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	<title>san giusto canavese &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>A partire dalla villa di San Giusto si rilanci l’impegno per il recupero dei beni confiscati alle mafie</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2020 13:36:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che fine hanno fatto i fondi stanziati da Regione Piemonte, con la DGR 31-1050 del 21/02/2020, per il recupero della villa sequestrata al broker di cocaina Nicola Assisi a San Giusto Canavese? Come mai i lavori di messa in sicurezza del bene non sono ancora partiti? Queste le domande che il Consigliere Regionale Domenico Rossi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Che fine hanno fatto i fondi stanziati da Regione Piemonte, con la DGR 31-1050 del 21/02/2020, per il recupero della villa sequestrata al broker di cocaina Nicola Assisi a San Giusto Canavese? Come mai i lavori di messa in sicurezza del bene non sono ancora partiti? Queste le domande che il Consigliere Regionale Domenico Rossi ha rivolto al Presidente Cirio nell’odierno question time. “Non abbassiamo la guardia &#8211; dichiara il Consigliere Dem &#8211; a maggior ragione in un momento come questo in cui le mafie tornano ad essere forti approfittando delle falle aperte dalla crisi: tra le molte attenzioni che dobbiamo avere c’è quella verso i beni confiscati e per questo ho chiesto conto dell’impegno preso dalla Giunta a finanziare l’intervento di recupero della villa per un valore di 100.000 mila euro”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore Tronzano ha risposto che Regione Piemonte ha stanziato la somma con la sottoscrizione dell’accordo di programma già a febbraio, ma gli altri soggetti coinvolti hanno aderito solo nei mesi successivi: Città metropolitana a fine marzo, il Comune di San Giusto a fine aprile e la Prefettura di Torino solamente settimana scorsa. Solo quando sarà perfezionata l’adesione all’accordo di programma da parte di tutti i sottoscrittori la prima tranche del contributo verrà liquidata da Regione Piemonte. A quel punto toccherà a Città metropolitana procedere con i lavori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non basta la parte repressiva. La lotta alle mafie passa da un’instancabile opera sociale, culturale e di rilancio economico. Tutti ingredienti che troviamo nel riutilizzo sociale dei beni confiscati” spiegano i consiglieri Domenico Rossi e Diego Sarno.  “Non si devono tollerare ritardi o rallentamenti da parte degli enti interessati. E’ fondamentale, inoltre  &#8211; concludono i consiglieri &#8211; che la Regione non interrompa gli investimenti messi in campo negli anni scorsi a sostegno dei Comuni che vedono un bene confiscato presente sul loro territorio. Oggi, più che mai, i beni riutilizzati devono diventare il segno vivo della Repubblica”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un grido di allarme per San Giusto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 13:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[“E’ un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato quello che lancia Libera questa mattina dalle pagine de La Stampa (Cliccate qui per leggere l&#8217;articolo) : non possiamo alzare bandiera bianca sul recupero della villa confiscata alla mafia di San Giusto Canavese”. Così il consigliere regionale e vicepresidente della commissione antimafia, Domenico Rossi, commenta la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“E’ un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato quello che lancia Libera questa mattina dalle pagine de La Stampa (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/san-giusto-25_9_18.pdf" target="_blank" rel="noopener">Cliccate qui per leggere l&#8217;articolo</a>) : non possiamo alzare bandiera bianca sul recupero della villa confiscata alla mafia di San Giusto Canavese”. Così il consigliere regionale e vicepresidente della commissione antimafia, Domenico Rossi, commenta la sollecitazione di Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte. “Le istituzioni &#8211; aggiunge Rossi &#8211; non possono restare indifferenti di fronte a un messaggio di prepotenza e arroganza mafioso come certamente è l’incendio della villa. A maggior ragione di fronte all’impegno dell’associazionismo che ha presidiato il bene giorno e notte proprio per dare un messaggio contrario all’indifferenza che tanto fa comodo alle mafie”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per manifestare vicinanza alla comunità di San Giusto una delegazione della Commissione </span><span style="font-weight: 400;">Legalità del Consiglio regionale del Piemonte ha visitato il bene lo scorso 20 luglio. “La nostra presenza voleva essere un messaggio chiaro ai cit</span><span style="font-weight: 400;">tadini, alle associazioni e alle istituzioni: il Consiglio Regionale c’è, condivide questa battaglia e loro non sono soli. </span><span style="font-weight: 400;">L’atto violento dello scorso 7 giugno evidenzia che l’azione delle istituzioni e della società civile sui beni confiscati è fondamentale: la strada del riuso sociale è quella giusta, mette in crisi i mafiosi”</span><span style="font-weight: 400;"> spiega Rossi </span><span style="font-weight: 400;">lanciando un appello: “</span><span style="font-weight: 400;">La città metropolitana si faccia carico del bene confiscato. Mi rivolgo alla Presidente Appendino affinché questo atto arrivi nel più breve tempo possibile insieme al messaggio che lo stato c’è ed è vicino ai sindaci e alle tante persone che si sono spese in prima persona”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I beni confiscati &#8211; conclude Rossi &#8211; devono diventare il segno della forza delle istituzioni che tornano in possesso di ciò che, con la forza, la violenza e il sopruso, è stato tolto alla comunità. Devono diventare il luogo in cui portare le scolaresche per raccontare la storia di un’Italia che resiste”.</span></p>
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