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	<title>Sergio Chiamparino &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Sergio Chiamparino &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Ufficializzato il finanziamento della Città della Salute e della Scienza di Novara</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2020 17:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[“Una notizia che attendevamo da mesi e che arriva in un momento in cui la sanità del nostro territorio ha sempre più bisogno di innovazione, ricerca e strutture all’avanguardia” il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi, commenta così la notizia dell’ufficializzazione del finanziamento ministeriale per la Città della Salute e della scienza di Novara.  “Si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Una notizia che attendevamo da mesi e che arriva in un momento in cui la sanità del nostro territorio ha sempre più bisogno di innovazione, ricerca e strutture all’avanguardia” il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi, commenta così la notizia dell’ufficializzazione del finanziamento ministeriale per la Città della Salute e della scienza di Novara. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si chiude un lungo percorso che ha attraversato diverse amministrazioni Regionali e Comunali, e ha coinvolto Università del Piemonte Orientale e Azienda Ospedaliera cui ora passa il testimone per avviare la gara necessaria a individuare il partner privato che realizzerà la Città della Salute e della Scienza” aggiunge il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ora occorre lavorare sodo per fare presto e bene. La Città della Salute e della Scienza migliorerà l’offerta sanitaria piemontese, e sarà anche un’opportunità di natura economica, trattandosi di una delle iniziative pubbliche più importanti degli ultimi anni.  Ma gli ostacoli non sono certo terminati e dobbiamo tenere gli occhi ben aperti. Lo scorso 11 febbraio, in occasione dell’approvazione della legge regionale richiesta dal Ministero necessaria a sbloccare il finanziamento &#8211; ricorda Rossi &#8211; ho presentato un ordine del giorno con l’obiettivo di favorire la predisposizione di iniziative utili alla prevenzione dei fenomeni corruttivi e delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Richiamo oggi quella proposta di introdurre dei “patti di integrità” (uno strumento previsto dalla legge, dall’ANAC e dalla Commissione europea che garantisce la trasparenza e la correttezza delle gare d’appalto, contribuisce alla realizzazione di progetti di successo e permette di risparmiare denaro pubblico), l’estensione del protocollo ANAC già siglato per Torino all’opera Novarese e la stipula di un apposito protocollo con prefettura e forze dell’ordine per un controllo puntuale e costante dei cantieri, sulla scorta del protocollo cave”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La consapevolezza che il ciclo del contratto pubblico è luogo privilegiato per mafie e corruzione, ma anche che si apre una nuova sfida per la città di Novara. “Fin da ora occorre interrogarsi sul futuro dell’attuale area che ospita l’Ospedale Maggiore in un percorso condiviso sulla rigenerazione urbana e il riuso degli spazi che interessa anche l’ospedale San Rocco di Galliate. Non possiamo permetterci di avere aree abbandonate e degradate nel cuore della città” spiega Rossi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GAP: Inutile continuare a tirare per la giacca il presidente Chiamparino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 13:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1749" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1749" class="size-medium wp-image-1749" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/ae9f105c-789a-4231-a769-a82c01e693a2-1-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/ae9f105c-789a-4231-a769-a82c01e693a2-1-300x251.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/ae9f105c-789a-4231-a769-a82c01e693a2-1-768x644.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/ae9f105c-789a-4231-a769-a82c01e693a2-1-700x587.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/ae9f105c-789a-4231-a769-a82c01e693a2-1.jpg 940w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-1749" class="wp-caption-text">Approvata la Legge Regionale sul Gioco d&#8217;Azzardo Patologico</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Consiglio Regionale si è più volte espresso sul tema del <strong>gioco d’azzardo patologico</strong>: prima votando all’unanimità la legge regionale 9/2016 e poi  votando un ordine del giorno che impegna la Giunta alla piena attuazione della legge stessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pur comprendendo il clima da campagna elettorale, faccio notare che la politica non può inseguire le richieste, seppur legittime, di portatori di interessi economici particolari. Al contrario, tra i diversi interessi in gioco, deve trovare una <strong>mediazione che metta al centro il bene comune</strong>, a partire dalla tutela dei più fragili. Questo è quello che ha fatto la Regione che, con la legge sul GAP, vuole difendere le fasce più deboli della popolazione, che sono anche le più colpite da un fenomeno che i dati identificano come devastante per la nostra società.</span></p>
<p><strong>Chi si sofferma sulla questione dei posti di lavoro pone un problema serio, che deve essere affrontato insieme, però, ad un’analisi ampia del fenomeno e alle conseguenze sociali e sanitarie che esso produce.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La raccolta di denaro attraverso il gioco ha raggiunto quota 96 miliardi di euro all’anno, una cifra che è raddoppiata negli ultimi 10 anni, nonostante la forte crisi economica, a fronte di entrate erariali da esso derivanti rimaste pressoché invariate. Ci troviamo di fronte a un mercato “dopato” dalle scelte governative degli ultimi decenni che hanno trasformato il gioco d’azzardo in un ambito da cui trarre profitto, mentre fino al 1992 l’atteggiamento dello Stato era molto più prudente in quanto riconosceva i rischi collegati all’attività dell’azzardo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le occasioni e i luoghi di gioco si sono moltiplicati, così come gli inviti a giocare d’azzardo, al punto da raggiungere un livello di pervasività totalizzante: al bar, dal tabaccaio, al supermercato, ecc… Conseguentemente le persone che giocano e che si ammalano sono aumentate e <strong>lo stesso Governo ha dovuto inserire</strong> <strong>il GAP all’interno dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)</strong>, ovvero parificandolo a malattie rare e croniche, autismo, demenza e molte altre ancora. Il gioco d’azzardo patologico non può essere più visto solo come un ‘vizio’, ma come una vera e propria malattia: la differenza è che questo “virus” colpisce alcuni e fa arricchire altri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità è che questa crescita costante ha fatto esplodere la contraddizione tra le scelte dei Governi e quelle delle Regioni: si mettono sulla bilancia, da un lato, la monetizzazione del gioco, dall’altro, la salute dei cittadini. Il Piemonte sceglie di mettere al centro il benessere delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dovremmo cogliere questo momento di conflitto per <strong>decidere, u</strong></span><strong>na volta per tutte, da che parte stare</strong><span style="font-weight: 400;"><strong>,</strong> cercando di eliminare questa ipocrisia e uniformando l’azione dello Stato con quella delle autonomie locali. Oggi stiamo certamente vivendo una contraddizione, ma di chi è la responsabilità? Delle Regioni che prendono atto di una situazione drammatica e provano a porvi rimedio oppure di chi, in questi anni, ha permesso che la situazione esplodesse solo con l’obiettivo di fare cassa? Quanto ci costa in termini culturali, sociali, sanitari ed economici tutto questo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La legge regionale è frutto di un percorso lungo e condiviso e non è animata da nessuno spirito proibizionista. </span><b>La legge non proibisce: allontana oppure sposta. La logica è totalmente altra: si tratta di allontanare il gioco dai “luoghi della vita”</b><span style="font-weight: 400;">, di allentare la pervasività cresciuta in questi anni. Si fa questo mentre si investe, con un piano da 6,7 milioni di euro, su prevenzione e cura. Se proprio si vuole fare una richiesta alla Giunta, allora dobbiamo chiedere che il piano entri immediatamente nel vivo, con tutte le azioni previste.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una verifica della norma andrà fatta, perché esistono sempre spazi di miglioramento, tanto più in ambiti così complessi: alla fine di questa verifica dovremo certamente discutere di alcuni aspetti tecnici, ma non saranno in discussione, in nessun modo, i princìpi della legge.</span></p>
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		<title>Passo decisivo per la Città della Salute di Novara: via libera in Conferenza Stato Regioni</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 15:42:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi, giovedì 21 dicembre, La Conferenza Stato-Regioni ha espresso l’intesa su accordi di programma per la realizzazione del “Parco della salute e della ricerca e dell’innovazione di Torino” e della &#8220;Città della Salute e della Scienza di Novara”. “Esprimo soddisfazione per questo impegno rispettato” dichiara Domenico Rossi. “Dopo anni in cui il progetto era rimasto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2649" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/12/SAITTA_ROSSI_FERRARI-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/12/SAITTA_ROSSI_FERRARI-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/12/SAITTA_ROSSI_FERRARI-700x466.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/12/SAITTA_ROSSI_FERRARI-272x182.jpg 272w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/12/SAITTA_ROSSI_FERRARI.jpg 709w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Oggi, giovedì 21 dicembre, La Conferenza Stato-Regioni ha espresso l’intesa su accordi di programma per la realizzazione del “Parco della salute e della ricerca e dell’innovazione di Torino” e della &#8220;Città della Salute e della Scienza di Novara”.</p>
<p>“Esprimo soddisfazione per questo impegno rispettato” dichiara Domenico Rossi. “Dopo anni in cui il progetto era rimasto fermo questa legislatura si dimostra essere quella in cui alle parole seguono i fatti” aggiunge Rossi. “Voglio ringraziare il presidente Chiamparino e l’assessore Saitta &#8211; conclude Rossi &#8211; per la determinazione con cui stanno portando avanti l’obiettivo. Ora manca solo la firma dell’Accordo. A quel punto potranno partire le gare per la realizzazione della Città della Salute. Tutto questo ci spinge ad accelerare anche le operazioni connesse alla realizzazione dell’opera, a partire dal progetto di riutilizzo dell’area del vecchio ospedale, che a questo punto non può più aspettare.”</p>
<p>Il “Parco della salute e della ricerca e dell’innovazione di Torino” è costituito da un polo della sanità e della formazione clinica (1040 posti letto) che assicurerà funzioni di altissima complessità oggi distribuite in diverse strutture ospedaliere vetuste e da un polo della ricerca universitaria. Il costo per la realizzazione dell’opera è di 455.959.111 euro, con un finanziamento a carico dello Stato di 142.478.259 euro e quello a carico della Regione di 7.501.740 euro.</p>
<p>Il “Parco della Salute e della scienza di Novara” sarà una struttura ospedaliera di 711 posti letti (in sostituzione dell’attuale) e di una struttura universitaria per la didattica e la ricerca. Il costo complessivo ammonta a 320.900.000 euro di cui 95.375.350 euro a carico dello Stato e 5.274.649 a carico della Regione.</p>
<p>Il finanziamento complessivo delle due strutture si completa con l’attivazione di un partenariato   pubblico-privato, in cui l’intervento pubblico sarà di 250.400.000 euro e quello privato 525.619.111 euro per un totale di 776.019.111 euro.</p>
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		<title>Pubblicato il bando regionale per il recupero dei beni confiscati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 10:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ stato pubblicato, con scadenza il prossimo 30 ottobre, il nuovo bando per il recupero dei beni confiscati annunciato lo scorso mese di luglio, in Commissione Regionale per la Legalità dal Presidente, Sergio Chiamparino. «Un risultato importante &#8211; commenta il Consigliere Regionale Domenico Rossi &#8211; perché è fondamentale che questi beni, una volta confiscati siano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2410" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-768x512.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-700x467.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E’ stato pubblicato, con scadenza il prossimo 30 ottobre, il nuovo bando per il recupero dei beni confiscati annunciato lo scorso mese di luglio, in <a href="http://domenicorossi.eu/2017/07/12/regione-piemonte-la-legalita-nuovi-investimenti-riuso-sociale-dei-beni-confiscati/">Commissione Regionale per la Legalità</a> dal Presidente, Sergio Chiamparino.<br />
«Un risultato importante &#8211; commenta il Consigliere Regionale Domenico Rossi &#8211; perché è fondamentale che questi beni, una volta confiscati siano davvero restituiti alla società: i beni confiscati abbandonati, infatti, rappresentano la resa dello Stato, quelli riutilizzati, invece, sono il simbolo del riscatto civile delle nostre comunità».</p>
<p>Avranno accesso al bando i Comuni piemontesi assegnatari di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata alla data della pubblicazione del bando ed i fondi, 200mila euro complessivi, potranno essere impiegati per il recupero o l’adeguamento di beni e per i progetti di riutilizzo sociale. «Uno sforzo importante della Regione», precisa Rossi: «Un segnale che abbiamo voluto mandare forte e chiaro rifinanziando, dopo molti anni, la legge 14/2007 grazie all’intervento del gruppo consiliare del Partito Democratico in fase di assestamento di bilancio 2016». Attraverso tali fondi la Regione, con un cofinanziamento al 50% per un massimo di 50mila euro, darà un sostegno concreto a quei Comuni impegnati nella trasformazione dei beni confiscati in una testimonianza di legalità e giustizia.</p>
<p>«L’auspicio &#8211; conclude Rossi &#8211; è che l’impulso del bando sia colto pienamente dagli amministratori locali e dalle comunità e che sulla la spinta dei progetti realizzati sia possibile disporre sempre di maggiori risorse in futuro».</p>
<p>Leggi e scarica la <a href="http://www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/finanziamenti/contributi-favore-dei-comuni-gli-interventi-rivolti-al-recupero-dei-beni-confiscati">documentazione integrale</a></p>
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		<title>Regione Piemonte per la legalità: nuovi investimenti per il riuso sociale dei beni confiscati</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 11:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Miasino]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi in Commissione Regionale per la Legalità il Presidente Sergio Chiamparino ha riferito sui criteri di assegnazione del bando per il recupero dei beni confiscati che sarà pubblicato entro settembre. «Un ulteriore investimento di Regione Piemonte sul tema della legalità e dei beni confiscati in particolare» commenta Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione legalità. «Finalmente &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2529" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-300x225.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-768x576.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-700x525.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Oggi in Commissione Regionale per la Legalità il Presidente Sergio Chiamparino ha riferito sui criteri di assegnazione del bando per il recupero dei beni confiscati che sarà pubblicato entro settembre. «Un ulteriore investimento di Regione Piemonte sul tema della legalità e dei beni confiscati in particolare» commenta Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione legalità. «Finalmente &#8211; prosegue il consigliere Dem &#8211; dopo molti anni si torna a rifinanziare la legge 14/2007 grazie all’intervento del gruppo consiliare del Partito Democratico in fase di assestamento di bilancio 2016».</p>
<p>Avranno accesso al bando i Comuni assegnatari di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata alla data della pubblicazione del bando ed i fondi, 200mila euro complessivi, potranno essere impiegati per il recupero o l’adeguamento di beni e per i progetti di riutilizzo sociale.</p>
<p>«Grazie a tali fondi &#8211; conclude Rossi &#8211; la Regione, con un cofinanziamento al 50% per un massimo di 50mila euro, consentirà ai Comuni di avviare percorsi di riuso dei beni confiscati affinché diventino testimonianza concreta di “legalità percepibile”. Perché la lotta alle mafie si deve portare avanti non solo sul piano della repressione, ma anche sul piano culturale e sociale: i beni confiscati abbandonati, infatti, rappresentano la resa dello Stato, quelli riutilizzati, invece, sono il simbolo del riscatto civile delle nostre comunità».</p>
<p>A latere della riunione il Presidente Chiamparino ha dichiarato che nelle prossime settimane sarà pubblicato il bando per la progettazione dei lavori sul Castello di Miasino con l’obiettivo di assegnarli entro la fine del 2018. Contestualmente all’esecuzione dei lavori la Regione pubblicherà il bando per il riuso sociale del Castello in modo tale da procedere con l’assegnazione definitiva entro la fine del 2018.</p>
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		<title>Approvato il bilancio: documento rigoroso a garanzia dei servizi ai cittadini</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/03/31/approvato-il-bilancio-documento-rigoroso-a-garanzia-dei-servizi-ai-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 19:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Chiamparino]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1717" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/image-300x251.jpeg" alt="image" width="300" height="251" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/image-300x251.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/image-768x644.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/image-700x587.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/image.jpeg 940w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: left;" align="CENTER">«Un bilancio importante, che arriva quasi a metà della legislatura e che si presta anche a una prima verifica programmatica. Un bilancio che il Presidente Chiamparino non ha esitato a definire &#8220;quasi un miracolo&#8221;, se si pensa all&#8217;incertezza che solo un anno e mezzo fa caratterizzava i conti della Regione Piemonte. In questo bilancio di previsione oltre a trasparenza e correttezza contabile si garantiscono la copertura dei disavanzi, i servizi, ad esempio 8 miliardi per la sanità e oltre 500 milioni per i trasporti, e le spese per il 2016 e ci sono anche delle risorse per implementare le politiche ritenute prioritarie. Grazie a un emendamento della giunta si stanziano, infatti, 12 milioni in più sulla formazione professionale, 700mila euro in più per la cultura, un milione extra per i sostegno alla morosità incolpevole e 150mila euro per il sostegno della legge contro la violenza di genere». Il consigliere Regionale Domenico Rossi giudica molto positivamente il documento di previsione approvato ieri a Palazzo Lascaris che accoglie, peraltro, un emendamento a prima firma Rossi sul Prae (Piano Regionale Attività Estrattive) accolto nel maxi emendamento prodotto dalla Giunta. «Le risorse – precisa il consigliere democratico &#8211; serviranno a dare il via al processo che ci dovrà portare a una pianificazione attesa da tempo, su cui la Regione ha preso precisi impegni in questi due anni. Certo serviranno altre risorse, che chiederemo vengano stanziate in fase di assestamento».</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Nel bilancio, inoltre, Rossi evidenzia un&#8217;importante dotazione per il novarese. «Tra gli emendamenti della giunta – spiega – lo stanziamento di circa 1 milione di euro per il contrasto alla diffusione della Popillia Iaponica nell&#8217;area del Parco del Ticino. In un recente incontro con Sindaci ed associazioni di categoria, presso la sede dell&#8217;Ente Parco, proprio l&#8217;assessore all&#8217;agricoltura, Giorgio Ferrero, aveva assicurato che la Regione avrebbe messo in atto tutte le misure possibili per contrastare il proliferare di questo coleottero che attacca circa 300 diverse specie vegetali e in particolare colture importanti per il nostro territorio come mais, vite e alberi da frutta».</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Importanti sono stati anche gli atti di indirizzo collegati al bilancio previsionale che impegnano la Giunta per l&#8217;assestamento. Tra questi il finanziamento della legge regionale 14 del 2007 “Interventi in favore della prevenzione della criminalità e istituzione della &#8216;Giornata regionale della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. «La norma – aggiunge Rossi &#8211; non ha visto stanziamenti per gli anni 2014-2015, mentre nel bilancio previsionale 2016-2018 si prevede uno stanziamento di soli 30mila euro: con il documento si chiede di aumentare lo stanziamento in maniera tale da consentire politiche specifiche volte al sostegno delle scuole per l’educazione e la diffusione della cultura della legalità, ma anche di sostenere interventi volti al recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata». Accolto dall&#8217;aula anche l&#8217;Odg, a prima firma Antonio Ferrentino, sulla destinazione dell&#8217;ecotassa, nella sua totalità, al sostegno delle politiche virtuose messe in campo dagli enti locali per raggiungere gli obiettivi del Piano Regionale di gestione dei rifiuti. «Ho sottoscritto con convinzione il documento – conclude Rossi &#8211; perché serve dare gambe alle idee contenute nel Piano Rifiuti che sarà approvato nei prossimi giorni e, più in generale, a sostenere gli sforzi degli enti locali che vorranno farsi carico della responsabilità della riduzione della produzione dei rifiuti».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una legge per le nuove Province</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/10/28/una-legge-per-le-nuove-province/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 13:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[attività estrattive]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[riordino province]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Chiamparino]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scorso 27 ottobre in Consiglio Regionale abbiamo approvato il disegno di legge n.135 sul riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province e alla Città Metropolitana in applicazione della Legge Delrio. Un passaggio fondamentale per fornire certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-700" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio-300x225.jpg" alt="1_consiglio" width="300" height="225" /></a>Lo scorso 27 ottobre in Consiglio Regionale abbiamo approvato il disegno di legge n.135 sul <a href="http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/scenari/il-riordino-delle-province-legge.html" target="_blank">riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province e alla Città Metropolitana</a> in applicazione della Legge Delrio. Un passaggio fondamentale per fornire certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento, come ha sottolineato il Presidente Sergio Chiamparino.<br />
Le Province, riunite in ambiti ottimali, mantengono le funzioni già attribuite dalla precedente Legge Regionale e si aggiungono quelle in materia di energia, acque minerali e termali e sulle attività estrattive prima ai Comuni.</p>
<p>Proprio su quest&#8217;ultimo tema ho voluto intervenire evidenziando come sarà necessario garantire agli Enti le risorse necessarie per svolgere tale fondamentale compito di verifica e controllo che rappresenta uno dei cardini della proposta di legge sulle attività estrattive che ho presentato nelle scorse settimane. Una sensibilità espressa nei giorni scorsi anche da Ain e Api che proprio sul controllo e la necessità di una normativa chiara hanno voluto sollecitare, con una <a href="http://www.corrieredinovara.it/it/web/cave-le-aziende-estrattive-novaresi-chiedono-maggiori-controlli-31320/sez/economia-e-politica/" target="_blank">lettera aperta</a>, soggetti politici e amministrazioni, in particolare il Governo della Regione.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="720" height="405" src="https://www.youtube.com/embed/suTlVu-Ll9E?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
La legge, nello specifico, individua, oltre alla Città metropolitana di Torino, tre aree vaste coincidenti con gli ambiti territoriali ottimali per l’esercizio delle funzioni confermate, attribuite o delegate alle Province: Novara, Vercelli, Biella eVerbano-Cusio-Ossola (ambito 1); Asti e Alessandria (ambito 2); Cuneo (ambito 3). Le funzioni sul trasporto pubblico sono obbligatoriamente gestite in forma associata attraverso l’Agenzia della mobilità piemontese, mentre quelle in materia di protezione civile, stante le peculiarità del territorio piemontese, sono esercitate dalle Province in forma singola. Le funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani sono attribuite alla Città metropolitana e alle Province, che le esercitano in forma associata nei modi e nei tempi previsti da apposita legge di settore che verrà approvata entro un anno.<br />
Per esigenze di gestione unitaria e in coerenza con i compiti di programmazione e di coordinamento del sistema degli enti locali, tornano al Governo Regionale, tra le altre, le competenze già esercitate dalle Province in materia di agricoltura, formazione professionale, politiche del lavoro e sociali e turismo.</p>
<p>Leggi il testo della <a href="http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=TESTOPDL&amp;FASEITER=PRESENTAZIONE&amp;PDL=100145" target="_blank">Legge</a></p>
<p>Leggi la <a href="http://www.cr.piemonte.it/web/files/relazione_ddl_province.pdf" target="_blank">relazione</a></p>
<p>Nelle slide uno schema del nuovo assetto e delle funzioni:</p>

<a href='https://domenicorossi.eu/7-2-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/7-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://domenicorossi.eu/8/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://domenicorossi.eu/2015/10/22/promessa-mantenuta-presentata-la-proposta-di-legge-sulle-cave/attachment/8/#main'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/8-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://domenicorossi.eu/2015/10/22/promessa-mantenuta-presentata-la-proposta-di-legge-sulle-cave/7-2-2/#main'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/7-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Approvata la mozione: la Regione Piemonte aderisca ad Avviso Pubblico!</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/07/29/la-regione-aderisca-ad-avviso-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 12:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[avviso pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Chiamparino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio Regionale del Piemonte, durante la seduta odierna, ha approvato con larga maggioranza (37 voti favorevoli su 39 presenti) la mozione di cui ero primo firmatario con la quale si richiede alla Regione Piemonte di aderire ad Avviso Pubblico. Sono soddisfatto di questo risultato. Segue il testo del mio intervento. &#160; &#160; Saluti, Grazie Presidente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-presentazione-avviso-pubblico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-570 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-presentazione-avviso-pubblico-300x186.jpg" alt="foto presentazione avviso pubblico" width="300" height="186" /></a>Il Consiglio Regionale del Piemonte, durante la seduta odierna, ha approvato con larga maggioranza (37 voti favorevoli su 39</em><br />
<em> presenti) la mozione di cui ero primo firmatario con la quale si richiede alla Regione Piemonte di aderire ad Avviso Pubblico. </em><br />
<em>Sono soddisfatto di questo risultato.</em></p>
<p><em>Segue il testo del mio intervento.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saluti,<br />
Grazie Presidente,<br />
Buongiorno Presidente Chiamparino, Assessori e colleghi consiglieri.</p>
<p>Comincerei questo mio intervento richiamando quanto emerso dall’ultimo rapporto del Centro studi di Confindustria firmato anche dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone: tra le cause principali per le quali il Paese non cresce c’è sicuramente l’influenza che mazzette e scambi di favori hanno sui i processi decisionali. In estrema sintesi la corruzione è il vero freno alla crescita nel nostro Paese perché disincentiva gli investimenti esteri, distorce la concorrenza in favore delle imprese disoneste e favorisce la fuga dei cervelli<br />
Quanto appena riportato serve a restituire il senso del mio intervento oggi: perché parliamo di questi argomenti – corruzione e illegalità &#8211; in Consiglio Regionale e perché essi sono prioritari anche per la nostra Regione. Senza un miglioramento significativo nell&#8217;ambito della lotta alla corruzione e alle illegalità il nostro Paese non può ripartire, crescere.</p>
<p>Ho presentato insieme con molti colleghi consiglieri una mozione con la quale si chiede al Presidente Chiamparino di procedere affinché la Regione Piemonte aderisca all’associazione Avviso Pubblico.<br />
Avviso Pubblico è il coordinamento di Enti Locali e Regioni nato nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare tra loro gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati;</p>
<p>l’Associazione, che attualmente conta più di 250 soci in tutta Italia tra Comuni, Province e Regioni, ha svolto nel corso degli anni diverse attività di notevole rilevanza in ambito socio-culturale, mirate<br />
• a diffondere i valori e la cultura della legalità e della democrazia attraverso l’impegno concreto degli enti che vi aderiscono,<br />
• a contrastare la criminalità e le diverse forme di illegalità.<br />
• Mettere in rete gli enti locali e territoriali d&#8217;Italia per favorire lo scambio di esperienze ed informazioni socioculturali per contribuire alla crescita del singolo e delle comunità di cittadini;<br />
• Promuovere iniziative dirette allo studio di procedure che consentano agli enti di agire in perfetta trasparenza;<br />
Tra le Regioni che hanno dato la propria adesione ad Avviso Pubblico figurano l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria e il Veneto;</p>
<p>in Piemonte sono già numerosi gli Enti che aderiscono ad Avviso Pubblico: tra essi il Comune di Torino, la Provincia di Torino, il Comune di Novara, il Comune di Asti ed il Comune di Cuneo;</p>
<p>Concretamente, in questi anni, Avviso Pubblico si è occupata di:<br />
1. Formare amministratori e dipendenti della PA<br />
2. Mettere in comunicazione gli amministratori al fine di scambiare conoscenze e buone prassi.<br />
3. Stare vicino a chi viene minacciato, intimidito a causa della sua azione amministrativa. Molto importante, da questo punto di vista, è il rapporto annuale “Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica” (nel 2013 ben 351 casi di minacce/intimidazioni. Quelli pubblici, denunciati…)</p>
<p>Nel 2012 ha elaborato e promosso la Carta di Pisa. Un anno di lavoro di un gruppo di esperti, coordinati dal Prof. Alberto Vannucci dell’Università di Pisa, ha prodotto un codice etico-comportamentale destinato agli amministratori pubblici, contenente specifiche regole di condotta finalizzate a rafforzare la trasparenza e la legalità all’interno delle istituzioni pubbliche, in particolare contro la corruzione e l’infiltrazione mafiosa.</p>
<p>Con la Regione Veneto ha appena elaborato un piano per la legalità 2014/2015 dal titolo &#8220;conoscere le mafie, costruire legalità&#8221;</p>
<p>Sarebbe un passo importante per la nostra Regione aderire.<br />
Perché sappiamo che<br />
• gli avvenimenti degli ultimi anni hanno messo in evidenza l’urgenza del problema della legalità anche nella nostra Regione; non torno sui dettagli affrontati nel mio intervento durante il Consiglio precedente<br />
• il contrasto alle organizzazioni mafiose si realizza non solo attraverso le azioni di repressione condotte da magistratura e forze dell’ordine, ma anche attraverso politiche di cambiamento culturale, creazione di posti di lavoro e attraverso una buona politica e un’amministrazione trasparente e preparata;<br />
Perché:<br />
• lo sviluppo dell&#8217;ordinata e civile convivenza della comunità regionale, della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile attraverso interventi nei settori dell&#8217;educazione alla legalità, della prevenzione e della lotta contro la criminalità organizzata rientrano tra le finalità istituzionali della Regione Piemonte. Per il perseguimento di tali obiettivi, infatti, la Regione si è dotata della legge regionale n° 14 del 18 giugno 2007, (Interventi in favore della prevenzione della criminalità e istituzione della Giornata regionale della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie);<br />
• è necessario investire sulla formazione nell’ambito del contrasto alle mafie e alla corruzione di politici, amministratori e funzionari della Pubblica Amministrazione;</p>
<p>Proprio la legge .regionale 14/2007 all’articolo 1, comma 2 prevede che la Regione nella promozione e realizzazione degli interventi di prevenzione della criminalità possa valersi anche della collaborazione di associazioni, fondazioni e cooperative operanti nel settore;</p>
<p>Ma il motivo principale è uno solo: le mafie sono organizzate per realizzare i propri obiettivi. Noi dobbiamo fare lo stesso: mettere insieme forze, energie, conoscenze per rispondere con altrettanta forza.<br />
Credo che la Regione Piemonte potrà ricevere molto da quanto è già stato fatto da Avviso Pubblico in questi anni, ma credo anche che potrà portare un contributo importante a questo sodalizio di buoni amministratori e buone istituzioni che hanno capito come tocchi alla politica prendere in mano il timone della lotta alla corruzione e alle mafie: essa non può essere delegata alla magistratura e alla società civile.<br />
Anche la Regione Piemonte deve contribuire a questo progetto. Facciamolo per tutti gli amministratori che ogni anno vengono minacciati o subiscono intimidazione, per tutti coloro che hanno pagato un prezzo altissimo, anche con la vita, la lotta alle illegalità e alla corruzione. Permettetemi qui di fare due nomi per tutti: per Renata Fonte e Angelo Vassallo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il mio intervento sulle linee programmatiche del Presidente Chiamparino</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/07/09/il-mio-intervento-sulle-linee-programmatiche-del-presidente-chiamparino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 12:14:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale del Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[fragili]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Chiamparino]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie sig. Presidente, Buongiorno Presidente Chiamparino, colleghe, colleghi e assessori. Non nascondo l’emozione di intervenire per la prima volta in quest’aula, consapevole della grande responsabilità che abbiamo e che alle nostre parole, alle nostre scelte, alla nostra capacità di mettere in campo le giuste politiche è legato il futuro di questa Regione e dei suoi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/44W-EJ5mTNc" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Grazie sig. Presidente,</p>
<p>Buongiorno Presidente Chiamparino, colleghe, colleghi e assessori.</p>
<p>Non nascondo l’emozione di intervenire per la prima volta in quest’aula, consapevole della grande responsabilità che abbiamo e che alle nostre parole, alle nostre scelte, alla nostra capacità di mettere in campo le giuste politiche è legato il futuro di questa Regione e dei suoi cittadini.<br />
Ho ascoltato con attenzione e con soddisfazione l’esposizione del programma di governo del presidente Sergio Chiamparino. Sono convinto che la strada indicata sia quella giusta … così come di altissima qualità è la squadra messa in campo dal Presidente per la sua azione di governo.</p>
<p>Per questioni di tempo mi soffermerò solamente su alcuni punti programmatici che ci sono stati presentati oggi:<br />
condivido la <strong>centralità del lavoro</strong> come cifra di tutto il nostro operato. Il lavoro è la <strong>priorità dalla quale ripartire</strong>, perché come ha detto il Presidente della Repubblica domenica scorsa: «Se i giovani non trovano lavoro l&#8217;Italia è finita». Oggi diventa ancora più evidente come mai i padri Costituenti decisero di fondare tutto l’impianto democratico e la carta fondamentale sul lavoro. Senza di esso le persone perdono la capacità di essere autonome, di affrontare la vita con serenità e di contribuire al miglioramento della società. Occorre <strong>reagire alla grande crisi che ha colpito l’Italia e il Piemonte con coraggio e creatività</strong>. Bene ha detto il Presidente Chiamparino: il Piemonte deve tornare a investire in <strong>ricerca</strong> e <strong>innovazione</strong> e nella <strong>valorizzazione del proprio territorio</strong> e delle proprie <strong>bellezze</strong>. Sarà necessario dare priorità ai giovani e agli adulti espulsi dal mercato del lavoro, perché la nostra azione deve sempre partire dai più deboli, dai più fragili, da chi è rimasto indietro, soprattutto in un tempo di scarsità di risorse nel quale sono proprio i più fragili a pagare per primi e di più.</p>
<p>Con una difficoltà in più per noi. Non si tratta di rimettere semplicemente in moto un sistema. Sappiamo tutti che la difficoltà più grande che ci impone questo momento di crisi consiste nel doppio movimento che dobbiamo essere capaci di attivare: mentre risolviamo i problemi concreti in risposta alle legittime aspettative nei nostri confronti da parte dei cittadini (sanità, trasporti, formazione, scuola, lavoro)  dobbiamo essere in grado di<strong> immaginare un nuovo futuro produttivo</strong>, che avrà certamente dei punti in comune con il passato, ma che dovrà necessariamente aprire <strong>nuovi scenari</strong>. Per capire dove investire dovremo avere la capacità di rispondere alla domanda <strong>“qual è il futuro del Piemonte?” Qual è la sua vocazione?</strong></p>
<p>Bene ha fatto il presidente a indicare nell’innovazione, nel binomio <strong>“Natura e Cultura”</strong> e nella <strong>credibilità delle Istituzioni</strong> come le vie maestre da cui passare.<br />
Il nostro territorio con le proprie eccellenze naturali e artistiche deve essere motore di sviluppo e di attrazione.<br />
Sul tema della credibilità delle Istituzioni, sappiamo quanto oggi questo sia il punto più importante, senza il quale ogni nostra politica rischia di non essere compresa, accettata dai cittadini. Senza fiducia nelle istituzioni l’impalcatura crolla.</p>
<p>C’è una questione, però, che è fondativa, che tiene insieme tutto quello che ho appena richiamato e che sorregge il nostro vivere comune. Si tratta, per usare una parola fin troppo abusata, della <strong>LEGALITA’</strong>. Ringrazio il Presidente Chiamparino per averla inserita tra i temi prioritari da cui partire e ne ha già parlato il collega Grimaldi nel suo intervento. Sappiamo bene come <strong>in democrazia il rispetto delle regole sia garanzia di uguaglianza</strong>. Gli avvenimenti degli ultimi anni, e non solo delle ultime settimane, ci hanno consegnato l’urgenza del problema della legalità anche nella nostra Regione.<br />
Si pensi al perché siamo seduti oggi in questo Consiglio <strong>con un anno di anticipo</strong>, al fenomeno dell’<strong>evasione fiscale</strong>, alla piaga della <strong>corruzione</strong>.<br />
Si pensi a quanto abbiamo potuto apprendere, all’inizio sgomenti, increduli, dalle maggiori operazioni delle DDA di Torino e Milano, che ci hanno mostrato come le mafie e in particolare la ‘<strong>ndrangheta</strong>, siano <strong>radicate</strong> nella nostra regione. Una questione che negli ultimi giorni ha ancora occupato le pagine dei giornali locali a seguito dell’operazione della magistratura denominata “san Michele” e che ancora una volta ci ha ricordato come anche i nostri territori non siano immuni dalla presenza mafiosa. Non ce n’era bisogno perché lo sapevamo già grazie alle operazioni che dal 2011 a oggi hanno interessato i nostri territori:</p>
<p>si pensi alle operazioni Minotauro (191arresti nel luglio del 2011), Alba Chiara, Colpo di coda, Esilio, Tutto in famiglia, Il Crimine/Infinito (lombarda, ma che ha toccato seriamente Novara). Abbiamo imparato da tutto questo che in decenni di sottovalutazione e negazione del problema la ‘ndrangheta ha potuto tranquillamente <strong>radicarsi</strong> a casa nostra. Lo ha fatto da un punto di vista <strong>militare</strong>, lo ha fatto invadendo (a volte colonizzando) pezzi  della nostra <strong>economia</strong> (si pensi al movimento terra, al gioco d’azzardo, alla gestione dei rifiuti, al mondo della sanità). Lo ha fatto cercando (e a volte riuscendo) a interloquire con la <strong>politica</strong> e riuscendo anche, nei casi più gravi a condizionare le <strong>istituzioni</strong>: <strong>si pensi ai Comuni sciolti per condizionamento mafioso: Leinì (marzo 2012), Rivarolo Canavese (maggio 2012)</strong>. Il tutto in una situazione ambientale e culturale che sfata il mito di una pretesa diversità culturale dei nostri territori come si evince anche dall’ultima ricerca dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano diretto da Nando Dalla Chiesa, presentato a Torino, in occasione della visita della Commissione Parlamentare antimafia nei giorni scorsi.<br />
Non si tratta di fenomeni isolati. Si tratta, piuttosto, di una <strong>metamorfosi della nostra società</strong> che dobbiamo avere la lucidità di leggere e di capire per poterla modificare. Di un fenomeno, quello mafioso, che trova spazio in una comunità dove l’illegalità non è prerogativa dei mafiosi, ma dove questi ultimi sono in compagnia di un’ampia zona grigia in un contesto troppo spesso accogliente.</p>
<p>Non mi appassiona il dibattito su <em>quanta</em> mafia c’è. E’ una domanda sbagliata. Parte dal presupposto che se nel nostro territorio c’è meno mafia, allora possiamo stare tranquilli. È come se ci dovessimo preoccupare solamente se la magistratura ci dicesse che ci sono tanti mafiosi che commettono molti delitti.</p>
<p>Oggi le domande che dobbiamo porci devono essere diverse:</p>
<ol>
<li>Non<em> quanto, </em>ma <em>Come</em> è presente la mafia? E soprattutto</li>
<li>Come fare a <em>chiudere le porte?</em></li>
</ol>
<p>Per capire il <em>come si radica la mafia</em> dobbiamo studiare gli atti giudiziari e i testi degli studiosi. Da qui devono scaturire politiche di prevenzione e contrasto specifiche all’interno di un progetto politico ampio: un’idea di società alternativa che richiede un impegno da parte di tutti.</p>
<p>Ci sono due avverbi, uno di tempo e l’altro di spazio che secondo me ci devono fare da guida in questa situazione: <strong>Prima</strong> e <strong>fuori</strong>.</p>
<p><strong>P r i m a</strong> . Quando lamagistratura ci dice che in undato territorio è presente, inmaniera organizzata, ungruppo mafioso è già troppotardi. È evidente che, a causa della sua natura, che è accertativa, essa arriva <strong>dopo.</strong>Quanto tempo, quantireati, quante prove raccoltesono necessari per arrivare aparlare di mafia per i giudici? Quando essihanno gli elementi per dirlogiudiziariamente per lasocietà è troppo tardi, il tessuto sociale è giàfortemente ammalato. Noi dobbiamo arrivare prima. Il secondo avverbio è <strong>F u o r i.</strong> Se “la forza delle mafiesta fuori dalla mafia”, nella sua capacità di stringere relazioni fuori dal sodalizio criminale, alloraanche l’antimafia deveconcentrarsi soprattutto sul“fuori”, sui rapporti consegmenti della politica, delmondo economico, delleistituzioni e rafforzare sestessa nella capacità dicostruire comunità alternativealle mafie. Certi legami vanno recisi con fermezza e decisione.Dobbiamo avere la capacità di lavorareseriamente e profondamentesul “<strong>capitale sociale</strong>” dellemafie, sui “<strong>fattori di contesto</strong>”che ne facilitano il trapianto,sui “<strong>luoghi della resa</strong>” che alimentano il cono d’ombra.</p>
<p>Signor Presidente, non si tratta solo di una questione morale o di natura giudiziaria e non risolveremo questa situazione con una due leggi in più o migliori di quelle esistenti. Si tratta di sopravvivenza, tanto più in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. L’economia malata blocca quella buona, blocca gli investimenti esteri, ci condanna a non uscire dalla crisi o a restarci più a lungo. La cultura mafiosa rischia di conquistare sempre più spazi.</p>
<p>Sarà necessaria una strategia complessiva. Se c’è un insegnamento che ci arriva dalla storia dell’antimafia è proprio la consapevolezza secondo la quale, per liberarci dalle mafie, non è sufficiente la sola repressione ma sono necessarie una politica credibile, delle buone leggi, una scuola funzionante, insieme a politiche attive del lavoro. Tutto questo non può essere un compito relegabile alle sole forze dell’ordine o alla magistratura, ma spetta agli insegnanti, alle agenzie educative, agli imprenditori, ai cittadini, ma prima di tutti alla politica. Si tratta, inoltre, di un compito che non si può portare avanti in isolamento: occorre “mettersi insieme”, unire le energie, perché le mafie sono organizzate, sono efficienti ed efficaci e se vogliamo avere qualche speranza di vincere dobbiamo esserlo anche noi.</p>
<p>Sarà necessario nei prossimi anni:</p>
<ul>
<li>incentivare la lotta all’evasione fiscale e alla corruzione</li>
<li>promuovere più controlli negli ambiti a rischio (come ad esempio appalti pubblici, cave e rifiuti)</li>
<li>rivedere le normative di ambiti “sensibili” quale certamente è quello delle cave. (lo abbiamo visto anche nelle ultime cronache: in val di susa la cava discarica)</li>
<li>promuovere la formazione permanente di amministratori e dipendenti della PA.</li>
<li>promuovere <strong>il riutilizzo sociale dei beni confiscati</strong>. Dobbiamo renderli simboli, bandiere della società che vogliamo costruire. Le riflessioni sui beni confiscati non dovranno essere solo di natura economica (mi conviene o non mi conviene, lo vendo o lo affitto). Si tratta di una finestra dalla quale guardare all’Italia e al Piemonte del futuro che dobbiamo ancora costruire, nella quale, speriamo, non ci sia spazio per le mafie.Un bene confiscato alle mafie e riutilizzato socialmente, che porta alla collettività “cose buone”, è un successo delle Istituzioni e della società civile migliori, ma soprattutto la prefigurazione del mondo che vorremmo. Permettetemi, in questa sede, un riferimento al mio territorio, dove a Miasino (NO), sul lago d’Orta è presente il Castello di Miasino, appunto, dimora da fiaba confiscata al boss Galasso anni fa e ancora in mano a una società riconducibile alla famiglia del boss al quale è stato sequestrato. Tutto questo non è accettabile. Quel bene deve portare lavoro ai giovani del nostro territorio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovremo valutare, colleghi, se riproporre la Commissione speciale con compiti di indagine conoscitivi per la promozione della cultura della legalità e per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata o se dotarci di altri strumenti con lo scopo di <strong>studiare</strong>il fenomeno e di<strong>proporre politiche di prevenzione e contrasto alle mafie.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo credo sia oggi un nostro dovere. Dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere: per le Istituzioni, per i cittadini e per le generazioni future.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervento programmatico del Presidente Chiamparino</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/07/09/intervento-programmatico-del-presidente-chiamparino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 11:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[programma]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Chiamparino]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto potete leggere il testo che riporta le linee programmatiche del Presidente Chiamparino presentate ieri durante il Consiglio Regionale del Piemonte. L&#8217;intervento integrale è disponibile qui IL LAVORO AL PRIMO POSTO Il lavoro sarà l’alfa e l’omega di questa legislatura. E’ la speranza, il futuro, la base di ogni cittadinanza. Nella regione che ha guidato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/chiamparino_08_07_2014.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-468" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/chiamparino_08_07_2014.jpg" alt="chiamparino_08_07_2014" width="712" height="475" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/chiamparino_08_07_2014.jpg 712w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/chiamparino_08_07_2014-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/chiamparino_08_07_2014-700x467.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/chiamparino_08_07_2014-175x117.jpg 175w" sizes="auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px" /></a></p>
<p>Sotto potete leggere il testo che riporta le linee programmatiche del Presidente Chiamparino presentate ieri durante il Consiglio Regionale del Piemonte.</p>
<p>L&#8217;intervento integrale è disponibile <a href="http://158.102.16.77/player/OSMF/templates/consreg/player.html?src=rtmp://158.102.16.77/scheduled_live_2_1/mp4:1/recorded/REC_CH_1_2014_07_08_10_00_57.f4v&amp;fv_clipStartTime=120&amp;fv_clipEndTime=18793" target="_blank">qui</a></p>
<p><strong>IL LAVORO AL PRIMO POSTO</strong><br />
Il lavoro sarà l’alfa e l’omega di questa legislatura. E’ la speranza, il futuro, la base di ogni cittadinanza. Nella regione che ha guidato la rivoluzione manifatturiera italiana deve compiersi una nuova rivoluzione. Per sostenerla, punteremo su azioni specifiche e su altre più generali. Vogliamo creare un ambiente amico del lavoro e<br />
dell’impresa, stabilire con le imprese e le parti sociali un rapporto di ascolto reciproco e di decisioni condivise, nello spirito di una grande comunità del lavoro.</p>
<p><strong>LA MACCHINA REGIONALE</strong><br />
Ma per far ripartire il Piemonte occorre per prima cosa rendere più efficiente e più giusta la macchina regionale. Vogliamo ridurre i costi della politica, allineando le indennità dei consiglieri a quelle del sindaco di un capoluogo. E far nascere un nuovo strumento per la legalità, che dopo i passaggi previsti possa collaborare con esperti esterni. Una maggiore trasparenza si ottiene anche semplificando le procedure e riducendo la<br />
burocrazia, utilizzando i Fondi europei per digitalizzare e rendere accessibili in rete tutti i dati sugli appalti e le gare. Vogliamo cancellare le normative ambigue e in contraddizione tra loro, armonizzando le autorizzazioni richieste dai Comuni e da altri enti, promuovendo l’autocertificazione, rendendo digitale lo sportello unico e lanciando le zone a Burocrazia zero. Infine, vogliamo creare una centrale unica per le riscossioni, uno strumento amichevole e accessibile. Per essere trasparente e credibile, una Regione deve anche onorare i suoi debiti:<br />
oggi i tempi dei pagamenti ai fornitori sono intollerabilmente lunghi, vogliamo ridurli a 60 giorni, o al massimo a 90, utilizzando la legge 35 e sapendo che questa operazione non sarà indolore rispetto a un bilancio reso già molto<br />
rigido dal debito. Ma si tratta di una questione di giustizia, e, appunto, di credibilità del nostro ente. Oggi sappiamo, infatti, che ci aspettano anni difficili dal punto di vista dei conti: con 8 miliardi e mezzo di debito e rate di copertura fino a 450 milioni all’anno, i margini di manovra della Regione sono e resteranno esigui, ma vale la<br />
pena di utilizzarli al meglio e di impegnarsi per la copertura del debito. In luglio presenteremo il nuovo assestamento. Bisogna dunque scegliere bene. Riformare gli Enti Locali e la macchina regionale, come prevedono i cambiamenti del Titolo V della Costituzione, non significa farsi prendere da una bulimia delle competenze. Al contrario, la Regione deve concentrarsi sulle sue funzioni primarie: programmare e legiferare. I compiti di gestione spettano invece alle strutture più vicine ai cittadini, ai Comuni e alle loro aggregazioni, prima fra tutte la Città metropolitana, che in tutta Europa si sta dimostrando un efficace vettore<br />
istituzionale e che deve restare in equilibrio con il resto del territorio. Vogliamo fare ordine nella nostra casa,<br />
scegliendo un Direttore generale e razionalizzando le direzioni, e riordinando anche le società partecipate. Devono essere conservate le funzioni strategiche, quelle che aiutano la modernizzazione, promuovono la digitalizzazione e sostengono l’accesso al credito. Il resto può essere messo sul mercato, accorpato o in alcuni<br />
casi eliminato.</p>
<p><strong>LA SANITA’</strong><br />
Garantire uno stato di salute sempre migliore per le persone, diminuendo le liste di attesa, attirare investimenti, promuovere una sanità pubblica sostenibile sul piano finanziario, evitando di appesantire il carico fiscale e se possibile riducendo i ticket a carico dei cittadini sono i nostri principali obiettivi. La programmazione non può essere “calata dall’alto”, ma va costruita insieme ai sindaci e a tutti i protagonisti del sistema sanitario regionale. L’integrazione tra pubblico e privato è possibile, a condizione che indirizzi e controlli pubblici siano puntuali e efficaci e che i privati concorrano al loro raggiungimento. Per realizzare queste linee, occorre una riorganizzazione della rete ospedaliera, un nuovo patto per la salute del Piemonte. Ciò significa integrare la rete territoriale con gli ospedali, rilanciando la prevenzione e i modelli positivi negli stili di vita, anche attraverso lo sport e<br />
l’educazione alimentare. La medicina di base deve essere la prima tappa della presa in carico (e non dello ‘scarico’) del paziente, attraverso un lavoro integrato e organizzato che non si limiti alla produzione di ricette. Una efficiente rete di strutture di emergenza e un’adeguata continuità assistenziale può consentire anche il mantenimento di presidi sul territorio, in grado di accogliere e i pazienti e le loro famiglie. E’ altrettanto importante procedere nella centralizzazione degli acquisti, coordinando il lavoro di SCR con quello delle ASL di quadrante. L’assessorato deve restare il luogo della programmazione e del controllo, ed essere riorganizzato in questa direzione. Occorre un esame attento della situazione edilizia dei nostri ospedali, che valuti i costi e i rischi connessi alla vetustà di molti di loro e alle possibilità di riammodernamento e ristrutturazione. Le Città della Salute di Torino, nell’area del Lingotto, e di Novara e il decollo dei nuovi ospedali di Biella e di Alba-Bra sono al centro di questo progetto, che prevede anche il rilancio di un tavolo di programma con l’Università e la progettazione di un sistema di finanziamento pubblico-privato.</p>
<p><strong>I TRASPORTI E LE INFRASTRUTTURE</strong><br />
Sono di questi giorni le cronache di “ordinari” episodi di cattivo funzionamento, che ci dicono quali sfide e quali impegni abbiamo davanti. I nostri obiettivi principali sono la programmazione integrata del trasporto gomma/rotaia, attraverso lo sviluppo del progetto di Metropolitana regionale; la liberalizzazione (che non significa privatizzazione) attraverso gare per lotti funzionali e la revisione del contratto di servizio<br />
con Trenitalia, che già a partire dal 2016 ha l’obbligo di consentire e agevolare l’ingresso di eventuali altri gestori. Vogliamo ottenere un contratto di servizio anche con RFI, corresponsabile con Trenitalia di ritardi e disservizi.<br />
Attraverso le gare, sarà possibile ottenere risparmi importanti (da una media di 13 euro treno/chilometro a una di 10 euro, come è già avvenuto nelle Regioni che le hanno affrontate), da destinare al miglioramento e al prolungamento serale e festivo del servizio. Le gare consentiranno anche l’introduzione di nuovi convogli, più moderni e confortevoli, e il ripristino di alcune delle tratte cancellate negli ultimi anni. Infine, vogliamo fermare l’aumento delle tariffe (+ 34 per cento in soli due anni), sia rinnovando la carta tutto treno a 120 euro sia creando un bonus famiglia sulla base del reddito. Queste linee di azione non sono in alternativa alle grandi opere già avviate, come la Torino-Lione, che dobbiamo accompagnare scegliendo tra una politica di facilities distribuite a pioggia o progetti di crescita duratura della Val Susa. Per farlo, servono il confronto costante e una cabina di pilotaggio con i sindaci, che cancelli per sempre il ‘gioco dell’oca’ secondo il quale ogni volta si ricomincia da capo. Anche il terzo valico è essenziale per garantire la crescita dei flussi in direzione Nord-Sud, in un’Italia che cresce troppo poco, e l’indispensabile collegamento tra la nostra regione e i porti liguri. Per questo proponiamo di prevenire proteste e incomprensioni, creando da subito un tavolo simile all’Osservatorio già sperimentato per la Torino-Lione. La Pedemontana di Biella, la Asti Cuneo e la viabilità dell’area metropolitana sono altre priorità da perseguire in questo quadro.</p>
<p><strong>INNOVAZIONE, GIOVANI, CRESCITA</strong><br />
Fare innovazione in Piemonte significa, prima di tutto, avere la capacità di attirare nuove risorse umane. La sfida è quella di garantire migliori opportunità di studio e formazione per i giovani, attirandoli anche da altre regioni e altri paesi, è al centro del nostro programma. Vogliamo ripristinare il livello di borse di studio precedente gli ultimi taglia, assegnandole a tutti coloro che ne hanno diritto: significa uno sforzo per trovare dieci milioni di euro all’anno, ma riteniamo che ne valga la pena. Vogliamo colmare la distanza che ancora ci separa da altre regioni italiane e dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea nella lotta alla dispersione scolastica (oggi in Piemonte è al 15 per cento, deve scendere al 10) e nella percentuale di laureati tra i giovani, che deve risalire dall’attuale 23 per cento verso il 40 per cento. Intanto, il Piemonte ha già in parte anticipato il Piano Garanzia Giovani che sta per partire in Italia: il portale regionale è attivo da aprile e ha già 5.000 iscritti, che ricevono informazioni e servizi di orientamento, accompagnati da incontri nelle scuole. Si sono iscritte anche 88 tra aziende e raggruppamenti e centri per l’impiego, e da una settimana a questa parte è iniziata l’attività online di domanda e offerta di lavoro: 147 offerte, di cui 73 tirocini, 31 contratti brevi: da oggi, i candidati verranno selezionati per diversi ruoli, dal cuoco al saldatore, dall’ingegnere al meccanico. Nelle prossime settimane, gli stessi ragazzi e quelli che si aggiungeranno potranno accedere direttamente anche alle iniziative nazionali. Come è noto, i fondi europei 2014/2020 rappresentano una delle poche possibilità di finanziamento per far ripartire la crescita in Piemonte nei prossimi anni. Presenteremo in luglio il piano dettagliato dei progetti, ma intanto posso anticipare di aver trovato un buon livello di impostazione del lavoro già avviato dai nostri uffici, coerente con le priorità indicate dall’Unione Europea in materia di ICT, sostegno alle PMI e sostenibilità ambientale. Vogliamo concentrare i nostri sforzi su alcuni filoni precisi, come i poli e le piattaforme tecnologiche, l’informatizzazione della pubblica amministrazione, il sostegno al credito. Il principio di base è quello di intrecciare tra loro innovazione tecnologica e innovazione sociale, attraverso “pacchetti” integrati che puntino su sviluppo della ricerca, investimenti innovativi, partecipazione al mercato del lavoro e accompagnamento al lavoro attraverso la formazione, pensando innanzi tutto alle donne e ai giovani. Non ci sono solo FESR e FSE: vogliamo creare una cabina di regia che metta insieme alla Regione l’Università e il Politecnico, le fondazioni bancarie e gli istituti di ricerca per coordinare l’accesso alle altre opportunità di finanziamento europeo. Vogliamo rilanciare gli investimenti esteri, affiancando ai servizi che già si occupano di sostenere l’export delle imprese piemontesi (outcoming) una nuova agenzia di promozione dell’incoming, capace di far conoscere in tutto il mondo le risorse, il saper fare e la qualità della vita che si possono trovare in Piemonte. Ma vogliamo anche che i nostri prodotti tornino ad affermarsi in tutto il mondo come è avvenuto negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. La Fiat e l’automotive, dopo il positivo lancio del polo Maserati, potranno così affiancare al segmento Premium una linea di produzione per un motore ecosostenibile. Tutto questo può avvenire in un quadro di relazioni sindacali adeguate, flessibili non tanto rispetto alla stabilità del lavoro quanto alle dinamiche dei mercati e alle differenze nell’andamento della produzione. Le decisioni devono essere partecipate e non “comandate”.</p>
<p><strong>TERRITORIO E CRESCITA</strong><br />
Natura, territorio, paesaggio vanno preservati non già come un patrimonio incontaminato e intangibile, ma attraverso il lavoro intelligente dell’uomo. Occorre ridurre il consumo di suolo e accompagnare la promozione della nostra regione con un costante impegno di riambientazione paesaggistica, come dovrà avvenire nelle Langhe e nel Roero dove occorre ridurre con opportuni interventi l’impatto visivo di capannoni e antenne. Vogliamo investire sulle risorse locali, offrendo nuove opportunità anche occupazionali a chi vive in montagna o vuole tornarci, sfruttando in modo intelligente l’acqua e l’energia e promuovendo infrastrutture immateriali. Vogliamo puntare sul turismo naturalistico, che può fare del Piemonte una grande palestra a cielo aperto.</p>
<p><strong>AGRICOLTURA</strong><br />
L’agricoltura è un asse portante dell’economia piemontese, un settore che ha ‘tenuto’ di fronte alla crisi ma che ora ha bisogno di sostegno e di innovazione. Partendo dal PAC nazionale, che ha garantito in misura accettabile le tradizionali produzioni piemontesi, e con un uso opportuno del PSR occorre accentuare le specificità della nostra regione: la filiera corta e garantita, l’inserimento dei prodotti locali di qualità nelle grandi reti distributive, la collaborazione con l’Università e l’Istituto Zooprofilattico per il costante sviluppo delle garanzie di sicurezza alimentare e di crescita della qualità.</p>
<p><strong>EXPO, TURISMO E CULTURA</strong><br />
La terra e il paesaggio sono alla base del nostro turismo, la cultura ne è il polo trainante. L’Expo è una opportunità da non mancare, il Piemonte ha la tradizione e la cultura per aiutare l’Expo a realizzarsi in modo buono, pulito e giusto. ExPie e ExTo sono gli strumenti per far conoscere la nostra regione a questo appuntamento, portando all’Expo i nostri prodotti, i nostri territori, la cultura della sicurezza alimentare e proponendo ai visitatori percorsi che colleghino i prodotti con i luoghi dove sono nati. Il turismo è un settore in crescita che richiede progetti mirati, una governance efficace che consenta alle nostre attrazioni più importanti, come le Langhe, le Residenze Sabaude, i Sacri Monti e le Fortezze come Fenestrelle e Exilles, di farsi conoscere meglio e di più nel mondo, con azioni di promozione realizzate insieme ai soggetti privati e al mercato. Parallelamente, occorre investire sulla promozione dei grandi eventi, a cominciare dal turismo sportivo, che con i Giochi Olimpici e i Master Games ha già dimostrato tutte le sue potenzialità, e che ora deve proiettarsi in direzione di Torino Capitale dello Sport 2015. Piste ciclabili, sentieri e rifugi montani sono un altro ingrediente-chiave del successo. La cultura è per il Piemonte traino turistico e motore di crescita civile. Vogliamo muoverci lungo due linee parallele, da un lato la conservazione e la divulgazione del nostro grande patrimonio artistico e storico, che si sta già affermando grazie al balzo in avanti dei grandi musei e dei beni artistici (Egizio, Cinema, Gam e Venaria, per citare solo gli esempi più eclatanti) e che rappresenta un grande fattore di innovazione e di crescita per la nostra comunità. Dall’altro lato, la cultura deve calarsi nel vissuto delle persone e interagire costantemente con il mercato. Non è solo un obbligo che deriva dalla scarsità delle risorse: siamo convinti che sia una costante e positiva tensione con il mercato la leva che può trasformare le idee in realtà quotidiana. La cultura è lavoro, non soltanto nel senso dei posti di lavoro che in essa si possono far crescere, ma nel senso più profondo che collega ogni atto e ogni sapere umano, come ci ha fatto capire Carlin Petrini affermando che “mangiare è un atto culturale”. In questo quadro, la contemporaneità assume un ruolo centrale e richiede spazi e atelier creativi permanenti per fare interagire la produzione artistica e la creatività giovanile con il mercato internazionale. Occorre fare sistema con i depositi della contemporaneità, dal Museo di Rivoli ai soggetti privati come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo o la Fondazione Merz, attraendo e rivitalizzando la presenza di artisti.</p>
<p><strong>COESIONE SOCIALE E DIRITTI</strong><br />
Senza coesione sociale non c’è crescita né cittadinanza. Lavoro e sostegno al reddito sono i cardini dei diritti fondamentali di tutti i piemontesi, così come la casa e la scuola, da declinare intorno alla centralità della famiglia come cellula-base di una comunità che è cambiata (sul piano demografico, sociale, culturale) e di politiche sociali che devono avere nella civil partnership il proprio punto di riferimento. In questa direzione vogliamo agire anche con un sostegno particolare alle politiche per l’infanzia, con l’obiettivo di offrire a tutte le famiglie la possibilità di poter inserire negli asili nido e nelle scuole materne i propri figli, liberando così anche nuove potenzialità di lavoro delle donne. Più specificamente, vogliamo intervenire sul piano del lavoro e del sostegno al reddito, attraverso i tavoli di crisi e le misure di accompagnamento, di prevenzione e di garanzia degli stanziamenti per la cassa in deroga. Le politiche per la casa devono passare attraverso un piano di riordino delle ATC e un piano di housing che risponda a bisogni ormai molto differenziati (edilizia sociale, edilizia convenzionata, edilizia universitaria) e che attinga i suoi finanziamenti e le sue risorse nel pubblico, nel privato e nel privato sociale. Il Piemonte farà la sua parte anche per sostenere attivamente le politiche del Governo, della UE e delle Nazioni Unite sul fronte dei corridoi umanitari e dell’accoglienza ai profughi che arrivano dalle zone di conflitto, coinvolgendo quando necessario anche la Protezione civile.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Sono queste le linee-guida dalle quali partiremo anche per coordinarci con altre Regioni (per esempio le regioni alpine) e per far sentire con più forza al Governo la voce del Piemonte. Ci prepariamo a governare con l’umiltà di chi sa di non avere la verità in tasca e per questo intende ascoltare, e con la determinazione di chi vuole decidere: con l’ascolto la democrazia si arricchisce, con la decisione si rafforza e vince! Vogliamo far ripartire il Piemonte con l’Italia. Un passo avanti come sempre è stato.</p>
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