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	<title>sindacati &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Crisi occupazionale alla Testa di Romentino: subito un tavolo in Regione Piemonte</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2018 15:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[azienda testa]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi ho incontrato oggi i lavoratori dell’Azienda Testa di Romentino che ha annunciato la volontà di ridurre il personale di 22 unità. Ho appreso la notizia dagli organi di stampa e ho voluto portare la mia solidarietà ai lavoratori della storica azienda del territorio. Una crisi che si aggiunge alle tante che hanno colpito il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho incontrato oggi i lavoratori dell’Azienda Testa di Romentino che ha annunciato la volontà di ridurre il personale di 22 unità.</p>
<p>Ho appreso la notizia dagli organi di stampa e ho voluto portare la mia solidarietà ai lavoratori della storica azienda del territorio. Una crisi che si aggiunge alle tante che hanno colpito il nostro territorio negli ultimi anni su cui è necessario tenere alta l’attenzione. Sono in contatto con i sindacati impegnati su questa difficile vertenza e ho interessato l’Assessore Regionale Gianna Pentenero che ha dato immediata disponibilità ad istituire un tavolo tecnico finalizzato ad individuare percorsi alternativi al licenziamento dei 22 lavoratori.</p>
<p>Nella riunione odierna l&#8217;azienda ha revocato la procedura di licenziamento rinviando ogni decisione a una riunione che si terrà il 27 Luglio con i sindacati: abbiamo così guadagnato del tempo per dare spazio al dialogo</p>
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		<title>Stabilimento Faco di Cameri: la precarietà non può essere la regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 11:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cameri]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[F-35]]></category>
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					<description><![CDATA[Quanto sta accadendo nello stabilimento di Cameri va inserito all’interno del lungo percorso che riguarda la costruzione degli F-35, a partire dagli interrogativi etici sulla liceità della costruzione di aerei da guerra e dal dibattito politico su quale fosse la scelta giusta da fare tra le diverse opzioni possibili e sulla necessità della costruzione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto sta accadendo nello stabilimento di Cameri va inserito all’interno del lungo percorso che riguarda la costruzione degli F-35, a partire dagli interrogativi etici sulla liceità della costruzione di aerei da guerra e dal dibattito politico su quale fosse la scelta giusta da fare tra le diverse opzioni possibili e sulla necessità della costruzione di un sistema di difesa comune europea.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Come spesso accade le resistenze dell’opinione pubblica, o di parte di essa, furono superate con promesse mirabolanti sulla creazione di 10mila posti di lavoro.</p>
<p>Oggi che il progetto è partito e che sappiamo che i posti di lavoro sono molti meno non possiamo accettare che questi posti siano anche, per la maggior parte, precari.</p>
<p>Già nei mesi scorsi abbiamo appreso dai giornali delle diffuse condizioni di precarietà di gran parte dei lavoratori impiegati nella produzione degli F35, così come delle rassicurazioni dell’azienda per una progressiva stabilizzazione. Le notizie di queste ultime ore, però, raccontano che, purtroppo, non sono mutate le condizioni contrattuali dei lavoratori a cui manifesto massima solidarietà.</p>
<p>La precarietà non può e non deve diventare una regola, a maggior ragione quando investe professionalità altamente qualificate e una commessa di lunga durata come da sempre viene ribadito ad ogni livello istituzionale.</p>
<p>La sospensione degli straordinari, così come lo sciopero indetto per il 24 aprile rappresentano l’inizio di un percorso che auspico possa portare ad una dialogo costruttivo con l’azienda e ad una soluzione che possa soddisfare le legittime aspettative dei lavoratori. Per questo mi sono messo in contatto con l’amministrazione di Cameri e con i sindacati e ho interessato l’assessore regionale Gianna Pentenero, con cui sarò in costante contatto, come rappresentante del territorio e componente della Commissione Economia e Industria, per facilitare il dialogo tra azienda e sindacati.</p>
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		<title>Allarme Province: condivido l&#8217;allarme lanciato dai Sindacati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 09:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[riordino]]></category>
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					<description><![CDATA[Con forte preoccupazione ho preso atto della posizione delle organizzazioni sindacali novaresi  che, in un documento unitario (potete leggerlo cliccando QUI), sollecitano la politica e ciascun rappresentante che opera nei diversi livelli istituzionali ad intervenire rispetto alla riforma delle Province&#8221;. Il consigliere regionale Domenico Rossi commenta così il comunicato stampa sottoscritto da CGIL Novara e Vco, CISL [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Con forte preoccupazione ho preso atto della posizione delle organizzazioni sindacali novaresi  che, in un documento unitario <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/comunicato_stampa27__07_2016.doc" target="_blank">(potete leggerlo cliccando QUI</a>), sollecitano la politica e ciascun rappresentante che opera nei diversi livelli istituzionali ad intervenire rispetto alla riforma delle Province&#8221;. Il consigliere regionale Domenico Rossi commenta così il comunicato stampa sottoscritto da CGIL Novara e Vco, CISL PIEMONTE ORIENTALE e  UIL NOVARA. Nel testo si evidenzia come, ad alcuni mesi dall&#8217;entrata in vigore della legge regionale 23/2015 sul riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 56/2014, la riduzione dell&#8217;organico e dei finanziamenti rischiano di mettere in dubbio funzioni e servizi ai cittadini. &#8220;Analisi che condivido e criticità  che ho io stesso evidenziato nei mesi scorsi a Torino, a partire dalle preoccupazioni sul settore estrattivo in Provincia di Novara dove si è passati da una situazione che prevedeva l&#8217;impiego di più persone per il servizio estrattivo ad una pianta organica che prevede una sola persona, distaccata dalla Regione, che si occupa di cave&#8221; spiega Rossi. &#8220;Questo in una situazione che vede, sempre come conseguenza della legge regionale 23/2015, il passaggio della funzione delle attività estrattive dai comuni alle province e che quindi avrebbe dovuto prevedere un potenziamento della funzione. Come fa una persona ad autorizzare e controllare tutte le cave presenti sul nostro territorio? Nei fatti, credo, sia impossibile&#8221; aggiunge Rossi. Si tratta di considerazioni che, con le dovute differenze, si possono estendere anche alle altre Province del Piemonte e su cui Domenico Rossi intende tornare. &#8220;Il prossimo appuntamento referendario rappresenta lo spartiacque sul futuro delle province, ne sono consapevole, ma è altrettanto chiaro, al di là dello scenario che prevarrà alle urne, che la priorità deve essere una soltanto: salvaguardare i servizi&#8221; afferma il consigliere Democratico. &#8220;Nei mesi scorsi, come detto &#8211; conclude Rossi &#8211; ho posto il problema in Consiglio Regionale. Da settembre, con la ripresa delle attività in aula, tornerò a farlo proprio sulla base della legge 23 che, all&#8217;articolo 21, prevede una serie di azioni  per il monitoraggio dell&#8217;applicazione della stessa normativa. Una sorta di clausola di salvaguardia e verifica che, alla luce dei fatti, la Regione ha giustamente inserito</div>
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