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	<title>siccità &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Crisi idrica: per ridurre le perdite più risorse per riparare e ammodernare la rete. Solo 5 milioni su 88 destinati negli ultimi anni</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 14:37:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Dovrebbe essere chiaro a tutti che non siamo di fronte a una crisi episodica, al contrario stiamo cominciando a pagare il conto dei cambiamenti climatici ed è un conto strutturale. Ci saranno, infatti, anni in cui pioverà di più ma la tendenza resterà quella di quest’anno, con i ghiacciai sempre più in ritiro e meno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Dovrebbe essere chiaro a tutti che non siamo di fronte a una crisi episodica, al contrario stiamo cominciando a pagare il conto dei cambiamenti climatici ed è un conto strutturale. Ci saranno, infatti, anni in cui pioverà di più ma la tendenza resterà quella di quest’anno, con i ghiacciai sempre più in ritiro e meno acqua a disposizione”. Dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che oggi ha presentato un’interrogazione urgente (puoi leggerla <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/06/Emergenza-siccita-come-ridurre-le-perdite-idriche-.pdf">qui</a>) all’assessore competente sulle azioni messe in campo dalla Regione per il monitoraggio delle reti e la riqualificazione delle stesse per limitare le perdite idriche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non è una crisi che si risolve invocando la pioggia, né chiedendo solo più responsabilità ai cittadini.  Così come non sarà sufficiente realizzare nuovi invasi. Occorre un cambio di paradigma” aggiunge il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“C’è un’urgenza da cui partire &#8211; spiega Rossi &#8211; quella di riparare la rete idrica: è scandaloso, infatti, che si perda circa il 50% dell’acqua immessa nelle tubature. Ma non sarà sufficiente. La crisi di oggi deve spingerci ad andare oltre. Occorre puntare sul modello circolare per metterci nelle condizioni di non usare l’acqua potabile dove non serve e quindi fare un ragionamento serio sui depuratori. Non solo, serve il coraggio di rivedere i modelli che ci hanno portato fino a qui, a partire dall’agricoltura intensiva che ha necessità di quantità d’acqua che forse non sono più sostenibili.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella risposta odierna (leggi il testo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/06/risposta-Marnati_2022-06-28-14-59-35.pdf">qui</a>) l’assessore Marnati ha elencato una serie di incontri, tavoli, riunioni, ma anche di progetti, investimenti ed interventi. Nello specifico l’assessore riferisce di 60 interventi finanziati, grazie al Fondo europeo per lo Sviluppo e la Coesione e al cofinanziamento dei gestori, per un totale di 88 milioni di euro per migliorare la rete idrica e fognaria: di questi solo 7 progetti, per un importo complessivo di circa 5,3 milioni di euro, sarebbero però finalizzati a ridurre le perdite idriche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora si guarda al PNRR che ha una misura specifica per questi interventi, ma i progetti sono ancora in valutazione presso il Ministero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Questa interrogazione ci dice che buona parte delle risorse è arrivata da fondi europei. Ma è evidente che i gestori debbano fare di più su questo aspetto e auspico che gli enti locali, soci dei vari enti gestori, sollecitino costantemente nuovi interventi di riparazione e ammodernamento.” conclude Rossi. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crisi idrica: perdite fino al 60%, non basta chiedere sacrifici ai cittadini. Agire con urgenza sulla rete</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 10:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho raccolto in questi giorni  la preoccupazione e il grido d’allarme dei Sindaci che si trovano in prima linea a fronteggiare la crisi idrica sul territorio piemontese. L&#8217;acqua è vita, è un bene prezioso e ora scarseggia. E’ il momento di usarla in maniera più consapevole, ma non possiamo chiedere un sacrificio ai cittadini senza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho raccolto in questi giorni  la preoccupazione e il grido d’allarme dei Sindaci che si trovano in prima linea a fronteggiare la crisi idrica sul territorio piemontese.</p>
<p>L&#8217;acqua è vita, è un bene prezioso e ora scarseggia. E’ il momento di usarla in maniera più consapevole, ma non possiamo chiedere un sacrificio ai cittadini senza mettere in campo azioni serie per intervenire sulla rete di distribuzione che fa letteralmente <em>acqua da tutte le parti</em>.</p>
<p>Proprio in queste ore sto preparando un’interrogazione che presenterò in Consiglio Regionale la prossima settimana e da cui emergono dati drammatici, a partire da quelli del <em>Monitor Idrico 2020 di Regione Piemonte</em> in cui si legge che le perdite idriche nel novarese superano il 44%, nel torinese sfiorano il 40% e in alcune aree del cuneese oltrepassano il 60%. Si parlerebbe complessivamente di perdite lineari di circa 176 metri cubi al chilometro per giorno…<br />
Tutto questo è semplicemente inaccettabile. Anche perché del problema della scarsità d’acqua e della dispersione si parla da decenni oramai. E la crisi va affrontata consapevoli che siamo di fronte a un cambiamento epocale che ci richiede un cambio di paradigma e non piccoli aggiustamenti.</p>
<p>Qualcuno credo dovrà spiegare cosa è stato fatto (oppure no) in questi anni e cosa intende fare in queste ore. L&#8217;intervento sulle reti deve essere la priorità di questo momento. Anche perché la percentuale di uso da parte dei cittadini è molto bassa e il problema della carenza dell&#8217;acqua non si risolverà con i soli e seppur necessari comportamenti virtuosi.</p>
<p>Così come non basta chiedere al governo di accelerare sui piccoli invasi. Occorre rivedere anche il modello spingendo per una logica circolare. Si deve lavorare meglio sulla depurazione per un riutilizzo delle acque reflue, ad esempio. Così come occorre capire qual è la strategia per la gestione delle acque sotterranee.</p>
<p>E’ il momento di procedere con un’analisi seria, inevitabilmente complessa, capace di dare delle risposte e di predisporre una pianificazione sugli investimenti per il futuro anche considerando che il PNRR destina alla Tutela del Territorio e della Risorsa Idrica 4,4 miliardi di euro di investimenti di cui 3,5 miliardi per le aziende del servizio idrico. Che cosa ha fatto la Regione e come vuole procedere ora su questo problema oltre che chiedere un sacrificio ai Sindaci e ai cittadini? Quali indirizzi in questi anni sono stati dati dai soci alle società che gestiscono la rete idrica?</p>
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