp; si rivolge al privato, mentre in troppi, purtroppo, rinunciano alle cure. In Italia il numero è di circa 4,5 milioni di persone, mentre in Piemonte l&#8217;8,8% dei piemontesi ha rinunciato alle cure nell&#8217;ultimo anno. Un dato più alto della media nazionale che è al 7,6% e che è l&#8217;immagine di una situazione ingiusta e inaccettabile, perché la salute è un diritto fondamentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.stoplisteattesa.it/wp-content/uploads/2025/02/GRAFICA-PC-LISTE-ATTESA.png" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando parliamo di liste d&#8217;attesa in sanità siamo di fronte a un&#8217;emergenza che continua a crescere e colpisce i piemontesi in uno degli aspetti più delicati della vita. La campagna Stop alle Liste d&#8217;Attesa sottoscritta da circa 20 mila piemontesi è stato il primo atto dell&#8217;attuale segreteria regionale, ma la situazione è peggiorata. Gli innumerevoli annunci e le promesse di Cirio non hanno portato nessun miglioramento. Anzi assistiamo a un disegno di smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, come dimostra il record in negativo di investimenti in sanità con l&#8217;ultima finanziaria del governo Meloni che ci fa scivolare sotto la soglia del 6%. La dimostrazione che non hanno imparato nulla dalla pandemia. Il PD chiede con forza maggiori risorse a livello nazionale, stipendi più alti per il personale, un piano straordinario di assunzioni e il potenziamento della medicina territoriale. Tutti interventi a medio e lungo raggio, ma fin da subito si può e si deve fare di più. La legge già prevede l&#8217;attivazione del percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino. Peccato che qui in Regione Piemonte il CUP non lo dice e la Regione complica il percorso così che in pochi possano accedere. Chiediamo una campagna pubblica che informi i cittadini e di uniformare e semplificare le procedure&#8221; spiega il segretario regionale del partito <strong>Domenico Rossi</strong> presentando l&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Partito Democratico prende atto della situazione e con la campagna rilancia una procedura introdotta con il decreto legislativo n.124 del 29/04/1998, riaffermata con l&#8217;articolo 3 del Decreto Legge n. 73 del 7 giugno 2024 (Convertito nella legge 107/2024) e regolamentato dalla Regione Piemonte con due circolari del 2024. Sulla base della normativa vigente, ogni cittadino in possesso di una prescrizione di visita e/o esame specialistico in primo accesso in classe di priorità B (entro 10 giorni) – D (visite 30 giorni / esami 60 giorni) – P (120 giorni) che non sia riuscito a prenotare la prestazione sanitaria tramite il CUP nei tempi indicati&nbsp; dalla ricetta del medico, potrà presentare formale istanza per accedere al percorso di tutela ed essere avviato alla prestazione specialistica attraverso l&#8217;utilizzo dell&#8217;attività libero-professionale intramuraria, delle prestazioni del sistema privato accreditato, ma senza costi aggiuntivi rispetto al ticket poiché a carico della regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La campagna &#8211; conclude Rossi &#8211; prevede<strong> tre fasi</strong>: una prima in cui informeremo i cittadini di questa possibilità attraverso i canali social del partito e banchetti nelle piazze. La seconda durante la quale sperimenteremo un servizio di accompagnamento alla richiesta di attivazione del percorso di tutela. La terza in cui renderemo stabile questo servizio grazie al lavoro dei nostri circoli per dare una mano a chi è solo e fatica ad attivare le richieste&#8221;.</p>
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		<title>Sanità penitenziaria: una relazione per affrontare le criticità del sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 17:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo risultato è l’impegno dell’assessore Icardi per la costituzione dell’Osservatorio regionale  “Nelle carceri piemontesi i problemi legati alla sanità sono gravi ed evidenti. Il lavoro del gruppo istituito in Commissione Sanità li ha messi nero su bianco”. Il vicepresidente della IV Commissione, Domenico Rossi, è intervenuto oggi in aula presentando la Relazione del gruppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><em>Il primo risultato è l’impegno dell’assessore Icardi per la costituzione dell’Osservatorio regionale </em></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Nelle carceri piemontesi i problemi legati alla sanità sono gravi ed evidenti. Il lavoro del gruppo istituito in Commissione Sanità li ha messi nero su bianco”. Il vicepresidente della IV Commissione, Domenico Rossi, è intervenuto oggi in aula presentando la Relazione del gruppo di lavoro sulla sanità penitenziaria in Piemonte.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Servono investimenti per superare il sottodimensionamento e il forte turnover del personale a partire dai medici e infermieri, ma anche degli psicologi che si accompagna a quello della polizia penitenziaria; il tema deflagrante del disagio psichiatrico per cui servono al più presto investimenti seri; la necessità di migliorare la comunicazione e la collaborazione tra carcere e rete sanitaria esterna per favorire davvero il reinserimento. Sono solo alcune delle questioni non più rimandabili” spiega Rossi.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Un primo risultato ottenuto grazie alla relazione è l’impegno preso dell’assessore Icardi nella sua replica per la costituzione di un Osservatorio regionale con poteri decisionali e strategici che i soggetti ascoltati durante le audizioni in commissione hanno indicato come fondamentale per migliorare le condizioni dei detenuti e mettere in relazione il sistema sanitario regionale con quello penitenziario” sottolinea Rossi. </p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Le criticità che caratterizzano il sistema sanitario nazionale &#8211; conclude il vicepresidente della commissione sanità &#8211; sono le stesse che si riscontrano dentro le mura di un carcere: in ogni caso sono i più fragili a pagare il prezzo più alto. La differenza è che in un ‘mondo chiuso’ le conseguenze sono estremamente più gravi perché i detenuti non hanno alternative al servizio pubblico”.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>https://youtu.be/tNQr7ItuBAc?si=yicZTXbM0BMx9Li6]]></content:encoded>
					
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		<title>A Oleggio per parlare del futuro del Piemonte: tanti spunti e interventi per risollevare le sorti dei nostri territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 21:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa sera sono stato ospite del Circolo PD di Oleggio e del segretario cittadino Giuseppe Squillace per la seconda tappa del tour &#8220;Il Consigliere incontra&#8221;. Insieme a Rossano Pirovano, Elena Ferrara, Alessandra Gibbin e Marco Grazioli abbiamo parlato di diritto alla salute, trasporti, consumo di suolo e di tutte le sfide che attendono Oleggio e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questa sera sono stato ospite del Circolo PD di Oleggio e del segretario cittadino <strong>Giuseppe Squillace</strong> per la seconda tappa del tour &#8220;Il Consigliere incontra&#8221;. <br>Insieme a <strong>Rossano Pirovano, Elena Ferrara, Alessandra Gibbin </strong>e <strong>Marco Grazioli</strong> abbiamo parlato di diritto alla salute, trasporti, consumo di suolo e di tutte le sfide che attendono Oleggio e il Piemonte nel prossimo futuro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una serata ricca di spunti per costruire un&#8217;alternativa alla destra che governa la regione e il Comune di Oleggio dove Oleggio Grande e il Partito Democratico stanno costruendo una validissima proposta per risollevare le sorti di questo territorio. Grazie a chi è intervenuto e ai tantissimi cittadini presenti. <br><br>Qui le <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/11/Oleggio_def-1_compressed.pdf" data-type="link" data-id="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/11/Oleggio_def-1_compressed.pdf">slides della serata</a> </p>
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		<title>L’indignazione per l’incidente di Brandizzo si trasformi in cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 12:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Brandizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Era giusto essere presenti prima di tutto per esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle famiglie dei lavoratori. La strage delle morti sul lavoro va fermata trasformando lo sgomento e l’indignazione di questi giorni in un cambiamento profondo perché l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, lo dice la Costituzione… ogni volta che qualcuno muore lavorando, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; font-stretch: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next';">Era giusto essere presenti prima di tutto per esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle famiglie dei lavoratori. La strage delle morti sul lavoro va fermata trasformando lo sgomento e l’indignazione di questi giorni in un cambiamento profondo perché l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, lo dice la Costituzione… ogni volta che qualcuno muore lavorando, muove anche un pezzo della nostra repubblica.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; font-stretch: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next';">E’ necessario cambiare la visione che antepone il profitto a qualsiasi altra cosa, ma anche dell’idea che anche se ci sono delle regole si possono ignorare: occorre elevare la cultura della salute e della sicurezza in ogni luogo di vita e di lavoro. E poi servono investimenti a partire dal personale necessario ai controlli all’interno delle aziende, per la formazione continua e per la prevenzione.  Occorre evitare la deregulation del sistema subappalti e ripristinare le somme del PNRR per la sicurezza ferroviaria che il Governo aveva recentemente deciso di eliminare.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Invecchiamento Attivo: dopo tre anni di attesa presentato il piano regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 13:17:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento attivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo tre anni dall’approvazione della legge regionale n. 17/2019 per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo (leggi qui), voluta da diverse forze politiche nella scorsa legislatura, finalmente, oggi, in Commissione sanità è stato presentato il Piano per l&#8217;Invecchiamento Attivo, che sarà approvato in maniera definitiva in aula nelle prossime sedute. “Sono contento che una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dopo tre anni dall’approvazione della legge regionale n. 17/2019 per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/2019/03/26/approvata-la-legge-sullinvecchiamento-attivo/">qui</a>), voluta da diverse forze politiche nella scorsa legislatura, finalmente, oggi, in Commissione sanità è stato presentato il Piano per l&#8217;Invecchiamento Attivo, che sarà approvato in maniera definitiva in aula nelle prossime sedute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sono contento che una legge fortemente voluta dalla scorsa amministrazione oggi sia messa nella condizione di camminare. Il </span><span style="font-weight: 400;">P.I.A. 2022-2025</span><span style="font-weight: 400;"> prevede risorse per un milione di euro, equamente suddivisi tra autonomie locali e terzo settore, e proprio in questi giorni partiranno le manifestazioni di interesse” spiega Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il piano regionale &#8211; commenta il consigliere &#8211; è pensato per essere lo strumento fondamentale per superare una situazione di spontaneismo progettuale attraverso l’adozione di un programma regionale per l’invecchiamento attivo e il coordinamento dei diversi soggetti coinvolti: ASL, strutture sanitarie, comuni, scuole e associazioni.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“E’ fondamentale &#8211; conclude il vicepresidente della Commissione Sanità &#8211; che ci sia continuità tra le diverse amministrazioni, soprattutto su temi come questo. L’invecchiamento attivo,  insieme alla cronicità, rappresenta una sfida cruciale per il Piemonte, una delle regioni italiane con il più alto numero di over 65 e che, secondo un recente report di Ires Piemonte, entro il 2038 sfioreranno il 30% della popolazione“.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>NO ALL’ATL DELLE ZANZARE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 15:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Già 20 comuni novarese sono soci del distretto dei Laghi. Andava sostenuta una scelta di quadrante “E’ vero che la legge nazionale impone degli accorpamenti, ma questi si possono fare con giudizio, mettendo al centro lo sviluppo del territorio, oppure assecondando i campanilismi locali. Purtroppo Cirio e la destra in Piemonte hanno scelto la seconda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Già 20 comuni novarese sono soci del distretto dei Laghi. Andava sostenuta una scelta di quadrante</p>
<p>“<em>E’ vero che la legge nazionale impone degli accorpamenti, ma questi si possono fare con giudizio, mettendo al centro lo sviluppo del territorio, oppure assecondando i campanilismi locali. Purtroppo Cirio e la destra in Piemonte hanno scelto la seconda strada. Saremmo stati d’accordo alla creazione di un ente di quadrante, ma siamo contrari alla creazione di quella che si configura come l’azienda turistica più povera del Piemonte. Come se la Regione volesse creare una ATL delle zanzare</em>” dichiarano i Consiglieri del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale a Novara e il Consigliere Regionale Domenico Rossi.</p>
<p>“<em>Questo accorpamento è la manifestazione evidente del fallimento della destra novarese e della poca attenzione nei confronti del nostro territorio da parte della regione. Nonostante una forte presenza di rappresentanti della Lega in Giunta e in Consiglio Regionale e il Presidente della Provincia in capo a Fratelli d’Italia, la destra nostrana non è stata in grado di tutelare il valore turistico del novarese. Si corre il rischio concretissimo di disperdere tutto il lavoro fatto dall’ATL di Novara negli anni scorsi</em>”, spiega Nicola Fonzo, capogruppo PD in consiglio comunale.</p>
<p>“<em>Con l’accorpamento delle province di Novara, Biella e Vercelli rischiamo di avere una ATL indebolita e depauperata. Il percorso naturale sarebbe stato quello di una fusione di quadrante o tra Novara e il Distretto dei laghi considerato che già 20 comuni della provincia di Novara fanno capo a quest’ultimo</em>” aggiunge Fonzo.</p>
<p>“<em>Al di là dei singoli provvedimenti è la logica di fondo ad essere sbagliata</em>” afferma il Consigliere Regionale Rossi. “<em>Alle Atl più piccole vanno le briciole</em> &#8211; spiega il rappresentante Democratico &#8211;<em> a quelle più grandi i maggiori aiuti, come dimostrano le quote di partecipazione della Regione nelle singole ATL e gli ultimi aumenti di capitale. Come mai nel VCO la Regione partecipa al 40% mentre nella nuova ATL novarese si ferma al 27,5%? Sia in termini di quote sociali sia in termini di contributi assoluti la Regione privilegia i più ricchi. Andava fatto esattamente il contrario: se il lago e le Langhe attirano di più, occorre fare leva su questo per proporre percorsi che portino i turisti anche nel resto del Piemonte</em>”.<br />
Da questo presupposto il giudizio sul nuovo accorpamento. “<em>La scelta di unire le ATL di Novara, Vercelli e Biella è sbagliata. Andava costruita un’azienda turistica di quadrante con l’obiettivo di mettere insieme i territori più forti dal punto di vista turistico per essere di supporto allo sviluppo delle altre aree. Invece, la Regione ancora una volta si fa guidare dai diktat dei partiti locali rinunciando al suo ruolo di programmazione super-partes</em>” conclude Rossi.</p>
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		<title>Coraggio PD: il mio intervento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2022 16:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono felice di essere qui con voi, di respirare questa energia, di chi non si arrende, di chi vuole giocare da protagonista della storia e non da spettatore. Grazie a Brando per aver messo in piedi questa occasione di confronto e a tutti coloro che ci hanno lavorato. Correttamente oggi si parla della necessità di [&#8230;]]]></description>
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<p>Sono felice di essere qui con voi, di respirare questa energia, di chi non si arrende, di chi vuole giocare da protagonista della storia e non da spettatore. Grazie a Brando per aver messo in piedi questa occasione di confronto e a tutti coloro che ci hanno lavorato.</p>
<p>Correttamente oggi si parla della necessità di <b>rinnovare la proposta e la classe dirigente</b>. Certo, sono d&#8217;accordo, ma vorrei soffermarmi su un altro aspetto che di solito viene lasciato fuori dalla discussione comune. Per provare a illustrarlo partirò da uno dei padri della sinistra italiana, il compagno <b>Alfredo Reichlin</b>. Diceva: &#8220;<b>La sinistra il popolo non l&#8217;ha trovato, ma l&#8217;ha cercato e costruito</b>&#8220;. Guardate, vorrei che ci soffermassimo su questo passaggio. Non è che quando i primi socialisti arrivavano nelle fabbriche trovavano un popolo che li aspettava a braccia aperte. E&#8217; stato un percorso lungo, ma c&#8217;era progettualità, c&#8217;era la consapevolezza di arrivare a quell&#8217;obiettivo: <b>alfabetizzare, coscientizzare</b>. La finalità non sono le elezioni o il governo, ma il cambiamento della società sulla base di valori e di una visione.<br />
Noi <b>partiamo da un presupposto</b>, che è <b>errato</b>. Un presupposto illuminista <b>secondo cui la faccenda è tutta razionale</b>. Basta avere l&#8217;idea giusta. Nel momento in cui io/noi ce l&#8217;abbiamo, allora le persone ci voteranno. E allora ci siamo detti “gli operai, i poveri, chi abita nelle periferie non ci voteranno più perché siamo andati a destra. Dobbiamo tornare a essere di sinistra”.<br />
Certo, è vero, ma <b>rimuoviamo un aspetto centrale</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Noi oggi dobbiamo mettere al centro dei nostri ragionamenti sul futuro e sul rinnovamento del PD un dato di fatto: <b>la nostra società, per tanti motivi, è andata a destra e le persone si riconoscono sempre di più in valori e modelli che non sono i nostri</b>. Penso all’Italia, ma al mondo intero. La democrazia, il fatto che ci sia qualcuno che abbia delle idee progressiste, non è sufficiente perché queste siano condivise.<br />
Nella campagna elettorale c&#8217;era un nostro slogan &#8220;Vincono le idee&#8221;. Non è vero! <b>Vincono le idee CONDIVISE</b>. La sfida è <b>passare da una proposta accademica buona per gli studenti e i laureati a una politica liberatrice che diventi movimento storico.</b> Questo deve diventare un <b>tema di discussione e un campo di progettazione</b>. Dobbiamo tornare a fare <b>PEDAGOGIA POLITICA</b>, senza scimmiottare il passato, ma interrogandoci seriamente su che cosa significhi farlo oggi, nel 2022, in questo mondo particolare, con la guerra, la crisi energetica, il cambiamento climatico. <b>Non c&#8217;è un popolo che aspetta le nostre proposte. Il popolo di sinistra va cercato e ricostruito</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per farlo dobbiamo fare tante cose, ne citerò solo due per brevità:</p>
<ul>
<li><b>Dobbiamo fare pace con le emozioni</b>. Capire che come in ogni processo di apprendimento, anche <b>i processi di cambiamento passano dal campo emotivo</b>. La destra questo lo ha capito benissimo. Sa cavalcare le emozioni negative per dividere, per scaricare sui capri espiatori tutte le mancanze della società. E noi? Come affrontiamo la rabbia, la disperazione, l&#8217;angoscia rispetto a un futuro sempre più incerto?</li>
<li>Dobbiamo tornare a <b>proporre</b> <b>un</b> <b>sogno, una prospettiva più grande. </b>Sappiamo che in altre epoche storiche i movimenti storici da cui arriviamo hanno mosso persone con problemi materiali anche più grossi di quelli che viviamo adesso. La storia ci insegna che quando c’è il sogno condiviso, una prospettiva ampia, le persone acquistano la fiducia, la capacità di guardare avanti e allora, anche le condizioni materiali più disperate smettono di essere un ostacolo. <strong>Le persone si sono attivate lo stesso perché le abbiamo convinte che quel progetto avrebbe migliorato la loro vita, quella della loro famiglia, del loro gruppo di appartenenza</strong>. Hanno creato una coscienza di classe. Noi oggi l’abbiamo dimenticato, mentre la destra lo ha capito e lo ha capito a livello internazionale. Non ce la caveremo con la prosa. Servirà la poesia. Qualcosa di più grande che metta in moto le persone, che parli agli aspetti più profondi dell’essere umano; abbiamo bisogno di trovare il modo di uscire da noi stessi e di far sì che le tante persone <b>rannicchiate e ripiegate, preoccupate a sopravvivere facciano lo stesso, tornando a vivere, proiettati in avanti</b>. Questo non accadrà<span class="Apple-converted-space">  </span>se noi continuiamo a essere quelli che spiegano la lezione. Dobbiamo fare questo consapevoli del fatto che <b>siamo in un deserto della partecipazione</b>. La partecipazione stanca e in questo momento storico <b>dobbiamo tornare a fare in modo che i nostri partiti, i nostri circoli, siano partecipati</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>Per anni ci hanno detto che l’ideologia è finita, ma io credo che chi dice questo accetti l’ideologia dominante. E a noi l’ideologia dominante non piace! Perché è vero che <b>ci siamo persi in questi anni su come interpretare il mondo. </b>Io <b>non ho dubbi su quali occhiali dobbiamo indossare per leggere bene il mondo</b> attuale. <b>Devono avere due lenti: una è quella del socialismo. L&#8217;altra quella dell&#8217;ecologia.</b></p>
<p><b>Socialismo</b> significa <b>maggiore uguaglianza, redistribuzione della ricchezza </b>(in questo partito non si riesce a dire la parola “patrimoniale”), <b>tassazione progressiva e straordinaria per le grandi multinazionali e i grandi patrimoni.</b> Significa <b>sanità e scuola pubblica di qualità</b>.</p>
<p><b>Ecologia</b> non significa solo ambientalismo. Significa <b>essere coscienti che viviamo nell’era planetaria</b>. La Terra è la nostra unica patria e quindi sì la custodiamo, e che non esiste futuro per l’uomo senza futuro per la Terra, ma significa anche che la nostra azione deve andare oltre i confini nazionali. <b>I problemi sono transnazionali e tali devono essere le nostre proposte</b> <b>e la nostra organizzazione</b>. Da questo punto di vista il livello europeo è il minimo sindacale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Non ho ricette o risposte, ma so che <b>se non affrontiamo seriamente queste domande non ci sarà rifondazione possibile.</b></p>
<p>Se troveremo il modo di entrare anche su questo terreno di gioco, allora capiremo anche che <b>le elezioni non si vincono con le campagne elettorali, ma con quello che succede tra una campagna e l&#8217;altra.</b> Anche questo la destra l&#8217;ha capita meglio di noi. Costruisce campagne di opinione pubblica, genera consenso su alcuni temi/battaglie, così che quando arriva lo slogan della campagna elettorale questo funziona come il coltello con il burro. La destra si è organizzata a livello internazionale, con think tank, investimenti in denaro, formazione della classe dirigente (pensate solo a un personaggio come Bannon!). La sinistra è maledettamente indietro su questo aspetto (e non ho lo spazio qui per entrare sul tema del finanziamento delle forze politiche. Noi stessi ci siamo suicidati! Servirebbe il coraggio di tornare a parlare seriamente del finanziamento pubblico ai partiti e alla democrazia. Altrimenti sempre di più saremo nelle mani dei grandi finanziatori). L’immagine che mi viene in mente è questa: dobbiamo passare da inseguire i cittadini a spingerli, indirizzarli, camminando insieme. <b>Gli altri stanno spingendo. Noi inseguiamo</b>. Se non capiamo questo rischia di essere inutile tutto il resto, che pure dobbiamo fare.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Avanti allora! Coraggio</b>. Smettiamo di inseguire, facciamo in modo che il PD indossi gli occhiali giusti, diventi davvero una guida per il nostro Paese.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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<h3 class="widget-title">Il mio intervento completo <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f447.png" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h3>
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		<title>Logistica: stop al consumo indiscriminato di suolo, occorre una programmazione regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 07:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[2,7 milioni di metri quadrati in un anno per la sola logistica, senza tenere conto dei poli già insediati e di altri progetti di insediamento produttivo non logistico, questo è il dato del consumo di suolo nella Provincia di Novara. Questo dato, frutto di una mia interrogazione, ci richiama alla necessità, non più rinviabile, di una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>2,7 milioni di metri quadrati in un anno per la sola logistica, senza tenere conto dei poli già insediati e di altri progetti di insediamento produttivo non logistico, questo è il dato del consumo di suolo nella Provincia di Novara. Questo dato, frutto di una mia interrogazione, ci richiama alla necessità, non più rinviabile, di una programmazione sul tema della logistica che veda la Regione in un ruolo di primo piano con l&#8217;obiettivo di garantire un equilibrio tra gli interessi di specifici settori e i beni comuni, in questo caso la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del suolo.</p>
<p>L’alternativa, come abbiamo già visto in passato per altri settori, è una resa incondizionata alle richieste, pur legittime, del privato. In tal senso mi preoccupa l&#8217;intenzione dell&#8217;esecutivo di modificare Legge Regionale 40/98 al fine di concentrare vigilanza e verifica nelle mani dei Comuni. Occorre, infatti, andare il più possibile in una direzione di valutazione sovracomunale, almeno provinciale, all’interno di limiti definiti a livello regionale tramite un vero e proprio piano, proprio perché i Comuni, specie quelli più piccoli, non possiedono le competenze o le risorse per affrontarla adeguatamente.<br />
Su questo ho presentato, come primo firmatario, insieme ai colleghi del PD un atto di indirizzo che mi auguro venga discusso al più presto.</p>
<p>E’ ormai evidente che il nostro futuro è strettamente connesso a quello della natura che abitiamo e che occorre ripensare le politiche di sviluppo e ambientali del Paese incentivando visioni e pratiche circolari: non possiamo continuare a vivere come se il suolo fosse una risorsa rinnovabile. Non si tratta di contrapporre ambiente e lavoro o sviluppo, ma di abbandonare pratiche sbagliate, che lasciano pesanti eredità alle future generazioni, e scegliere nuovi modelli e nuove pratiche, peraltro già esistenti, che tengano insieme cura del pianeta e cura dell’uomo.</p>
<p>Scarica <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/10/Interrogazione_suolo.pdf">qui</a> la mia interrogazione<br />
Scarica <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/10/Risposta_suolo.pdf">qui</a> la risposta</p>
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		<title>No Giorgia, per la democrazia non bastano le elezioni!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 18:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5503" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/09/Nuova-citazione-2-300x251.png" alt="" width="300" height="251" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/09/Nuova-citazione-2-300x251.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/09/Nuova-citazione-2-700x587.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/09/Nuova-citazione-2-768x644.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/09/Nuova-citazione-2.png 940w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo la risoluzione del <strong>Parlamento europeo</strong> (che Lega e Fratelli d’Italia hanno scelto di non votare) con la quale si mette nero su bianco che in <strong>Ungheria</strong> siamo di fronte a un’<strong>autocrazia elettorale</strong> che mina in valori fondanti dell’UE, arrivano anche le sanzioni, con la proposta di sospendere i finanziamenti verso l’Ungheria per 7,5 miliardi di euro.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Orban ha definito tutto questo “<em>uno scherzo</em>”, ma la reazione su cui dovremmo tutti soffermarci è quella di <strong>Giorgia Meloni</strong>, che afferma che l’Ungheria è una democrazia perché Orban ha vinto le elezioni. Senza scomodare la storia del XX secolo, non occorre essere dei docenti universitari di diritto costituzionale per sapere che non bastano le elezioni per definire un regime democratico. Tanti dittatori sono stati eletti nel passato o passano dal voto anche nel presente.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Piuttosto bisogna guardare a “che cosa ci fai” con i voti presi una volta al governo ma, soprattutto, quanto il potere, in particolare quello esecutivo, è limitato.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel primo caso prendere i voti non ti autorizza a <strong>comprimere i diritti delle minoranze</strong>, <strong>chiudere i giornali non allineati</strong> e a <strong>soffocare nella violenza gli oppositori</strong>. Nel secondo va valutata quella che da qualche secolo si chiama “separazione dei poteri”. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
Nel 1784, Montesquieu scriveva: &#8220;<em>Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti [&#8230;]. Perché non si possa abusare del potere occorre che [&#8230;] il potere arresti il potere</em>&#8220;, e da queste considerazioni era nata la teoria per cui in democrazia potere esecutivo, legislativo e giudiziario sono separati. E in Ungheria è passata una riforma della Costituzione che di fatto porta parte del sistema giudiziario sotto il controllo dell’esecutivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ chiaro che la Meloni ha in mente quel tipo di società e si sente più legata ai valori di Orban che a quelli dell’UE. So che c’è un nucleo di persone che vota FDI perché condivide tutto questo, ma sono altrettanto convinto che buona parte di coloro che stanno pensando di votarla per la prima volta, il cosiddetto “elettorato mobile”, non è consapevole fino in fondo di tutto questo. Mi auguro che questi cittadini e tutti coloro che stanno pensando di votare FDI perché Meloni “è nuova” (è in Parlamento da 16 anni e ha fatto il ministro dal 2008 al 2011) o perché “bisogna provare tutti” si rendano conto che sarebbe un grave errore e che il 25 settembre rischia di essere un’elezione che i nostri figli studieranno sui libri di storia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi ultimi giorni che ci separano dal voto cerchiamo e convinciamo più persone possibili a fare la scelta giusta. Nessuno si senta esonerato da questa responsabilità!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br style="font-weight: 400;"><br style="font-weight: 400;"></p>
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