<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>strage di utoya &#8211; Domenico Rossi</title>
	<atom:link href="https://domenicorossi.eu/tag/strage-di-utoya/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://domenicorossi.eu</link>
	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 11:12:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/09/cropped-DR-icona-32x32.png</url>
	<title>strage di utoya &#8211; Domenico Rossi</title>
	<link>https://domenicorossi.eu</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dieci anni dalla strage di Utoya: anticipazione del paradigma securitario sempre più dominante</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2021/07/22/dieci-anni-dalla-strage-di-utoya-anticipazione-del-paradigma-securitario-sempre-piu-dominante/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2021/07/22/dieci-anni-dalla-strage-di-utoya-anticipazione-del-paradigma-securitario-sempre-piu-dominante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 11:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Breivik]]></category>
		<category><![CDATA[Brenton Tarrant]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Traini]]></category>
		<category><![CDATA[strage di utoya]]></category>
		<category><![CDATA[Utoya]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://domenicorossi.eu/?p=5010</guid>

					<description><![CDATA[Dieci anni fa Anders Vehring Breivik, trentaduenne norvegese, compie un doppio attentato terroristico: prima fa esplodere un&#8217;autobomba nei pressi del palazzo del Parlamento norvegese a Oslo (morirono 8 persone e 209 rimarranno ferite) e poi si reca sull’isola di Utoya dove era in corso un campus organizzato dalla sezione giovanile del Partito Laburista Norvegese e, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci anni fa Anders Vehring Breivik, trentaduenne norvegese, compie un doppio attentato terroristico: prima fa esplodere un&#8217;autobomba nei pressi del palazzo del Parlamento norvegese a Oslo (morirono 8 persone e 209 rimarranno ferite) e poi si reca sull’isola di Utoya dove era in corso un campus organizzato dalla sezione giovanile del Partito Laburista Norvegese e, vestito da poliziotto, apre il fuoco sui ragazzi uccidendo 69 persone e ferendone 110 (per approfondire leggi <a href="https://www.corriere.it/esteri/utoya-strage-breivik-10-anni-dopo/?fbclid=IwAR2iCbiiiif6MI-kpvzYYh8jFfzjfpE_49JDrAl9rVpx94j4W9wznDCqEbA">qui</a>).</p>
<p>All’inizio si parlò di follia, ma ben presto fu chiaro che eravamo di fronte a un atto di terrorismo nero. Breivik, oggi in carcere e mai pentito, è un estremista di destra che in tribunale ha affermato di aver compiuto gli attentati per mandare un “messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista” e per fermare “una decostruzione della cultura norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani”.</p>
<p>Non fu un episodio isolato, purtroppo. Nel mondo non mancarono gli emuli di Breivik, come Brenton Tarrant in Nuova Zelanda o Luca Traini a Macerata nel febbraio del 2018.</p>
<p>Siamo di fronte a eventi tragici che ci dicono molto del tempo in cui viviamo e che dovremmo studiare di più e meglio per una visione critica del mondo attuale. Sempre di più prende il sopravvento una pulsione securitaria che irrigidisce il tema dell’identità e del confine in maniera patologica ed esalta la chiusura nei propri confini e l’esclusione dell’Altro, soprattutto se povero, straniero, diverso come unica strada di salvezza. E’ una vera e propria “malattia” del nostro tempo, psicologica e politica insieme con cui leggere anche i recenti fatti di cronaca italiani e i commenti di certa politica e di alcuni cittadini (anche i fatti di Voghera). L’odio focalizza le angosce. C’è chi su tutto questo sta costruendo fortune elettorali. Molti cittadini purtroppo ci stanno cascando, ma l’esito è diventare come Polonia e Ungheria, se va bene.</p>
<p>Ricordare Utoya oggi significa non dimenticare che la sfida più grande per la nostra generazione è quella capire tutto questo e attivarsi per opporsi a quest’onda nera, trovare il modo di far prendere coscienza a sempre più persone che l’esito di tutto questo non è maggiore sicurezza, ma assenza di vita e che rischiamo di ritrovarci ripiegati su noi stessi, senza sicurezza e senza libertà. Al contrario, diventare capaci di costruire confini porosi, dove l’identità si fonda sulla capacità di incontrare l’altro e di riconoscere il povero al pari dell’emarginato come qualcuno con il quale emanciparsi insieme e non come un pericolo da eliminare.</p>
<p>Anche oggi la memoria ha senso se ci fa guardare al futuro, dove un altro mondo possibile e necessario va costruito con il contributo di ciascuno di noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2021/07/22/dieci-anni-dalla-strage-di-utoya-anticipazione-del-paradigma-securitario-sempre-piu-dominante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A tre anni dalla strage di Utøya il nostro impegno per un&#8217;Europa migliore deve continuare</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/07/21/a-tre-anni-dalla-strage-di-utoya-il-nostro-impegno-per-europa-migliore-deve-continuare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 20:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[anders breivik]]></category>
		<category><![CDATA[benvenuti in italia]]></category>
		<category><![CDATA[strage di utoya]]></category>
		<category><![CDATA[we shall overcome]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossidomenico.it/?p=541</guid>

					<description><![CDATA[«Decidere cosa ricordare collettivamente, e perché, è uno degli atti politici più importanti in assoluto». Lo dice Davide Mattiello: e lo condivido in pieno. Oggi insieme a lui e a tutti gli amici della rete di Benvenuti in Italia abbiamo deciso di ricordare, collettivamente, uno dei giorni più cupi della recente storia europea. La strage di Utøya, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/utoyaBunnerFacebook.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-542 " src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/utoyaBunnerFacebook.jpg" alt="utoyaBunnerFacebook" width="572" height="211" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/utoyaBunnerFacebook.jpg 848w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/utoyaBunnerFacebook-300x111.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/utoyaBunnerFacebook-768x283.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/utoyaBunnerFacebook-700x258.jpg 700w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></a></p>
<p>«Decidere cosa ricordare collettivamente, e perché, è uno degli atti politici più importanti in assoluto». Lo dice Davide Mattiello: e lo condivido in pieno. Oggi insieme a lui e a tutti gli amici della rete di Benvenuti in Italia abbiamo deciso di ricordare, collettivamente, uno dei giorni più cupi della recente storia europea. La strage di Utøya, costata la vita a 77 persone, 69 delle quali giovani riuniti in un campo politico estivo. Una strage che ha le sue radici nell&#8217;odio razziale, nell&#8217;esclusione del diverso e nel fondamentalismo religioso, alla ricerca di chissà quale vaneggiata e &#8220;migliore&#8221; società.</p>
<p>Una carneficina che nella mente del suo folle ideatore doveva fermare il processo di unificazione e integrazione dell&#8217;Unione Europea. Questo è quello che il terrorista Anders Breivik  ha detto alla polizia dopo l&#8217;arresto.</p>
<p>Un momento triste, nerissimo e funereo per l&#8217;Europa intera, e non solo una tragedia norvegese, quindi. Per questo la memoria della strage di Utøya è per noi imprescindibile. «Se Auschwitz ci insegna &#8220;perché&#8221; abbiamo costruito l&#8217;Europa, Utoya (insieme a Lampedusa, Srebrenica, Kiev) ci insegna perché dobbiamo farla meglio. Questo è l&#8217;orizzonte della responsabilità politica della nostra generazione». Non posso che rilanciare quello che Mattiello ha scritto riferendosi a questo triste anniversario.</p>
<p>Il terrorista norvegese credeva nell&#8217;anti-multiculturalismo e vaneggiava di un ritorno alla &#8220;purezza&#8221; della società norvegese. Noi crediamo invece fermamente nel multiculturalismo come momento di crescita condivisa e di pacificazione dei popoli. Quello che lui odiava, è esattamente quello che noi amiamo del processo di integrazione europea e comunitaria.</p>
<p>Di Utøya e di quello che ha significato ne abbiamo parlato in un recente incontro di Sermais alla presenza di Luca Mariani, autore del libro &#8220;Il silenzio degli innocenti&#8221;, un testo sull’Europa che analizza i mutamenti del vecchio continente proprio partendo anche dalla drammatica strage di Utøya del 22 luglio 2011. Mariani analizza il ruolo odierno delle destre nazionaliste europee (di cui Breivik era convinto sostenitore) che mirano alla dissoluzione del processo d’integrazione comunitaria.</p>
<p>Ciò che le destre nazionaliste europea vogliono distruggere, seguiti dai recenti pruriti anti-europeisti anche italiani, noi vogliamo fortemente rafforzare e migliorare.</p>
<p>Lo dobbiamo in ricordo delle 77 vittime innocenti di Utøya e dei 69 giovani che credevano nella forza che la politica può avere nel cambiare, in meglio, lo stato delle cose.</p>
<p>Questo volevano fare, loro. E questo è quello che anche noi vogliamo fare.</p>
<p>Non ci lasceremo fermare: tutto sarà superato e compiuto, un giorno.</p>
<p>Vivremo ancora in pace: non abbiamo paura.</p>
<p>We Shall Overcome.</p>
<p><a style="color: #1155cc;" href="http://www.youtube.com/watch?v=xFD5yaKD2Hg" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?<wbr />v=xFD5yaKD2Hg</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
