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	<title>Beni confiscati &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<title>Beni confiscati &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Riutilizzo del Castello di Miasino: il consiglio regionale impegna la Giunta ad accelerare i tempi del bando</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 09:13:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“E’ fondamentale che il bando per l’assegnazione per il riutilizzo sociale del Castello di Miasino venga assegnato il più possibile in concomitanza con il termine dei lavori per la ristrutturazione del bene che gli uffici regionali prevedono entro il giugno 2024: il bando sarà quindi pubblicato a luglio secondo quanto disposto dal documento. L’impegno chiesto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“E’ fondamentale che il bando per l’assegnazione per il riutilizzo sociale del Castello di Miasino venga assegnato il più possibile in concomitanza con il termine dei lavori per la ristrutturazione del bene che gli uffici regionali prevedono entro il giugno 2024: il bando sarà quindi pubblicato a luglio secondo quanto disposto dal documento. L’impegno chiesto all&#8217;unanimità dal Consiglio Regionale alla Giunta è un passaggio chiave per chiudere un percorso cominciato con<a href="https://domenicorossi.eu/2016/02/23/il-castello-di-miasino-passa-alla-regione-piemonte-una-vittoria-della-legalita/"> la consegna del Castello</a> alla Regione Piemonte da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati nel febbraio 2016”. Lo dichiara il Consigliere Regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, che ha presentato la mozione approvata ieri dal consiglio regionale. “Sono molto soddisfatto della convergenza sul documento da parte di tutti i consiglieri &#8211; aggiunge il rappresentante Dem &#8211; molti dei quali hanno voluto anche sottoscrivere il documento. Un risultato ottenuto anche grazie al contributo del collega Federico Perugini che si è speso per arrivare ad una condivisione più ampia possibile”.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il castello è chiuso da troppo tempo e occorre restituirlo alla comunità. Una confisca a cui non segue il riutilizzo sociale, infatti, vanifica tutto il lavoro fatto da magistratura, forze dell’ordine e istituzioni. Perciò saremo di fronte a una democrazia che funziona solo quando il castello sarà tornato a generare economia “pulita”, quando sarà un luogo aperto alla comunità, quando potremo portarci le scolaresche, come già avviene in altri beni confiscati e riutilizzati, per dire ai ragazzi </span><i><span style="font-weight: 400;">qui lo Stato ha vinto</span></i><span style="font-weight: 400;">” spiega il consigliere novarese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Per questo su Miasino, dopo 8 anni di attesa, non possiamo più permetterci ritardi. Il rischio è che passi un messaggio pericoloso: quando c’è la mafia le cose funzionano mentre quando arriva lo Stato tutto si ferma. E’ inaccettabile” sottolinea Rossi evidenziando che “il messaggio deve essere diametralmente opposto ed è responsabilità di tutti creare le condizioni per farlo arrivare ai cittadini perché con i beni confiscati e riutilizzati lo Stato si riprende ciò che è stato sottratto ai cittadini e lo rimette a disposizione della comunità per generare economia pulita, cultura e bellezza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il mio primo atto in consiglio regionale fu una mozione per chiedere l’acquisizione del Castello. Era uno stimolo che arrivava dal mio percorso nella società civile, nell’associazione Libera. Ora i ruoli si invertono: sono le istituzioni che devono tornare a rivolgersi alla società civile con un bando e quest’ultima deve rispondere con le proprie migliori risorse, idee e progetti. Sono certo che insieme sapremo vincere questa sfida” conclude il consigliere novarese. </span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Beni confiscati: un&#8217;interrogazione in Senato sui ritardi nell’assegnazione della torretta di Borgomanero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 14:31:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Questioni burocratiche non possono e non devono rappresentare un ostacolo nel percorso di assegnazione dei beni confiscati alle mafie” lo afferma il Consigliere Regionale e Segretario del Partito Democratico Piemonte, Domenico Rossi.  Il PD si attiva sulla vicenda dei ritardi nell’assegnazione della torretta di Borgomanero al centro antiviolenza rivolgendosi al Senatore Francesco Verducci, componente della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Questioni burocratiche non possono e non devono rappresentare un ostacolo nel percorso di assegnazione dei beni confiscati alle mafie” lo afferma il Consigliere Regionale e Segretario del Partito Democratico Piemonte, <strong>Domenico Rossi</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PD si attiva sulla vicenda dei ritardi nell’assegnazione della torretta di Borgomanero al centro antiviolenza rivolgendosi al Senatore <strong>Francesco Verducci</strong>, componente della Commissione Cultura e patrimonio culturale a Palazzo Madama, che ha predisposto un’<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/09/Interrogazione-torretta-Borgomanero.pdf">interrogazione al Ministro</a> competente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il dialogo con gli amministratori locali e i rappresentanti del centro antiviolenza per sbloccare la situazione è stato costante &#8211; aggiunge Rossi &#8211; perché è fondamentale non lasciare soli i Comuni e fare in modo che questi immobili, una volta confiscati, siano davvero restituiti alla collettività rappresentando una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile oltre che una testimonianza di uno Stato credibile”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Occorre sbloccare la situazione &#8211; spiega il Senatore Verducci &#8211; se il problema per l’assegnazione dei beni è legato ai tempi del Ministero è opportuno che il Ministro e i funzionari intervengano al più presto. Il riutilizzo dei beni confiscati è la prova che lo Stato è capace di riappropriarsi di quanto le mafie hanno sottratto ai cittadini attraverso attività criminali e di restituire alla collettività valore attraverso creazione di lavoro, impresa o attività di sostegno alle fasce deboli”</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Approvati strumenti innovativi per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie a trent’anni dalla strage di via D’Amelio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 15:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo tre anni senza risorse per il riuso dei beni confiscati &#8211; dal 2019 infatti la Regione Piemonte non finanzia il bando destinato ai Comuni &#8211; buone notizie per tutti coloro che hanno a cuore il tema della lotta alle mafie, proprio nel giorno in cui ricorrono i trent’anni dalla strage di via D’Amelio.  Nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dopo tre anni senza risorse per il riuso dei beni confiscati &#8211; dal 2019 infatti la Regione Piemonte non finanzia il bando destinato ai Comuni &#8211; buone notizie per tutti coloro che hanno a cuore il tema della lotta alle mafie, proprio nel giorno in cui ricorrono i trent’anni dalla strage di via D’Amelio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seduta odierna è stata approvata all&#8217;unanimità la delibera che sblocca il bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, per un ammontare di 450.000 euro per il 2022 e altrettanti per il 2023. Alla presente delibera i consiglieri Diego Sarno (primo firmatario) e Domenico Rossi, hanno presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di rendere più efficace il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Un atto di indirizzo approvato all’unanimità.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">“Il documento può rappresentare un importante strumento nelle mani della Giunta per mettere il Piemonte nelle migliori condizioni per continuare la lotta politica, culturale ed economica contro le mafie. Anche a partire dagli spunti offerti in Commissione Legalità da Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte, e del professor Rocco Sciarrone, dell’Università di Torino, sappiamo che il Piemonte, penultimo in Italia per numero di beni riutilizzati, può e deve fare molto di più per sostenere il riuso degli stessi, e quindi la lotta alle mafie”. spiegano i consiglieri Dem. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">“In tal senso l’ordine del giorno impegna la Giunta a prevedere per tutti gli anni la pubblicazione del medesimo bando, impegnando una somma non inferiore ai 450.000 euro già previsti per il 2022 e il 2023. Allo stesso modo, il documento prevede la possibilità di accordarsi con la Prefettura per estendere anche agli enti del terzo settore l’accesso ai fondi, oggi previsto solo per gli enti locali; il riconoscimento della priorità, nell’attribuzione di fondi nei bandi regionali, a progetti che si svolgeranno all’interno dei beni confiscati; la previsione, nell’offerta formativa degli amministratori, di una socializzazione agli strumenti dell’intercomunalità, della co-progettazione e dell’amministrazione condivisa come buone pratiche per garantire una migliore gestione dei beni confiscati, attivando anche una cabina di regia regionale per attivare un piano straordinario in materia” precisa Sarno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Oggi in aula abbiamo rimesso al primo posto la lotta alle mafie e con l’ordine del giorno approvato all’unanimità abbiamo avviato un percorso di innovazione nelle procedure di bando così da velocizzare i percorsi e sostenere Comuni e terzo settore, che sono gli attori principali, con strategie chiare e favorendo il coordinamento e la collaborazione tra istituzioni” aggiunge Rossi. “In particolare la possibilità di un accesso diretto ai fondi erogati da parte degli enti del terzo settore, già gestori dei beni in via definitiva, apre uno scenario completamente nuovo nelle modalità di progettazione e sviluppo nel recupero dei beni e nel coinvolgimento della società civile” conclude il consigliere Dem.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Beni confiscati in Piemonte: non solo più risorse, occorre un nuovo approccio</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2022/06/16/beni-confiscati-in-piemonte-non-solo-piu-risorse-occorre-un-nuovo-approccio/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 08:04:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Piemonte è il penultimo, in Italia, per la gestione dei beni confiscati. E&#8217; la denuncia che Libera ha portato nella commissione legalità svoltasi ieri, mercoledì 15 giugno 2022, durante la quale ha presentato la ricerca &#8220;Beni Confiscati in Rete&#8221; (guarda le slide di sintesi qui) portata avanti in collaborazione con l’Università di Torino. “E’ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il Piemonte è il penultimo, in Italia, per la gestione dei beni confiscati. E&#8217; la denuncia che Libera ha portato nella commissione legalità svoltasi ieri, mercoledì 15 giugno 2022, durante la quale ha presentato la ricerca &#8220;</span><i><span style="font-weight: 400;">Beni Confiscati in Rete</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8221; (guarda le slide di sintesi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/06/Presentazione-Beni-in-rete-LiberaPiemonte-15_06_2022.pdf">qui</a>) portata avanti in collaborazione con l’Università di Torino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“E’ evidente che occorre un cambio di passo in Piemonte sulle politiche di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie&#8221;, dichiara il consigliere regionale novarese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Da un lato è necessario aumentare le risorse finalizzate al riuso sociale, ma anche innovare gli aspetti organizzativi così da velocizzare i percorsi e sostenere Comuni e terzo settore, che sono gli attori principali, con strategie chiare e favorendo il coordinamento e la collaborazione tra istituzioni” aggiunge il consigliere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Un primo passo concreto per la nostra regione sarebbe quello di non rinviare ulteriormente l&#8217;uscita del bando per il riutilizzo sociale dei beni che attendiamo dal 2019. Torneremo a sollecitare in tal senso il Presidente Cirio e la giunta. Ma più in generale non dobbiamo dimenticare che la lotta alle mafie non può essere solo azione repressiva, ma necessita di azioni sociali e culturali. Nel quarantesimo anniversario dell’omicidio di Pio La Torre l’unico modo per onorarne davvero la memoria è fare del nostro meglio per dare gambe alle idee per cui fu ucciso, lavorando meglio sui beni confiscati” conclude il consigliere Dem.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Beni confiscati: niente fondi dalla Regione ai Comuni per il terzo anno consecutivo</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 10:10:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Non c’è due senza tre… Per il terzo anno consecutivo i Comuni piemontesi restano a bocca asciutta: niente bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Nemmeno un centesimo dall’insediamento della Giunta Cirio è stato destinato a tale scopo. Dal 2019 in poi rubinetti chiusi nonostante le continue sollecitazioni affinché si andasse in un’altra direzione, soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non c’è due senza tre… Per il terzo anno consecutivo i Comuni piemontesi restano a bocca asciutta: niente bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Nemmeno un centesimo dall’insediamento della Giunta Cirio è stato destinato a tale scopo. Dal 2019 in poi rubinetti chiusi nonostante le continue sollecitazioni affinché si andasse in un’altra direzione, soprattutto in una legislatura partita con l’arresto di un assessore regionale per scambio politico-mafioso (approfondisci <a href="https://domenicorossi.eu/2019/12/23/caso-rosso-escludere-condizionamenti-sullattivita-amministrativa/">qui</a>)” denunciano i consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno.</p>
<p>“Se nei primi due anni esistevano delle minime giustificazioni, quest’anno le scusanti sono finite e la responsabilità del Presidente e degli assessori competenti è gravissima” aggiungono i rappresentanti Dem sottolineando che:  “Poco più di un un mese fa, era il 24 novembre (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/2021/11/24/abbiamo-dovuto-suonare-la-sveglia-per-evitare-che-la-regione-lasciasse-i-comuni-senza-fondi-per-il-riutilizzo-beni-confiscati-per-il-terzo-anno/">qui</a>), l’assessore Tronzano assicurava che il bando sarebbe stato pubblicato entro fine anno… lo stesso assessore  che nel 2020 prometteva il recupero delle risorse dell’anno in corso e del precedente con uno stanziamento di 300mila euro nel 2021. Nessun impegno è stato rispettato”.</p>
<p>Negligenza o Incapacità? “Sta di fatto che i tanti Comuni piemontesi che hanno sul loro territorio beni confiscati alle mafie non potranno contare sul contributo della Regione. Tutto questo sotto gli occhi del Presidente Cirio che &#8211; ricordano Rossi e Sarno &#8211; dopo il caso Rosso, aveva annunciato l’adozione di un “Codice Etico” che stiamo ancora aspettando, come siamo ancora in attesa dei corsi di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali. E in tutto questo l’assessore alla Legalità Marrore che dice?” incalzano i consiglieri.</p>
<p>“Su queste questioni &#8211; concludono Rossi e Sarno &#8211; non sono ammesse leggerezze, ne va della difesa della nostra democrazia dalla sua malattia peggiore: il radicamento delle mafie. Non accetteremo più rinvii o scuse. I primi mesi del 2022 devono vedere la pubblicazione del bando con uno stanziamento complessivo di tutte le risorse rimandate in questi anni (300mila euro) e si aggiungano 150mila euro sullo stesso capitolo per l’anno 2022 con l’attivazione di un ulteriore bando raggiungendo così l’ammontare di 450mila euro. Diversamente sarà un’ammissione di disinteresse verso gli enti locali, le associazioni e i tanti cittadini che in questi anni si sono battuti per una regione e un paese liberi dalle mafie”.</p>
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		<title>Abbiamo dovuto suonare la sveglia per evitare che la Regione lasciasse i Comuni senza fondi per il riutilizzo beni confiscati per il terzo anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 14:03:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“E’ inammissibile che negli ultimi tre anni Regione Piemonte non abbia emanato il bando a sostegno dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e che solo un nostro intervento abbia risvegliato la Giunta dal suo torpore su un tema che dovrebbe essere, invece, prioritario”. Lo denunciano i Consiglieri Regionali Domenico Rossi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“E’ inammissibile che negli ultimi tre anni Regione Piemonte non abbia emanato il bando a sostegno dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e che solo un nostro intervento abbia risvegliato la Giunta dal suo torpore su un tema che dovrebbe essere, invece, prioritario”. Lo denunciano i Consiglieri Regionali <strong>Domenico Rossi</strong> e <strong>Diego Sarno</strong>, a seguito dell’interrogazione (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/QT-900-SARNO.pdf">qui</a>) che quest’ultimo ha presentato oggi in Consiglio Regionale, accogliendo con sollievo le rassicurazioni dell’assessore Gabusi (leggi la risposta <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/risposta-interrogazione-beninconfiscati.pdf">qui</a>) che ha annunciato la pubblicazione del bando entro fine anno .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con l’insediamento della nuova Giunta si era interrotto, infatti, il meccanismo di sostegno regionale, avviato nel 2018 dalla Giunta Chiamparino, nei confronti delle amministrazioni locali. ”Su questi temi non possiamo permetterci di abbassare la guardia né di sottovalutare un fenomeno molto presente anche nella nostra Regione. Sappiamo che la lotta alle mafie si porta avanti non solo con la repressione, ma necessita di azioni sociali e culturali che devono vedere le istituzioni in prima linea. E il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenta una delle partite più importanti” dichiarano i consiglieri Dem. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Gran parte dei beni confiscati sono attività commerciali, appartamenti, ville che necessitano di interventi consistenti per la ristrutturazione e la messa a norma prima dell’assegnazione per scopi sociali” spiegano i consiglieri Dem sottolineando che “è, inoltre, pratica diffusa da parte del detentore del bene di vandalizzare o comunque rendere il bene inagibile prima della confisca in modo da renderlo inutilizzabile senza un consistente investimento da parte dell’ente pubblico che decide di acquisirlo”. Insomma, i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, se lasciati soli non hanno alcuna possibilità di acquisire e riqualificare il bene come nel caso del Comune di Courgné in riferimento alla villa del boss ‘ndranghetista Iaria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’anno scorso avevamo già denunciato la mancata pubblicazione del bando. Eravamo riusciti ad ottenere il recupero delle risorse e la promessa relativa al 2021 con l’approvazione di un emendamento al bilancio di previsione che innalzava la cifra disponibile per queste iniziative a 300mila euro proprio con l’obiettivo di recuperare le annualità in cui il bando non è stato pubblicato. Queste risorse sarebbero andate perdute se non avessimo richiamato l’attenzione dell’amministrazione” commentano Rossi e Sarno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ora vigileremo affinché la promessa raccolta oggi sia mantenuta e il bando venga pubblicato entro la fine dell’anno. E’ fondamentale, infatti, non lasciare soli i comuni e fare in modo che questi immobili, una volta confiscati, siano davvero restituiti alla collettività rappresentando una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile. Non solo, i beni riutilizzati socialmente assumono un alto valore simbolico e pedagogico, testimonianza di uno stato credibile, capace di riappropriarsi di quanto le mafie hanno sottratto ai cittadini attraverso attività criminali e di restituire alla collettività valore attraverso creazione di lavoro, impresa o attività di sostegno alle fasce deboli” concludono i consiglieri Dem.</span></p>
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		<title>Niente bando regionale per il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie nel 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 14:25:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[“Comprendo che la gestione dell’emergenza Covid sia stata la priorità del 2020 assorbendo energie e attenzioni, ma non può essere una giustificazione per la mancata pubblicazione del bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”. Lo dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che nell’odierno consiglio regionale ha portato il tema all’attenzione dell’esecutivo con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Comprendo che la gestione dell’emergenza Covid sia stata la priorità del 2020 assorbendo energie e attenzioni, ma non può essere una giustificazione per la <strong>mancata pubblicazione del bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie</strong>”. Lo dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che nell’odierno consiglio regionale ha portato il tema all’attenzione dell’esecutivo con un question time rivolto al Presidente Cirio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Mi preoccupa &#8211; precisa il consigliere Dem &#8211; la disattenzione su questo tema. Nel 2017, durante la scorsa legislatura, con la Giunta Chiamparino avevamo finalmente messo in moto un <strong>meccanismo di sostegno regionale nei confronti dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati</strong>. Già l’anno scorso, probabilmente per il cambio di amministrazione, il bando non è stato emanato”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si tratta di una mancanza inspiegabile considerato che <strong>il Bilancio regionale prevedeva, per l’anno in corso, risorse per 150mila euro</strong> e sarebbe bastato replicare l’ultima versione pubblicata del bando” aggiunge Rossi. “L’emergenza sanitaria &#8211; ricorda il consigliere Dem &#8211; ha tutt’altro che arrestato l’attività illecita della criminalità organizzata poiché, nell’era del Covid, a causa della grave crisi economica e finanziaria che attraversa l’economia nazionale, la fragilità sociale in cui insinuarsi, specie tra gli strati più deboli della società, è maggiore. <strong>Non è, dunque, il momento di abbassare la guardia e l’assenza del bando 2020 non è un bel segnale</strong>”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, richiamando l’emergenza sanitaria, ha confermato che per l’anno 2020 non sarà pubblicato alcun bando e si è impegnato a far confluire le risorse previste a bilancio sul bando 2021. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<strong>La pandemia non può essere un alibi sempre valido</strong> &#8211; conclude Rossi &#8211; vigileremo con attenzione affinché l’impegno preso oggi dall’assessore sia mantenuto a partire dal prossimo documento di bilancio e chiederò che il bando sia pubblicato nei primi mesi del 2021. I beni riutilizzati socialmente assumono un alto valore simbolico e pedagogico, testimonianza di uno stato credibile, capace di riappropriarsi di quanto le mafie hanno sottratto ai cittadini attraverso attività criminali e di restituire alla collettività valore attraverso creazione di lavoro, impresa o attività di sostegno alle fasce deboli”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La criminalità organizzata è il Covid delle istituzioni: aumentiamo gli anticorpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 12:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[Non dobbiamo permettere che il Covid infetti anche le istituzioni, per questo occorre aumentare gli anticorpi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.  L’impegno totalizzante per contenere la diffusione del virus non può e non deve farci perdere di vista ciò che succede intorno all’emergenza. Ce lo raccontano le pagine di cronaca, lo denunciano le prefetture: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Non dobbiamo permettere che il Covid infetti anche le istituzioni, per questo occorre aumentare gli anticorpi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impegno totalizzante per contenere la diffusione del virus non può e non deve farci perdere di vista ciò che succede intorno all’emergenza. Ce lo raccontano le pagine di cronaca, lo denunciano le prefetture: le mafie si adattano rapidamente per cogliere le opportunità nelle situazioni di crisi economica e sociale, le istituzioni devono esserlo nel predisporre le giuste contromisure. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci preoccupa in tal senso che il Presidente Cirio e la sua Giunta non abbiano ancora dato seguito ad alcuni impegni presi a partire dalla protezione delle procedure inerenti l’emergenza sanitaria previste con l’Ordine del Giorno 225  “Monitoraggio costante del ciclo dei contratti pubblici regionali legati all&#8217;emergenza Covid-19”. Regione Piemonte, inoltre,  non ha nominato i referenti per la Regione all’interno dell’associazione nazionale “Avviso Pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie” di cui è socia, non ha avviato il corso di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali, non ha dato seguito all’impegno di redazione di un “Codice Etico”. Quello contro le mafie appare come un fronte sempre più sguarnito, un punto debole pericolosissimo, come dimostrano la vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Rosso e il possibile intreccio tra imprenditori e ‘ndrangheta che investono nelle farmacie e nella gestione delle RSA, anche in Piemonte (Cuneo e provincia di Torino) emerso nell’articolo su un quotidiano nazionale di qualche giorno fa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo, in questo scenario spicca, per l’anno in corso, l’assenza del bando per l’erogazione di contributi per interventi volti a consentire il riutilizzo e la funzione sociale dei beni confiscati previsto dalla Legge Regionale 14/2007. Una grave mancanza perché i beni sottratti alla mafia e restituiti alla comunità sono un simbolo di riscatto civile, il messaggio più forte che si può mandare alle mafie soprattutto se generano “economia pulita” sui territori, lavoro per i più giovani o sostegno agli ultimi e ai più fragili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ il peggior momento possibile per abbassare la guardia e per questo abbiamo presentato due interrogazioni chiedendo al Presidente Cirio di riferire al più presto su questi aspetti di fronte al consiglio regionale. </span></p>
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		<title>A partire dalla villa di San Giusto si rilanci l’impegno per il recupero dei beni confiscati alle mafie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 13:36:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Che fine hanno fatto i fondi stanziati da Regione Piemonte, con la DGR 31-1050 del 21/02/2020, per il recupero della villa sequestrata al broker di cocaina Nicola Assisi a San Giusto Canavese? Come mai i lavori di messa in sicurezza del bene non sono ancora partiti? Queste le domande che il Consigliere Regionale Domenico Rossi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Che fine hanno fatto i fondi stanziati da Regione Piemonte, con la DGR 31-1050 del 21/02/2020, per il recupero della villa sequestrata al broker di cocaina Nicola Assisi a San Giusto Canavese? Come mai i lavori di messa in sicurezza del bene non sono ancora partiti? Queste le domande che il Consigliere Regionale Domenico Rossi ha rivolto al Presidente Cirio nell’odierno question time. “Non abbassiamo la guardia &#8211; dichiara il Consigliere Dem &#8211; a maggior ragione in un momento come questo in cui le mafie tornano ad essere forti approfittando delle falle aperte dalla crisi: tra le molte attenzioni che dobbiamo avere c’è quella verso i beni confiscati e per questo ho chiesto conto dell’impegno preso dalla Giunta a finanziare l’intervento di recupero della villa per un valore di 100.000 mila euro”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore Tronzano ha risposto che Regione Piemonte ha stanziato la somma con la sottoscrizione dell’accordo di programma già a febbraio, ma gli altri soggetti coinvolti hanno aderito solo nei mesi successivi: Città metropolitana a fine marzo, il Comune di San Giusto a fine aprile e la Prefettura di Torino solamente settimana scorsa. Solo quando sarà perfezionata l’adesione all’accordo di programma da parte di tutti i sottoscrittori la prima tranche del contributo verrà liquidata da Regione Piemonte. A quel punto toccherà a Città metropolitana procedere con i lavori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non basta la parte repressiva. La lotta alle mafie passa da un’instancabile opera sociale, culturale e di rilancio economico. Tutti ingredienti che troviamo nel riutilizzo sociale dei beni confiscati” spiegano i consiglieri Domenico Rossi e Diego Sarno.  “Non si devono tollerare ritardi o rallentamenti da parte degli enti interessati. E’ fondamentale, inoltre  &#8211; concludono i consiglieri &#8211; che la Regione non interrompa gli investimenti messi in campo negli anni scorsi a sostegno dei Comuni che vedono un bene confiscato presente sul loro territorio. Oggi, più che mai, i beni riutilizzati devono diventare il segno vivo della Repubblica”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ancora arresti per ‘ndrangheta in Piemonte: la lotta alle mafie diventi prioritaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 10:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Oggi dobbiamo ancora una volta ringraziare Magistratura e Forze dell’Ordine per l’instancabile lavoro portato avanti in questi anni. Non possiamo delegare loro la lotta alle mafie. Proprio alla politica spetta il compito di creare le condizioni per rendere i territori inospitali alle mafie: un impegno che Regione Piemonte ha assunto anche con il voto unanime [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Oggi dobbiamo ancora una volta ringraziare Magistratura e Forze dell’Ordine per l’instancabile lavoro portato avanti in questi anni. Non possiamo delegare loro la lotta alle mafie. Proprio alla politica spetta il compito di creare le condizioni per rendere i territori inospitali alle mafie: un impegno che Regione Piemonte ha assunto anche con il voto unanime a Palazzo Lascaris sulla Commissione Permanente per la Legalità che va messa nelle migliori condizioni di operare al più presto e con efficacia sul territorio”. I consiglieri regionali <b>Domenico Rossi </b>e <b>Diego Sarno</b> commentano così <a href="https://www.lastampa.it/torino/2019/11/05/news/ndrangheta-maxi-operazione-a-torino-volpiano-e-san-giusto-60-arresti-1.37835724?refresh_ce">la notizia dei 60 arresti</a> per associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti avvenuti all’alba di oggi.</p>
<p>“Con questa operazione &#8211; sottolinea Rossi &#8211; sono un centinaio le persone arrestate in Piemonte nel 2019 perché ritenute appartenenti o vicine ai clan di ‘ndrangheta. Ho perso il conto delle persone arrestate negli ultimi 8 anni nella nostra regione. Non è più possibile minimizzare le mafie sono radicate e gestiscono grandi interessi anche grazie alla cosiddetta “zona grigia”. È tempo di porre il problema come prioritario e agire di conseguenza puntando sul recupero sociale dei beni confiscati, investendo sulla formazione del personale amministrativo, rilanciando ogni azione di sensibilizzazione e informazione in accordo con la società civile”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’impegno del pubblico non è però sufficiente secondo Diego Sarno. “Professionisti e aziende &#8211; spiega il consilgiere Dem &#8211; devono farsi carico di una parte di responsabilità: rappresentano un argine importante alle infiltrazioni malavitose e per questo vanno affincati e sostenuti. E’ fondamentale, quindi, favorire anche nel mondo dell’economia la diffusione di una profonda cultura della legalità che generi anticopri forti”.</p>
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