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	<title>università &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>Al Piemonte mancano 325 borse di studio per specializzandi in medicina</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 08:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Fino all’approvazione del Decreto Rilancio avevamo certezza soltanto di 526 borse di studio disponibili in Piemonte, 511 finanziate dal Ministero e 15 dalla Regione. Ma il fabbisogno annuale è di 851 per il prossimo triennio: ne mancano 325, che significherebbe quasi mille medici in meno del necessario in tre anni” dichiara Domenico Rossi, vicepresidente della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Fino all’approvazione del Decreto Rilancio avevamo certezza soltanto di 526 borse di studio disponibili in Piemonte, 511 finanziate dal Ministero e 15 dalla Regione. Ma il fabbisogno annuale è di 851 per il prossimo triennio: ne mancano 325, che significherebbe quasi mille medici in meno del necessario in tre anni” dichiara Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione Sanità.</p>
<p>“Per fortuna il Governo ha fatto la sua parte con il Decreto Rilancio prevedendo 4.200 borse di studio per specializzandi in medicina in più per l&#8217;anno 2020 in tutta Italia. Speriamo siano sufficienti a colmare il gap piemontese considerato che la Giunta ha scelto di bocciare l’emendamento che abbiamo presentato al Disegno di Legge Bonus Piemonte con il quale chiedevamo di aumentare il finanziamento dedicato per passare da 15 a 45 borse di studio regionali” rileva Rossi che annuncia “non ci arrendiamo, riproporremo lo stesso emendamento nel Riparti Piemonte: è una battaglia giusta, condivisa anche da Università e medici, che in una nota ufficiale chiedono un minimo di 50 borse, e speriamo che l’Assessore Icardi ci ascolti”.</p>
<p>Una proposta più che giustificata considerato che Regione Piemonte per il 2020 ha previsto solo 15 borse di studio, un numero nettamente inferiore alle altre regioni: la Campania ne ha finanziate 120, la Toscana 132, il Veneto 89. “L’impegno della Regione è fondamentale perché non abbiamo ancora contezza di come verranno ridistribuite sui territori e, comunque, il plus offerto dal Governo varrà solo per l’anno in corso”chiarisce Rossi.</p>
<p>L’emergenza Coronavirus ha reso palese la carenza di medici nel nostro territorio e non solo. “Una situazione &#8211; conclude Rossi &#8211; destinata a peggiorare nei prossimi anni per effetto, da una lato dei pensionamenti, considerata l’età media dei medici attualmente al lavoro nel Paese, dall’altro dell’imbuto formativo che blocca migliaia di laureati in medicina a cui viene negato l’accesso alla specializzazione. Inutile parlare di potenziamento del territorio e di aumento dei posti letto se non si investe sulla formazione degli operatori sanitari. Diventano parole al vento”.</p>
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		<title>Dalla parte dei ricercatori precari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 15:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[rettorato]]></category>
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		<category><![CDATA[unito]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo organizzato questa mattina una conferenza stampa insieme ai rappresentanti del Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Unito e ai colleghi Andrea Appiano, Silvana Accossato, Marco Grimaldi e al VicePresidente Nino Boeti. E&#8217; stato presentato l&#8217;Ordine del giorno con cui chiediamo all’UniTo di rivedere il piano di reclutamento del personale e di assumere un maggior numero di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo organizzato questa mattina una conferenza stampa insieme ai rappresentanti del Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Unito e ai colleghi Andrea Appiano, Silvana Accossato, Marco Grimaldi e al VicePresidente Nino Boeti.<br />
E&#8217; stato presentato<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/01/Ordine_del_Giorno_n._926_-_100926_odg_pr.pdf" target="_blank"> l&#8217;Ordine del giorno </a>con cui chiediamo all’UniTo di rivedere il piano di reclutamento del personale e di assumere un maggior numero di ricercatori precari.<br />
Noi siamo dalla loro parte.</p>
<p>Qui il servizio che il Tg Regionale ha dedicato all&#8217;evento:</p>
<p style="text-align: center;"> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/b540NFLeNCM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito, il lancio dell&#8217;Agenzia ANSA:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Universita&#8217;: Pd, Regione intervenga contro precarieta&#8217; </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TORINO, 31 GEN &#8211; L&#8217;Universita&#8217; di TORINO si avvale della collaborazione di oltre duemila ricercatori precari, a fronte di circa 1.900 unita&#8217; di personale docente strutturato. Per contrastare questa situazione, il Pd del Piemonte chiede alla Regione di intervenire sull&#8217;Ateneo affinche&#8217; riveda il proprio piano di reclutamento del personale. All&#8217;Universita&#8217; di TORINO, e&#8217; stato sottolineato oggi in una conferenza stampa convocata dal gruppo Pd in Consiglio regionale, il numero medio di studenti iscritti per ogni docente e&#8217; uno dei peggiori d&#8217;Italia: 34,5 contro la media nazionale di circa 30 e quella delle regioni del Nord di 28. E la situazione e&#8217; destinata a peggiorare, visto che quest&#8217;anno le immatricolazioni sono salite dell&#8217;8,3%. &#8220;Siamo orgogliosi della nostra Universita&#8217;, che e&#8217; una delle prime d&#8217;Italia e del mondo &#8211; hanno affermato i consiglieri Domenico Rossi, Andrea Appiano e Nino Boeti &#8211; ma proprio per questo non vogliamo rischiare uno scadimento della qualita&#8217; della ricerca e dell&#8217;insegnamento. L&#8217;ago della bilancia deve tornare a spostarsi verso i contratti di lavoro strutturati&#8221;. &#8220;Il problema &#8211; ha rimarcato il capogruppo di Sel, Marco Grimaldi &#8211; riguarda tutta Italia. Serve un piano di investimenti nazionali e c&#8217;e&#8217; una battaglia culturale da fare per riaffermare che i ricercatori sono lavoratori e non studenti a vita&#8221;. &#8220;L&#8217;Universita&#8217; &#8211; ha sottolineato la rappresentante del Coordinamento ricercatori precari, Marianna Filandri &#8211; intende reclutare a tempo determinato solo 80 ricercatori nel triennio 2016-2018: cosi&#8217; si rischia di interrompere la ricerca&#8221;.</p>
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